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Quello che Beppe Grillo direbbe di Beppe Grullo

9 maggio 2012

“Ci sono due modi di non essere né di destra né di sinistra:
un modo di destra e uno di sinistra”
(Serge Quadruppani)

Siccome nessuno ha scritto un pezzo su Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle come lo scriverebbe Beppe Grillo stesso, allora ho deciso di scriverlo io. Ho provato a ricalcare il linguaggio di Grillo, stilemi, nomignoli, ipotesi cospirative, fallacie logiche e insinuazioni. Niente di quello che è qui scritto rispecchia, né nelle idee né nello stile, le opinioni di chi scrive.

È una parodia utile, credo, a mostrare come questo genere di qualunquismo paranoico sia deleterio e, in ultima analisi, inevitabilmente reazionario.

Mo’  vi mento 5 Stalle

È cominciata la caccia alle streghe. I poteri forti hanno deciso. Lo status quo va mantenuto, costi quel che costi. Politicanti e pennivendoli si sono messi a lavorare senza sosta per far prendere qualche voto al Mo’ vi mento. È lo specchietto per le allodole buono a riciclare il riciclabile, a conservare al potere la partitocrazia corrotta. La casta dei partiti ha mangiato la foglia, pronta ad aggiungere un posto alla ricca tavola dei rimborsi elettorali e delle nomine politiche. Tutto deve cambiare perché nulla cambi.

Lo sapevano già gli antichi romani, ripeti all’infinito una bugia e diventerà una verità. Il Movimento 5 Stalle fa paura, fa paura anche se raccoglie il letame sparso dagli altri partiti. Fa talmente paura che lo facciamo candidare in tutta Italia, gli facciamo noi la campagna elettorale, mobilitiamo tutti i nostri accoliti per votare quei quattro busoni eterodiretti dei grillini. O meglio, i grilletti: quelli che vengono sparati dal loro Grande Capo, Beppe Grullo, assieme alle sue cazzate sulla pelle dei cittadini. Sono i grilletti delle sue armi di distrazione di massa.

Sono tutti d’accordo per inchiodarsi alle loro poltrone, come politicanti ormai in carriera, assieme ai loro compari che gli hanno regalato titoli su tutti i giornali. Pensate che i giornalai abbiano parlato dell’enorme crescita dell’astensione? Della sconfitta del PDL? No, gli scribacchini come loro solito si sono prostituiti al miglior offerente, per nascondere sotto al tappeto quello che non gli conviene far sapere. Il Grande Capo fa la verginella, non ne sa niente. Lui è il campione dei cittadini informati. Però viene sorretto da tutti i poteri della prima e della seconda repubblica.

Per non scontentare nessuno, hanno reso omaggio a tutta la casta: sono più efficienti di Veltrusconi. Il primo sindaco l’hanno preso a Sarego, dove dominava la DC: ci vogliono far credere che tutta quella gente che votava per clientela ora sia improvvisamente rinsavita? A Parma, dove comandano le Coop e non si muove foglia che il PCI non voglia, il grilletto di turno prende un voto su cinque. Chissà quanti surgelati avrà dovuto comprare Puzzarotti. In Sicilia, la terra della Mafia (ma dove la crisi, ben sfruttata dal Mo’ vi mento, fa molto peggio), tutti i candidati non hanno aspettato un secondo per usare i celebri espedienti democristiani: Antonio Pesce detto Grillo, Giuseppe Culicchia detto Grillo. Sono diventati tutti grilli, o forse tutti grulli, là in città.

Qualche spirito libero, reo di aver criticato il Mo’ vi mento, è stato subito zittito dai media di regime. Con un riflesso pavloviano gli sgherri hanno difeso il loro padrone, riempiendosi la bocca di parole come “libertà”. Ma quale libertà? Quella di morire schiacciati da una pressa sul proprio posto di lavoro? Intanto, però, si stracciano le vesti e gridano al “terrorismo” per un banchiere colpito alle gambe da qualche squilibrato, guarda caso, il giorno prima delle elezioni. Pensano di essere riusciti a distogliere l’attenzione dall’unica vera rivoluzione, quella che li spazzerà via tutti.

