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Come procede l’abbandono del nucleare in Germania

27 aprile 2012

Poco tempo dopo l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, il governo tedesco annunciò l’abbandono dell’energia nucleare: la rivoluzione energetica tedesca era ufficialmente iniziata. La transizione energetica promessa dal governo Merkel, per un futuro capace di alimentare la Germania industriale attraverso fonti rinnovabili non inquinanti e efficienza energetica, fu accolta nel favore più generale: partiti di opposizione, produttori di energia e associazioni ambientaliste, (quasi) tutti sembravano contenti. A distanza di un anno, è lecito chiedersi come proceda l’Energiewende, il piano di transizione energetica per l’abbandono del nucleare in Germania. In breve, il piano sta procedendo, anche se con qualche difficoltà e con un moltiplicarsi di voci critiche, ma si trova di fronte ostacoli non di poco conto.

Val la pena ricapitolare gli obiettivi dell’Energiewende, la transizione energetica tedesca verso le fonti rinnovabili in sostituzione dell’energia dell’atomo:

  • Riduzione delle emissioni di gas serra del 40 per cento entro il 2020 (del 95 per cento entro il 2050);
  • Riduzione del consumo di energia primaria del 20 per cento entro il 2020 (dell’80 per cento entro il 2050);
  • Crescita del 2 per cento annuale dell’intensità energetica della produzione;
  • 18 per cento di energia rinnovabile sul totale entro il 2020 (del 60 per cento entro il 2050);
  • 35 per cento di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2020 (dell’80 per cento entro il 2050);
  • Riduzione del consumo di elettricità del 10 per cento entro il 2020 (del 25 per cento entro il 2050) rispetto ai valori del 2008;
  • Riduzione della spesa energetica per il riscaldamento degli edifici del 20 per cento entro il 2020 (dell’80 per cento entro il 2050). 
  • Le critiche. Da una parte ci sono i grandi produttori di energia, penalizzati dalla repentina decisione di abbandonare il nucleare, a fronte di investimenti pianificati e già avviati (e forse mai pienamente ripagati) nel settore nucleare. Piani evaporati in poche ore, per mano di un governo che solo un anno prima aveva confermato la sua piena fiducia nell’energia dell’atomo, estendendo la vita operativa delle 17 centrali nucleari tedesche. Da quando ha chiuso parte dei suoi reattori, la Germania non produce più energia di quanta ne consuma ed ha smesso di essere un esportatore netto di elettricità, per la felicità dei concorrenti (Francia in testa). D’altra parte anche i partiti di opposizione, Verdi in testa, che solo pochi mesi fa esultavano per la decisione del governo sul nucleare, si scoprono critici nei confronti del governo, anche se per motivi diametralmente opposti. I Verdi lamentano infatti un atteggiamento ondivago e incerto della coalizione di governo. L’assenza di un piano nazionale indicante nero su bianco quando e come arrivare agli obiettivi promessi ne sarebbe la dimostrazione plastica. Questo mentre cinque grandi aziende solari tedesche hanno dichiarato fallimento, schiacciate dalla concorrenza cinese, consegnando alla Germania il contenzioso su chi e come pagare dovrà pagare per gli incentivi all’efficienza energetica.

    Va da sè che per raggiungere gli ambiziosi obiettivi posti con l’Energiewende l’installazione massiccia di pannelli solari o pale eoliche non è sufficiente. Un piano generale all’altezza di tali premesse deve necessariamente passare attraverso alcuni snodi energetici fondamentali: la riorganizzazione della rete elettrica nazionale, lo stoccaggio di energia, gli incentivi di mercato e le politiche per l’efficienza energetica.

    Riorganizzazione della rete elettrica. L’espansione delle fonti rinnovabili comporta una generazione di energia elettrica da un elevato numero di unità produttive di piccole/medie dimensioni – campi eolici, fotovoltaici, centrali a biomasse, cogeneratori, eccetera – a fianco delle grandi centrali convenzionali, distribuite sul territorio e collegate a reti a basso voltaggio o direttamente all’utente. Tramite le fonti rinnovabili, gli utenti divengono sia “produttori” che “consumatori” e la rete elettrica da “passiva”, in cui l’elettricità scorre unidirezionalmente dal luogo di produzione a quello di consumo, deve diventare “attiva” o “intelligente”. Altrimenti detto, la rete deve essere riorgazzata per essere capace di assorbire l’energia da qualsiasi punto venga prodotta e trasferirla ad altre aree in deficit, con flusso dal basso verso l’alto in tempo reale e in modo dinamico. Se il raddoppio della quota di energie rinnovabili entro il 2020 è davvero un obiettivo di Berlino, la Germania avrà bisogno non solo di approntare la rete intelligente ma anche di dispiegare circa 3.500 chilometri di linee ad alta tensione. La priorità del governo è quella di portare l’elettricità generata dall’eolico off-shore del Mar Baltico a nord alle industrie del sud. La spesa prevista per il 2020 è di oltre 30 miliardi di euro. Oltre al problema dei soldi, Berlino si troverà di fronte alle resistenze delle comunità locali dove alloggerà l’infrastruttura per l’alta tensione (e son torri di 70 metri, dall’impatto paesaggistico notevole). Le proposte in materia dovrebbero arrivare in Parlamento in autunno e una decisione del governo, almeno sulle questioni principali, è prevista entro la fine dell’anno. Vedremo.

