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Subaffittopoli

19 febbraio 2011

Anzitutto c’è un conflitto d’interessi, perché sono amico personale di Giuliano Pisapia. Tutto pensavo, inoltre, tranne che l’appartamento in cui vive la simpatica collega Cinzia Sasso, compagna di Pisapia, potesse interessare ancora a qualcuno, visto che me ne occupai la bellezza di 17 anni fa e che ne scrissi addirittura in un paio libri: nel 1994 e nel 1997. Quello che posso fare, ora, è rinfrescare la memoria circa un paio di episodi che nessuno ricorda, forse neppure Cinzia Sasso.

La giornalista, ieri, ha scritto una lettera al Corriere della Sera in cui diceva: «Sono la compagna di Giuliano Pisapia e abito in un appartamento di proprietà del Pat… siccome ho visto che alcuni nomi – ma non il mio – sono stati pubblicati, preferisco violare la mia privacy per raccontarti i fatti miei. Vivo da 22 anni in quell’appartamento… Dal 2008 il mio contratto è scaduto; nel frattempo ho trovato un’altra casa e ho mandato al Pat una lettera di disdetta del contratto di affitto». Probabile che Cinzia Sasso, mentre scriveva, fosse già stata contattata dal collega di Libero Edoardo Cavadini, a cui aveva detto: «Ero appena arrivata a Milano da Venezia e non avevo ancora conosciuto Giuliano, stavo con il mio ex marito. Con lui ho affittato la casa, ma sinceramente non ricordo come siamo entrati in contatto con il Pio Albergo Trivulzio, è passato troppo tempo». Ecco, su questo posso soccorrerla. A pagina 149 del mio libro-intervista a Paolo Pillitteri «Io li conoscevo bene» (roba del 1994) l’ex sindaco di Milano racconta questo: «Si immagini una mattina di primavera, oltre il Castello Sforzesco, vicino alla Triennale. Io me ne pedalavo in bicicletta per parchi e viali. Incontriamo una giovane coppia con un neonato in braccio, mi fermano: saluti, complimenti, soliti commentini e confidenze». Lei è Cinzia Sasso di Repubblica, lui è Giovanni Cerruti de La Stampa. Continua Pillitteri: «Poi un attimo di serietà e, come spesso mi capitava, una richiesta: il nucleo familiare ha bisogno di un nido, una casa, “tu che puoi, tu che sei il sindaco, tu che ci sei amico”: un classico. Il lunedì successivo cerco il presidente del Pio Albergo Trivulzio, Mario Chiesa, e gli chiedo se sia possibile assecondare la famigliola. Io, data l’urgenza, insisto. Ma non è che scossi troppo il pragmatico Chiesa, visto che la settimana dopo si fece viva per una risposta la mammina giornalista. In breve: risollecito Chiesa in modo pressante, quasi gli do un ordine: finché dopo qualche giorno m’informa che il tetto è stato trovato. I due, informati, ringraziano sentitamente, non tanto me ma un mio funzionario». Poi, però, arriva Mani pulite. «Le confesso che non mi sarei mai aspettato», concludeva Pillitteri, «di dover leggere nelle cronache dei loro giornali invettive feroci contro i clientelismi socialisti, questi craxiani “che avevano dato le case ai loro amici”. Sono rimasto senza parole».

L’ex sindaco di Milano probabilmente si riferiva anche a quanto avrei annotato in un secondo libro, «Di Pietro, biografia non autorizzata» (1997): cioè che Cinzia Sasso, assieme a Giuseppe Turani, non ebbe problemi a pubblicare «I saccheggiatori. Facevano i politici ma erano dei ladri» (Sperling&Kupfer, 1992) e cioè un libro concentrato soprattutto sul sistema messo in piedi da Mario Chiesa, presidente del pio Albergo Trivulzio: un libro che fu scritto nell’appartamento che Mario Chiesa aveva procurato.
Ciascuno sopravvive come può. Se faccio spallucce, ora, è perché ai tempi, quando scrissi il libro-intervista con Pillitteri, rivelai ben altri affitti di favore: ma non successe assolutamente nulla. Tra questi un equo canone ad Antonio Di Pietro (vicenda che sarebbe esplosa un paio d’anni dopo) e un altro a Giulio Catelani, allora procuratore generale a Milano. Non accadde nulla, perciò, neanche per il caso più trascurabile di Cinzia Sasso, tanto che la giornalista restò nell’appartamento e rinnovò il contratto nel 1999, come lei stessa ha raccontato. Non averlo disdetto con largo anticipo, rispetto alla candidatura a sindaco del suo attuale compagno, Giuliano Pisapia, è l’ingenuo errore che le si può addebitare.