Ci hanno ammaestrati ad andare dietro a un vecchio miliardario, che guida il suo partito come guida l’automobile (ma per quello non potrà essere condannato). Una balena che a forza di mangiare sulle nostre teste, ha più pancia di Trimalcione. Fagocita il nostro denaro da trent’anni, sempre professionalmente contro corrente, sempre sulla cresta dell’onda. Nel frattempo Casaleggio A$$ociati passa a ritirare il pizzo. Sono molto associati, sono associati a delinquere. È arrivato il momento di riscuotere la cambiale firmata col sangue dei sudditi. Loro non ce lo permetteranno, non gli conviene, ce lo permetteremo noi.

- Faticosa analisi di un post di Beppe Grillo

  • daricomp

    bravo!

  • atraum

    geniale!

  • Pingback: Links for 10/05/2012 | Giordani.org

  • Pingback: Quello che Beppe Grillo direbbe di Beppe Grullo | Distanti saluti

  • fabioa

    All’autore dell’articolo.

    Leggo che lei afferma che Riccardo Nuti avrebbe preso più di 3000 voti IN QUANTO nella lista elettorale (e non in campagna elettorale, né sulla scheda elettorale) di fianco al suo nome c’era la dicitura “detto Grillo”.

    Se è vero che c’era scritto “detto Grillo”, è del tutto falso che tale sia la ragione per la quale ha preso più di 3000 voti: nessuna preferenza a Nuti è data usando il nome “Grillo”, dati alla mano.

    Lei si rende conto che propagandando tale falsa affermazione sta esponendo la sua persona al rischio di denuncia, nonché ingiustamente infangando il buon nome di un onesto cittadino italiano?

    Lei sa, tra l’altro, che Riccardo Nuti tra le persone che lo conoscono poco, lì a Palermo, ma che conoscono il suo attivismo nel m5s, è chiamato proprio “Grillo”, per brevità?

    La prego di voler rettificare quanto da lei affermato, e la informo che darò notizia di quanto da lei riportato al diretto interessato.

  • http://www.distantisaluti.com Giovanni Fontana

    Fabio, criticare un post è legittimo e auspicato, ma dovresti almeno leggerlo per intero. Nell’introduzione è ben specificato, e addirittura sottolineato, che ciò che segue è una parodia benintesa come qualunquista e paranoica, e che quel tipo di concetti non deve essere sostenuto da una persona che abbia stima di sé.
    .
    Per dire, nello stesso passaggio ho anche alluso al fatto che l’attentato a Adinolfi sia stato congegnato “ai piani alti” per distogliere l’attenzione dalle elezioni, un’allusione assurda, che solo uno squilibrato potrebbe fare (ooops, http://www.beppegrillo.it/2012/05/terrorismo_cerc.html). [Spero tu abbia notato che – non facendo mio l'atteggiamento insinuante che contesto al tuo partito – non sono andato a insinuare dubbî sulla tua, pur molto carente, spiegazione].
    .
    Infine, se me lo concedi, aggiungo una nota personale: Fabio, esci dalla trincea, e prova a dare un po’ retta a tuo fratello, che è una gran brava persona, e ti potrebbe anche spiegare perché un individuo con una visione serena del mondo non dovrebbe mai, mai, usare un linguaggio esaltato e sciatto come “infangare il buon nome”, per di più con l’aggiunta “di un cittadino italiano”.

  • fabioa

    Io mi sono riferito al suo commento, nella pagina precedente, non al suo post.

  • http://www.distantisaluti.com Giovanni Fontana

    In realtà, io non ho scritto “ha preso 3000 preferenze perché ha usato quell’espediente”, ma, a una domanda specifica sulla diffusione del “detto Grillo”, ho risposto testualmente “C’è stato un caso a Palermo, Riccardo Nuti detto Grillo, che ha preso più di 3000 preferenze”. Detto questo, se quel passaggio risulta allusivo – come mi fai notare – corro a modificare il commento.

    Grazie della correzione.

  • Zio Dave

    Ero da giorni in attesa della sbrodolata rancorosa del grillotalebano. Grazie Fabio! Mi hai tolto una soddisfazione!

  • http://www.distantisaluti.com Giovanni Fontana

    Non esageriamo. Linguaggio bellico a parte, mi sembra che Fabio abbia mantenuto intelligenza e decoro. Non che le sbrodolate siano mancate, naturalmente. Questa la migliore: https://twitter.com/#!/Distantisaluti/status/200348426175643648/photo/1