    Stoccaggio dell’energia. Eolico e fotovoltaico forniscono energia in modo intermittente. Lo sapete tutti. Per mettere la rete elettrica al riparo da sbalzi di tensione e black-out è indispensabile risolvere il problema dello stoccaggio dell’energia. Solo quest’anno il governo tedesco ha stanziato oltre 200 milioni di euro per lo studio del problema dello stoccaggio dell’energia. Il sistema ad oggi più efficiente è l’utilizzo di enormi bacini di pompaggio. In pratica, quando la produzione di energia rinnovabile eccede i consumi, l’energia in surplus è utilizzata per pompare a monte l’acqua. Quando vento e sole sono assenti e la produzione di energia rinnovabile non basta, l’elettricità necessaria alla rete elettrica viene generata utilizzando i bacini idroelettrici di cui sopra. Il problema dell’idroelettrico è quasi solamente quantitativo: semplicemente i bacini adatti allo scopo in Germania sono già sfruttati e un aumento della capacità attuale non appare orograficamente percorribile. Questo senza contare che i bacini di pompaggio sono costosi, devastano il territorio e sono pericolosi in caso di terremoto. Da sempre la costruzione è osteggiata dalle comunità locali. Altre opzioni nei programmi di ricerca di Berlino sono batterie, condensatori e l’uso coordinato di una moltitudine di centri di stoccaggio minori, dislocati sul territorio. Poi c’è l’opzione idrogeno, tecnologia dalle enormi speranze appena dietro l’angolo… da più di 20 anni. Al problema dello stoccaggio dell’energia non v’è purtroppo oggi una risposta facile. Non è un caso che la Germania non abbia puntato tutto su un’unica soluzione. Al contrario, il programma di ricerca finanzia un ampio ventaglio di possibilità. Il che dimostra quanto vasto sia il campo e, ahimè, quanto potrebbe rivelarsi distante una soluzione commercialmente praticabile.

    Efficienza energetica. Il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici è ingrediente fondamentale per il successo dell’Energiewende tedesco. Peccato che la diffusione delle tecnologie in tal senso – isolamento, pompe di calore, tecnologie di costruzione passive, sistemi di illuminazione efficienti – stia invece accumulando ritardi sempre maggiori. I proprietari tedeschi, nonostante incentivi statali e aspettative di ritorni monetari, si scoprono esitanti a investire decine di migliaia di euro nel rinnovamento energetico dell’abitazione. La soluzione, almeno secondo i sostenitori, è ricorrere a incentivi più generosi. Il problema è che gran parte dei finanziamenti per l’efficienza viene dai proventi dei certificati per le emissioni di anidride carbonica, i cui prezzi sono crollati nel 2012. Nel mese di marzo il Ministero delle Finanze ha dovuto dirottare 452 milioni di euro sull’efficienza energetica. Proposte di ulteriori detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie sono attualmente discusse, anche se non è chiaro da dove verranno i fondi necessari allo scopo.

    Premio di mercato. L’iniziativa probabilmente più importante del governo Merkel è stata l’introduzione del premio di mercato per i produttori di energia da fonti rinnovabili. Il premio di mercato viene pagato in sostituzione della tariffa fissa a quei produttori di energia rinnovabile che commercializzano loro stessi l’energia prodotta, in base a domanda e offerta di mercato. Come premio (e incentivo) per l’esposizione diretta, in aggiunta alle entrate ottenute dalla vendita dell’energia elettrica, ai produttori di cui sopra viene garantito un extra, il premio di mercato appunto. Lo scopo di questa legge è quello di trasformare i produttori di energia rinnovabile in operatori del mercato, dando il via ad un nuovo modello di mercato di piccoli e diffusi produttori di energia, in contrapposizione al modello attuale in cui investimenti e utili sono spartiti da pochi ex-monopolisti e grandi aziende. Il premio di mercato, infatti, assegna un maggior valore alla produzione di chi soddisfa le reali richieste di energia del sistema. Anche se molti operatori hanno optato per il premio di mercato, l’effettivo successo di questa iniziativa non è stato ancora chiarito. I critici osservano come l’introduzione del premio di mercato non ha diminuito il prezzo dell’energia elettrica in Germania. Tuttavia, anche a parità di costo, una divisione più socialmente equa degli utili non è certo da buttare, anzi.

