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A tempo indeterminato

18 marzo 2012

Sono contrario al matrimonio e basta: che sia etero o gay. Sono contrario, cioè, all’assurdità per cui in Italia debba esistere un solo tipo di contratto matrimoniale – perché un matrimonio è anzitutto un contratto – quando al mondo non esiste solo l’unione di due persone con l’obiettivo della progenitura: esiste un mercato di affetti e relazioni che avrebbe bisogno di un ombrello giuridico per uomini e donne, conviventi, non conviventi, giovani o vecchi che vogliano tenersi compagnia o anche solo dividere le spese, eccetera. Assistere un partner malato, lasciargli un’eredità o la pensione, persino visitarlo in carcere od organizzargli i funerali: tutti diritti negati (in Italia) che non c’entrano niente col matrimonio gay o con l’adozione dei figli.

C’è una società complessa con diritti e doveri che andrebbero comunque regolati: eppure l’unico modo di farlo, nel 2012, è infilarsi in un tunnel grottesco di riti formali, pubblicazioni ufficiali, anelli e fiori, deficienti che ti tirano il riso, lunghe procedure di eventuale divorzio. Non è vero che basti una scrittura privata dal notaio: il diritto matrimoniale ha sempre l’ultima parola. Ergo, in Italia non esiste nessun altro genere di riconoscimento legale, istituto giuridico, partenariato registrato, politica della cittadinanza. E perché? Per colpa – in raffinata sintesi – dei preti.

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  • cenerentola

    Caro amico, sono quasi del tutto d’accordo con te.Purtroppo gran parte di coloro che si sposano con rito cattolico non sanno che il legame matrimoniale con rito (chiamalo rito!) cattolico e’ inestinguibile, comprendi vero cosa intendo? C’e’ il pro e il contro.Sapendolo…..ehm…”dopo” sempre uno e’ il marito o la moglie, gli altri legami non valgono un cavolo. Che fregatura eh? Ciao!

  • maragines

    Giusto un’aggiunta:
    - il matrimonio non è un contratto (e non è questione di opinioni ma di sapere cosa sono l’uno e l’altro in termini giuridici);
    - il matrimonio non può essere trasformato in un contratto (sarebbe bestiale nel senso più vero del termine);
    - il matrimonio non è troppo complesso adattarlo a due persone dello stesso sesso (servono un paio di cambiamenti e un paio di scelte).
    *
    Che la famiglia sia l’architrave di una società è cosa che mi pare, empiricamente vera.
    Che la famiglia sia basata sul matrimonio è una frase per lo più vera, ma comprendendo nel termine tutte le forme di matrimonio che si conoscono che sono molto variegate (si va dalla confarreatio al matrimonio per usus già tra i latini che sono vicinissimi a noi).
    **
    Se due vogliono riconoscere l’uno all’altro la pensione, il diritto ereditario che spetterebbe al coniuge non si capisce perché non debbano sposarsi. Non possono? Allora è perché:
    - uno dei due è già sposato (vogliamo forse consentire più forme di unione matrimoniale e para-matrimoniale?);
    - non si possono sposare (e tolto il caso di persone dello stesso sesso, ostacolo che vorrei fosse rimosso), probabilmente perché legati da un impedimento impediente (sono parenti prossimi… Io sono per il mantenimento di questo ostacolo!).
    Non riesco ad immaginare altro motivo per non “riuscire” a sposarsi o non potersi sposare.
    ***
    Non vogliono i fiori, i confetti, il riso e le altre “menate”? Non sono obbligatori. Non li vogliono ma non vogliono che le persone si offendano nel caso in cui il matrimonio ne sia privo? Beh, allora il loro grado di immaturità è tale, a mio modo di vedere, che è opportuno che non si sposino.

  • maragines

    CENERENTOLA: anche questa è una favola propagandata con superficialità.
    Il legame del matrimonio religioso, il sacramento del matrimonio, può essere benissimo sciolto. Ci sono casi di scioglimento del matrimonio contemplati nel diritto canonico dalla notte dei tempi. Allora, e ancora ora.

  • http://transenna.splinder.com RondoneR

    Perfettamente d’accordo. Anche la battaglia gay perde di vista un’ottima occasione per dare una spallata a questo anacronistico sistema di regolarizzazione familiare. La colpa però stavolta è del business buonista politicamente corretto che sfrutta le teorie metafisiche della Fede (affatto rispettata per altro). Un po’ come il Natale.

  • plato

    il matrimonio è un contratto con tanto di obbligazioni per i testi di diritto pubblico… imparo sempre qualcosa di nuovo dal marasma pseudo-internettiano italiano

  • matteodefelice

    @anita81: si certo i divorzi sono costosi e complessi…ma penso sia un “problema” del sistema “giudiziario” (passatemi la grossolanità del termine) e non del matrimonio in sè. Venir meno a qualunque contratto può essere un problema. O sbaglio?

  • anita81

    @Matteo de Felice: intendevo solamente dire che il matrimonio civile “risolve” sicuramente una buona parte dei problemi imputati a quello religioso (da “riti formali” a “deficienti che ti tirano il riso”), ma non l’ultimo, quello delle “lunghe procedure di eventuale divorzio”. In più, non si applica ad una fetta della popolazione, ossia omosessuali e persone in attesa di divorzio, che magari nel frattempo hanno intrapreso una convivenza con un nuovo partner e vorrebbero poter legittimare in qualche modo questa relazione. Quindi, ricollegandomi al suo precedente commento, il matrimonio civile non rappresenta in tutto e per tutto un’alternativa facile e veloce al matrimonio religioso.
    *
    Sulla questione del divorzio lungo come “problema del sistema giudiziario”, non sono d’accordo. Sicuramente ci sono delle lungaggini che dipendono dallo stato della nostra giustizia, ma quando la legge impone che per poter avviare (non concludere) le procedure di divorzio bisogna essere separati da almeno 3 anni, stiamo già parlando di tempi lunghissimi.