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  • ilbaku

    “E oggi che cosa i tocca leggere ? Che siccome sono della propria parte politica, non hanno fatto nulla di male e la colpa e’ solo di quelli che la casa l’hanno assegnata a loro e non a chi aveva veramente bisogno.”
    @andrea61
    Ma che stai a dì? Fino ad ora i nomi di politici e amministratori spuntati fuori da quell’elenco sono tutti di cdx.
    Questa Cinzia Sasso ha preso in affitto un appartamento grazie alle raccomandazioni una ventina di anni fa, quando non conosceva Pisapia che a quanto pare non ci ha mai abitato in quell’immobile. Quale sarebbe la colpa del candidato sindaco di csx?

  • piergiorgio

    Quoto sia andrea61 sia fabiop.
    In parte hanno ragione tutti e due.
    Andrea ha ragione quando dice che si avverte nei commenti un pò di fastidio nell’ammettere che anche gente “della propria parte politica” o cmq, diciamo, che ha sostenuto determinate battaglie condivise, ha qualche scheletrino nell’armadio.
    E non è vero che è solo il sindaco che sbaglia nel rifiutare il favore: anche chi lo riceve, se è persona di adeguata cultura e informazione come presumibilmente in questo caso, lo capisce che sta scavalcando graduatorie pubbliche o qsa del genere.

    Ciò detto però ha anche ragione fabiop a dire che non si può fare di tutta l’erba un fascio. Perchè?
    Ma perchè il problema di chi trova gli scheletrini di queste persone è sempre lo stesso: portare la gente, come ben riassume asmart, a pensare “il più pulito c’ha la rogna” e quindi va sempre bene così, non puniamo nessuno, perdoniamo tutti, volemose bene, non sosteniamo azioni di prevenzione-repressione dei reati ecc. ecc.
    Insomma lo scopo è: più impunità e meno critica per tutti. E il risultato è: più gente che se ne frega della corruttela dilagante.

    E allora, invece, è giusto distinguere bene la pagliuzza dalla trave; altrimenti rischiamo di arrivare al punto che non si può mai criticare niente, mai denunciare niente, mai sollevare un problema se non si è puri e immacolati come la Vergine Maria. Così tutti per paura devono starsi zitti e finiamo che i problemi si incancreniscono.

    Perciò è giusto criticare la Sasso, ma senza mettere sullo stesso piano lei che ha approfittato di un favoritismo con chi ricopriva responsabilità direzionali o istituzionali o di governo e quindi paga, giustamente, per quelle responsabilità.
    E, soprattutto, se si critica lo si deve fare nelo spirito costruttivo di chi dice “cerchiamo tutti di migliorare e uniamoci tutti nel denunciare le storture e kle cose che non vanno” e non nello spirito “è meglio che ci stiamo tutti zitti”.

  • http://nononoeno.splinder.com/ akiro

    @andrea61: chi ha detto che non hanno fatto nulla di male?

  • robertodandrea

    Mi viene in mente la canzone di Barbarossa, scritta in tempi non sospetti, diceva: “Sono i figli di quest’Italia, quest’Italia antifascista, se cerchi casa non c’è problema, basta conoscere un socialista”…era il 1987. Ci aveva preso.

  • renata

    Se non ho capito male quindi, Facci giudica negativamente il comportamento della Sasso che però non deve ricadere automaticamente su Pisapia dato il piccolo particolare che non sono la stessa persona.
    Se è così, sono d’accordo quasi del tutto, perchè comunque una piccola polemica ci può stare….

  • giorgiot

    Che bello leggere questo articolo e le cronache di questi giorni mentre si sta cercando casa a milano e il più penoso monolocale finora trovato in città costa 700€ al mese.