    Secondo esperti e osservatori, la sfida posta dall’Energiewende, per alimentare un intero paese con le fonti rinnovabili, non è impresa meno ardua del programma spaziale americano, che negli anni Sessanta annunciarono di voler portare l’uomo sulla Luna. Dare energia all’intera Germania tramite fonti rinnovabili e efficienza energetica non è certo traguardo inferiore. In ogni caso, il mondo osserva come procede l’abbandono del nucleare in Germania: è davvero possibile un futuro senza l’energia dell’atomo?

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    • ro55ma

      Zuliani, anche se la lettura di questo articolo fosse resa obbligatoria per qualunque politico intenda affrontare il tema energetico, sappiamo perfettamente che non darebbe risultati: ovunque i tecnici hanno potuto spiegare questi aspetti alla classe politica hanno ricevuto in risposta le follie (economiche e scientifiche) di pseudo-pianificazioni ambientaliste, politicamente corrette e elettoralmente appetibili.
      Esattamente come le favole sul riciclaggio che renderebbe sostenibile e opportuno una raccolta differenziata da delirio (per i singoli cittadini) e invece rivelatasi assolutamente inutile (se non controproducente) per l’ambiente. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: i costi folli di politiche energetiche sballate e di gestione rifiuti demagogiche sono a carico della collettività; basta tenerglielo nascosto, basta negare l’evidenza (che i tecnici provano a spiegare, inascoltati) e il gioco continua.
      Fino al collasso succesivo…

      • silverfish

        Anche se i dati presentati da Zuliani fossero incontrovertibili – e non ho motivo di credere che non lo siano – è il ragionamento di partenza che trovo a dir poco discutibile.
        Dunque: la Germania abbandona di colpo il nucleare, che copre una consistente fetta del suo fabbisogno energetico, e ad un anno di distanza si trova in affanno.
        Ma guarda un po’. Chi l’avrebbe mai detto?
        È inevitabile che il frettoloso abbandono del nucleare fatto in questi termini e con questi tempi sia una scelta che non ha nulla di razionale e che sarebbe stata controproducente nel breve e medio periodo. Cosa ti aspettavi, RO55MA?
        Una politica energetica seria richiede una oculata pianificazione a lungo termine e un continuo assestamento sulla base dei progressi in campo tecnologico nella produzione di energia.
        Fatta questa doverosa premessa, bocciare una politica che incentivi un massiccio ricorso alle energie alternative dopo appena un anno, oltretutto conseguente a una decisione che persino io, che non sono certo filonucleare, considero scriteriata, è pura follia, ed è altrettanto demagogico di certe pseudo-pianificazioni ambientaliste che tu ti affretti a criticare ogni volta che si parla di nucleare.
        La scelta del governo tedesco è stata assurda e fatta sull’onda dell’emozione. Questo non significa che incentivare le energie alternative sia altrettanto folle.
        E soprattutto non significa che chi si è opposto al ritorno al nucleare del governo Berlusconi fosse un illuso. Quella decisione non si fondava su alcuna seria politica energetica di lungo termine. Punto. Si basava esclusivamente sulla necessità di acquistare delle centrali nucleari dalla Francia.
        Questa è la verità.
        Quindi piantiamola di prenderci in giro.

        • ro55ma

          C’è solo il piccolo particolare che è proprio l’incentivazione spinta delle rinnovabili, coniugata con lo stop al nucleare, che si è dimostrata una follia. Aver scommesso di reggere la competizione con Cina o India, producendo pannelli a tutto spiano (e convincendo i furbetti oltre il Brennero a cavalcare l’onda..), piantando pali giganteschi in Baltico che tanto, in qualche modo, la corrente in Baviera ce l’ha portiamo è, diciamo, poco “tedesco”. E se ne stanno accorgendo, perfettamente, anche loro.
          L’incentivazione spinta delle rinnovabili (con soldi dei cittadini chè Pantalone li ha finiti) droga, economicamente, il sistema ma appaga, politicamente, un sacco di gente ed economicamente un sacco di businnes men. L’interazione della rete con migliaia di punti produzione e la trasmissione al (lontano) consumatore di miliardi di kwh dai parchi off shore sono due punti chiave, semplicemente ignorati dai politici tedeschi.
          Per la politica energetica italiana di lungo termine è meglio appellarsi agli dei, se hai anche solo una vaga idea della quantità di centrali ENEL che dovranno essere sostituite nei prossimi quindici anni. Che i pannelli solari al posto del trebbiano e degli ulivi, come dicono a Roma, jè rimbalza..

