Leggere e produrre

Leggendo ieri su Repubblica l’accorata richiesta di aiuto lanciata dalle biblioteche di un po’ tutta Italia, a cui sono stati tagliati fondi pubblici essenziali per la loro sopravvivenza, ho ripensato a uno slogan che domenica scorsa, come hanno raccontato alcune cronache dell’evento, il cosiddetto popolo viola ha inneggiato a Roma durante il “No B. day”: «Chi semina cultura raccoglie democrazia». E ho realizzato, una volta di più, perché in Italia sia profondamente sbagliato anche solo evocare l’idea di classe dirigente. Semplicemente perché, tranne lodevolissime eccezioni, non c’è una vera classe dirigente se, per classe dirigente, si intende chi, occupando ruoli di alta responsabilità, con il proprio impegno mira, in ultima istanza, a costruire bene comune e a rafforzare il tessuto democratico del proprio Paese.

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Francesco Maggio

Economista e giornalista, già ricercatore a Nomisma e a lungo collaboratore de Il Sole24Ore, da molti anni si occupa dei rapporti tra etica, economia e società civile. Tra i suoi libri: I soldi buoni, Nonprofit (con G.P. Barbetta), Economia inceppata, La bella economia, Bluff economy. Email: f.maggio.fm@gmail.com