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Germania: mai più nucleare?

8 giugno 2011

Se non venite da Marte, probabilmente sapete che la Germania ha deciso di abbandonare l’energia nucleare. Lo avevamo scritto anche sul Post: dopo l’incidente a Fukushima, per la crescente pressione dell’opinione pubblica, Angela Merkel ha ordinato la chiusura dei reattori nucleari tedeschi, da qui al 2022.

Quanta energia producono i reattori nucleari tedeschi? Numeri alla mano, oggi siamo al 22 per cento della produzione elettrica nazionale. Le rinnovabili, dopo venti dieci anni di incentivi, ammontano a circa il 16 per cento. Il resto è produzione termoelettrica convenzionale (gas e carbone). È allora evidente che la quantità di energia prodotta col nucleare in Germania non è poca cosa. È possibile rimpiazzarla con le rinnovabili?

Se davvero l’obbiettivo dei tedeschi è rimpiazzare l’energia nucleare con una quota equivalente di energia rinnovabile, personalmente ho un’unica certezza: non sarà facile e, comunque vada, il passaggio non sarà indolore. In tal caso, è probabile che gran parte delle speranze riguarderanno solare ed eolico. Anzi, visto che l’eolico convenzionale (on-shore) in Germania è già abbondantemente sfruttato dove il territorio lo ha consentito, è probabile che le speranze tedesche per la produzione di energia elettrica si concentreranno sul solare fotovoltaico, che oggi produce solamente il 2 per cento dell’energia elettrica tedesca e ha dunque ampi margini di crescita.

Il costo di produzione del chilowattora fotovoltaico è oggi ancora molto l’alto, circa 3 volte più alto di gas e nucleare ma è in costante diminuzione. Lo avevamo visto poche settimane fa. Da qui al 2022 ci sono undici anni. L’EPIA (Associazione delle Industrie Fotovoltaiche Europee) stima che il solare fotovoltaico, con l’attuale decrescita dei prezzi, raggiungerà la grid parity intorno al 2020. Allora produrre energia dal sole dovrebbe costare quanto farlo dalle fonti convenzionali, realizzando i sogni di molti. È realistico assumere che la discesa dei prezzi del solare continuerà indefinitamente oppure esistono limiti fisici e tecnologici? Vediamolo.

Il fotovoltaico al silicio cristallino

La grande maggioranza dei pannelli solari oggi disponibili sul mercato è basata sulla tecnologia al silicio, detta anche di prima generazione. Le celle fotovoltaiche che assorbono la luce solare e la convertono in energia sono costruite utilizzando silicio policristallino, e vengono successivamente assemblate nel pannello vero e proprio.

Nell’ultimo decennio si è assistito a un sensibile miglioramento dei materiali per i moduli fotovoltaici e sulla conoscenza dei processi fisici di interazione tra luce e semiconduttori. Detto altrimenti, la ricerca ha fatto bene il suo lavoro e ottimizzato al meglio le celle di silicio, tanto che oggi l’attuale tecnologia del solare basata sul silicio ha praticamente raggiunto il suo limite. L’efficienza media dei moduli commerciali raggiunge infatti l’85 per cento del valore record ottenuto in laboratorio (1), lasciando spazio a miglioramenti d’efficienza di conversione solamente marginali.

Per quanto riguarda il costo dell’impianto per il solare fotovoltaico, più o meno la metà deriva dal costo dei moduli, mentre la restante metà da tutto il resto. A sua volta, un terzo del costo dei moduli deriva dal silicio policristallino di cui sono composte. Gran parte del silicio utilizzato è però sprecato, in quanto inutile per l’efficienza delle celle. Le celle fotovoltaiche vengono infatti tagliate in fette spesse 0.3 millimetri quando ne basterebbe un sesto per ottenere lo stesso risultato. Purtroppo allo stato attuale della tecnologia non è possibile scendere al limite teorico di 0.05 millimetri, dato che fette così sottili si romperebbero durante la successiva lavorazione nelle linee industriali. Se si potesse utilizzare il silicio al suo spessore teorico minimo si risparmierebbe oltre l’80 per cento del costo del materiale.

Secondo il modello standard della IEA usato nel precedente articolo, il costo di produzione di un chilowattora di solare fotovoltaico in Germania, con un costo attuale di 2500 euro al kW di potenza installata e trent’anni di durata dei pannelli, è di circa 24 centesimi di euro. Per raggiungere la grid parity, il costo dovrebbe scendere a 8-9 centesimi, valore che corrisponde con buona approssimazione al valore attuale del kWh nucleare. In altri termini, al costo attuale della tecnologia, sostituire l’energia prodotta dalle centrali nucleari con quella del solare fotovoltaico ai tedeschi costerebbe un botto. Per diminuire il costo di produzione del kWh solare sono possibili due soluzioni: diminuire il costo dei moduli o quello del resto del sistema dell’impianto fotovoltaico.

La tabella sotto mostra il costo di produzione del solare fotovoltaico allo stato attuale e nelle migliori prospettive di miglioramento tecnologico nella produzione dei moduli, di mercato per il resto del sistema, e di utilizzo minimo di silicio nelle celle.

È evidente che, anche considerando tutti i miglioramenti possibili contemporaneamente, il costo del kWh prodotto con il solare fotovoltaico basato sul silicio policristallino non raggiunge comunque la grid parity. Si ferma a circa 13 centesimi al kWh, ben più costoso degli 8-9 centesimi necessari alla convenienza economica. Detto altrimenti, la diminuzione dei costi per effetto dell’economia di scala non potrà evitare che il solare fotovoltaico si scontri contro i limiti fisici della tecnologia del silicio. Il che non vuol dire che i tedeschi si sono sparati sui piedi da soli, però.

Il fotovoltaico a film sottile

La tecnologia fotovoltaica dei moduli a film sottile, detta anche di seconda generazione, mira a ridurre il costo di produzione dei moduli sostituendo il silicio policristallino con altri semiconduttori meno costosi. Nei moduli a film sottile si usa una lastra di vetro come supporto per le celle solari. Ovviamente non è vetro normale, ma vetro trattato adeguatamente per depositarvi sopra i film sottili di cui sopra. Questa tecnologia è già sul mercato ma ancora in posizione minoritaria rispetto al silicio. Prezzo a parte, le differenze maggiori tra le due generazioni di solare fotovoltaico sono l’efficienza di conversione, che è maggiore nel caso del silicio policristallino, e la vita operativa dei moduli, leggermente minore nei film sottili.

Usiamo il solito modello standard della IEA per calcolare il costo di produzione del kWh del solare fotovoltaico a film sottile. Includendo correttamente i vari elementi di costo (2), allo stato attuale della tecnologia – 1000 euro/kW per moduli con efficienza del 10 per cento e durata di 25 anni – il costo di produzione del kWh fotovoltaico da film sottili è di circa 20 centesimi. Ancora alto. Al contrario del fotovoltaico a silicio, però, l’efficienza della tecnologia a film sottile non ha ancora raggiunto il limite. Includendo nel modello efficienza e vantaggi economici derivanti dal passaggio a grandi impianti – come per la tecnologia al silicio – si ricava il grafico sotto.

Tradotto in parole semplici, il grafico indica che la competitività economica del solare fotovoltaico a film sottile dipende dalla sua efficienza oltre che dal prezzo. Oggi siamo al 10-11 per cento, mentre è necessaria un’efficienza di conversione tra il 15 e il 20 per cento per raggiungere la grid parity e rendere economicamente conveniente la produzione di energia solare. E non è un aumento di poco conto.