  • Wilson

    Credo che il chiedere e tenere la casa di favore sia stata una cosa sbagliata e immorale (anche se in un sistema in cui lo fanno tutti ci si può vedere anche una forma di autodifesa, quanti avrebbero fatto i “santi” in questo caso?), molto più sbagliato sarebbe però stato cedere all’idea di coerenza per cui poi non si sarebbe dovuta denunciare la cosa.
    Quest’idea del “non sputare nel piatto in cui si mangia” è la vera forza di tutti i sistemi di potere illeciti (dai piccoli dispensatori di favori alle grandi mafie).
    Quindi male prendere la casa sottocosto, ma molto bene non farsi influenzare da questo!
    Stare zitta perché in qualche modo complice sarebbe stato il vero atto grave (e molto più dannoso per tutti rispetto allo sconto sull’affitto) e meritorio di infangare eventualmente anche l’immagine di Pisapia (uno che sta con una così…) e questo (almeno) lo ha evitato.

  • massimo55

    Io non ci vedo nulla di male, in linea di principio, a dare le case di pregio in affitto agli abbienti. Basta che le paghino il prezzo di mercato. Dare ad un cassintegrato un appartamento al Duomo è pura demagogia. Lo si dia pure alla Fracci, ci si faccia dare il prezzo mensile di mercato, e con quei soldi si possono pagare gli affitti a 10 cassintegrati in altra zona.
    Lo scandalo, secondo me, è solo nel prezzo, non nelle persone.

  • odus

    D’accordo sulla Sasso ex Cerruti ed ora pisapiacompagna. E’ una dei tanti.
    Per lei scatta il ritornello”chemmalecc’è, checc’èdimale”. Pisapia, se diventerà sindaco, in accordo o meno col governatore lombardo, cambierà il Presidente del PAT, tra una pedalata e l’altra per i parchi di Milano,ci saranno tanti altri amici da sistemare alla maniera di Pillitteri del 1992.
    Ma delle altre migliaia di beneficiati tra affitti, subaffitti e vendite, Facci non ci sa dire nulla?
    Poteva mica dire, stile Twitter, Milano come e peggio di Palermo? Chissà poi Torino.
    Ma i giornalisti, Facci compreso, lo sanno sempre dopo.

  • piergiorgio

    e ma, @ massimo55, il problema sta proprio lì.
    Pare che la Sasso per 100 mq in corso di porta romana pagasse 900€ al mese! (cito a memoria non sono proprio dati perfetti ma l’ordine di grandezza è quello).
    Insomma non è che a MIlano le case non si trovino in assoluto, solo che costano care! L’amico dell’amico pensa bene di cercare sempre il favore dal politico o dal potente di turno a spese del patrimonio pubblico o para-pubblico come in questo caso.
    ‘E logico: che je frega al sindaco-direttoregenerale-amministratoredellistituto tal dei tali ecc. ecc. di dar via la roba a poco prezzo che tanto non è sua e non ci smena lui?!
    questa è la mentalità italiana.
    Anzi lui, personalmente, ci “guadagna”: in termini di consenso naturalmente e di creazione di “rete” di amicizie che è ciò che poi rafforza il suo potere e gli fa fare ulteriore carriera.
    Chi paga il conto è sempre il pubblico.

    Questo fra l’altro è un ottimo motivo per esere liberali in Italia inteso come favorevoli ad una drastica riduzione della mano pubblica in Italia: perchè più di tanto contro questo sistema e questa mentalità non riuscirai mai a fare al di là delle singole personalità oneste, perciò il problema va troncato alla radice. PIù riduci la mano pubblica più riduci le occasioni di corruttela e di spreco di risorse.

    L’altra difesa efficiente sarebbe trovare regole semplici di individuazione ed imputazione delle responsabilità. Per es. se adesso si riuscisse a far pagare al presidente del PAT il danno causato all’istituto da questa gestione del suo patrimonio edilizio, almeno – che so? – per gli ultimi 5 anni, vedresti che ci penserebbero su molto meglio prima di assegnare le case all’amichetto che gliele chiede a baso costo.
    Ma con le regole attuali dubito che ciò possa farsi.
    IN ogni caso non servono i controlli a priori: la iperregolazione a priori è inutile perchè c’è sempre il modo di aggirarla, sono solo costi burocratici. Serve la regola che imputi la responsabilità in modo netto a chi ha il potere di prendere le decisioni, unita a controllori indipendenti (magistratura) fuori.

