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Scalfari accusa Mentana di fare Scalfari

16 giugno 2012

Quello di Scalfari è un problema di età: la nostra, non la sua. L’età di chi ha vissuto abbastanza da ricordare semplicemente chi è Scalfari, che cosa è stato, che cosa ha scritto, che cosa ha sospinto o sponsorizzato negli ultimi quarant’anni. Ieri, sull’Espresso, ha scritto che Enrico Mentana «è sulla strada di diventare il pericolo pubblico di tutti i democratici di questo Paese» che è una roba da pazzi, anzitutto perché è una roba da pazzi e basta (Mentana come principale pericolo della democrazia italiana: pensateci bene) ma soprattutto perché il vegliardo adduce delle motivazioni da stropicciarsi gli occhi. Cioè: ha scritto che Mentana sarebbe un dispensatore di «cattive notizie» e che quelle buone «le sorvola e talvolta perfino le ignora»: tutti i media prosperano più sulle cattive notizie che sulle buone – ha ammesso Scalfari «ma ora Mentana sta esagerando». Mentana. Poi c’è tutta un’elucubrazione per dimostrare che Enrico sia un motivatissimo supporter di Beppe Grillo come si percepirebbe da vari dettagli: tipo che «gli brillano gli occhi» quando ne parla ma soprattutto per lo spazio e i sondaggi che il Tg7 gli dedica. Da qui la conclusione che Mentana è «un supporter dell’antipolitica» il quale «se continua così diventerà l’erede di Grillo», questo perché «per scardinare la democrazia parlamentare è di gran lunga più incisivo». Quindi Mentana è un pericolo per i democratici.

Ora: la parte meno incredibile sono gli svarioni sostanziali. Scalfari scrive che il sondaggista di Mentana «sostiene che Grillo sia arrivato al 18 per cento» e che «tutti gli altri sondaggi non arrivano a queste cifre», il che non è vero e punto, tanto che sull’homepage di Libero e del Corriere, mentre scriviamo, si apprende che un sondaggio Swg attribuisce a Grillo il 21 per cento. Se poi fosse anche vero che sul Tg7 «le concioni e i vaffa di Grillo vengono ritrasmesse a sazietà», come ha scritto Scalfari, allora – domanda – che dovremmo dire di gente come Santoro che ci ha imbastito intere puntate? Sono palesemente altri i talkshow che hanno inventato o pompato personaggi poi saliti sulla ribalta politica: quelli di Santoro, appunto, ma anche il “Ballarò” di Floris, per esempio. Ma fa niente, secondo Scalfari l’aggravante è che Mentana «si è fatto sponsor di una lista di giovani senza lavoro» per quanto nei fatti non c’è nessuna lista, e, come tutti hanno capito, trattavasi di boutade. Il giornalista che ha fatto il parlamentare e tentato di fondare un partito, sino a prova contraria, per ora risulta Scalfari, mica Mentana.

Detto questo, si potrebbe ipotizzare che l’uscita di Scalfari, tipicamente, celi il riflesso deformato di tutta una generazione politica e giornalistica: quello di pensare che fatti e notizie vadano evidenziate o nascoste secondo la finalità strategica contingente. Il capostipite di questa scuola di pensiero, quella del giornale partito, oltretutto è notoriamente Scalfari con le sue campagne devastanti, con le titolazioni ansiogene, coi suoi baci della morte, con le sue capacità previsionali infallibili: nel senso che ha sempre trionfato chi non stava nelle sue grazie. Ma il discorso non è neanche questo: ciò che lascia davvero stralunati è lo Scalfari che accusa Mentana – o possa accusare chicchessia – di dare perlopiù «cattive notizie» e di drammatizzare la scansione di ciò che accade. Dico: Scalfari, l’uomo che ha creato l’impero editoriale che questa pratica l’ha creata, plasmata, affinata e resa letteratura. L’uomo che per lustri, dal vertice del Gruppo Espresso-Repubblica, ha trasformato ogni refolo in tornado e ha paventato ogni novità elettorale – ogni inchiesta giudiziaria, soprattutto – come se l’Armata Rossa fosse alle porte di Trieste. Scalfari che accusa altri, adesso, di fare quello che ha sempre cercato di fare lui. Cioè: Grillo andava bene sinché sparava sul Cavaliere, periodo in cui Repubblica intanto contribuiva a diffondere una sbeffeggiante visione dell’Italia in tutto il globo terracqueo: ora però il comico ex comico ha preso di mira altri bersagli (Monti, Napolitano, il PD) e allora eccoti il pericolo democratico con Grillo e Mentana a contendersi lo scettro. Peraltro, se fosse vero, una volta acclarata l’ostilità di Scalfari, Grillo e Mentana avrebbero la vittoria in mano.

