Indovina: è un film di Malick o un documentario?

Indovina: è un film di Malick o un documentario?

Terrence Malick è un regista riservato e particolare, perché fa film complicati: per qualcuno stupendi e profondissimi, per altri incomprensibili e lentissimi. Se ne parla a ogni suo film: è successo quando è uscito Knight of Cups e succederà di nuovo con Song to song, il suo prossimo film. Nei suoi film, tra l’altro, Malick usa molte scene di natura. Su Vimeo c’è un video “Malick o documentario naturale” le cui premesse sono semplici: si vedono delle scene e bisogna indovinare (o ricordare, per i più esperti) se sono di un film di Malick oppure di un documentario.

Jeff Bezos sembra molto a suo agio dentro a un robot gigante (forse troppo)

Jeff Bezos sembra molto a suo agio dentro a un robot gigante (forse troppo)

Jeff Bezos, il CEO di Amazon, ha pilotato un robot gigante durante MARS, un evento organizzato ogni anno dalla società per illustrare i progressi raggiunti nei settori dell’automazione, della robotica, dell’esplorazione spaziale e dei sistemi di intelligenza artificiale. Il grosso affare di metallo in cui si è seduto è un robot realizzato da Hankok Mirae Technology, azienda sudcoreana che sta curando lo sviluppo di dispositivi di grandi dimensioni che potranno essere usati in cantieri e in altri contesti dove ci sono oggetti ingombranti e pesanti da spostare. Il robot è stato realizzato con la collaborazione di Vitaly Bulgarov, progettista che tra le altre cose ha lavorato ai film della serie Transformers.

Bezos è apparso molto divertito e a suo agio all’interno del robot, durante la breve dimostrazione. Amazon sta investendo grandi risorse per automatizzare buona parte delle sue attività per le vendite online, con l’obiettivo di rendere più rapida e precisa la gestione delle migliaia di ordini che riceve ogni giorno.

Dovremmo fare le piste di atterraggio circolari?

Dovremmo fare le piste di atterraggio circolari?

BBC ha intervistato Henk Hesselink, un ricercatore olandese che è a capo di un progetto per studiare la possibilità di costruire piste di atterraggio circolari. Nell’idea di Hesselink, che ha perfezionato il progetto con prove su simulatori, la pista dovrebbe essere lunga 3,5 chilometri e dovrebbe essere inclinata: permetterebbe a tre aerei di atterrare o decollare contemporaneamente. Hesselink dice che sarebbe più ecologica, perché consentirebbe agli aerei di consumare meno carburante nelle fasi che precedono e seguono il volo. Quello che renderebbe una pista circolare più efficiente è anche il fatto che gli aerei non atterrerebbero più con il vento di traverso, che può complicare molto l’operazione. Dato poi che gli aerei potrebbero decollare e atterrare in ogni punto della pista, si potrebbe decidere facilmente su quali zone farli volare e su quali no, rendendo le aree abitate intorno agli aeroporti più silenziose. Secondo Hesselink il sistema permetterebbe poi agli aeroporti di smaltire al traffico aereo di quattro normali piste di atterraggio. Per il momento, a parte alcuni esperimenti militari realizzati negli anni Sessanta, non esistono piste di atterraggio circolari: l’Unione Europea sta però finanziando le ricerche di Hesselink.

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