Prendete i giornali di tutto il mondo e guardate quanti abbiano titolato sull’attacco del Vaticano al premio Nobel. Risposta: nessuno, o meglio soltanto quelli italiani, intrisi come sono di provincialismo baciapile e della convinzione residuale che il pensiero d’oltretevere abbia poi tutta questa importanza. Parentesi: tra questi giornali c’è Repubblica, che a seconda dei giorni esalta il Vaticano in chiave anti-berlusconiana oppure lo esecra come in questo caso.
La notizia, comunque, era un’altra e ben più rilevante: hanno finalmente dato il premio Nobel al padre della fecondazione in provetta, e cioè a un medico che ha permesso la nascita di 4 milioni di bambini da coppie non fertili – altro che movimento per la vita – oltre ad aver permesso che non si trasmettessero le malattie genetiche a beneficio di altri milioni di bambini sani. Questo nell’arco di trent’anni: e c’è da chiedersi, semmai, perché il Premio sia arrivato in ritardo di una generazione: altro che intravedervi un ridicolo espediente «per far arrabbiare la Chiesa» o addirittura «una scelta politica e di schieramento» come ha scritto Luigi Santambrogio su Libero di ieri, forse persuaso a sua volta che alla comunità scientifica e alla borghesia occidentale gliene freghi qualcosa delle posizioni porporali su questo e su quello.
È un po’ come – altra parentesi – il finto dibattito tra evoluzionisti e creazionisti: esiste solo in Italia e in qualche avamposto statunitense che sconfina nella superstizione. Ma a parte questo: la posizione del neo-oscurantismo vaticano e degli ultracattolici militanti (ieri Libero ne offriva un ventaglio pressoché esclusivo, purtroppo) in sostanza si oppone al neo Premio Nobel in virtù di una dottrina religiosa che di scientifico non ha nulla: per far nascere un bambino in provetta partendo da un embrione, recita, occorre sacrificare altri embrioni – che tali resterebbero – ai quali la Chiesa riconosce gli stessi diritti dei bambini effettivamente nati, anzi, «la stessa dignità della persona»; e questo, a loro dire, è assassinio o comunque feticidio. Fosse per loro, quei 4 milioni di bambini non dovrebbero esistere, a vantaggio di altri milioni di embrioni concettualmente sparpagliati nell’universo.
Chi non ha il coraggio di sostenere posizioni così ideologiche tende magari a prendersela col successivo uso degli embrioni a scopo di ricerca, o, ancora, con le inquietanti fecondazioni in vitro che un giorno permetteranno di programmare figli su misura: tutta roba che, comunque la si pensi, non c’entra comunque nulla con Robert Edwards, un 85enne che meriterebbe lo stesso discorso che vale per Alfred Nobel: fu lo scienziato che ideò la dinamite – oltre a essere l’istitutore del Premio omonimo – ma gli usi alternativi della sua invenzione, tipo fare attentati o scassinare banche, certo non diminuirono l’importanza della sua scoperta. Più in sintesi: sarebbe come condannare Einstein perché dai suoi studi si è arrivati anche alla bomba di Hiroshima.
Sarebbe comunque ingeneroso confinare al Vaticano e a certo associazionismo religioso tutti i dubbi sulla fecondazione in vitro. Con loro, infatti, caso unico in Occidente, c’è anche un centrodestra ansioso di accondiscendere ai diktat della Chiesa. La nostra Legge 40 del 2004, infatti, obbliga l’impianto di tutti gli embrioni (anche quelli potenzialmente malati) e vieta le cosiddette fecondazione eterologa e crio-conservazione, assurdità che favoriscono la trasmissione di alcune malattie genetiche. Solo alcune sacrosante sentenze (Tar nel 2008, Consulta nel 2009) hanno parzialmente smontato questa Legge – ripeto – unica al mondo, uno dei tanti casi cioè in cui la politica ha lasciato dolosamente scoperto uno spazio in cui la Magistratura non ha potuto non infilarsi. Resta però vietato, in Italia, donare semi e ovuli per chi abbia per esempio un compagno sterile o una donna colpita da menopausa precoce: ma su questo, avrete visto, il tribunale di Firenze ha appena sollevato un dubbio di costituzionalità e ha rimesso gli atti alla Consulta. Nell’attesa, vanno tutti all’estero e spendono fior di soldi, relegando la possibilità di avere un figlio a una questione di censo. In sintesi: vanno tutti in Svizzera, ma almeno il Vaticano è contento. Sintesi bis: milioni di coppie hanno potuto avere figli sani che non potevano avere per via naturale, e di questo il Vaticano non è contento.