          • http://lafuori.wordpress.com/ miche fax

            Porta pazienza, ma il sistema energetico basato sul petrolio non sarebbe invece incentivato dagli stati? No? Il prezzo del greggio che si scambia sui mercati, esprime il suo reale valore? Comprende gli impatti sull’ambiente? Le guerre per il predominio delle risorse? Non mi risulta. Allora di cosa stiamo parlando? Solo perché per le rinnovabili puoi vedere esattamente quanto paghi controllando la voce A3 della bolletta, non significa che i costi per sostenere un sistema energetico-produttivo petroliocentrico non ricadano sulla collettività.

          • silverfish

            Anche il nucleare è pesantemente incentivato. Ovunque.

      • http://www.corteitalia.it giak

        Non capisco, davvero, dove e come la raccolta differenziata ed il riciclo dei rifiuti possono essere inutili o controproducenti ? Se effettuata correttamente, dalle famiglie ai centri di raccolta e riutilizzo, la differenziata è una delle soluzioni per sopravvivere in futuro … che tra l’altro non nulla ha a che vedere, se non indirettamente, con la politica energetica di cui parla l’articolo.

        • ro55ma

          Ho solo detto che il riciclo, che raccontano (anche a te, evidentemente:) essere la panacea tecnologica ed etico ambientale che salverà il pianeta dall’invasione consumistica (ecc. ecc.), è una sòla mostruosa. Leggere per credere. E’ antieconomico e insostenibile nella maggior parte dei casi. I tecnici scrivevano questi report alla fine degli anni settanta, inizi anni ottanta. Tutto ciò, con un uso intelligente e razionale dei rifiuti, il loro ridimensionamento (nel packaging, ecc.), la messa in discarica (assolutamente non nociva per l’ambiente se fatta come si deve) e la termovalorizzazione di tutto il resto (magari con recupero intelligente di calore, ecc.), non c’entra nulla, punto.
          Mi sono permesso di mescolare la questione all’energia perchè i problemi, i difetti, le speculazioni politiche, sono le medesime, non a caso.

          • splarz

            chissà perchè dove vivo io la raccolta porta a porta funziona bene. inoltre esiste questo che funziona molto bene.
            non so chi dica in giro che sia la panacea di tutti i mali, ma che sia migliore della “termovalorizzazione” sì (tre parole: stoccaggio delle ceneri).

    • Pingback: ENERGIEWENDE « paolazan

    • pifo

      Era chiaro che l’impostazione “teorica” e retorica di Zuliani (E’ davvero possibile un futuro senza l’energia dell’atomo?) desse subito la stura ai commenti ideologicamente “impostati”.

      In realta’ la discussione in Germania sulla Energiewende (mi) risulta assai meno “preoccupata” di quanto Zuliani, attingendo probabilmente a fonti non tedesche, riferisce: non si discute la scelta in se (abbandono del nucleare) ma le scelte politiche che dovrebbero sostenere le procedure tecniche, le risorse finanziarie, le tempistiche generali del progetto e i ritmi di espansione della rete (qualcuno parla di necessario ricorso alla nazionalizzazione della rete!).

      Non si parla quindi di “una scelta sbagliata” bensi di una “Rivoluzione che rischia di venire meno”. Invito RO55MA a riflettere sulla differenza semantica e politica. La critica dei Verdi tedeschi e’ esattamente in questa direzione.

      Alcuni punti:
      - Per il momento e’ massiccia la adesione dei vari Laender ai piani di espansione dell’eolico. Tanto che reclamano la mancanza di fondi messi a disposizione.
      - Amburgo, Baviera, Baden-Wuertt e Nord-West lavorano alla realizzazioni di punti di stoccaggio di energia. (fonte Frank.All) per eolico e PV.
      - I ritardi accumulati nei piani di riconversione per l’efficienza non sono dovuti all’imbarazzo dei privati quanto, secondo le critiche dell’istituto Wuppertal, ad una mancanza di informazione coerente ed organizzata. Come semplice “osservatore” posso garantire che qui in Baviera la certificazione energetica della casa e’ divenuta obbligatoria da almeno due anni ed e’ richiesta da qualsiasi compratore. Ampiamente “deprezzate” le case che ne sono sprovviste.

