Il Post
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Testate

29 giugno 2012

Non si finisce mai di stupirsi di quanto bassa possa essere la cultura visiva nazionale. Ma come, Luca Telese fonda un nuovo quotidiano, aprendo un nuovo spazio nell’asfittico panorama editoriale e tutto quello che riesce a partorire è una scimmiottatura della testata (così anni ottanta) di Libération? Dice il direttore-fondatore, nella sua intervista a ItaliaOggi, che per il nuovo quotidiano si è ispirato al portoghese Pùblico e, per la parte grafica, proprio al francese Libération. Ma un conto è l’ispirazione, un altro è la copia pedissequa (plagio in altre parole) non giustificata neanche se il nuovo quotidiano fosse l’edizione italiana dello storico giornale della sinistra d’oltralpe. Com’è possibile che sia così difficile capire che la ricerca di nuovi contenuti non possa andar disgiunta da una altrettanto originale ricerca nella loro presentazione? E dire che in Italia non mancano certo grafici in grado sviluppare un design editoriale di qualità (ne abbiamo parlato anche in questo blog). E dire che poteva essere una preziosa occasione per superare l’inqualificabile grafica del Fatto quotidiano.

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  • whiteyes

    Se il giornale avesse contenuti innovativi e interessanti, chi se ne frega del logo. La copertina anni ’50 della copia della Divina Commedia che ho in casa non ne invoglia sicuramente l’acquisto, ma è più impportante il pacchetto o il contenuto?
    Magari il giornale sarà mediocre e non avrà successo, in quel caso farà il paio con il logo.

  • mattcav

    io ho una teoria:
    - non è stato previsto un budget adeguato, perciò ci si è rivolti a grafici mediocri o in via di sviluppo (stessa cosa che azzardo pure per gli sviluppatori del sito web…)
    - è stato dato un brief vincolante (mi piace Liberation…fammelo uguale, stesso carattere mi raccomando!) a cui nessuno ha saputo opporre obiezioni
    - non c’è nessuno, tra i boss (direttore, ma anche finanziatori e altri stakeholder) che sia educato alla buona progettazione e alla comunicazione visiva.

  • http://www.camilorocca.net Bradipo

    @whiteyes: la grafica non è il pacchetto: la grafica è la forma del contenuto… Ma un commento come il tuo è la dimostrazione che la cultura visiva italiana è talmente scarsa – almeno a livello di massa – che non si riesce ad afferrare neanche una idea così semplice.
    E proprio sulla grafica editoriale, che usi come esempio, questa cosa è – dovrebbe essere – più palese: non la copertina che deve ‘invogliare all’acquisto’ come dici tu, ma l’impaginazione e la scelta dei caratteriche ti permette una facile e piacevole lettura, la coerenza fra copertina e contenuto che ti fa capire immediatamente ciò che hai fra le mani, ecc. Sono disposto a scommettere che l’edizione anni ’50 della Commedia che hai portato ad esempio si graficamente molto più consapevole di quanto tu immagini…

    Ma tant’é. Continuiamo così: facciamoci del male.

    • manlio3

      sante parole!

    • whiteyes

      Mah! Dal logo, sinceramnente, non riesco ad immaginarmi come sarà l’impaginazione e il formato grafico dell’intero giornale.
      Probabilmente avete ragione voi: non ho mai raffinato la mia “cultura visiva” (come si fa?) o, più precisamnete, non sono all’altezza degli argomenti trattati sul Post.

  • cristiancontini

    INCREDIBILE; che follia da dilettanti, altro che 2.0.
    E ci si potrebbe fare una tesi sugli aspetti simbolici della copia fatta male..un bel deciso rombo rosso sotto a liberation che punta con fermezza in tutte le direzioni, ed un floscio moscio foglio sotto Pubblico, già mediato/indeciso in partenza..con l’occhio che continua ad andare, spinto dall’angolo in alto, sulla h, perché poi…
    e vogliamo parlare di quel tag “prima che sia”, AZZURRO che sembra il cartellino di un prezzo, ribadiamo in AZZURRO…?
    EPICO

  • mriko

    Veramente triste, e soprattutto, gratuito.

  • barlafuzzy

    Citazione d’obbligo dall’essenziale saggio di Labranca:

    Intenzione – Risultato Raggiunto = Trash

    ovvero:

    kS – R = T

    dove:
    k = una costante (intenzione, povertà di mezzi, incapacità, contaminazione, incongruità, massimalismo, ritardo ecc.) che altera lo scopo
    S = scopo, cioè l’emulazione di un modello
    R = risultato, ciò che si ottiene
    T = trash!

  • Andrea

    Da grafico, come da lettore, trovo sia davvero un peccato non si riesca a mettere insieme la giusta domanda di grafiche nuove e funzionali con un’offerta all’altezza. O, che sarebbe pure probabile e peggio, che proprio non si senta l’esigenza di volere una grafica nuova e funzionale. Sarà che conosco un sacco di grafici bravi e decisamente sottoccupati…
    A quel punto, forse era meglio ispirarsi proprio a Publico, che almeno sfoggia un magnifico lettering di Christian Schwartz.

  • dobo

    Vabbe’ dai, non spariamo troppo sul grafico, la verità è che per fare dei buoni lavori ci deve credere il cliente: credere che la grafica non sia di secondaria importanza e credere nel grafico che ci lavora (che non è uno che esegue e basta). Poi il grafico può essere anche bravo ma se il “brief” è il solito “voglio un lavoro come quello là” lo spazio per sviluppare idee nuove si restringe molto.

  • giannigipi

    Sembra il logo di Liberation con un morbidissimo ripieno di spinaci e mozzarella.

    • http://www.camilorocca.net Bradipo

      Yeah!!!

  • notpill

    Meno male che se n’è accorto anche Sinni perché stavamo passando per degli spocchiosetti wannabees per aver puntato il dito su ‘sta schifezza.
    Vero @mattcav? ;)

    Comunque scommetto dei soldi che non c’è nessun grafico dietro. È una cosa troppo ingenua e non mi sorprenderei fosse opera di qualche redattore smanettone.

    • albodoro82
      • canna

        Buongiorno a tutti
        Come ha notato Albodoro82, sul website dello studio per cui lavoro, abbiamo parlato di Pubblico e del fatto che abbiamo iniziato da una ventina di giorni a progettarlo. In attesa di vederlo in edicola a settembre, e di ascoltare le vostre opinioni sul giornale nella sua interezza, vi confermo quello che la redazione ha scritto oggi sul suo blog (che non è ancora il sito web del giornale nella sua forma visiva definitiva). La scelta della testata è stata dettata dalla volontà ferma (e non negoziabile) del direttore di rendere omaggio a Libèration. Il lettering e il drappo rosso che ricorda il rombo di Libè ne sono la conseguenza.
        Posso anticipare che il resto del giornale non somiglierà a Libèration, benché si tratti di uno dei lavori meglio riusciti dell’amico Javier Errea.
        E non somiglierà nemmeno a Il Fatto. (Chi ha detto “per fortuna”?)