Leggete bene:
«I partiti erano tenuti a presentare i bilanci in Parlamento e i bilanci erano sistematicamente falsi, e tutti lo sapevano… i partiti di opposizione non contestavano i bilanci dei partiti di governo né i partiti di governo contestavano i bilanci dei partiti di opposizione. Negli atti parlamentari, non esiste una polemica che investisse la falsità di un bilancio presentato da un tesoriere di un partito. La verità è che i bilanci erano tutti falsi».
Sono parole di Bettino Craxi in un celebre interrogatorio reso il 19 dicembre 1993 al processo Cusani: trasmesso per televisione, riportato sui giornali, reperibile su youtube e ritrasmesso ad Annozero nel gennaio 2010.
La cosa si presta a molte considerazioni, ma soprattutto a una: nella Prima repubblica s’invocava il «tutti sapevano» e adesso s’invoca il «nessuno sapeva». Il capo politico del Psi non poteva non sapere quel che faceva il tesoriere del Psi; il capo politico della Margherita non poteva – invece – sapere quel che faceva il tesoriere della Margherita. Per inciso: il capo del Psi era notoriamente sveglio, il capo della Margherita era notoriamente Rutelli.
Resta da capire a quale «capo» voi affidereste i vostri soldi. Se a uno smaliziato o a uno sprovveduto. Se a un connivente o a uno che si fa svuotare la cassa.

Ciò non toglie che Craxi rubava
Facci, usare le porcate di oggi per giustificare quelle del passato è un trucco retorico di bassissima lega. Come se aspirare a qualcosa di meglio non fosse possibile.
Mmmmmmmmm dopo attenta riflessione affiderei imiei soldi ad uno che non me li frega :)
La battuta su Rutelli e’ da applauso.
Possibilmente a nessuno dei due, Facci. Possibile che in Italia non si pensi che ci sia una terza opzione tra i furbi e i fessi?
“Resta da capire a quale «capo» voi affidereste i vostri soldi. Se a uno smaliziato o a uno sprovveduto. Se a un connivente o a uno che si fa svuotare la cassa.”
A nessuno dei due?
Come a dire: “Meglio farsi governare da dei furbi lestofanti o da fessi lestofanti «a propria insaputa»?”
Non capisco se queste domande, più o meno retoriche, più o meno implicite, servano a dirci che alla fine “era meglio quando si stava peggio” o che bisogna accettare il malcostume come una legge di natura, ed imparare a scegliere tra i lestofanti quello che più fa al caso nostro (es. Berlusconi, quello della rivoluzione liberale).
A me basterebbe solo che chi ruba venga trattato per quello che è, non alla stregua di un prigioniero politico, e che chi gli succede impari la lezione che per evitare spiacevoli epiloghi bisogna semplicemente finirla una volta per tutte di concepire i partiti come agenzie di collocamento e bancomat.
In fondo, non mi pare neanche una cosa così difficile da chiedere.
Ecco perchè ha sempre difeso e sempre difeso (che dico: sostenuto) Berlusconi: meglio un ladro capace che un onesto incapace. Invoco una terza scelta, e vade retro satana.
Sicuramente non da Facci.
Quando c’era Craxi, anche i treni arrivavano in orario! E una volta qui era tutta campagna. Invece adesso ci si spaventa per un po’ di neve!
// Come vado?
Erano falsi (quando tutti fingevano non lo fossero) restano falsi con “qualcuno” che finge di scoprire oggi come funziona la politica italiana.
Esattamente come per i Sindacati (e centinaia di altre strutture equivalenti che smanettano soldi) le norme sono quelle che consentono, punto.
Quindi, se si avessero le p***e di spiegare agli italiani che non ci sono eccezioni, che è necessario “azzerare ogni cosa” (e ogni polemica
da anime belle, sfacelogrillini o forcaioli da tutelanazionalegiudiziaria, che di vergini non ci sono neppure le statue in Italia), per definire alcune regole precise per tutti.
Regole che cambieranno tante abitudini politiche e sociali, non solo rendendo meno medioevale il sistema e meno avvantaggiato il furbetto (ti tutti i colori…).
