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Toh, Grillo non è democratico

11 settembre 2012

Li ammazza tutti, la politica. Lunedì sera, a Otto e mezzo, su La7, è comparso un bravo ragazzo con la camicetta azzurra – e il fondotinta, e la barba aggiustata – che ha fatto una serie di marce indietro come ne abbiamo viste milioni durante la Prima e la Seconda Repubblica: era Giovanni Favia, il consigliere regionale che si è reso colpevole di qualche parola di troppo durante un fuori onda galeotto: ora, invece, il ragazzo ha precisato che il suo era stato soltanto «uno sfogo privato scomposto» e che gli è sfuggito «con grande imprudenza» e questo durante «un periodo difficile a livello umano», dopodiché ha precisato che Gianroberto Casaleggio – il guru accentratore e antidemocratico – è in realtà «intelligente, capace, onesto e rispettabile», e poi ancora ha precisato che lui – Favia – in ogni caso non si dimetterà perché «mi giudicheranno i miei elettori, nessun altro può farmi dimettere». Poco prima aveva ammesso che nel Movimento 5 Stelle «il progetto di democrazia non si è realizzato», è vero, e aveva detto che ci sono ancora «delle pecche, delle micropagliuzze»: ma per il resto «non è vero che non siamo democratici», «non è vero che Casaleggio» di qua e di là. Li ammazza tutti, la politica.

Che poi, Casaleggio: il primo giornalista a scrivere che Grillo avrebbe fatto un partito è stato lo scrivente, e chi era la fonte? Era lui, Casaleggio, che lo disse a un amico genovese che lo disse a me. Accadeva il 27 luglio 2007 (il Movimento 5 stelle è nato ufficialmente il 4 ottobre 2009) e c’è da chiedersi che cosa sia cambiato da allora, ma soprattutto che senso abbia la polemica che in questi giorni ha investito Favia. C’è qualcosa che non si sapesse? Giovanni Favia, in un datato fuorionda, ha detto che nel Movimento non c’è democrazia, che Grillo va a istinto, che questo Casaleggio mette becco dappertutto, che il successo politico del Movimento è stato repentino e che il partito rischia di «esplodergli in mano»: che c’è di nuovo?

Forse che l’ha detto uno di loro, nient’altro, e chissà che altri fuorionda a questo punto non possano rivelarci ciò che sappiamo già tutti: per esempio che il Movimento non è neppure formalmente un’associazione, che secondo lo statuto (sarebbe il non-statuto) il partito trova epicentro e sede esclusivamente nel blog di Grillo, meglio, in una sottosezione del blog che formalmente non è neppure un blog perché la definizione corretta è «sito commerciale»; ci riveleranno che l’unico titolare del movimento è Beppe Grillo, che per contattare lui e il Movimento c’è solo un singolo indirizzo email. Scopriremo che questo Casaleggio è titolare di una società di comunicazione che si occupa del Movimento e del Blog (l’ha fatto anche per Di Pietro) e che a suo tempo è stato lo stratega fallimentare dei referendum: Casaleggio non si accorse, nel 2008, che la legge impediva di depositare le firme nei sei mesi successivi alla data di convocazione delle elezioni, sicché dovettero buttare via tutto. Scopriremo l’ovvio, il risaputo: che tutto ciò che non sfugge viene deciso da Grillo e da Casaleggio e che questo è il segreto di Pulcinella, come lo è che manca una vera selezione democratica dal basso.