Tirando le somme

Per abbandonare il nucleare e sostituire l’energia prodotta dall’atomo con altrettanta energia prodotta da fonti rinnovabili nel 2022, puntando sul solare fotovoltaico e volendo evitare di pagare una botta, i tedeschi hanno dieci anni a disposizione per:

- migliorare i processi industriali per la produzione dei pannelli
- creare le condizioni di mercato adatte per promuovere l’effetto di scala degli impianti
- investire pesantemente in ricerca e raddoppiare l’efficienza di conversione del solare fotovoltaico a film sottile

E devono farle tutte. Se manca anche una sola delle tre non va bene.

Cosa succede se non ci riescono? Semplice, si trovano senza energia nucleare da vendere e con energia fotovoltaica che costa un sacco. È molto probabile che da qui a cinque anni in Germania vi sarà un reality check sullo stato del progetto di abbandono del nucleare, con valutazione di quanto fatto e quanto ancora da fare. Se la situazione non dovesse rivelarsi promettente per il futuro, è molto probabile che si deciderà per il mantenimento delle centrali nucleari esistenti. L’alternativa sarebbe infatti dipendere dall’estero per le importazione di gas russo o di elettricità nucleare francese, oppure ritornare al carbone e produrre un’enorme quantità di anidride carbonica. Non è impossibile che da qui a cinque anni, aumenti indiscriminati del prezzo del petrolio e dell’energia possano ribaltare la percezione del nucleare nell’opinione pubblica, da pericoloso a salvifico, in virtù della quantità di energia prodotta nel momento del bisogno a un costo comunque contenuto.

**********
Note in tabella:
[1] “L’attuale tecnologia fotovoltaica permette di raggiungere la competitività economica?”, Domenico Coiante (2010).
[2] passaggio da impianti da 1 MW a 10 MW di potenza.

Note a pié pagina:
(1) Valore record in laboratorio: “Solar cell efficiency tables”, M.A. Green et al. (2009) – valore medio commerciale: Sunpower Corp. e Shell Power (2009).
(2) “Fotovoltaico di seconda generazione: limiti e possibilità”, Domenico Coiante (2010).

Si ringrazia tanto (ma proprio tanto) Domenico Coiante di ASPO-Italia per le discussioni, i dati, la conoscenza sull’energia e l’onestà intellettuale.

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  • Francescopapini

    Grazie dell’articolo, molto interessante e ricco di numeri. Per confrontare meglio le 2 tecnologie di moduli (e magari confrontare il PV con altri metodi di generazione elettrica), potresti fornire l’efficienza media dei moduli al silicio policristallino? Infatti riporti solo il valore rispetto all’efficienza max di laboratorio.

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  • stefano

    articolo interessante ma… come si fa con la produzione elettrica di sera e di notte? di sera soprattutto il sole cala e il consumo aumenta… quale può essere una soluzione al problema in tempi così rapidi?

    • Filippo Zuliani

      In due parole: sistemi di accumulo dell’energia (bacini idroelettrici, idrogeno, sali fusi, eccetera).

  • Max

    Ma la cifra di 8 centesimi di cui si fa cenno per il costo dell’energia prodotta con il nucleare tiene anche conto di tutti i costi, diciamo così “successivi”? Quando cioè una centrale diventa obsoleta e si devono stivarne le scorie eccetera avrà pure un costo.
    Resta la questione “notte” quando il sole va a dormire: l’alternativa forse sarebbero centrali solari che producessero idrogeno da usare come combustibile alternativo e non inquinante, o i modelli proposti da Rubbia che caricano di calore un conduttore che continua a scaldare l’acqua di una turbina a vapore anche durante la notte.

  • Wilson

    Inoltre la sera il consumo in realtà cala (anche se non quanto di notte) e infatti le tariffe differenziate fanno pagare meno l’energia consumata dopo le 19 (quando sono ridotti i consumi di fabbriche e uffici), al punto che a oggi in Italia ci sono centrali idroelettriche di pompaggio che di notte consumano energia per produrla poi il giorno successivo.

  • Aldo

    L’articolo è buono, sotto certi aspetti, ma tuttavia non approfondisce, per forza di cose, altri aspetti:
    1. si parla solo di energia elettrica (e non tutti hanno presente che dal nucleare possiamo fare solo quella…);
    2. vengono trascurati i costi indiretti connessi con le varie fonti di energia (considerare i costi ambientali, sociali, sanitari va variare di molto le stime);
    3. trascura i margini di risparmio energetico e quindi i vari trend dell’andamento dei consumi;
    4. dobbiamo lasciarci coinvolgere solo in questioni economiche, o vogliamo un futuro diverso (leggi: un modello di sviluppo diverso)?
    5. cosa viene considerato nella composizione del costo del kWh nucleare? Tutta la filiera produttiva (dall’estrazione del minerale – che finirà, oh se finira! – alla messa in sicurezza delle centrali dismesse) o solo la produzione in centrale?
    E potrei continuare. In realtà mi restano solo dubbi.

    • Lorenzo

      Illudersi che filosofeggiare di modelli di sviluppo diversi cancelli i problemi economici è da irresponsabili. La verità è che l’economia, che nella sua freddezza numerica che a voi fa così ribrezzo, nella realtà è gente che mangia, si veste, si scalda…

  • Stefano Barazzetta

    La premessa dell’articolo è completamente sbagliata, caro Zuliani, e di conseguenza il resto dell’articolo perde interesse.
    Per fare fronte al calo di elettricità da nucleare la Germania non punterà affatto sul FV, di cui il paese è quasi saturo, ma sull’eolico off-shore.

    Aggiungo un paio di cose.
    Il valore di 8 centesimi/kWh per il nucleare è wishful thinking, e i motivi sono i soliti: raddoppio dei costi di costruzione per le nuove fantomatiche centrali di nuova generazione, problema delle scorie assolutamente irrisolto e di fatto MAI conteggiato nei costi di produzione (come invece dovrebbe).
    Faccio anche notare che la frase “Le rinnovabili, dopo venti anni di incentivi, ammontano a circa il 16%” della produzione elettrica, oltre a essere palesemente scorretta (per non dire del tutto falsa: i primi incentivi al solare in Germani risalgono al 2004, 7 anni fa, non venti, caro Zuliani), andrebbe completata con la frase “il nucleare, dopo 60 anni di incentivi, ammonta a circa il 22%” della produzione elettrica”.

    Mi chiedo perchè il Post, di solito così preciso ed attento su tutti gli altri argomenti, debba ostinarsi a fare continui scivoloni quando si parla di energia.

    • Filippo Zuliani

      Il costo di produzione del kwh nucleare di 8-9 centesimi e’ stato stimato col metodo standard dell’IEA nel precendente articolo, includendo anche il raddoppio dei costi di produzione cui si riferisce lei. Lo puo’ leggere qui http://www.ilpost.it/filippozuliani/2011/05/20/quanto-costa-lenergia-davvero/. Saluti.

      • Stefano Barazzetta

        Zuliani,

        prima due cose.
        Noto che nella tua risposta non fai riferimento al fatto che, al contrario di quanto hai scritto:
        i- la Germania non ha nessuna intenzione – NESSUNA – di sostituire il nucleare con il FV, ma con l’eolico off shore (dal che questo articolo perde di senso)
        ii- l’incentivazione delle rinnovabili avviene da meno di 10 anni, e non da venti.
        iii- il nucleare è incentivato da 60 anni, tramite ricerca e sviluppo, prestiti agevolati, costruzione deggli impianti, gestione delle scorie (dice niente il nome SOGIN?)