      - La Germania continua ad avere una piccola capacita’ di esportazione: ha fornito energia alla Francia nello scorso inverno (fonte Focus). La critica giusta che deve essere fatta alla Merkel e’ quella del commissario europeo alla energia: “Certe decisioni si prendono comunitariamente altrimenti si creano scompensi”.

      - Il fallimento della produzione di PV tedesco (Q-Cells etc) non ha nulla a che vedere con le incertezze della Energiewende. La fine della Q-Cells e’ stata determinata gia’ nel 2011 dai prezzi stracciati della sovrapproduzione cinese. Grossi problemi invece sta creando agli “istallatori” la decisione di anticipare il taglio delle sovvenzioni al PV voluta dagli FDP di Roesler in contrasto con parte della CDU.
      Un taglio di pura ispirazione “neo-liberista” poco coerente con gli obiettivi rivoluzionari delle Energiewende.

      In sostanza, la minaccia principale alla Energiewende tedesca sembra essere rappresentata dalla incoerenza delle decisioni politiche prese in questo anno trascorso dalla sua ideazione piuttosto che dalla fattibilita’ stessa del progetto.

      Saluti

      • http://energiaemotori.wordpress.com Filippo Zuliani

        si discute [..] le scelte politiche che dovrebbero sostenere le procedure tecniche, le risorse finanziarie, le tempistiche generali del progetto e i ritmi di espansione della rete
        Ha detto niente. Per il resto ha ragione: le mie fonti non sono tedesche. Sono europee.

      • ro55ma

        PIFO: nessun taglio “neo-liberista” alle sovvenzioni ma tanta velleità rivoluzionaria da parte di un sacco di gente che, gurada caso, ci ha provato anche a guadagnarci (non che sia brutto, ma allora deve essere bello per tutti, no?-). Con la crisi, persino in Germania, non possono permettersi regalie (pro o contro eco-rivoluzionarie che siano) e il bello, mi dicono amici di Monaco, deve ancora arrivare. Immagino, infatti, che avrai idea di che cosa significhi, economicamente e tecnicamente lavorare “alla realizzazioni di punti di stoccaggio di energia” per eolico e solare e poter – così – sostenere, una rete di trasmissione e distribuzione elettrica alimentata da quel mix…
        La critica fatta dal commissario europeo all’energia non implicava (come sembri pensare tu) che si potessero prendere insieme le decisioni assunte dalla sola Germania; non riusciamo ancora a prenderne, per così dire, di ben meno complesse ed economicamente significative, puoi immaginare;)

    • atraum

      @filippo.@pifo
      “le mie fonti non sono tedesche.sono europee”
      mi spiegate entrambi cosa cercate di dirvi tra le righe!?
      il problema delle fonti è sempre molto importante di fronte a qualsiasi ragionamento scientifico…quindi per voi quali sono le fonti più autorevoli e quali meno?in che senso è importante se sono tedesche,europee o altro? grazie

    • pifo

      Zuliani,
      un conto e’ parlare delle “scelte politiche” e altro e’ discutere della possibilita’ tecnica di un progetto, perche’ un progetto tecnicamente possibile puo’ diventare irrealizzabile per scelte politiche incoerenti.
      Se la Merkel sta mandando a rotoli la Energiewende questo non significa che il piano di per se sia irrealizzabile.
      Atraum,
      quando si pretende di raccontare il dibattito politico di un paese bisogna essere necessariamente immersi nella cultura giornalistica, pubblicistica e politica di quel paese. Ovvero bisogna attingere alle fonti giornalistiche e politiche dirette e non alla review, al racconto interpretativo che altre fonti ne fanno. Se tu leggessi il racconto che i giornali tedeschi fanno della realta’ italiana lo troveresti “insoddisfacente”.
      RO55MA,
      probabilmente la decisione di tagliare sara’ stata anche giusta ma qui non si puo’ fare a meno di notare la portata schizofrenica della stessa. Il bello stara’ certamente per venire anche qua ma intanto e’ anche grazie a queste “geniali ed estemporanee trovate creative” che Roesler e il suo “fighettismo” FDP rischia di non rientrare al Bundestag in ottobre e non e’ solo una questione di consenso popolare perche’ Roesler e’ giudicato “unfit” dalla maggior parte dei capitani di industria di questo paese.