La risposta è semplice: non bisogna MAI permettere a nessuno di gestire soldi non suoi (=che non si è sudato lui), senza che costui risponda IN PROPRIO(=cioè con conseguenze che ricadano direttamente sulle sue tasche) dela sua gestione.
E questo vale per i partiti, per la chiesa, ma anche per il settore privato vedi grandi banche, finanziarie, o cmq grandi corporation in cui il management tende ad essere completamente indipendente dalla proprietà (sicchè i manager si autoattribuiscono, coi soldi degli azionisti, stipendi e benefit da favola fissi, indipendentemente dalle sorti dell’azienda, mentre se poi le cose vanno male chi paga il conto è l’azionista, oppure addirittura il contribuente quando si è costretti a salvataggi pubblici).
Il problema è che in italia la politica non esiste. E non da adesso, cioè da quando c’è il governo cd.”tecnico” che in realtà è forse il miglior governo politico, o cmq il più politico nelle cose che fa, degli ultimi 20anni. La politica non c’è da 50 anni. La politica in italia è una oculata retorica, che, alla prova del governo, incide solo su cose marginali mentre su tutto il resto, cioè la sostanza, c’è una perfetta,incrollabile unità o conformità fra maggioranze e opposizioni. E quindi chi mai fra i partiti maggiori o medi promuoverà una nuova legge sul finanziamento pubblico della politica? sulla certificazione dei bilanci dei partti? sulla rendicontazione delle spese ecc. ecc.? In una simile situazione l’unica cosa da fare è chiedersi perchè la gente, pur lamentandosi in continuazione, poi continua a votare gli ex democristiani, gli ex comunisti, gli ex socialisti ecc. C’è qualcosa di perverso nel modo in cui queste classi dirigenti, che in sostanza si limitano a mantenere le condizioni per perpetuare sé stesse, riescono ancora oggi, 2012, a farsi votare “incarnando”, simboleggiando le culture politiche e quindi le speranze, i sogni, i fantasmi ormai del ’900. Cioè= molti votano per puro clientelismo (e fin qui capisco) ma poi c’è un sacco di gente che ancora “ci crede” (ed è uno spettacolo triste, davvero).
Il primo mercato da aprire in Italia è quello della politica.
Chapeau per la battuta su Rutelli
Su una cosa sono d’accordo al 100% con Facci. Perché per Rutelli non vale l’assunto “non poteva non sapere”? Considerando che erano solo in due col diritto di firma sui bonifici della Margherita, Lusi e Rutelli stesso, se uno rubava il malloppo, l’altro doveva per forza saperlo.
Speriamo che la magistratura indaghi a fondo e non per finta, stavolta.
Vorrei sintetizzare quello che ho capito dell’idea espressa da Facci: il tempo passa ma il meglio che ci sta capitando è essere passato da leader consapevoli e che alla fine dicevano la verità ad altri che bene che vada sono un po’ grulli. Bene che vada (perchè evidentemente in questo clima ci si vuole differenziare in pubblico ma tutti costoro sono simili a telecamere spente).
L’alternativa qui non è fra furbi lestofanti e fessi lestofanti, ma fra lestofanti furbi e lestofanti che fanno i furbi e si vestono da fessi per fare fessi i giudici e i cittadini! Così c’è chi non si accorge che qualcuno gli sta pagando metà della casa che sta comprando, chi non ha ascoltato tutta la registrazione perché si è addormantato quasi subito, chi ha dato dei soldi a una minorenne che ha passato la notte da lui solo per aiutarla perché ne aveva bisogno, chi non si è accorto che dal conto mancavano 13 dei 17 milioni di euro, eccetera eccetera. Ma la colpa è solo nostra: in fondo, ci sta bene così! Infatti, magari facciamo finta di indignarci, ma poi li votiamo di nuovo! Non ci prendiamo la cura di cercare persone intelligenti ed oneste, disposte a fare politica al servizio dei cittadini. Eppure, ci deve essere un partito politico di “veri” onesti! E se non c’è, fondiamolo! Che ci vorrà mai! Spazziamo via questa spazzatura, apriamo le finestre, facciamo cambiare l’aria. Siamo sempre pronti a lamentarci, ma poi? Contiamoci, e vediamo se siamo maggioranza! Purtroppo, temo di no!