Il Post
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Pìngami Stockhausen

29 settembre 2010

Modello Zune: un’idea  per nulla originale, un’esecuzione così così, un lancio non all’altezza. Il tutto a fronte di una concorrenza che definire agguerrita sarebbe un po’ come affermare che i Mac mini sono economici. ”Non siamo perfetti”, disse Steve Jobs al tempo dell’antennagate, e Ping, il presunto social network musicale di Apple, pare – purtroppo – confermarlo. Un social network privo di persone, con qualche ufficio stampa a spacciarsi per “artista” e millemila modi per finire sull’iTunes Store, dove la parola d’ordine è: acquista! Detto in poche parole: fondamentalmente su/con Ping non potete fare nulla se non trasformarvi immediatamente da utenti in consumatori, e fondamentalmente l’unico fine del sistema pare essere proprio quello di portarvi sull’Apple Store.

Legittimo, per carità, ma almeno lo si poteva fare meglio: l’interfaccia è bruttina, e lo stesso rinchiudere Ping all’interno dell’ormai onnivoro iTunes (a parte l’ovvia utilità di portare in un click allo store) è una bischerata: la sua imprescindibilità per la gestione di app, musica, film e serial (per i più fortunati) era già irritante, ma utilizzarlo per la gestione di un social network è al limite del ridicolo.
Il recente aggiornamento alla versione 10.0.1 ha introdotto alcune migliorie, ben segnalate, sin con troppo entusiasmo, da TechCrunch, ma il difetto di base di Ping rimane, e sta nel trattare la musica come un semplice prodotto e non come un momento importante della vita di tutti e di tutti i giorni. Se voglio sapere che musica stanno ascoltando i miei amici o a che concerto andranno, o conoscere meglio un artista la risposta è su Facebook. O su Twitter. O Last.fm. E proprio la mancanza di collegamenti con altri social network, e nello specifico il mancato accordo con Facebook, penalizzano fortemente il neonato Ping, che con iWeb e iChat pare predestinato a entrare in una piccola ma significativa galleria di fallimenti di Apple, fatta – non a caso – di un mancato dialogo con le nuove modalità di fruizione dei contenuti sulla Rete.

Che si tratti di parole, di blog o di social network, il rapporto di Apple con la faccia abitata della Rete pare difficile. In tutto ciò: il fatto di aver ardito queste quattro critiche e lo scoprire di essere “seguito” (ma perché?) su Ping da tal DJ King Assassin Mixshowblast saranno legati?

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  • http://www.gabrielebrombin.com gbrombin

    La penso uguale. Ma se di fatto Ping si può bellamente ignorare, le lacune di iTunes lasciate intatte di release in release danno molto, molto più fastidio.
    Chiedere migliorie alla propria esperienza con la fruizione di musica piuttosto che nuove vie per comprare musica digitale allo stesso prezzo di quella fisica e spedita dai siti inglesi è troppo?

  • http://www.gabrielebrombin.com gbrombin

    Dimenticavo: è brutto come la morte e ingegnere nel midollo, ma Dio benedica RateYourMusic.

  • umanesimo

    quoto tutto

    io ho persino evitato di scaricarlo itunes 10
    per dire: la mia libreria da 40gb è coperta al 30% dall’inutile genius, il resto (siccome sono cose che non sono su itms, o semplicemente non mainstream) viene considerato come un generico ‘hic sunt leones’;
    immagino che ping funzioni nello stesso disdicevole modo

    quando jobs se ne andrà da cupertino, apple si aprirà al mondo esterno

  • http://destynova.org giorgiog

    @gbrombin: RateYourMusic for ever, concordo.
    @ umanesimo: se Genius è inutile (e fa pure delle playlist che manco alle medie…) Ping è il male…