      • http://energiaemotori.wordpress.com Filippo Zuliani

        Caro Pifo, non ti sara’ sfuggito che il mio articolo parla della parte tecnica dell’energiewende (stoccaggio, smart grid, efficienza energetica) un po’ di economia (premio di mercato, budget e sostenibilita’) e ben poco delle polemiche interne sulle “scelte politiche” che indichi te. Un po’ per scelta personale un po’ per le ragione da te spiegate: semplicemente in Germania non ci vivo.

    • atraum

      come temevo dal punto di vista scientifico entrambi siete ben restii(per usare un eufemismo) nel dichiarare le proprie fonti. sono convinto che per parlare di un paese ci si deve immergersi ma io vi sto chiedendo le fonti per potermi fare un’idea sensata autonomamente,senza per forza farmi impressionare da un entusiasta nucleare che disprezza le rinnovabili(e ci gode come un quindicenne…tra le righe…vero zulì!?) o da un entusiasta delle rinnovabili che disprezza il nucleare. cercavo anche di andare oltre alle difficoltà che politicamente e concretamente può incontrare una nazione che investe tutta se stessa in un cambiamento epocale giustamente paragonato alla corsa spaziale per arrivare sulla luna. sulla luna comunque ci siamo arrivati alla fine…entrambi sarete abbastanza intelligenti da capire però che la scienza e la tecnica possono un domani (prossimo o meno prossimo…qui sta il bello)rendere ridicoli molti discorsi…quindi,vi ripeto, a quali fonti vi affidate? grazie. comunque ,scientificamente parlando, sarei abbastanza stufo di questi comportamenti da tifoserie avversarie…

      • http://energiaemotori.wordpress.com Filippo Zuliani

        Le fonti sono nell’articolo. I link li metto perche’ li leggiate. E no, non sono nuclear-ista piu’ di quanto non sia rinnovabil-ista, carbon-ista o petrol-ista o quel che ti pare. E’ energia. Punto. Ora, se volessi parlare dell’argomento del post, benvenuto.

    • defcon70

      Un bentornato a Zuliani!
      A tutti sfugge, pare, che in questo primo anno di Energiewende la Germania si è potuta permettere di mettere in shut-down (dismettere è una parola grossa) una parte del suo parco termonucleare più vecchio perché aveva la possibilità di usufruire di un ampio margine di potenza disponibile sul parco termico a carbone, altrettanto vecchio. Risultato politico garantito per la “culona” e a poco prezzo, visti i prezzi attuali dell’ETS. I polmoni dei tedeschi che vivono in prossimità delle vetuste centrali NON ringraziano, invece.

    • defcon70

      Metto le mani avanti e preciso: non sono contro il carbone, tutt’altro, ma quelle centrali sono veramente vetuste.

    • atraum

      anche perché ora mettersi a discutere sulla “sottoscritto preferisce la realta’ fisica” realtà fisica ce ne vorrebbero di pagine!
      cosa sia poi questa “realtà fisica”che per zulì è in realtà la “verità assoluta by zuliani”potrebbe spiegarmelo? sul serio, vi sembra un metodo adulto e scientifico questo modo di affrontare simili discorsi?
      nelle osterie venete c’è spesso scritto che “El saòn no’l sa gnente, l’inteligente el sa poco, l’ignorante el sa tanto, el mona el sa tuto!
      Il saggio non sa niente, l’intelligente sa poco, l’ignorante sa tanto, l’imbecille sa tutto”

    • quique

      Io questi articoli tecnici sulle politiche di riciclo/riuso da delirio”inutili e controproducenti per l’ambiente non li ho mai visti. Siccome qualcosa mi e parso di aver letto sui rifiuti inviterei a citare le fonti , gli studi e le ricerche perché riguardo sostenibilità , bilancio energetico etc ho altre idee…