        Sinceramente, se uno commette degli errori, peraltro gravi, dovrebbe avere l’onestà di ammetterlo.

        Tornando al tema dei costi, ti re-incollo quello che avevo già scritto all’epoca del primo articolo.

        “In quanto al metodo IEA, non è altro che il LCOE, Levelized Cost of Energy, utilizzato per valutare il costo di generazione di una qualsivoglia fonte.
        Si tratta di uno strumento oltremodo utile, ma è noto che i risultati che fornisce dipendo molto, moltissimo, dalle miriadi di assunzioni di base che si fanno per calcolarlo.
        Per esempio l’EIA, ente governativo US, fornisce stime differenti, nel caso del gas molto differenti. con il nucleare che risultati più costoso anche dell’eolico. (http://qualenergia.it/articoli/20101209-rivisti-verso-l-alto-i-costi-del-nuovo-nucleare-negli-usa).”

        E inoltre ricordo ancora che, tra l’altro:
        “Paragonare il costo di produzione di una centrale nucleare da 1600 MW che lavora 8.000 ore l’anno con quello di un impianto fv da 20 kw che ne lavora 1.400 è come chiedersi se fa più km con un litro un Boeing 747 o un Ciao Piaggio: non ha nessun senso.”

        Saluti.

        • Lorenzo

          Semmai mi sembra molto ottimistico il costo delle rinnovabili. Forse è il costo della potenza installata, e non di quella prodotta?

          • Stefano Barazzetta

            La potenza si installa, quella che si produce è l’energia.
            Comunque no, sono i costi di produzione ($/MWh, fossero stati costi di installazione sarebbero stati $/MW).

            E’ noto a chiunque lavori nell’energia che in condizioni di vento favorevoli – ma non mostruose – l’eolico sul larga scala è già oggi competitivo con il gas. Senza incentivi.

        • Filippo Zuliani

          Allora, sulla decennalita’ degli incentivi al solare hai ragione. Svista mia, provvedo a correggere. Sull’eolico off-shore non metterei le mani avanti con tanta sicurezza come fai tu: numeri alla mano, si tratterrebbe di installare piu’ di cento (C-E-N-T-O) windfarms come quella di Horn Rev, in Danimarca, una delle più grandi del mondo. A parte i problemi di spazio, resta da capire il costo al MW, dato che, stando in mare, i materiali di cui sono costituite (acciaio e alluminio) tendono ad avere problemi legati alla corrosione molto piu’ delle loro controparti on-shore e hanno bisogno di piu’ manutenzione. Certo, si potrebbe usare il titanio, salvo che poi costerebbero una botta.

          Infine, passi il link a qualenergia – le cui notizie sono ben note da tempo e su molti degli argomenti la comunita’ scientifica e’ tutto fuorche’ in accordo, come saprai benissimo – ma citare se stessi, con tanto di virgolettati, credo sia una vetta che nemmeno il nostro presidente del consiglio abbia mai toccato. Saluti.

          • Stefano Barazzetta

            Caro Zuliani,

            se avessi letto il link di Qualenergia avresti scoperto che le cifre in questione sono cifre calcolate dal DOE, Departimento dell’Energia del Governo degli Stati Uniti d’America e che quindi, con tutto il rispetto, sono ben più autorevoli delle tue.
            Basta che ti scarichi i documenti dal sito del DOE per scoprirlo…

            Quindi, direi che le stupidaggini sul Presidente del Consiglio te le puoi pure risparmiare…

          • Filippo Zuliani

            Se le avessi lette anche tu, sapresti che per calcolare quelle cifre il DoE ha usato altri parametri, maggiormente aderenti alla realta’ americana (cui il DoE fa riferimento). Leggile, le cose che citi. Lo dico per te, cosi’ da evitarti ulteriori magre figure.

  • keykey

    comunque anche se costasse di più la corrente io personalmente pagherei anche un prezzo maggiorato pur di non avere una centrale sotto casa

  • Pietruccio

    Ma i tedeschi non dicevano che col progetto Desetec avrebbero alimentato tutta Europa? Allora come mai non ci pensano adesso che sono alle strette? Che sia solo una bufala? Fumo negli occhi per parlare male del nucleare?

    Prima o poi i nodi vengono al pettine.

    Ricordo anche che una produzione intermittente (come quella da PV e eolico) se diventa consistente (diciamo oltre il 20% o 30% al massimo) non può certo essere sostenuta dalla rete.

    Come faranno i tedeschi?

    • Stefano Barazzetta

      Desertec è vivo e vegeto. (http://www.desertec.org/)
      Ma è ovvio che con quello che succede in Nord Africa e Medio Oriente forti ritardi sono da mettere in conto…

  • Aldo

    @ Pietruccio. “Ricordo anche che una produzione intermittente (come quella da PV e eolico) se diventa consistente (diciamo oltre il 20% o 30% al massimo) non può certo essere sostenuta dalla rete.”.

    Da questa rete, con questo modo di produrre e di consumare. E’ chiaro che bisogna andare verso un’inversione di rotta. La scommessa energetica è proprio questa: e non riguarda solo il nucleare, ma anche il petrolio, il gas ed il carbone. Non mi sento di essere idealista, ma solo concreto nel volere un futuro diverso per i miei figli (e per i miei nipoti, quando e se verranno).

    • Lorenzo

      Mi permetto di ricordarti che nel 2020 ci sarà mezzo miliardo di persone in più sul pianeta. Inoltre nei paesi in via di sviluppo il consumo energetico è in crescita. I doverosi risparmi energetici non saranno quindi sufficienti ad abbassare le richieste energetiche. L’idealismo spesso è come una fetta di prosciutto sugli occhi.

  • ro55ma

    Grande Zuliani, ennesimo tentativo di riportare il ragionamento su piani corretti scientificamente e invece aperti a tutte le opzioni politico-sociali che si vogliono ma senza prenderci in giro: vuoi un modello si sviluppo diverso lo dichiari e spieghi a cosa vuoi rinunciare, vuoi (dichiarare di) rinunciare, fra 11 anni, alla produzione da nucleare, ci provi, verifichi cosa succede con fonti diverse e poi decidi se te lo puoi permettere o no. Che, se non sbaglio, è quello che stanno ripetendo in tanti in Germania.
    Ma qui non funziona, qui si andrà al referendum non in questa prospettiva razionale ma “per abrogare il nucleare”, così come speculiamo sulle leucemie (vere) collegandole alle “cose emesse” dalle antenne di Radio Vaticana o dal radar e poi deliriamo scrivendo di elettrodotti giganteschi per portare a Monaco l’energia elettrica da eolico nel Mar Baltico (o dal solare del Sahara…).
    Il modello standard IEA per ragionare sui costi del kwh non basta, non è corretto/completo è, ovviamente, frutto della manipolazione capitalistico nucleare; non c’è ragionamento che possa scalfire tutto ciò. O forse hai ragione tu a provarci?-)

  • jamesnach

    Bene, Ro55ma,

    al posto di fare dell’ironia spicciola, rispondi alle seguenti domande:

    - è vero o non è vero che, nonostante 60 anni di incentivi, il costo dell’energia nucleare aumenta al posto di diminuire?
    - è vero o non è vero che l’unico paese al mondo che punta in maniera pressochè è assoluta è la Francia, dove sia lo sviluppatore di tecnologia che lo sviluppatore degli impianti sono in mano allo Stato?
    - è vero o non è vero che negli USA, dopo che il nucleare è stato lasciato al libero mercato, non si è di fatto più costruita una centrale che sia una?
    - è vero o non è vero che, dopo meno di 10 anni incentivi, i costi delle rinnovabili sono scesi e continuano a scendere, e nel caso dell’eolico, siano ormai cost-competitive non con il nucleare, ma con il gas?
    - è vero o non è vero che pure chi vuole il nucleare lo vuole sì, ma almeno a 1000 kma dal suo guardino?

