Carpisa offre uno stage a chi compra una loro borsa e vince un concorso

Carpisa offre uno stage a chi compra una loro borsa e vince un concorso

Alla fine di agosto Carpisa, la società che produce borse e accessori, ha pubblicato sul suo sito un annuncio di lavoro molto insolito: offre uno stage di un mese nella sua area marketing, ma per ottenere il posto è necessario comprare una borsa Carpisa, inviare un codice che viene fornito insieme all’acquisto, proporre un piano di comunicazione per la prossima collezione e quindi sperare di essere scelto come vincitore. Il concorso è iniziato il 24 agosto e si concluderà domani, 6 settembre. Il pagamento minimo per uno stage fissato per legge è di circa 300 euro al mese.

carpisa

È insolito che un’azienda chieda che venga acquistato un proprio prodotto per ottenere un lavoro, così come che chieda di elaborare a titolo gratuito un piano di comunicazione professionale. Diversi blogger e giornali hanno criticato Carpisa, che di fatto implica che per ottenere uno stage di appena un mese si debba pagare qualcosa (l’acquisto della borsa) e lavorare gratis. Nell’annuncio, peraltro, Carpisa specifica che il “piano di comunicazione” deve essere “professionale” e deve includere:

1 – Definizione dei punti di forza e il messaggio dei prodotti;
2 – Analisi del posizionamento del brand;
3 – Evidenza degli obiettivi del lancio;
4 – Definizione del target di riferimento;
5 – Definizione del budget;
6 – Dettaglio delle tattiche ed elenco delle azioni di comunicazione.

Carpisa è una società fondata nel 2001 che distribuisce i suoi accessori in circa 600 punti vendita in Italia e in molti altri paesi. La sede della società si trova a Nola, nella città metropolitana di Napoli.

Con un comunicato stampa diffuso nella serata di martedì, Carpisa ha chiesto scusa per ” la superficialità con la quale è stato affrontato un tema così delicato come quello del lavoro”, dicendo che comunque il concorso finirà il 6 settembre come da regolamento.

L’azienda si scusa per la superficialità con la quale è stato affrontato un tema così delicato come quello del lavoro, in completa antitesi con una realtà imprenditoriale fatta invece di occupazione ed opportunità offerte in particolare al mondo giovanile. A tal proposito negli ultimi 3 anni sono stati assunti 50 giovani entrati in azienda con l’esperienza dello stage.
Carpisa, che oggi conta oltre 700 dipendenti e 400 negozi solo in Italia, garantisce che l’impegno in favore dei giovani sarà ancora più forte, al di là di qualunque interpretazione del messaggio dato.
Già oggi i collaboratori con meno di 29 anni rappresentano oltre il 40% del totale dell’azienda.

Sembra che Mario non sia più un idraulico

Sembra che Mario non sia più un idraulico

Una descrizione pubblicata sul sito di Nintendo del personaggio dei videogiochi Mario (quello di tutta la fortunatissima serie “Super Mario”) lascia intendere che la sua professione non sia più quella di idraulico, come era stato in passato.

La descrizione, tradotta in inglese dal sito Kotaku, dice che Mario è «un tipo molto sportivo, che gioca a tennis, baseball, calcio, corre in auto e fa tutte le cose più entusiasmanti. Infatti, sembra che in un tempo lontano lavorasse anche come idraulico…».

mario

Il personaggio di Mario, che era stato protagonista di un videogioco nel 1983, era noto a tutti per essere un idraulico e in molti dei giochi a lui dedicati la sua professione era sfruttata facendo muovere spesso il personaggio attraverso delle intricate reti di tubi. Shigeru Miyamoto – inventore del personaggio – ha comunque detto che con un altro nome, un personaggio molto simile a Mario era già stato usato nel 1981 per il videogioco “Donkey Kong” e in quel caso la sua professione era di carpentiere.

Il Fatto ha pubblicato un’inserzione a pagamento degli anti-vaccinisti

Il Fatto ha pubblicato un'inserzione a pagamento degli anti-vaccinisti

Sabato 2 settembre il Fatto ha pubblicato un annuncio a pagamento di Comilva, una delle principali associazioni italiane si oppongono alle vaccinazioni e in particolare alla recente legge che ne rende dieci obbligatorie. L’annuncio occupa un’intera pagina del quotidiano, in cui si afferma il legame tra autismo e vaccini; in realtà non esiste alcun legame dimostrato tra vaccinazioni e autismo. Il primo a inventare e suggerire questa correlazione fu un medico britannico, successivamente radiato dall’ordine e condannato per la truffa.

Gli autori dell’inserzione sottolineano più volte la loro certezza di un legame tra vaccini ed autismo. Tra le altre cose scrivono che «alla mamma e al papà non occorrono evidenze scientifiche»; che «per denunciare un rapporto di causa-effetto tra la vaccinazione e la malattia non serve il pronunciamento scientifico»; e infine che «i fatti contano più dell’evidenze scientifiche».

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