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Il commento omofobo di Lee Steele

14 gennaio 2012

Lee Steele, un giocatore dell’Oxford City, è stato licenziato per aver postato su Twitter un commento omofobo su Gareth Thomas, l’ex capitano della squadra gallese di rugby che ha dichiarato ormai qualche tempo fa la propria omosessualità. “E’ un atto seriamente contrario all’ethos del nostro club”, recita il comunicato ufficiale della società.

Riporto la notizia non solo perché vista da qui fa l’effetto di “uomo morde cane” ma anche per sottolineare che il “commento omofobo” non era una cosa particolarmente violenta e volgare, era quella che da noi si sarebbe qualificata come “una battuta”. L’incidente è nato dalla notizia che Gareth Thomas parteciperà alla versione vip del Grande Fratello e dal tweet di Lee Steele (testuale: “I wouldn’t fancy the bed next to Gareth Thomas #padlockmyarse”, tradotto: “Non mi andrebbe tanto il letto accanto a Gareth Thomas #michiudoilcxxoconunlucchetto”).

Poiché qui in Italia fintanto che non ricevi una coltellata non si tratta di omofobia, anzi se fai rilevare a uno che ha espresso un commento omofobo alla fine sei tu che gli devi chiedere scusa perché ovviamente stai tentando di conculcare la sua libertà di opinione, mi faceva piacere dare un piccolo esempio di cosa accade in paesi più maturi e civili del nostro. E stiamo parlando dell’Oxford City, una squadra di calcio, non dell’esercito della salvezza.

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45 commenti

  1. calvin2010 says:

    KARL: lo ripeto, tutte le discriminazioni sono sbagliate, ma essere gay in Italia è una tragedia, dire che chi è obeso è maltrattato dalla società e dallo stato come chi è gay è essere in malafede.
    Da dove viene allora l’omofobia? Perchè se tengo per mano il mio compagno per strada rischio di essere pestato, a differenza di due etero o di due obesi o di due miopi?
    Il perchè è il clima di denigrazione e deumanizzazione costante che i gay subiscono.
    Il punto è che molti italiani non difendono l’omofobia per una questione di libertà di parola, difendono proprio l’omofobia.

  2. @Calvin2010
    beh, parliamo di due cose differenti: un conto è il bullismo a scuola, un altro conto è la battuta volgare del singolo. Mi sembra di averlo detto anch’io che era una battuta volgare, ma nulla più di questo.

  3. @Calvin2010, commento delle 14:41
    questo è un altro discorso, però. Non stiamo parlando di un giocatore di rugby a cui è stato impedito di giocare perché gay, ma di un giocatore di rugby che ha fatto una battutaccia su un ex-giocatore gay. Sono due discorsi differenti, secondo me.

  4. plato says:

    l’episodio mi ricorda le parole del console buddenbrook http://i43.tinypic.com/n1b7gy.jpg (ho cancellato il superfluo)
    “in fondo tu non appartieni solo a te”: dice il console al fratello buffone. l’oxford city ha protetto il “buon nome” della società dall’opinione di un “buffone”, rievocando un sentimento borghese ormai perso(?) (tanto loro sono meglio…)

  5. BeatoPorco says:

    ci stavo pensando a proposito degli “animali da affezione” (i gatti, prossimamente gli asini e i cavalli) che è vietato mangiare per legge: qualsiasi animale è da affezione – o impuro – per qualcuno*; prossimamente tutti vegetariani, ma attenzione, ci sono anche quelli che parlano alle piante e abbracciano gli alberi…

    ormai, settemiliardi che siamo, è quasi impossibile fare dire o pensare alcunché che non irriti (insulti? ferisca?)qualcun altro. certo, bisogna avere anche la massa critica per poter gridare abbastanza forte…
    io sono vecchietto, e mi resta poco nella vasca dei pesci, tanti auguri a voi :)

    *vedi anche: ognuno è l’ebreo di qualcun altro

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