    Facci sapere….

    • ro55ma

      james, è proprio il tuo approccio che porta al ping/pong invece che al ragionamento (che tenta di fare Zuliani). Il costo dell’energia nucleare aumenta? a seconda di come si considerano le “variabili di Fax” probabilmente si, oppure no. Rimane, per tutti quelli che non partono “con gli occhiali”, una delle fonti migliori per la base di produzione, quella robusta e di fondo. Crea problemi il nuk? Si e, nella stragrandissima maggiornaza dei casi, risolvibili. Comunque, migliaia di volte più innoqua di carbone, petrolio, persino idroelettrico, che hanno lasciato (e lasciano) morti a centinaia in giro per il modo (direttamente e indirettamente). Nel giardino di casa non ci vogliono neanche il palone eolico, gli specchioni riflettenti, ecc. ecc. è “sindrome da inciviltà” che si può affrontare oppure no (come in Italy)

  • Wilson

    Ragionare solo sui costi al kwh (ammesso che si possano conoscere, in un settore in rapida evoluzione tecnologica) mi pare sbagliato per una nazione, come per una famiglia.
    Quando si prendono delle decisioni ci sono ragioni economiche e anche strategiche.
    Ad esempio negli anni settanta avere il nucleare civile era un’ottima idea per le conseguenze militari (almeno per chi credesse nell’equilibrio atomico), indipendentemente dai costi di produzione.
    Oggi la scelta tedesca di saltare una generazione tecnologica può avere diversi vantaggi: evitare di avere sul territorio impianti che non si possono smantellare o lasciare senza manutenzione in tempi rapidi, far fiorire sul proprio territorio aziende e centri ricerca sulla tecnologia successiva, avere una produzione di elettricità meno concentrata (cosa che riduce la complessità della rete e i rischi di effetto domino, vista la riduzione degli “angoli” tra i diversi nodi).
    In pratica si tratta eventualmente di pagare di più per avere cose diverse, che si ritiene che valgano di più (o che portino ricchezza in futuro).
    Vedremo se avranno ragione (anche se immagino che se hanno preso questo tipo di decisione “irrevocabile” i dati in loro possesso siano abbastanza confortanti).

    • Lorenzo

      Se hanno preso questa decisione “irrevocabile” è per puro interesse elettorale. Ma siccome i tedeschi sono meno scriteriati di noi italiani, credo che analizzeranno il problema di anno in anno per vedere se davvero le buone intenzioni sono una fonte energetica…

  • massimo55

    Grazie per l’articolo, finalmente un po’ di numeri senza ideologie pro e contro. Esorto Zuliani ed il Post ad un articolo sulle ricerche L.E.N.R. italiane, dato che potrebbero (dico potrebbero) ribaltare in positivo tutti questi ragionamenti in pochissimi anni.

  • http://corradoinblog.ilcannocchiale.it Corrado Truffi

    1) Per chi contesta alcuni numeri “nucleari”: il costo stimato per il nucleare citato da Filippo è molto accurato e, tra l’altro, la fonte primaria (Domenico Coiante) non è affatto un nuclearista anzi, è decisamente un sostenitore delle energie alternative. Solo, è una persona seria e prudente, e fa i calcoli bene e non nasconde le difficoltà.
    Dopodiché, è vero che non sono inclusi nel costo i costi di lungo termine di gestione delle scorie (ma i costi di dismissione completa della centrale sono conteggiati), perché non c’è alcun modo sensato di stimarli. Costi che probabilmente non sono grandissimi dal punto di vista economico, ma ovviamente è tutt’altra questione da altri punti di vista.
    2) per Filippo: come ti dicevo ieri sera, c’è una sola cosa che non mi convince del tutto, ed è quando esprimi l’opinione che l’aumento del prezzo di petrolio e gas potrebbe far tornare digeribile il nucleare, se le alternative si riveleranno non praticabili. Io dico che, in tale situazione, anche le alternative diventano comparativamente più convenienti, quindi non cambia molto. Insomma (vado a memoria coi numeri, ma è per capirsi): oggi produrre elettricità con il gas costa 6 cents, col nucleare 8-9, col fotovoltaico 23 (in discesa). Se domani l’elettricità col gas costasse 12 cents, il nucleare sarebbe più conveniente, ma lo sarebbe (relativamente) pure il fotovoltaico (per non dir dell’eolico, che già oggi costa più o meno come il nucleare)
    3) Infine, come sai, quella famosa stima di 23 cents è molto accurata ma dipende da alcuni parametri che possono cambiare molto le cose, in particolare la durata dei pannelli che probabilmente è un po’ sottostimata.

    Comunque, vorrei dire a quelli che fanno i tifosi (da un lato e dall’altro), che il punto è smettere di farlo. Io credo che la sfida tedesca aiuti tutti quelli che sperano in un futuro energetico pulito e sicuro. Ma proprio perché i tedeschi non sono folli ideologi, lo credo proprio perché ha ragione Filippo a dire che sicuramente a metà strada dalla dismissione ci sarà un bel reality check. Se, approfittando di una scelta “anche” emotiva, si sarà data una bella accelerata a ricerca e industrializzazione di nuove soluzioni, sarà solo una buona cosa per tutti….
    (in modo molto tangenziale, ne ho scritto qui:http://www.imille.org/2011/06/lo-zen-e-l%E2%80%99arte-della-dismissione-del-nucleare/)

    • Filippo Zuliani

      Corrado, se il costo del kwh del gas salisse a 12 centesimi renderebbe certo piu’ appetibile un solare a, poniamo, 16. Ma se il nucleare ne costa 8-9 resta comunque l’opzione economicamente migliore (poi ci sarebbero i costi esterni, ma quello e’ un altro discorso).

  • unit

    Vorrei ricordare a tutti gli espertoni di nucleare che commentano che, nonostante tutta la disinformazione terroristica sul tema, il problema dello smaltimento delle scorie non è un vero problema, per due ragioni. La prima è che le scorie prodotte sono pochissime (dell’ordine di qualche metro cubi all’anno a centrale). Il secondo è che nelle future centrali a sali fusi o a piombo (c’è ricerca anche nel nucleare fissile, eh?) le scorie di fatto non ci sono, dato che viene bruciato tutto.

    • Wilson

      Ehm, e quali saranno i costi delle centrali del futuro? e continueranno a produrre energia anche da spente come le attuali (con i guai che abbiamo visto)?
      Se parliamo di ricerca possiamo dire che l’eolico del futuro (kite) ha un rapporto energetico migliore del petrolio attuale, allora, e finiamo come al solito per parlare di aria fritta.
      Sulle scorie resta il fatto che quel piccolo volume pesa orribilmente ed è molto pericoloso per i primi anni (scalda molto quindi il contenitore in cui lo si tiene, se non raffreddato, esplode, come abbiamo visto) e mediamente pericoloso (diciamo velenoso) per millenni.

      Questo non nega la disinformazione, è solo per specificare sui due punti precisi.