(da Libero)

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  • lubianka

    “Democratici” progressisti…ma chiamiamoli con il loro vero nome.
    COMUNISTI! Sempre quelli di Praga, Budapest, Varsavia e del progresso, sicurezza, pace e amore portato per decenni nel mondo dalla loro ideologia nel mondo e purtroppo non in questo paese ma sono ancora in tempo a farcelo provare!

  • fausto57

    Questo post secondo me ha 41 righe e mezzo di troppo.
    “Quello di Scalfari è un problema”, stop, poteva benissimo fermarsi qui e sarebbe stato esaustivo.
    Penso che Facci abbia aggiunto tutto il resto per rispetto verso un anziano signore cercando di costruire argomentazioni al concetto base che non ne avrebbe avuto alcun bisogno. Così Scalfari si sente un po’ più considerato.

  • robertobe

    Secondo me sotto sotto l’hanno pensato anche in redazione, ma chi vorrebbe essere accusato di lesa maestà?
    Pezzo eccellente.

  • lapid

    Grande !

  • luigi052

    Che sia il periodo “Facci contro i giornalisti” ? ;-)
    L’articolo l’ho letto anch’io e più leggevo più volevo arrivare alla fine per capire dove l’autore volesse andare a parare.Credevo di avere le traveggole.

  • splarz

    Ma non diciamo che a Repubblica andava bene Grillo, non è vero: Scalfari ha bollato, da subito, lui e chi parteciva alle proposte politiche di fascismo, qualunquismo e molti altri ismo. E non è neanche vero che contriubiiva ad una sbeffeggiante visione dell’Italia: Berlusconi non è l’Italia.
    Scalfari m’era già scaduto quando non aveva capito nulla dei Barbari di Baricco, non mi stupisce che non capisca nulla di Mentana.

  • http://www.anakedview.com/ www.aNakedView.com

    Però anche mentana sbaglia: una rubrichetta di cucina potrebbe farla. Oppure un sevizietto sui gattini. Invece dà solo cattive notizie!

  • http://www.anakedview.com/ www.aNakedView.com

    Mentana è un sovversivo: è capace di fare un intero telegiornale senza neanche un paio di tette. Può stare settimane intere senza neanche menzionare Belen. E’ troppo sovversivo. (O non gli piace u pilu…) XD

  • mauro1952

    Seguo il TG di La7 da sempre e, ultimamente, ho fatto la stessa considerazione di Scalfari, più volte, cioé di un certo catastrofismo, che parla di “tonfo” in Borsa con una variazione inferiore al punto percentuale, ecc.
    Ovviamente non ho mai pensato e non penso che Mentana sia un pericolo per la democrazia. Circa la “sbeffeggiante visione dell’Italia”, non serve Repubblica/L’Espresso, basta scorrere i nomi di alcune “ex ministre” e/o attuali “consigliere regionali” della Lombardia.

  • https://profiles.google.com/raffel.ibba/ab raffibb

    Il problema di Scalfari (Eugenio) da tutta una vita … da quando ha iniziato a lavorare al Mondo di Mario Pannunzio, è Eugenio (Scalfari).
    Infatti Eugenio (Scalfari) pensa di Scalfari (Eugenio) che noi lettori “democratici e di sinistra” non lo meritiamo.
    Ed è vero!
    Almeno io non merito Eugenio Scalfari ed infatti ho smesso di leggerlo da un bel po’ di tempo.
    ciao r

  • oriana58

    Certe cose bisogna pur dirle! Mi congratulo per il coraggio! Diversi anni fa, ero ancora una ragazzina e credevo nella sincerità dei giornalisti (ingenua!), dopo aver visto una trasmissione di Santoro in cui si parlava di raccomandati ed avendo notato la palese contraddizione in quanto nella trasmissione stessa lavoravano la sua fidanzata dell’epoca ( una certa Martone), la figlia di Augias e una Barzini della nota famiglia, scrissi a Scalfari denunciando il fatto che mi aveva particolarmente colpita. Il grande giornalista mi rispose( conservo ancora la lettera) dicendo che purtroppo L’Italia era fatta così e con uno di quei pistolotti moralisti di cui è maestro si schierò cmq dalla mia parte…Qualche tempo dopo canale 5 inaugurò il suo primo tg diretto da Mentana ed una delle giornaliste assunte fu la figlia di Scalfari medesimo pur tuonando lui molto spesso contro queste televisioni private e contro quel costruttore di Milano di nome Berlusconi. Non ho più comprato Repubblica.

  • brandavide

    Oriana, una tacca in più sul suo ottuagenario curriculum, se ce ne fosse ancora bisogno. Grazie.