      • ro55ma

        Giuro che mi ci dedicherò, tempo permettendo, almeno per risparmiarti la fatica :)
        Come per molte vicende in cui politica e affari si mescolano efficacemente (e se poi credi siano “miscele immorali” che fanno solo i nuclearisti e le GrandiSorelle, è solo un tuo problema), sull’industria del riciclo mi campano in parecchi. La possibilità di dichiarare l’antieconomicità (e spesso l’irrazionalità) di politiche di raccolta rifiuti che generino cicli di recupero è prossima allo zero, semplicemente perchè ritenuta politicamente (e socialmente) scorretta. L’obiezione di fondo è sempre: anche se costasse di più alla collettività va bene perchè diminuisce l’inquinamento, combatte il consumismo spinto, ecc. Rispondere che educare a gestire civilmente i rifiuti (compreso ridurne la quantità) è opportuno e non ha bisogno di mantenere con sovvenzioni cicli di produzioni antieconomici (e relativi beneficiari diretti e indiretti), non serve a nulla. Sei unfit..;)
        Chiedersi perchè tonnellate di rifiuti navigano verso la Cina e l’India e cosa succede, una volta arrivate là, non serve. Così come non serve spiegare che sono migliaia i fallimenti nell’uso dei prodotti da riciclo ma tanto, la fine della filiera, è così lontana dalla gente. Sai, i Consorzi che raccolgono e che passano ai Consorzi che lavorano e che passano..
        Un pò come l’economicità di Terna (e delle sue sorelle europee e mondiali) che fra poco si reggerà solo su miliardi di sovvenzioni (nostri) per pagare lavori di adeguamento rete che tenteranno di governare gli effetti della mancata programmazione “che avrebbe frenato l’espandersi positivo delle rinnovabili..”
        Così funziona quando la politica gestisce al di sopra e a prescindere dai dati di realtà, razionalità, in nostro possesso (magari per “gettare il cuore oltre..” :)

    • defcon70

      Una nota su: “Questo senza contare che i bacini di pompaggio sono costosi, devastano il territorio e sono pericolosi in caso di terremoto. Da sempre la costruzione è osteggiata dalle comunità locali”.
      Per le centrali idroelettriche cd. a doppio bacino, quelle di cui avremmo necessità per lo stoccaggio di energia elettrica prodotta da rinnovabili intermittenti, non servono opere idrauliche grandiose, quelle che consumano molto territorio. Avremmo necessità di alcune decine del tipo di quella Enel realizzata sull’Anapo nei pressi di Priolo Gargallo. Ecco il link GMaps ( http://g.co/maps/mhzj3 ), vi potete fare un’idea da soli dell’impatto sul territorio: quasi 500MW con una producibilità media di oltre 500GWh sfruttando un salto di circa 300m. Il prelievo di acqua dall’Anapo è solo quello per il reintegro dell’evaporazione.
      Terna ne vorrebbe realizzare un paio fra Calabria e Puglia per stoccare parte della produzione eolica della zona, già dal 2013-14.

      • giovannim

        Qualcuno sa indicarmi quanto sia l’efficienza dei processi illustrati?
        .
        100 joule di surplus elettrico quanti joule (sottoforma di energia potenziale) riescono a stoccare nei bacini?
        E, viceversa, qual’è la percentuale di energia elettrica ottenibile da una certa massa d’acqua?
        In definitiva qual’è il prodotto dei due fattori ?
        In definitiva il parametro fondamentale di tutto il gioco ?
        ….
        I due bacini artificiali di Priolo sono stimabili in circa 33 e 31 ettari.
        Con le aree di pertinenza, ad occhio siamo sul km quadrato.
        Hanno senso gli enormi investimenti ENERGETICI per realizzare simili grosse infrastrutture che andrebbero ad appoggiarsi al non eccezzionale eolico italiano ?
        ….
        Da noi 2200 ore/anno quando va grassa.
        E più di 12 m/sec su fondali bassi praticamente solo nel canale di Sicilia.
        Dove i sindaci nimby hanno ovviamente già sentenziato.
        Per come girano i venti, l’offshore in Adriatico è quasi tutto una truffa.
        Mentre nel Tirreno i fondali sono troppo ripidi.
        Belgi e danesi ragionano sempre su oltre 3000 ore/anno e su venti di almeno 15 m/sec.
        Si starebbe parlando di una tecnologia basata su una formula in cui la velocità del vento compare elevata alla terza potenza.
        Quindi da 12 a 15 è solo un +25% come velocità del vento.
        Ma diventa +95% (quasi il doppio) come produzione energetica.

        • defcon70

          Il rendimento ciclico di un buon impianto doppio bacino tipo Priolo è del 65-70%, escluse le perdite in rete. Può aumentare di poco allungando in modo spesso inaccettabile i tempi di pompaggio.
          Un kmq di occupazione di suolo non mi pare per niente un valore importante, considerato che in Italia ne occorrerebbero in media un paio per regione per sostenere in griglia 60-70GWp di FV e eolico.

          Assumendo uno sguardo di sistema complessivo, non è neppure così importante il loro rendimento; la loro presenza è infatti assai più importante per stabilizzare la griglia mantenendo la priorità di dispacciamento delle rinnovabili che per produrre a buon mercato; da questo punto di vista, è corretto che a gestirle sia Terna.