  • http://lafuori.wordpress.com/ miche fax

    Ennesima puntata della crociata contro le rinnovabili, a suon di tabelline excel. Non rispondo mai ai post di Zuliani, ché avrei bisogno di equipollente bibliografia e spazi, ma noto che ogni volta si inquadrano i problemi talmente al microscopio, da dimenticare il contorno, cioè la realtà. Due note di carattere generale, sempre le stesse, ma non bisogna stancarsi mai.
    SOLDI:
    1. come sempre si valutano i costi delle diverse fonti senza considerare le esternalità, ma prima o poi arriverà un sistema inquinatore-pagatore e allora vedremo la vera classifica. Oltretutto, andate a chiedere a Tepco e al Giappone, quanto gli costa (a ritroso) il kWh nucleare e poi vediamo i famosi 8-9 centesimi.
    2. smettiamola di dire che solo le energie rinnovabili sono incentivate. Diciamo che sono le uniche per cui gli incentivi sono evidenti perché inseriti in bolletta (con l’immarcescibile CIP6): questo è sbagliato, ed infatti anche l’AEEG consiglia di inserire l’incentivazione in contabilità generale, come avviene per le altre fonti. Fare affari con Gheddafi, per dire, dargli 4 miliardi di euro di “risarcimenti” per avere un buon prezzo sul gas, e poi spendere milioni di euro al giorno per bombardarlo, sono, che lo vogliate o no, costi da calcolare alla voce approvvigionamenti energetici.
    TECNOLOGIA.
    1. Pare impossibile fare entrare in testa a lorsignori che la prima fonte energetica rispetto all’oggi in futuro sarà il risparmio, che ha potenziali enormi corrispondenti a svariate produzioni nucleari.
    2. Fare il confronto tra tutta l’energia prodotta dal nucleare e la sola producibile dal fotovoltaico è scorretto, ai limiti del ridicolo. Lo sfruttamento dell’eolico on-shore è già ai limiti? Ma chi lo dice? E cmq ci sono tutte le altre fonti dai, non le consideriamo?
    3. La rete, la benedettissima rete ed i sistemi di accumulo. C’è un potenziale di efficienza infinito nella rete elettrica, e la Germania guarda caso sta investendo a manetta sulle smart-grid.

    Le tabelline excel sembrano più convincenti? Bisogna metterci anche la visione, oltre ai numeri.

    • http://corradoinblog.ilcannocchiale.it Corrado Truffi

      Sul punto “SOLDI 2″: Se ben ricordo, nel modello IEA usato da Filippo e da Coiante sono inclusi anche gli incentivi e disincentivi CO2 (quindi, per dire, il costo di una centrale a gas o a carbone è aumentato di tale quota).
      TECNOLOGIA 1: certo, il risparmio. Concordo e ne ho pure scritto. Ma spiegalo ai cinesi o ai poveracci dell’Africa. Noi possiamo risparmiare, ma loro dovranno comunque consumare più energia, anche se magari in modo incomparabilmente più efficiente di quanto oggi avvenga….

      Sulle esternalità concordo. Ma temo che se si calcolassero avresti delle sorprese, tipo che sono maggiori per le centrali a petrolio o gas che per il nucleare….

  • http://paper.li/paolocorno snotgreen

    Solare termico?

  • http://heilandstark.wordpress.com Heiland Stark

    La comparazione dei costi mi pare veramente irrealizzabile e priva di reale significato.
    Per il nucleare: come già sottolineato il problema dello smaltimento viene preso in conto? Non credo. Condivido inoltre alcuni degli argomenti di Jamesnach.
    Per le energie fossili: tutti i costi medico-sanitari indotti dall’emissione di CO2, il trasporto, la produzione, la destabilizzazione di intere aree sociopolitiche che crea migrazioni e guerre vengono prese in conto? Non credo.
    Ma cosa più importante, nessuno, NESSUNO, parla mai di quanto di potrebbe ridurre lo spreco di energia (non solo )elettrica attuale.
    @ Filippo Zuliani, che sicuramente ha le competenze, un articolo su quanta energia elettrica viene sprecata durante il trasporto attraverso cavi e corrente alternata anziché continua, su quanta energia elettrica viene sprecata perché si usano ancora determinate tecnologie sarebbe di sicuro interesse.
    INOLTRE:
    Quanta energia (tout-court) sprechiamo per:
    riciclare cose perfettamente riutilizzabili cosi’ come sono (una per tutto le bottiglie di vetro)
    quanta ne sprechiamo per produrre, distribuire, raccogliere, differenziare, smaltire e riciclare milioni di tonnellate di prodotti la cui vita è effimera (packaging, bottiglie di plastica, cartoni, etc etc).
    Risolvendo questo problemi prima di pensare a come produrre di più sarebbe sicuramente un passo avanti e non farebbe il gioco stupido dei governi e degli industriali che corrono sempre dietro al mito dell’iperproduzione per il soddisfacimento di bisogni che tali non sono.
    HS

    • ro55ma

      il punto è che la maggior parte della gente non ha nessuna intenzione di seguirti per combattere l’iperproduzione e il soddisfacimento antinomico. Ai Cinesi che vogliono fare in dieci anni quello che noi abbiamo fato in 80/100 glielo spieghi tu?.
      Ai verdi europei che raccontano che basta trasportare al consumatore remoto quanto prodotto, senza fastidi estetici e in modo ecologico, nel mar Baltico, glielo spieghi tu che non hanno capito molto di efficenza energetica?
      Dopodichè, per il riciclo, potremmo imparare dai danesi che esportano la birra in lattina all’estero chè in patria si beve nel vetro riciclato. La faccenda è complessa.. ;-)

      • http://heilandstark.wordpress.com Heiland Stark

        La faccenda è complessa e concordo nel dire che le azioni di risparmi dovrebbero essere messe in atta in primis da noi che abbiamo abusato e sprecato per anni. Detto questo, tutti gli altri popoli che sono nel pieno del boom hanno pieno diritto di rifare i nostri stessi errori, bruciarsi le foreste e vendersi tutto quello che hanno. Dico solo che è un peccato, uno spreco.
        HS

  • atraum

    vi siete dimenticati il piano di risparmio energetico tedesco che marcia come un treno in corsa.
    vi siete dimenticati che la germania in testa ma anche l’europa tutta puntano ad arrivare all’edificio energeticamente autosufficiente o persino produttore. una produzione in rete simile ad un sistema WWW. di internet.e questo mica fra 50 anni.
    e sono cose fattibili ora.
    quindi le conclusioni sono falsate su una situazione attuale. non che siano sbagliate in sé ma limitate.
    merkel e ministri hanno detto fin da subito che era una sfida importante. la germania ha dimostrato in questi anni di saperci fare,la ricerca è sovvenzionata e il mondo “green” è diventato uno dei maggiori asset industriali. quindi non tarpiamo le ali ad una nazione che ci crede. non sbrighiamo tutto dicendo che ci saranno più centrali a carbone.
    che poi, dall’alto del nostro italico cinismo tipico di coloro che non fanno nulla e criticano chi ci prova…potremmo anche stare a guardare con curiosità e arrossendo di vergogna…da quasi inventori di tecnologie solari a passivi importatori…
    ma a noi piace piangerci addosso e criticare gli altri.
    fare mai!

