Il Post
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Le brave ragazze

18 gennaio 2011

«Bellissime, pulite, sobrie tranquille». «Eleganti, corrette». «Simpatiche, assolutamente ineccepibili sul piano della moralità e dell’eleganza». Così le feste del Cavaliere nelle aggettivazioni usate dal premier, da alcune delle sue invitate e da quella parte del Pdl che ancora ci mette la faccia. È una parte piccola, circoscritta al club mediatico Santanché-Cicchitto-Stracquadanio-La Russa, perché immagino che il resto sia stordito. E stordite, credo, siano soprattutto le donne. Come tutte le italiane, per qualsiasi partito votino, davanti alla evidenza dei fatti, davanti ai regalini in contanti infilati nei cd di Apicella, agli appartamenti in comodato d’uso, alle candidature allegate all’invito in villa, devono rispondere a una domanda interiore: ma tu ci andresti a una festa così? Oppure, ci manderesti tua figlia?

È la proposta indecente che questa politica fa a tutte noi e mai avremmo pensato che potesse arrivare dai palazzi delle istituzioni. Ti vestiresti da infermiera sexy per cinquemila euro? Ti faresti istruire da da Lele Mora sulle autoreggenti da metterti per avere un posto di lavoro? Una volta doveva chiederselo chi bussava alla porta di uno scalcinato faccendiere di Cinecittà (tipo Walter Chiari in “Bellissima”). Nessuno immaginava che lo stesso interrogativo potesse essere associato a una “festa elegante” a casa di un presidente del Consiglio. Ci hanno insegnato da piccole che la nostra dignità era appesa anche al rifiuto di quel tipo di compromesso, che dovevamo tenerci alla larga da chi lo proponeva, che dovevamo studiare ed essere brave, più brave pure dei “maschi” per dimostrare di avere le qualità per un ruolo nel lavoro, in politica, persino nella famiglia, respingendo l’idea stessa di cercare scorciatoie nella seduttività. E adesso, personalmente, non me ne importa niente dei dettagli giudiziari, della competenza di Monza o Milano, della qualificazione del reato: vorrei sapere se quella lezione è ancora valida per chi governa, per il “partito dei valori” nel quale sono stata un anno e mezzo senza immaginare i teatrini di Arcore, per le singole persone che lo compongono, per le istituzioni in cui dovremmo credere, o se le mie figlie dovranno rassegnarsi a giudicare normali – oltre al resto – pure le “proposte indecenti”.

  • http://www.kronaka.it stenazzi

    Ma basta, che palle. Non è possibile che ogni volta che Flavia Perina scrive un Post ci sia la corsa a intervenire di chi le ricorda che è stata eletta nel Pdl e bla bla bla. Dice cose giuste? Si o no? È questo che conta oggi o no? Che sia stata eletta nel Pdl non me ne frega nulla. Ciò che ha scritto è totalmente condivisibile e vorrei leggerne di più di cose simili scritte da donne di destra.

  • giovannino

    stenazzi non starnazzi troppo, che fa lei, moralista a scoppio alternato in certi casi sì, in certi casi no, si incazza con chi fa la morale alla neo-moralista?

    Credete davvero che sia la prima volta che succede tutto questo, se sì allora posso chiedervi: vivete sulla luna?

    Credete che succeda solo da quando la Perina ha cambiato casacca e che prima la neo-moralista non sapesse nulla? sì, sì, vivete proprio sulla luna.

    A proposito vorrei sempre sapere dalla Perina se veramente crede che la gente creda al fatto la casa di Montecarlo, comprata da una finanziaria suggerita dal cognato di Fini (parole di Fini), sia finita nelle mani del cognato di fini per caso, nel qual caso le chiederei volentieri se crede anche alla befana.

  • http://nuovaitalia.posterous.com/ mico

    Flavia, due pensieri mi hanno rattristato oggi.