Va da sé che questa situazione non piaccia a tutti e che il dissenso sia inevitabile al di là di ogni ortodossia grillina: qualche caso l’abbiamo già visto (quello di Valentino Tavolazzi a Parma, quello appunto di Giovanni Favia, ieri la consigliera di Forlì Raffaella Pirini) e qualche caso probabilmente ce lo siamo anche perso. Non sarà un caso che tutte le contraddizioni s’incrociano in Emilia Romagna, dove i grillini hanno ottenuto i successi maggiori e dove peraltro ci fu il primo V-day: e pare anche logico, ora, che non manchi un po’ di compiacimento da parte di qualche partito o giornalista, magari dimenticando che erano molto «personali» anche tutti i partiti che sono nati in Italia negli ultimi vent’anni: da Forza Italia alla Lega Nord, dall’Italia dei Valori appunto a Grillo. La differenza, però, è che nel Movimento di Grillo manca tutto: ci sono da decidere le candidature per le prossime politiche e sono in discussione i principi democratici e costituzionali di un partito che potrebbe diventare la seconda forza del Parlamento, non è che si possa liquidare la questione con un comunicato sul blog, né si può evitare che susciti perplessità una forza politica che non rilascia interviste e che è appunto nelle mani di una sorta di Angelo Branduardi ingrassato: Casaleggio, appunto, uno che legge libri di mistici armeni, uno che prevede una terza guerra mondiale entro otto anni – lo spiega un video pubblicato sul suo sito – e secondo il quale questo pianeta entro il 2040 sarà un unico network sociale chiamato Earthlink.

Che è successo, in definitiva? Niente, poco. Una grande fetta di chi ha votato Grillo l’ha fatto contro qualcosa e qualcuno, non gliene frega niente di Piazza Pulita e di Casaleggio. La Demoskopea ha rilevato un 63 per cento di «delusi» e un 18 per cento di «disincantati consapevoli», ma pare fisiologico, non è che da domattina si metteranno a votare per l’Udc, anche perché nei grillini la tentazione complottarda resta radicata, non c’è «fuori onda» che non verrà ricondotto a un attacco partitocratico (complici stampa e tv, al solito) e magari a qualche intransigente epurazione da operare tra gli eretici del Movimento. Certe uscite deliranti alla Luigi De Magistris («Grillo è un coagulo opulento di poteri forti») servono soltanto ad accentuare la paranoia.
Ogni volta si dice che mezza campagna elettorale, a Grillo, gliela fanno gli altri partiti: vero, ma l’altra metà gliela fanno i giornalisti. E così farà Piazza Pulita, che giovedì naturalmente tornerà sull’argomento, statene certi.

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  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    “Una grande fetta di chi ha votato Grillo l’ha fatto contro qualcosa e qualcuno, non gliene frega niente di Piazza Pulita e di Casaleggio. La Demoskopea ha rilevato un 63 per cento di «delusi» e un 18 per cento di «disincantati consapevoli», ma pare fisiologico, non è che da domattina si metteranno a votare per l’Udc, anche perché nei grillini la tentazione complottarda resta radicata, non c’è «fuori onda» che non verrà ricondotto a un attacco partitocratico (complici stampa e tv, al solito) e magari a qualche intransigente epurazione da operare tra gli eretici del Movimento.”
    Ed è proprio questo che più mi spaventa di questo movimento. La furia cieca conto tutto e tutti, la voglia di nascondere le evidenti contraddizioni sotto la sabbia. Peccato, perché molti dei temi originari sono anche molto interessanti e condivisibili, ma questa aggressività latente e questo credersi al di sopra di tutto e tutti mi turba e mi spaventa.

  • reta

    io spesso leggo i commenti sul fatto quotidiano. a dire la verità mi fanno paura per la mancanza di elaborazione e per il rifiuto del dialogo. chi non è d’accordo con grillo è prezzolato, magari del pd o un troll. risposte niente, si rimanda sempre al blog di grillo. travaglio poi io credo che sia in malafede….