    • http://heilandstark.wordpress.com Heiland Stark

      La mia non era una critica ai tedeschi che come dici sono avanti. E’ una critica a tutti quelli (ITALIA PRIMA TRA GLI ULTIMI) che come noi sono indietro.
      Ma più in generale è una critica ad un modello che non si vuol cambiare, che si fa finta di non vedere e al quale si continuano a mettere pezze.
      Perché per imporre il vuoto a rendere (per dirne una) basta una legge. Ed i consumatori, addomesticati e sempre più viziati da spese a domicilio gratuite, seguono o si attaccano. Perché gli industriali che protestano si ignorano perché non si puo’ più guardare solo al profitto ed ai costi ma alle conseguenze a medio e lungo termine.
      HS

  • atraum

    cito una battuta di norbert lantschner, direttore di casaclima (che sicuramente avrà copiato da qualche tedesco) ” la centrale più veloce da costruire è quella del risparmio energetico”

  • carla meloni

    Sono sempre stata convinta dell’inutilità del fotovoltaico per le evidenti limitazioni che esso presenta.Ciò nonostante ho deciso di installare un impianto da 5,5kw sul tetto di casa per studiare al meglio il funzionamento di tale tecnologia.Ovviamente ho tenuto conto anche dell’esistenza di generosissimi incentivi senza i quali investire in un impianto del genere equivarrebbe letteralmente a buttare il denaro dalla finestra
    La produzione ottenibile è pari a circa 6000 kwh/anno pari ad una potenza media di circa 0,7 kw!!!Questo nonostante i pannelli siano quelli considerati i migliori disponibili sul mercato,la falda del tetto sia orientata a sud pieno,la casa sia in una località collinare caratterizzata da aria pulita e abbondante ventilazione.
    Il problema più grave non è comunque la scarissima produzione quanto la discontinuità e l’imprevedibilità della stessa:l’impianto fotovoltaico non solo non produce niente di notte e questo è ovvio,ma produce pochissimo nelle ORE che seguono l’alba e che precedono il tramonto,produce pochissimo quando il cielo è nuvoloso,niente quando piove.L’inverno scorso,particolarmente piovoso il mio impianto non ha prodotto quasi niente nell’arco di sei mesi.Quindi gli impianti fotovoltaici possono servire a risparmiare un pò di combustibile ma non consentono di ridurre di un solo kw la potenza elettrica generata da fonti affidabili.
    Quanto all’eolico si tratta anche in questo caso di fonte irregolare e non programmabile anche se certamente più affidabile del fotovoltaico,peccato che sia fortemente osteggiata dai più per l’impatto visivo,il rumore,il pericolo per gli uccelli etc,
    L’idrolettrico richiede grandi modificazioni del territorio ,che probabilmente verrebbero impedite con un apposito referendum,e comunque potrebbe essere considerata una fonte pienamente programmabile solo in presenza di bacini enormi,per la cui realizzazione in Italia non esistono le condizioni.Da non dimenticare la reale pericolosità di grandi bacini artificiali in caso di terremoto.
    Spero veramente quindi che la Francia continui a costruire impianti nucleari tenendo conto anche delle nostre esigenze e ci consenta in questo modo di non entrare a far parte del terzo mondo.

    • Lorenzo

      Condivido al 100%. Peccato che dovremo sempre più dipendere dalle centrali nucleari delocalizzate oltre confine…

  • http://www.facebook.com/people/Dario-Pizzuto/618724065 Dario Pizzuto

    Articolo come sempre interessante, chiaro e preciso. Però guardando al 2020, io credo che dovremmo smetterla di guardare ai sistemi energetici in chiave nazionale. Voglio dire che dovremmo iniziare a ragionare in termini continentali, sperando che tra qualche anno il mercato europeo sia unico anche in termini fisici. dobbiamo quindi pensare ai mix energetici europei con tutte le prerogative che ciascun paese ha. Nel senso, in Italia produrre energia nucleare avrebbe un costo ben diverso rispetto alla Francia, così come il pv in puglia ha un costo ben diverso rispetto a uno stesso impianto in baviera, così come l’eolico off-shore nel mare del nord presenta dei margini di crescita molto interessanti. L’obiettivo numero 1( efficienza a parte) dev’essere integrare i mercati, costruire queste benedette reti dell’energia e iniziare a pensare ad un mix energetico equilibrato (con quote di nucleare, carbone, gas, olio, e fer in generale) in chiave europea.

  • piti

    Che bello essere un profano. Parlano tutti con tante sicurezza, traendo conclusioni opposte a partire dallo stesso argomento iniziale. C’è qualcosa di surreale.

  • Aldo

    Piti, hai ragione. Leggere molti post sopra fa venire lo sconforto. L’argomento è veramente complesso e qui si chiede di liquidare tutto con due battute.
    Io di mio (e lo dico non per convinecere qualcuno, anzi) sono ingegnere termotecnico, e lavoro da trent’anni nel campo dell’energia. E sono convinto che se il referendum non raggiungerà il quorum, sarò solo per l’oggettiva difficoltà che ha la gente “comune” ad affrontare tali temi. Spero solo che all’atto del voto, ognuno metta la mano sopra il proprio cuore e voti secondo coscienza. Ma la coscienza, cos’è oggi? Produrre, consumare, sprecare e poi produrre e poi litigare alla pompa di benzia se c’è uno sciopero, fare guerre per il petrolio, sfruttare poveri lavoratori nelle miniere di uranio o di carbone, lamentarci che vengono da noi extracomunitari dopo che con il nostro modello di “sviluppo” li abbiamo privati di tutto.
    Io andrò via da questa terra tra qualche anno. Auguro ai ragazzi di oggi un futuro diverso. E di mio, voglio essere con la coscienza a posto.

  • atraum

    infatti quello che sostengo è che è fin troppo facile criticare tutto e tutti. la risposta secca in tasca non la ha nessuno.se zuliani la avrà vincerà il nobel! l’unica cosa che apprezzo è il metodo scientifico ma come tale è basato sulla situazione attuale e dimentica ( volontariamente o meno ) le leggi eu e tedesche già promulgate sul risparmio energetico. se è vero che questo risparmio oggi è difficilmente calcolabile è anche vero che sostenere che ci saranno più centrali a carbone è altrettanto inesatto. anche perché le centrali nucleari tedesche non si chiuderanno in una settimana.
    quindi emerge la volontà di indirizzare l’opinione pubblica. quantomeno ci si “dimentica” di dire espressamente che è un’opinione non basata su metodo scientifico alla fine di un ragionamento scientifico. e allora salta tutto. non si spiegano varie possibilità ma si punta l’accento sulla non ( presunta )fattibilità della cosa.
    e noi italiani a guardare e fare i saccenti…

    • Filippo Zuliani

      sostenere che ci saranno più centrali a carbone è altrettanto inesatto.

      Non proprio. Gia’ nel 2012 dovrebbe entrare in funzione la nuova centrale a carbone a Moorburg (Germania) costruita da Vattenfall: 12 TWh di energia elettrica all’anno, tanto quanto il totale FV odierno. Per info: http://powerplants.vattenfall.com/powerplant/moorburg

      • atraum

        certo ma questa centrale in particolare era già progettata e finanziata. sostenere che la costruzione di questa centrale a carbone sia il risultato della recente decisione sulle centrali nucleari della germania è…inopportuno a dirla dolce dolce…

  • pifo

    I numeri da soli possono anche essere corretti ma a volte non arrivano ad esprimere compiutamente una certa realta’ complessa.
    Bastano alcune considerazioni sulla discesa dei costi e sui problemi di resa del PV per dubitare della scelta tedesca?
    La situazione raccontata da Jasmenach nel suo commento delle 10:06 ad esempio e’ altrettanto “matematica” e concreta di quella espressa dai numeri di Zuliani e detta delle condizioni al contorno che da sole, senza parlare di PV, stanno determinando la fine del nucleare come vera alternativa industriale in un mondo in cui il mercato della energia e’ stato in gran parte privatizzato.
    La uscita dal nucleare quindi e’ obbligatoria per mere ragioni industriali: nessun privato puo’ produrre illimitatamente nucleare senza sostegno pubblico!
    Di riduzione dei finanziamenti alle centrali nucleari si parlava in Germania in termini abbastanza animati molto prima del disastro giapponese ed era a tutti chiaro che in assenza di questi sostegni statali il nucleare tedesco si sarebbe semplicemente “spento” da solo.
    L’incidente giapponese ha imposto una accelerazione che definire emotiva non e’ completamente giusto perche’ il percorso scelto poggia su delle prospettive tecnologiche giudicate realistiche che non comprendono solamente, come dice Zuliani, la semplice sostituizione del nucleare con il PV ma puntano invece su un incremento massiccio dell’eolico, una politica “esasperante” di risparmio e ottimizzazione energetica, un consistente aumento della quota idroelettrica (La EoN sta acquistando diverse centrali idro sparse in Europa, di cui un paio in Italia) e purtroppo il ricorso al gas.
    Germania mai piu’ nucleare?
    Si, certamente si, se non sara’ nel 2022 lo sara’ certamente nel 24, di sicuro non nel 2080.

