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Ciò che lo “svirgolo” della Nike significa per il mondo dell’identità di marca è rappresentato, per chi si occupa di brand territoriale, dal logo I❤NY. In entrambi i casi si tratta di due icone globali del visual design unanimemente riconosciute come estreme, e probabilmente insuperabili, sintesi grafiche nei rispettivi campi. In particolare il marchio newyorchese, disegnato quasi per caso da Milton Glaser nel 1975, ha dato origine a un vero e proprio “linguaggio” grafico autonomo e spontaneo con il cuore rosso declinato a pubblicizzare qualunque genere di prodotto o di idea in ogni angolo della terra. Ovvio che la notizia della sua sostituzione annunciata da parte del governatore dello stato di New York, Cuomo (Andrew), abbia subito suscitato un certo clamore sulla stampa anche non di settore che si è subito impegnata nel richiedere commenti a mostri sacri della grafica come lo stesso Glaser e Massimo Vignelli.

Il problema è che a ben vedere la nuova campagna dell’agenzia BBDO non sostituisce lo storico marchio — che infatti continua ad apparire come chiusura degli spot e sul sito ufficiale — ma semplicemente lo fa interpretare con vari disegni realizzati da gente comune secondo un concept abbastanza scontato fondato sull’idea di partecipazione e già sfruttato negli anni scorsi da campagne come Be Berlin e I amsterdam. Le incaute dichiarazioni dello stesso governatore Cuomo e del responsabile creativo dell’agenzia che annunciavano la sostituzione della leggendaria icona newyorchese erano dunque sparate a effetto che sono state dagli stessi prontamente smentite non appena vista la mala parata a fronte delle reazioni piccate della stampa e del pubblico.

Stiano dunque tranquilli i grafici di tutto il mondo. I❤NY è un punto fermo del nostro immaginario visivo e non finirà come tanti storici marchi sacrificato sull’altare di un malinteso spirito di innovazione. Di fronte al potere di un’icona non c’è — meno male — governatore che tenga. L’unica vera domanda da porsi è piuttosto come sia possibile che un’agenzia pubblicitaria riesca a farsi pagare da una pubblica amministrazione 2 milioni e mezzo di dollari per una campagna promozionale.

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