Il Post
RSS share on Twitter share on FaceBook

Un regolamento veneziano per i prossimi concorsi universitari

30 aprile 2012

Non conosco il rettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Carlo Carraro, ma mi sono imbattuto nel blog in cui spiega brevemente il regolamento che la sua università adotterà per i concorsi da ricercatore a tempo determinato (che in base alla riforma condurrano poi al ruolo di professore associato).

Mi sembrano interessanti tutti e tre i punti. In primo luogo i candidati dovranno aver svolto almeno un anno di ricerca postdottorato all’estero, oppure aver conseguito laurea, laurea magistrale e dottorato in due università diverse. In secondo luogo, i relatori della tesi di laurea o di dottorato non potranno far parte della commissione di concorso dei propri allievi. Il terzo punto (che però andrebbe approfondito) prevede che i giudizi seguano un format più rigido.

In poche parole si indeboliscono i meccanismi che hanno condotto a quella che avevo definito la casta dei poverini (nel frattempo alcune regole a cui alludo nel post sono cambiate) e soprattutto dei baroni.

Infatti si eliminano le barriere contro i candidati che provengono da altre università, finora rigidissime nei fatti, si spinge chi vuole fare una carriera accademica a muoversi e aprirsi a più esperienze di ricerca (questa mobilità peraltro – se incoraggiata da tutte le università – valorizzerebbe le università e i dipartimenti migliori), a fare anche una capatina all’estero, e si incrina il rapporto tra il barone e il giovane ricercatore agli inizi.

Se si stabilisce infatti che il relatore di tesi o dottorato non può far parte della commissione del concorso, e in più si rende necessaria una certa mobilità scientifica, si toglie all’allievo la convenienza ad assoggettarsi ai ricatti del barone o a quella logica di “do ut des” che ha poco a che vedere con la ricerca. Certo alcune obiezioni sono legittime e da prendere in considerazione (molte si scioglierebbero se un buon numero di università adottassero queste regole), ma mi sembra un esperimento che va in una giusta direzione.

  • uqbal

    Sembra davvero una buona notizia!

  • alemanezinho

    Nell’università dove lavoro (all’altro capo del pianeta) i criteri per la scelta dei membri della commissione per un concorso sono talmente rigorosi che spesso bisogna ricorrere esclusivamente a membri esterni alla facoltà. Non si può stare nella commissione se si è parenti, coniugi, partner ecc. di un candidato, se si è stati relatori o semplici membri della commissione giudicante della sua tesi (a livello di specialistica e di dottorato), se si è scritto qualcosa con lui, se si è stati o si è membri dello stesso gruppo di ricerca (stiamo parlando di gruppi che coinvolgono ricercatori di vari atenei), e persino se si è notoriamente suoi amici o dichiaratamente suoi nemici (queste ultime due condizioni sono un po’ difficile da provare, ma alla fine non è poi impossibile). I concorsi funzionano che è una meraviglia e negli ultimi anni abbiamo assunto solo gente competente (in un caso pure la moglie di un collega, ma era oggettivamente mille volte meglio dei concorrenti ed è una delle ricercatrici più produttive: se sei bravo, le relazioni non dovrebbero contrare in positivo ma neanche in negativo). Il risultato è stato la scalata nel ranking nazionale e il mio dipartimento è passato da essere l’undicesimo a essere il quinto, con annesso aumento di finanziamenti e borse di studio e miglioramento della qualità degli studenti. La trasparenza nei concorsi per professore è tutto, per un’università che funzioni davvero.

  • narno

    Un mio amico osserva che forse il regolamento è illegale, ossia che il primo che fa ricorso lo demolisce, e che se Ca’ Foscari rimane la sola a adottarlo, tale scelta si traduca nell’infliggere un (a questo punto) ingiusto handicap a chi ha studiato o si è addottorato a Venezia e nel porgere la gola ai lupi famelici di altri branchi.

  • gianlucab

    dì al tuo amico di fare ricorso, così ci togliamo il dubbio

  • giola

    Ca’ Foscari non è la sola. In effetti qualcosa di simile si è adottato nei recenti concorsi per Ricercatori TD dell’Università di Trento (almeno un anno di ricerca postdoc all’estero oppure laurea e dottorato non conseguite entrambe a Trento). Mentre l’esclusione per pubblicazione con un membro della commissione è stata tolta all’uopo… C’è già un ricorso in ballo: vediamo se davvero può demolirlo. A me sembra un pasticciaccio.