  • Billy

    I tedeschi sono fuori, i francesi brindano e non vedono l’ora, che anche loro inizino a importare grosse quantità come noi abbiamo lungimirantemente deciso di fare. Le favole del fotovoltaico, sono sempre bellissime, appassionano anche a me, e se fossero vere, non si capisce proprio, perché tutti questi che ne sono così convinti non ci investano migliaia di soldi? oddio, lo stanno già facendo? Va bene, buttate pure via i vostri (nostri) soldi, alla fine importiamo sempre convenientissima energia nucleare dalla Francia, e tutto il resto è solo appannaggio negli occhi.
    Energy is life. Per fare il cibo ci vuole energia. Sull’industria manifatturiera, il costo dell’energia incide tanto quanto quello delle materie prime e della monodopera: possiamo dedicarci tutti al turismo, all’agricoltura e al terziario o emigrare è l’unico modo? Tutte le città di ogni civiltà si sono sempre sviluppate vicino a grossi fonti di energia, o vicino a fiumi, laghi, foreste. Nel deserto non cresce niente e da noi ci sarà il deserto. Senza energia siamo spacciati. Senza energia non si va da nessuna parte, per il petrolio siamo andati a combattere nei posti più schifosi della terra e ancora ci toccherà. Andremo anche in Libia, vedrete, andremo anche in Libia e ci toccherà crepare anche lì, per un po’ di gas. Quando potremmo riscaldarci ad energia elettrica col nucleare.

  • http://defekt.altervista.org alexmeia

    Bellissimo articolo, complimenti. La partita che hanno scelto di giocare i tedeschi, con tutte le sue incognite e difficoltà, è una sfida degna dell’Uomo: cercare di migliorarsi, andare sempre avanti, scegliere una strada incerta ma più affascinante rispetto alla strada nota che può portare a tragedie note. Al di là delle considerazione tecniche e scientifiche – che lascio completamente a te, visto che te ne occupi così bene – da un punto di vista filosofico per me è evidente che la strada giusta è questa.

  • Aldo

    I due post di Billy e di Alexmelia riassumono molto bene tutto quello che sopra si è letto.
    Sono affermazioni come “Per fare il cibo ci vuole energia”, “Tutte le città di ogni civiltà si sono sempre sviluppate vicino a grossi fonti di energia”, “per il petrolio siamo andati a combattere nei posti più schifosi della terra”, “Quando potremmo riscaldarci ad energia elettrica col nucleare” – sono affermazioni come queste, dicevo, che ci svelano come la pensano davvero i nuclearisti.
    E sono affermazioni come “una sfida degna dell’Uomo” che invece ci (mi) appassionano. Uomo, non automa da rivoluzione industriale.
    Consumare meno, consumare in maniera più consapevole, rispettoso dell’ambiente e del prossimo.
    Alcune questioni che ancora nessuno sopra a posto: quanto dureranno le attuali scorte di uranio? E per ridurre la nostra dipendenza dai paesi arabi, da chi dovremo mai comprare l’uranio arricchito e da chi compreremo la tecnologia?
    Ed ancora: dove andremo a mettere le scorie (in quale paesino del meridione d’Italia)? Chi controllerà che la mafia non metta cemento depotenziato?
    E non penso che queste siano solo ipotesi “emotive”.

    • Aldo

      Scusate il refuso di cui sopra “ha posto” e non “a posto”….

  • debernardis

    Mi associo alla richiesta, una decina di commenti più sopra, di affrontare anche il tema della produzione di energia mediante reazioni nucleari a bassa energia (LENR), che auspicabilmente si starebbero proprio quest’anno concretizzando con l’apparecchiatura e-cat di Rossi e Focardi.
    Se quanto presentato da questi ricercatori corrisponderà a verità, il problema del nucleare attuale diventerebbe irrilevante, vista la possibilità di produrre calore (energia) senza radiazioni, emissioni di CO2 o sostanze dannose, e senza scorie pericolose.
    Ormai se ne parla anche sui mezzi di comunicazione nazional-popolari; perché non parlarne anche sul Post?

  • Billy

    @Aldo, bello vedere come non entri nel merito di quello che dico. Anche a me affascina molto di più la fantascienza alla StarTrek, che essere ancora costretti a mangiare tutti i giorni, come automi, per vivere.
    Il grosso dell’energia si fa coi combustibili fossili, col solare dove si vuole andare? E’ già tanto che con gli incentivi si faccia qualcosa.
    I pannelli, facendo il bilancio energetico di quanto costa produrli e quanta energia producono… saranno dalla parte dell’efficienza? Bah. Il solare è e resta un ottimo campo sfidante della ricerca scientifica, ma nulla più oggi. E quest’articolo ne è la prova, ci sono un sacco di studi sul solare, ma di centrali veramente grosse nessuna, sempre e solo ricerca: i numeri non ci sono, i KWh non si fanno così oggi.
    Il mondo funziona coi combustibili fossili. E’ chiaro che in arabia questo discorso avrebbe poco significato, ma in un paese come l’Italia, senza idrocarburi, che si basava sull’industria manifatturiera… mi dici dove sbaglio?
    Consumare meno? E’ una parola, prova a non respirare che produci meno CO2, ricorda che un organismo per vivere, deve bruciare energia, e che sulle confezioni di cibo è riportato il valore in kcalorie, che poi sempre è convertibile in kWh e alla fine devi pensare che per fare quel cibo ci sono state delle macchine, e degli uomini che hanno mangiato altre calorie e quindi altro cibo prodotto con altre macchine, e anche le macchine per essere prodotte hanno bisogno di altra energia e altri uomini e altro cibo. Troppo semplice? Preferivi un concetto filosofico più complesso? Mi spiace, ma ENERGIA=VITA. Infatti, i GW di una nazione sono fortemente correlati al numero della sua popolazione, quindi per farla breve, consumare meno significa semplicemente crepare.

  • Aldo

    Billy, non entro nel merito solo perché sbagli su tutti i fronti. Mi limito a citarti, ma non voglio convincerti di nulla.
    E comunque qualcosa la voglio aggiungere.
    Non è accusandomi di essere un sognatore che risolvi il problema, sai. Ed a me la fantascienza non è mai piaciuta, semmai la scienza.
    Quando nel 1980 cominciai ad occuparmi di energia, capii subito, da novello ingegnere quale ero, che vi era un risvolto non trascurabile: il modello di sviluppo da scegliere.
    Ecco, coniugando scienza e ragione, io mi rifiuto di pensare che per vivere meglio bisogna calpestare il secondo principio della termodinamica. Tu no. E’ questa la differenza tra noi due.
    Energia=vita? Giusto. Ma io voglio sperare in una vita migliore, con un migliore uso dell’energia.
    E non pretendo di spiegare niente, perché alla mia età sono ormai stanco. Stanco soprattutto di quelli che pensano di avere la verità infusa, senza riflettere sulla conseguenza dei propri gesti, anche di quelli semplici, come soffermarsi ad esempio a giocare con questa roba qua:
    http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=14985&numero=999
    Ameno 20 kW di potenza installata, energia elettrica allo stato puro. Che bello, giochiamo, consumiamo, produciamo, l’economia gira.
    Ciao.

