Otto ore consecutive di derapata (compreso rifornimento di benzina)

Otto ore consecutive di derapata (compreso rifornimento di benzina)

La BMW ha organizzato il record mondiale di derapata, facendo guidare con questa tecnica un pilota per otto ore in un breve circuito circolare, a bordo dell’ultimo modello di M5. In questo caso più che di derapata si parla di drifting, cioè quella forma di competizione automobilistica in cui i piloti guidano senza aderenza nelle ruote posteriori mantenendo il controllo dell’auto e la traiettoria (possono farlo solo le auto a trazione posteriore, per motivi tecnici). Ma per stabilire il nuovo record, BMW ha dovuto organizzare anche diversi rifornimenti, perché l’auto non poteva fermarsi: hanno quindi provveduto facendo accostare all’auto del record un’altra auto uguale, a sua volta in derapata, dalla quale un tecnico ha fatto per cinque volte rifornimento in movimento. In tutto l’auto ha percorso 374 chilometri.

Il primo ministro della Thailandia ha un metodo imbattibile per sfuggire alle domande dei giornalisti

Il primo ministro della Thailandia ha un metodo imbattibile per sfuggire alle domande dei giornalisti

Il primo ministro thailandese Prayuth Chan-ocha ha trovato un metodo creativo per evitare le domande dei giornalisti: farsi sostituire da una sagoma di cartone. Lunedì 8 gennaio, dopo una conferenza stampa sulla “Giornata dei bambini” a Bangkok, il generale ha detto ai giornalisti che non avrebbe accettato domande: uno dei suoi assistenti ha portato una sagoma di cartone che rappresentava a grandezza naturale il primo ministro e lui, puntando il dito sull’immagine, ha detto: «Se volete fare delle domande sulla politica o i conflitti, chiedete a questo tipo». Dopodiché se ne è andato, e alcuni giornalisti e passanti hanno fatto delle foto con la sagoma di cartone.

L’agenzia di stampa Associated Press ha scritto che non è la prima volta che Prayuth, che ha preso il potere con un colpo di stato militare nel 2014, ha un atteggiamento problematico nei confronti dei media. In passato ha lanciato una buccia di banana contro un cameraman e ha detto che avrebbe giustiziato i giornalisti che lo criticavano. Secondo Reporters Sans Frontières, la giunta al potere «sorveglia costantemente i giornalisti e spesso li convoca per degli interrogatori o detenzioni arbitrarie».

Quante cose dentro il simbolo della lista di Beatrice Lorenzin

Quante cose dentro il simbolo della lista di Beatrice Lorenzin

Oggi a Roma Beatrice Lorenzin ha presentato il simbolo della lista che guiderà alle prossime elezioni. La lista si chiama “Civica Popolare”, non con grande originalità, e nel suo simbolo è presente un fiore e i simboli delle cinque formazioni politiche che la compongono. Ancora prima della presentazione, il simbolo aveva fatto abbastanza discutere: Lorenzin aveva parlato della possibilità di inserire il disegno di una margherita, ma l’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli, che è ancora proprietario dei simboli della Margherita, il partito che nel 2007 si fuse con i DS per formare il PD, aveva consigliato a Lorenzin di fare un’altra scelta per evitare noie legali. Civica Popolare probabilmente si presenterà alleata del PD alle prossime elezioni.

Posted by Civica Popolare on Dienstag, 9. Januar 2018

Il blog “I simboli della discordia”, specializzato nall’analisi dei simboli elettorali italiani, ha ricostruito la genesi del simbolo e delle liste che lo compongono in un lungo articolo. A proposito del fiore, per esempio, il blog riporta la spiegazione offerta da Lorenzin durante la conferenza stampa: «È un fiore “petaloso”: se qualcuno ci vuole vedere una margherita, una peonia… la margherita assolutamente non va vista! Una peonia, un girasole… ma è un frutto dell’immaginazione di un bambino. Un fiore “petaloso”, tra l’altro, è entrato in questi anni nella Treccani perché è stata una definizione data proprio da un bambino piccolo» (in realtà la parola non è stata inclusa nel vocabolario italiano).

I “Simboli della discordia” si è occupato anche del colore di sfondo del simbolo, un rosa fucsia che probabilmente era finora inedito nella storia politica del nostro paese: «Un colore», scrive il blog, «decisamente eccentrico  per i partiti che non avevano mai osato più del rosso». La conclusione del blog è molto severa: «Tra i contrassegni destinati alla scheda quello di Lorenzin sembra essere il più brutto».

Ma oltre a quella del suo simbolo, anche la storia di Civica Popolare è piuttosto interessante. Lorenzin è diventata nelle ultime settimane la leader di fatto di Alternativa Popolare, il partito fondato dal ministro degli Esteri Angelino Alfano (che ha annunciato che non si candiderà alle prossime elezioni) e sua volta nato dal Nuovo Centro Destra, la formazione parlamentare creata dai parlamentari di Forza Italia usciti nell’autunno del 2013 per continuare a sostenere il governo Letta. Alternativa Popolare oggi è una delle cinque forze che compongono Civica Popolare. Accanto ad AP ci sono altre formazioni più o meno centriste.

Ci sono “Centristi per l’Europa”, il gruppo di cui fa parte Pierferdinando Casini, “L’Italia è Popolare”, di Giuseppe De Mita (nipote dell’ex presidente del Consiglio e ora sindaco di Nuso, in provincia di Avellino, Ciriaco De Mita), “L’Unione”, di Lorenzo Dellai, il cui nome completo è “Unione per il Trentino”. Infine, il primo simbolo da destra è quello dell’Italia dei Valori, oggi guidata dall’ex deputato Ignazio Messina. Come ha notato il giornalista David Allegranti, significa che il partito fondato dal magistrato Antonio Di Pietro è confluito nella formazione politica dell’ex coordinatrice dei Giovani di Forza Italia, Beatrice Lorenzin, già compagna di partito di Angelino Alfano.

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