Un volante di Formula 1 del 1954 e uno del 2014, a confronto

Un volante di Formula 1 del 1954 e uno del 2014, a confronto

Negli anni Cinquanta una macchina di Formula 1 – che esiste dal 1950, anno della prima edizione del campionato – era composta interamente da parti meccaniche, dentro la carrozzeria. All’interno dell’abitacolo il volante era il componente della vettura con cui si sterzava, nient’altro: un cerchio in alluminio con la circonferenza ricoperta in legno. L’unico dettaglio in più erano le ondine nella parte interna della rivestitura in legno, per farci stare i polpastrelli dei piloti. In sessant’anni, dopo l’invenzione e lo sviluppo di nuovi materiali e soprattutto dei microprocessori, sui volanti di una macchina di Formula 1 sono apparsi pulsanti, interruttori, led e display con cui si può comunicare con i box, impostare l’assetto della macchina e utilizzare i dispositivi elettromeccanici presenti nella vettura.

Nell’immagine, a sinistra c’è il volante di una Mercedes del 1954, a destra quello di una Mercedes del 2014.

(Imgur)

Anche Twitter sa che non è facilissimo usare Twitter

Anche Twitter sa che non è facilissimo usare Twitter

Twitter ha diffuso due nuove pubblicità in cui, mentre si prende in giro per il fatto di essere un po’ complicato da usare, spiega come si fa a usarlo. Il protagonista delle pubblicità è il comico britannico Romesh Ranganathan, che interpreta una specie di poliziotto/responsabile di un efficace servizio assistenza di Twitter. Nella prima pubblicità c’è un uomo preoccupatissimo che dice “non so come si fa, non lo capisco, non ha senso”; a quel punto Romesh gli spiega come iscriversi, trovare un nome e iniziare a seguire qualcuno. Finisce benissimo.

Nella seconda pubblicità c’è un uomo che corre da solo, preoccupatissimo da quanto è incasinato Twitter. Anche in questo caso arriva Romesh che gli spiega come seguire le cose che gli piacciono. Finisce bene anche qui.

Le immagini di “Dunkirk” accanto a quelle vere, di Dunkerque

Le immagini di "Dunkirk" accanto a quelle vere, di Dunkerque

Titouan Ropert ha realizzato uno di quei video che mettono in metà schermo le immagini di un film e nell’altra quelle degli eventi reali che racconta. L’ha fatto con Dunkirk, l’apprezzato film di Cristopher Nolan che racconta la storia di uno dei momenti più determinanti della Seconda guerra mondiale: l’operazione Dynamo, che permise di salvare centinaia di migliaia di soldati britannici che erano assediati dai nazisti in Francia. Nolan è uno di quelli precisi e per il film – girato proprio sulla spiaggia di Dunkerque, in Francia – ha fatto ricerche molto accurate. Il video inizia con un breve discorso di un soldato che c’era davvero, a Dunkerque durante la Seconda guerra mondiale, e che dopo aver visto Dunkirk ha detto, commosso, di averlo molto apprezzato.

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