  • Net Flier

    L’ennesimo articolo inutile atto a far capire al mondo che i conti lì sa fare solo uno. Ci fosse una riga una di risparmio energetico. Solo quanto costa produrla, calcolato con metodi scientifici quali le ipotesi di sviluppo tecnologico. Per cortesia, basta pubblicare articoli Su questa falsariga: sono perfettamente inutili, se non dannosi.

  • Billy

    Ok, dici che sbaglio ma non dici mai dove, forse perché sei troppo idealista, pure un gioco ti sembra spreco (il maxischermo che consumerà molto meno di 20kW che sono cmq molto meno della potenza di qualsiasi automobile); ma poi cosa centra? Consumare energia ovvero vivere, vuol dire anche divertirsi, che sarà anche inutile ai fini della riproduzione della specie ma ogni tanto ci può anche stare. Se la tua idea di vita migliore consiste nel risparmiare sul divertimento, lasciatelo dire, sarebbe proprio una bella vita di mm. E poi è facile da dire, ma ti vorrei vedere a farlo (smettere di divertirsi per consumare un po’ meno).
    Non capisco cosa intendi per calpestare il secondo principio della termodinamica? L’entropia aumenta sempre e allora? E’ lo stesso principio che in chimica (vedi energia di Gibbs) o nei processi di trasformazione dice semplicemente che il sistema evolve sempre asintoticamente al livello più stabile che è quello a minor energia potenziale (o a entropia maggiore); e allora? E’ come per la legge di gravità, un corpo non può cadere verso l’alto.
    LAscia stare i principi e le leggi fisiche, che non centrano un tubazzo: Vivere non è solo mangiare, ma per vivere devi mangiare, fine.
    PS: La tua frase retorica finale suona molto come uno slogan, ovvero puoi convincere solo uno che se la beve così ma non dimostra un bel niente.
    ciaooo

  • Stefano Barazzetta

    60 ottime pagine:

    “13 Domande sul Nucleare – Quello che avete diritto di sapere sul nucleare e che non vi hanno mai detto”
    http://www.qualenergia.it/sites/default/files/articolo-doc/13-domande-sul-nucleare.pdf

    Letture consigliata a tutti, specie a Zuliani…

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  • Fede

    Articolo molto interessante, faccio giusto una nota sui conti
    che trovo (ma solo leggeremente, perchè mi sembrano comunque seri)
    sbilanciati per cosi dire in favore del nucleare:
    .
    – per il nucleare, se consideriamo alcune spese normalmente
    non considerate nelle tabelline forse ad oggi (2011)
    siamo più su una stima di 0,15e /Kwh ; lo studio di Coiante
    lo ho letto: è davvero ottimo ma stima pochissimo la dismissione
    (solo una frazione dei costi di costruzione),
    le notizie del 2011 (es.Inghilterra) smentiscono e
    impongono una revisione/aggiornamento del conto, che mi auguro
    lo stesso autore dello studio valuterà eventualmente se fare.
    .
    – personalmente da buon fisico calcolo tutti i contributi
    (smantellamento completo e stoccaggio scorie reali)
    e arrivo perfino a 0,25e /kwh (costo per la comunità comprensivo
    dei finanziamenti pubblici alle varie spese) usando i dati reali
    sui costi di smantellamento e sulle esperienze inglesi, francesi,
    italiane ma non considerando ancora i costi degli incidenti
    .
    – per una stima dei costi degli incidenti, provo a buttare un’idea:
    la statistica ad oggi dice che 5 reattori su 500 hanno avuto fusione
    e dispersione dei materiali, cioè 1% degli impianti,
    ed ogni incidente del genere costa tra 100 e 900 miliardi
    (in giappone siamo a 300 miliardi di costi prevsiti per
    Tepco + i costi umani e ambientali ancora da calcolare);
    vediamola così: magari la germania fermando 10(?)impianti
    si è appena risparmiata un 10% di probabilità di avere
    un incidente da X00 miliardi..
    .
    – per il solare i dati che citate sono del 2010, leggermente
    troppo conservativi, già oggi pare (non ho esperienza diretta
    di grandi impianti ma letture in rete) che si possa installare
    grandi impianti per 1500/2000 e/kwh, e varie previsioni del 2011
    anticipano la previsone di grid parity di alcuni anni
    rispetto al 2020 qui citato
    .
    –una nota per l’italia: qui da noi è ancora meglio,
    c’è più insolazione, si parla di grid parity tra
    il 2013 e il 2016 a seconda di zona a Sud o a Nord,
    son previsoni abbastanza vicine, sapremo presto se son vere.
    .
    Un saluto e buona giornata

  • Fede

    Rilancio anche qui una lettura che mi ha colpito sul
    risparmio energetico (chissà che prima o poi arrivi
    anche ai governanti):
    .
    Il presidente di ST microelectronics sostiene che in Italia
    le industrie potrebberò risparmiare il 7% di corrente
    (una enormità se consideriamo che l’industria fa il grosso
    dei consumi elettrici) semplicemente sostituendo solo i motori
    elettrici con nuovi ad alta efficenza; sostiene anche che
    l’investimento si paga da solo in 2 anni, dopodichè la ditta
    risparmia sulla bolletta, ma non viene fatto per inerzia..
    servirebbe una legge che prima incentivi e poi obblighi
    passi come questo che sono a costo zero, anzi negativo
    ( e come l’isolamento termico delle abitazioni).
    .
    Non escudo che i Tedeschi stiano adottando politiche
    del genere di risparmio energetico per aiutare il loro ambizioso
    (e per me ammirevole) piano a funzionare..
    .
    Di nuovo saluti e complimenti per la serie di articoli.

  • Fede

    Per tutti e per l’autore: lascio il link ad uno studio
    che aggiorna in modo drammatico il costo del KWh al 2011
    per il Fotovoltaico su grandi impianti, per l’italia si
    parla di valori tra 4 e 8 cent/kwh , non so se crederci..
    chiedo a quache esperto del settore di verificare.
    .
    http://www.aspoitalia.it/attachments/301_F_Meneguzzo%20-costo%20kWh%20FV%20-7%20giugno%202011-1.pdf

  • Fede

    Un contributo sulle stime di grid parity di EPIA per l’Europa
    citate nell’articolo:
    .
    - nel 2009 stimava che si raggiungera nel 2020
    - nel 2011 stima che si raggiungerà nel 2017 in Germania
    (prima in Italia e spagna)
    .
    http://www.ecoblog.it/post/12647/europa-e-fotovoltaico-grid-parity-con-le-fonti-fossili-nel-2017
    .
    insomma il settore è in così rapida evoluzione che tutte le stime
    su costi, tempi, ecc. andrebbero fatti solo con dati del 2011..
    (resta comunque un ottimo articolo)

  • http://www.rwebfsbsd.com red

    This is an interesting post. I was wondering if you seen that your theme is a little bit off in Chrome? Not really a massive thing but I reckon you are able to repair it simply..

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