  • splarz

    “Una larga fetta” è un’espressione che nasconde la verità: non si sa quant’è, nè se è grande, se è piccola, se è maggioranza o se è trascurabile. All’indomani del primo V-Day un articolo di Repubblica spiegava che il sostenitore tipo aveva un elevato livello di istruzione, in un recente sondaggio di Pagnoncelli più di un terzo è laureato. C’è modo che si capisca che il grillino tipo non è il commentatore del blog? Sembra di parlare al vento.
    Favia poi non ha fatto nessuna retromarcia: ha confermato tutto quel che ha detto, specificando che “Casaleggio ci mette chi vuole lui [nelle future liste nazionali]” era un’ipotesi dettata dall’incazzatura – plausibilissima ipotesi, ci mancherebbe.
    Mi lascia basito questo agitarsi su un fatto che è la noramle prassi di qualunque partito attualmente presente, anzi stiamo parlando di un tizio che ancora non ha presentato un portale (Casaleggio) mentre Grillo, da mesi, dice che ci sarà – se finisce che lo fanno sul serio li voglio leggere, poi, i puntuti editoriali.
    In tutto questo comunque non tornano un paio di cose:
    a) perchè il giornalista de La7 ha aspettato mesi prima di rendere nota la cosa?
    b) se Favia non ha mai pensato a proporsi come PdG perchè nel programma dell’incontro del 3-4 marzo uno dei punti riguardava la candidatura di Favia?
    E comunque: felice che si discuta della cosa.

  • Wizard

    @GIAIMEDDU: la speranza è che quel che c’è di buono in questo movimento (e cioè tanti aderenti che ci mettono tanto impegno, tanto tempo e tanto entusiasmo) ne esca il più presto possibile per costruire qualcosa di più pulito e trasparente, sul modello ad esempio del Piratenpartei tedesco.

  • victornorba

    E pensare che fu lo stesso Pannella che qui nell’articolo non viene citato, a metterlo in guardia che le firme andavano depositate secondo dei precisi obblighi di legge per essere accettate. Non gli ha voluto dare retta…ha preso per i fondelli i suoi stessi vaffanculoday.
    Ma quello che più non mi garba di Grillo e i vaffanculo di moda populista dai facili consensensi, è che la Casaleggio Associati è legata a due partner: L’ENAMICS e la BIVINGS GROUP ! Per solo parlare della Bivings, dico solo che è specializzata in attività di lobbyng internet, leader nel social network e nel web marketing che per mezzo della rete manipola la opinione pubblica, utilizzando falsi cittadini e finte associazioni per promuovere gli interessi della clientela. Operativamente la Biving lavora principalmente con altri due partner americani. The Bricks Factor e la ENAMICS il cui partner italiano è appunto C A S A L E G G I O !

  • loremaf

    Lo sapevamo tutti che era ed è il comico genovese ……….solo che in questo paese spesso, molto spesso ci piace avere personaggi cui affidare il nostro destino, poi il fatto che siano inaffidabili, burloni, trasformisti e quant’altro importa poco, pensiamo di averla scampata, perchè non annusiamo più la mema in cui ci ritriviamo.
    Un tipo che apostrofa chi ricopre incarichi per il suo stesso gruppo politico dicendo che erano disoccupati e ora prendono 3000 euro al mese la dice lunga sul cosa pensa dei amici di cordata e sul ruolo che questi devono ricoprire.
    Detto questo, ritengo che gli altri non sono esenti da critiche visto come da vent’anni si svolge la selezione dei gruppi dirigenti del Paese, coptazione su tutti fronti, sempre e comunque.
    Poi c’è qualcuno che seleziona un pò meglio e qualcuno un pò meno bene, ma la filosofia resta trasversale, meglio fedeli e ossequiosi che capaci e meritevoli, questi ultimi potrebbero cambiare il senso delle cosa, meglio non provare.

  • milziade368

    Grillo non è democratico? Problema suo e della sua coda……

  • commendatorcommentone

    Tout se tient: Grillo non è democratico, ma del resto i grillini, per quello che dicono e fanno, per il loro fideismo impermeabile alla logica non sembrano meritare la democrazia. E quindi il circolo si chiude.

  • umpalumpa

    Piccolo errore: tavolazzi è di ferrara

  • caterpillar

    Inoltre mi chiedo sempre se abbiano mai pagato i diritti ad Alan Moore per i diritti di immagine del simbolo di V per Vendetta