    Il primo è che quello che il premier ha in casa sua la sera non è altro che quello che hanno in casa tutti quelli che accendono le sue TV. Donne scosciate vestite da poliziotte o infermiere. Magari procaci nere in bikini che assistono campioni della cultura che cercano di indovinare di che colore è il cavallo bianco di Garibaldi per l’equivalente di una monovolume familiare o lo stipendio annuo di due lavoratori che l’hanno costruita.
    La differenza fra noi utenti e il capo è che lui le ha dal vivo, come nei suoi studios, dal vivo e a distanza di un braccio. La somiglianza è che l’immaginario non sa volare più in là, nemmeno date risorse illimitate (ti serve un milioneddue Emilio? Sta sulla console vicino ai cinque per la ragazza). L’immaginario è inchiodato al suolo e riesce solo a rendere tridimensionale e palpabile la gnocca.

    La seconda cosa che mi rattrista è il padre di miss chennesoio, che di fronte alla possibilità che la sua splendida figlia si sia aggiudicata il portafogli più grande in circolazione non ha altro che da commentare che “magari”.
    Il padre di una figlia ventenne alta, bella, radiosa. Con un magari seppellisce la dignità di tutto il paese, la sua storia, la sua dignità, la sua cultura. Questi genitori non vedono l’ora di buttare nel forno le loro figliole, come i genitori di tutte le altre ninfette di cui abbiamo letto finora, senza fare inutilmente nomi. Una lavata e un’asciugata e par neanche adoperata. I vecchietti passano, i soldi restano.

    Che tristezza, Perina.

  • naigoreip

    Il problema è la credibilità. La Perina non ne ha e Berlusconi non ne ha. Fin qui poco grave: gravissimo è che la Magistratura non ha credibilità. Di questo ne sono responsabili i magistrati: vedi Piazza Fontana o Tortora o le migliaia di casi di giustizia non resa.

  • jamesnach

    Dai giovannino, raccontaci la vera storia della Casa Di Montecarlo: 6 mesi di titoli a nove colonne e poi… lo zero assoluto.

    Qui invece, “puttane vere”, come direbbero a Napoli.

  • Luca Sofri

    Quanta poca intelligenza c’è nel non saper giudicare le cose ma solo chi le dice. Quanta poca autostima, ragazzi. Quanta prepotenza fascista nel vietare al prossimo di dire la sua opinione senza autodafé e senza obbedire al ricatto di dire solo quello che gli si chiede. Quanto poco rispetto per chi legge con interesse senza sentire necessità di affermazioni vane di sé. Qualunque selezione che il Post metta in piedi per rendere meno povere le discussioni nei commenti sarà stata imposta da questa mediocrità.

  • Nicola Colella

    Sofri ha ragione, ormai i commenti sono prevedibili, così come i loro autori; a questo punto, da residuato dei Pci, Pds, Ds quale sono, faccio una proposta (seria): perchè non pubblicare solo i commenti che passino un filtro minimo di interesse e pertinenza? questo, per fortuna, non è un forum, e la moderazione dei contenuti può (anzi, secondo me, deve) essere soprattutto intesa come selezione di ciò che, seppure tra i commenti, è meritevole di ‘pubblicazione’, secondo l’insindacabile giudizio di chi pubblica il Post; con buona frequenza si leggono interventi arguti, stimolanti, anche brillanti; ma, sempre più spesso, annegano tra i commenti copia-incolla, sempre identici, di chi ricorda e, soprattutto, di chi rinfaccia. Non se ne può più. Invoco una sana selezione, del tutto legittima come quella di qualsiasi giornale.

  • Luca Sofri

    Nicola, sì: credo che faremo così, prendendo sconfitti atto della distinzione tra chi scrive oscenità sulle piastelle del bagno e chi no.

  • giemmeci

    è un peccato, ma necessario. sono stati usati toni intimidatori nei confronti della direttrice con una costanza allarmante solo quanto la povertà nei contenuti delle richieste

  • pieros

    Vorrei esprimere la mia solidarietà a Flavia Perina, che è una persona sensibile e intelligente. Inoltre la prego di non rispondere agli attacchi di questi fascisti (intellettualmente parlando: mi scusi, ma non mi viene altro termine) che sanno solo lanciare accuse sterili e volgari, e non si accorgono di usare le stesse categorie e argomenti di gente come Belpietro o Sallusti.