          Ogni Paese deve fare le valutazioni con le potenzialità di FER che ha a disposizione sul proprio territorio: se è vero che 2200 ore/anno per l’eolico del Sud Italia son poche rispetto al Mare del Nord (ma quanto potrebbero migliorare aggiornando buona parte delle turbine messe su nella prima fase speculativa con incentivi all’installazione e non alla produzione?), i 1400kWh/mq.anno di producibilità del FV ribaltano ampiamente la situazione e, come sappiamo, sia l’eolico che il FV hanno bisogno in modo analogo dello stoccaggio.

    • deedee

      Riflessione sintetica: lode alla Germania, che ha saputo gettare il cuore oltre l’ostacolo.
      Ora vedremo se saprà mantenere le promesse che ha preso con se stessa e a che prezzo, solo tra un paio di anni si potrà giudicare.
      All’Italia, da troppo tempo mancano scelte di medio-lungo periodo, che invece ci servirebbero per uscire dalla logica dei milleproroghe e delle emergenze varie..

    • atraum

      ok alcuni giornali usa, un articolo sul suo blog,uno dal ministero tedesco….definitivamente la querelle fonti tedesche-europee è fuffa da l punto di vista scientifico e comprensibile da quello politico. sull’articolo…i tedeschi ci hanno dimostrato di potersi reinventare più volte quindi non li darei per spacciati. come dice deedee lode alla germania che ha saputo gettare il cuore oltre l’ostacolo. sappiamo benissimo che lo sviluppo scientifico o industriale di un paese può essere vincente solo se accompagnato da politiche lungimiranti. essere lungimiranti vuol dire anche mettere periodicamente in discussione le proprie idee.rivederle se necessario. quindi vediamo cosa accadrà do tanto discutere. sul fallimento di alcune ditte tedesche è vero che competere con la cina è faticoso ma forse l’abbiamo lasciata da sola la germania,forse si poteva fare di più in una sinergia europea.alcune centrali nucleari però sono molto vecchie e quindi anche l’investimento per renderle sicure e efficienti non sarebbe di poco conto quindi a parte il colpo di teatro della politica dal punto di vista dei tempi(emotivamente era più accettabile dopo il disastro giapponese) erano comunque di fronte ad un bivio.puntare sull’industria emergente sperando di aprirsi uno spiraglio nel mercato internazionale o continuare sul nucleare. anche qui la politica è da lodare. chi oggi è disposto a puntare su qualcosa di ancora ignoto?non dico che nel nucleare non ci sia spazio per ricerca ed innovazione però hanno scelto una scommessa non da poco. non a caso sono in molti a guardare cosa fanno loro.poi vediamo se la politica attuale sarà in grado di essere lungimirante per un periodo utile e non ci si perda ,riguardo a tempo e denaro,troppo. in molte occasioni, in molti studi, importanti agenzie tedesche o università hanno spesso proposto un sistema integrato che riguarda l’europa intera in una sorta di griglia complessa,diversificata e il più possibile da fonti “alternative”.forse sarebbe ora di pensarci ma forse è utopico pensare ad un piano energetico su base europea quando quello italiano…e stendiamo un velo pietoso.

    • atraum

      sul risparmio energetico degli edifci poi penso che siano arrivati ad una massa critica.chi ha potuto ha risanato. in molte zone della germania il mercato immobiliare non è molto florido e le due cose vanno di pari passo.noi italiano siamo ancora parecchio indietro a riguardo…e non solo perché abbiamo un patrimonio immobiliare storico. infatti adesso ci multeranno per bene.motivo in più di dubitare di un piano energetico europeo serio a breve.

    • http://pensieri-eretici.blogspot.com Mauro

      la Germania avrà bisogno non solo di approntare la rete intelligente ma anche di dispiegare circa 3.500 chilometri di linee ad alta tensione
      Beh, io in Germania ci vivo e posso garantire che purtroppo c’è un grosso movimento ambientalist-demagogico contro le linee ad alta tensione.
      Il NIMBY non è solo una caratteristica italiana :(
      Saluti,
      Mauro.

    • albertor

      > è davvero possibile un futuro senza l’energia dell’atomo?

      Sarà anche possibile, ma è di sicuro molto stupido e costoso, visto che l’energia nucleare rimane di gran lunga la più sicura, la più economica, la più “verde”, la più densa, e perfino quella con la maggior potenzialità di sviluppo visto che le attuali centrali nucleari sono progetti di 40 anni fa e ancora devono arrivare su larga scala le autofertilizzanti al sodio liquido o quelle, potenzialmente ancora migliori, a sali fusi al torio.

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