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We are the 98 percent e il coraggio di Fassina

25 novembre 2011

Parafrasando con inaspettata ironia il motto di Zuccotti Park, We are the 99 percent, il responsabile economico del Pd Stefano Fassina chiude il cerchio alle polemiche di questi giorni. Le sue parole circa le posizioni del partito sul mondo del lavoro e sulle ricette economiche dell’Europa sono riportate da Repubblica di oggi: “Nel Pd ci sono due linee, una – quella di Ichino, per intenderci – ha il 2 per cento, l’altra il 98 per cento”. Un bel coraggio, anzi meraviglioso.

Sento spesso parlare di “sano pluralismo”, ma credo che in questo momento di casino totale il pluralismo nel Pd sia più che altro “tossico”, almeno per la base più allargata. Parlo degli elettori che “simpatizzano” con i democratici e che leggendo sul Corriere del 23 ottobre il titolo “Pd, diciassette correnti in un partito solo” hanno avuto un moto d’animo paragonabile all’indignazione. E senza essere “indignados”. Perché sappiamo tutti che il Pd è un partito, non un movimento di protesta. Non siamo in mezzo a Occupy Wall Street, qui non si tratta di “incontrarsi e discutere per vedere se è possibile trovare le ragioni per impegnarsi in una protesta condivisa” come ci racconta Roberto Saviano nel suo reportage da Zuccotti Park. Un partito non può essere “una forza centrifuga – sempre Saviano su OWS – dove ciò che unisce è l’obiettivo, non la visione del mondo”.

Nel partito un leader c’è e si chiama Pierluigi Bersani, e sarebbe utile sentire una sola voce. Esiste pure un programma e una linea politica da seguire. Fassina ricorda che “il governo Monti non è il governo del Pd. Ci convivono forze politiche con idee e culture contrapposte, su cui il governo è chiamato a trovare un bilanciamento. Tenere chiaro il profilo del Pd è la migliore assicurazione per la durata di Monti”.

Ecco, se ci fosse un microfono umano anche qui, come tra le tende piazzate nel centro di New York, il mantra da ripetere alle persone vicine sarebbe proprio questo: “Tenere chiaro il profilo del Pd è la migliore assicurazione per la durata di Monti”. Il resto è noia, ovvero paginate di giornali su gossip, divisioni, correnti, imbarazzi e possibili scenari. Quanto alla richiesta di un nuovo congresso, oggi produrrebbe solo l’effetto di accontentare gli addetti ai lavori affamati di polemica per riempire pagine di giornale. Il sentimento del 99 per cento (nel senso di I’m the 99 per cent), i simpatizzanti a cui non piace più essere chiamati “militanti”, è riassumibile oggi nella frase di morettina memoria: “No, il dibattito no!”.

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  • johannes

    Nel PD ci sono due linee su uno dei maggiori problemi italiani, per entità e per arretratezza.

    Una sarà anche seguita dal 2%, ma è nota (da tempo, anche), e ben documentata.

    Quella del sedicente 98% qualcuno sa quale sia? Cosa dice?

    Quando parliamo di confronto, su cosa è che ci stiamo confrontando? Di cosa stiamo parlando? Perché nessuno riporta le proposte di riforma del mercato del lavoro di Fassina e della segreteria del PD?

    Sono d’accordo sulla rinuncia al dibattito, se il dibattito è parlare di niente.

  • uqbal

    Peccato solo che il profilo del PD per come lo vede Fassina vorrebbe dire defenestrare Monti domani (il tecnocrate europeo ammanicato con le lobby e figlio di una cultura sconfitta, parafrasando il Nostro).

  • http://vietatocosare.blogspot.com/ stefano

    @Johannes

    Enno pero’! Sono due giorni (per non dire mesi) che chi evidentemente non segue il PD ma ci mette un attimo a dare giudizi tranchant dice che non si conoscono le proposte di Fassina, e sono due giorni che si producono link su link a documenti che le mettono nero su bianco.
    Dalla crisi italiana si esce solo imparando a guardare i numeri prima di esprimere giudizi, per cui cominciamo a fare i compiti di persona: cerca la conferenza programmatica sul lavoro del PD su google, e li’ trovi le posizioni della segreteria.

    Se poi invece volevi dire che i media non se ne occupano e la dirigenza del partito non e’ capace di comunicarli, beh, su quello avresti sacrosanta ragione.

  • uqbal

    Stefano

    Il PD ha fatto una fatica enorme per produrre documenti (spesso illeggibili) su cui ora nel partito stesso non c’è unità (e se si trattasse veramente solo di quel 2%, e i liberal firmatari sono 5 di numero 5).

    Tali documenti sono stati spazzati via dalla politica (con Monti quel programma non vale nulla) e non torneranno mai più, se a Bersani riesce finalmente di baciare in bocca Casini.