  • odus

    Se # renata 20 febbraio 2011 – 23:52:03 scrive:
    “Se non ho capito male quindi, Facci giudica negativamente il comportamento della Sasso che però non deve ricadere automaticamente su Pisapia dato il piccolo particolare che non sono la stessa persona. Se è così, sono d’accordo quasi del tutto, perchè comunque una piccola polemica ci può stare….”
    vuol dire che Facci non si è spiegato bene, non ha scritto in modo da essere capito da tutti.
    Quanti, come Renata, dopo aver letto l’articolo dicono: “non so se ho capito bene.”
    E questo non torna a merito di un buon giornalista.

  • Luigi Muzii

    Intanto che Pisapia, e magari Facci, si informano meglio, quei comunisti del Sole hanno pubblicato l’elenco degli immobili venduti dal PAT (http://bit.ly/ibegqp), “in base ad una prima impressione, a circa la metà del valore di mercato” e quello degli inquilini della Fondazione del Policlinico (http://bit.ly/gnDWuf).

  • spago

    Ho votato Pisapia alle primarie, mi piacerebbe diventasse sindaco di Milano. Però è grave questa cosa che è venuta fuori: l’affitto era chiaramente molto a prezzo di favore. E in un momento in cui il comune in difficoltà taglia di qua e di là, perchè chi guadagna abbastanza da poter pagare affitti mooolto più pesanti dovrebbe avere questi favori? Per di più la Sasso scrive su Repubblica, giornale che se la dà da moralizzatore mica poco e dovrebbe essere una donna di sinistra tutta d’un pezzo.. E anche a voler fare gli uomini di mondo che non si scandalizzano, si può almeno vederci una certa pirleria: sai che se ti candidi ti fanno uno scan, pensaci prima e molla la casa!

  • odus

    I moralizzatori controvoglia alla spago dei moralisti giornalisti di Repubblica che criticano gli immorali della destra berlusconiana ma pagano da un ventennio un affitto di casa che è circa la metà del prezzo di mercato ad uno storico ente “morale” della capitale “morale” d’Italia mentre sono compagne di giuristi di chiara fama protagonisti di storiche battaglie giudiziarie all’insegna della moralità, nonché esponenti della sinistra estrema dura e pura e candidati-sindaci, quei moralizzatori controvoglia che alle primarie hanno votato per quel candidato sindaco, invece di chiamare l’incriminata napoletanamente “scarrafona” nel senso di “profittatrice abusiva”, chiamano il suo comportamento milanesemente “pirleria”.
    Moralizzarori di sinistra che italianamente fra di loro si capiscono, si danno reciprocamente una schiacciatina d’occhio come segnale d’intesa, un colpetto sulla spalla ed un “valà” assolutorio.
    In due parole: moralizzatori pelosi.

  • Wilson

    Vedendo “L’Infedele” mi è venuto un dubbio: ma quanti di questi casi sono recenti?
    L’impressione è che siano tutti contratti più che decennali mai rinnovati.
    Vista così, sembra più un caso di cattiva gestione economica di un patrimonio immobiliare (come pare succeda anche con quelli degli enti privati, come le assicurazioni) che di favori o furberie.
    Non si capisce neppure se fossero affitti di mercato a suo tempo, poi mai adeguati (e qui ci sarebbero le colpe degli amministratori odierni).
    O se sia un eredità di altre gestioni (anni 90), che fino ad oggi è stata colpevolmente ignorata.
    Messa così sembra proprio poca cosa, almeno confrontato a tutti gli altri “scandali” degli ultimi vent’anni.

    Se invece ci fosse assegnazioni nuove (diciamo negli ultimi 10 anni), con tariffe fuori mercato e magari contropartite riscontrabili, allora si che ci sarebbe da indignarsi e cacciare i responsabili chiedendo anche i danni.
    Se ho capito bene è partita un’inchiesta, speriamo che ci permetta di saperne di più.