    Quindi per forza i media non se ne occupano: so’ chiacchiere, e Fassina dovrebbe prendere qualcosa per l’acidità di stomaco.

  • gianniburzi

    I documenti prodotti alla conferenza sul lavoro (e anche tutte le altre posizioni del PD che ho letto, se devo essere sincero) mi sembrano piuttosto chiari e comprensibili, ho gia’ offerto una classe a Civati per spiegargliele, uqbal puo’ unirsi se vuole. Non sono nemmeno difficili da trovare, per chi possiede gli elementi base di pratica con gugol.
    Sul convincimento, invece, che i media non se ne occupino per la loro asserita irrilevanza, non ho rimedi da proporre: chi lo pensa si merita le paginate di Repubblica sui vuoti riciclati di Renzi.

  • lapid

    I documenti della linea Fassina sono chiarissimi : per esempio si dice che il lavoro precario deve costare di più del lavoro a tempo indeterminato.
    Quel che non si dice è come. Come vorrebbero realizzarlo ? Sono come al solito documenti di buoni propositi non di soluzioni. La proposta Ichino non sono linee guida o buoni propositi è una soluzione, magari sbagliata o non condivisibile ma chiara. Per questo tutti chiedono le soluzioni di Fassina, chiedono i provvedimenti non i propositi scritti nei documenti della conferenza del lavoro. A margine: se il PC è composto dal 2% di Ichino e dal 98% di DS, forse è meglio se quel 2% esce, lo dice e chiariamo questo grande imbroglio per alcuni elettori che non so se sono il 2%, ma che sicuramente ci sono e votano il PD sopratutto per gli Ichino.

  • http://www.ilsensocritico.wordpress.com ilsensocritico

    Io sul sito del PD leggo ciò:

    Le iniziative per combattere la precarietà:

    - Far convergere il costo degli oneri sociali complessivi sul lavoro dipendente intorno ad un livello intermedio tra quanto oggi viene versato per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e quanto invece viene versato per i lavoratori impigliati in contratti low cost (primo tassello di una complessiva riforma del sistema fiscale).
    - Introduzione di un salario o compenso minimo, determinato in riferimento agli accordi tra le parti sociali, per i lavoratori e le lavoratrici escluse dai contratti collettivi nazionali di lavoro.
    - Riforma degli ammortizzatori sociali. Devono riguardare tutti, non solo i lavoratori dipendenti. Adeguamento delle aliquote di finanziamento degli oneri sociali pagati dai datori di lavoro in relazione al numero dei dipendenti assunti con contratti a termine. Fissazione di un’indennità di conclusione dei contratti a carico dei datori di lavoro.

    A parte l’astrusità con cui vengono enunciate queste riforme mirabolanti [aspetto con ansia che Fassina mi spieghi il primo punto], mi chiedo: FISSAZIONE DI UN’INDENNITà DI CONCLUSIONE DEI CONTRATTI A CARICO DEI DATORI DI LAVORO non è per caso la flexsecurity di Ichino?

  • http://www.ilsensocritico.wordpress.com ilsensocritico

    Dal sito del PD:
    Le iniziative per combattere la precarietà:

    - Far convergere il costo degli oneri sociali complessivi sul lavoro dipendente intorno ad un livello intermedio tra quanto oggi viene versato per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e quanto invece viene versato per i lavoratori impigliati in contratti low cost (primo tassello di una complessiva riforma del sistema fiscale).
    - Introduzione di un salario o compenso minimo, determinato in riferimento agli accordi tra le parti sociali, per i lavoratori e le lavoratrici escluse dai contratti collettivi nazionali di lavoro.
    - Riforma degli ammortizzatori sociali. Devono riguardare tutti, non solo i lavoratori dipendenti. Adeguamento delle aliquote di finanziamento degli oneri sociali pagati dai datori di lavoro in relazione al numero dei dipendenti assunti con contratti a termine. Fissazione di un’indennità di conclusione dei contratti a carico dei datori di lavoro.

    Ora, a parte l’astrusità con cui vengono enunciate queste proposte [che significa il primo punto], le ultime due righe non equivalgono alla flexsecurity di Ichino?

  • fausto57

    Beh, se non altro intervenendo alla conferenza di Monza sulla piccola impresa ieri Bersani ha chiarito la storia delle due linee del PD (Fassina/Ichino). La linea del PD è quella che esprime Fassina. http://www.youdem.tv/doc/227005/bersani-basta-demagogie-nessuno-vince-da-solo.htm Chi non vuole sentirselo tutto può partire dal minuto 30 più o meno. “Com’è possibile che in un paese come l’italia vengano catalogate come posizioni di estrema sinistra posizioni che in tutto il mondo sono considerate liberali.”