se la dottrina della chiesa non fosse ostile all’evoluzionismo, il Vaticano ci metterebbe 5 secondi a stroncare il movimento antievoluzionista che in Italia è -solo- animato da cattolici
cattolici estremisti, ma pur sempre cattolici ai quali l’alto magistero papale lascia licenza d’uccidere
idem dicasi per la vasta schiera di prelati omofobi che sparano sconcezze quotidiane sugli omosessualie per l’ancora più vasta schiera di gente che si fa abbindolare dai miracoli di madonne improvvisate da Wanna Marchi che dicono di avere un filo diretto con la divinità
la verità è che il cattolicesimo deve ancora evolvere dallo stato di predicazione medioevale buona per i semplici al livello superiore e purtroppo la recente new wave che apprezza lanarrazione pre-conciliare non aiuta
è una spirale inevitabile: perdono fedeli e vocazioni, si radicalizzano, perdono ancora e via così…
resta solo da vedere dov’è il fondo e cosa succederà quando lo toccheranno, nel frattempo non è giacobinismo prendere in giro questo genere di talebani della domenica, almeno ci si passa il tempo…
Pingback: Tweets that mention Nobel e Vaticano, in sintesi | Filippo Facci -- Topsy.com
@mazzetta: bella questa dei talebani della domenica e dei cattolici estremisti con licenza di uccidere.. Sarebbe bellino sentirti (non-giacobinamente, ovviamente) spiegare quanto sono invece belli ed evoluzionistici gli islamici o gli induisti delle caste.. Già perchè la battaglia, socialmente e laicamente corretta, contro la Vatican Spectre è fondamentale per toglierci dalla nostra provinciale accondiscendenza per l’omofobia e la predicazione medioevale. Molto meglio la democratica non ingerenza (chè la democrazia e la secolarizzazione non si esportano…) e noi dobbiamo copirli e rispettarli gli Altri da noi e una sana e laica procreazione à la cartè: chè i popoli veramente laici e maturi l’”eugenetica buona” l’avevano fino a che i baluba-medioevali della bioetica non hanno rotto..
P.S. i miei figli non sono battezzati, io sono agnostico ma trovo sempre uno “spasso” certe prediche di chi aspetta che che i talebani della domenica tocchino il fondo…
un altro comunista benaltrista?
non c’è nessuna Spectre vaticana, mica è un segreto, l’ingerenza clericale è scritta col fuoco nella storia d’Italia, inutile tirare in mezzo i musulmani o salcazzo, com’è inutile tirar fuori gli assassini quando si discute di ladri, restan ladri anche se esistono gli assassini.
con gli indù e dei musulmani fanatici faranno a testate quelli che abitano nei paesi piagati da queste religioni, a noi sono toccati i pretacci nostri e con quelli ci dobbiamo confrontare
Bello il tuo modello di “confronto” con i cattolici con licenza di uccidere.. Io non cerco assassini per giustificare ladri, mi chiedevo solo perchè si dovrebbe togliere alla questione “in vitro” tutto il suo contorno logico ed inevitabile, che passo passo porta proprio dove quegli ingerenti clericali denunciano che si finisca: eugenetica. Io sono non sono contrario alla fecondazione in vitro, e a tutto il resto (eutanasia compresa) ma sono convinto che tanta di questa bella gente laica, libera e secolarizzata in realtà voglia solo scegliersi un bel maschietto-occhiazzurri-biondino, possa “evitare future sofferenze” a un down di un anno e, a me, questo fa un schifo. Do solo atto ad un sacco di gente religiosa (e non solo cattolica) di provare a far ragionare sul problema e con l’unico sistema che conoscono, attaccandosi a valori etico-morali “superiori”. Non ho quella fede ma sono contento che “tengano aperto il discorso”. Tu invece hai ovviamente risolto il problema come con quelli che faranno testate a casa loro (sic..) che tu invece pensi ai pretacci.
il problema è che tu come tanti altri sei convinto male, la fecondazione assistita, anche eterologa, svolta da strutture pubbliche in Italia, preserverebbe proprio dal rischio del baby on demand
per quel che riguarda invece i down, la “selezione” è possibile anche oggi con le normali analisi e anche per i figli che non arrivano dai laboratori, sono analisi che si fanno abitualmente e si fanno proprio per dare modo alle mamme di valutare la qualità e i rischi della gravidanza in corso, cerca -amniocentesi- e fatti un’idea più aderente alla realtà
io forse ho risolto il problema e allontanato le paure irrazionali informandomi sulla materia, tu sembri un po’ troppo sdraiato sulla propaganda dei pretacci, meglio approfondire prima di schierarsi, o preoccuparsi, non credi?
Io non condivido gli argomenti stile pendio scivoloso: se fai un passo in questa direzione non potrai più fermarti finchè non sarai in fondo a un burrone. Non è vero, i fenomeni possono essere regolati. Non è che se s’inizia dalla fecondazione in vitro si finisce a selezionare la razza ariana e a far fuori tutti gli altri esseri inferiori. I fenomeni possono essere regolati, si può stabilire cosa è lecito e cosa non lo è. Regolarli è proprio un modo di coontrollarli. Non si tratta di tutto o niente. La contrapposizione frontale per me è sbagliata
Mi pare curioso che chi esalta la liberta’ di scegliersi l’embrione piu’ sano, poi faccia le crociate contro il grano geneticamente modificato -cioe’, scelto-.
@monty
riprova, questo parallelo è insensato
@mazzetta su @monti: non sono convergenze inutilmente parallele è coerenza logica ed etico-morale che consente a quelli di condannare l’OGM in nome della (presunta) difesa di principi “fondanti il sistema naturale” e contro “l’animale-uomo che vuole essere al centro di tutto”. Vuoi mettere con il diritto di scegliere l’embrione…?
@mazzetta e @spago: il problema è proprio quello di sapere (riconoscere, non nascondere, ecc.) che una volta che si accetta questo modo di selezionare – e ripeto, che personalmente non trovo sbagliato, ma socialmente molto pericoloso – si deve accettare che il sistema prosegue per conto suo, punto!! Se in GB non puoi + mantenere l’anonimato dell’inseminatore, non lo fai più lì e vai in Spagna. Se in Olanda ritengono appropriato eliminare un nascituro (post-natale, ok?!) con particolari anomalie, vado a vivere lì se la cosa mi piace. Faccio la banca dello sperma dei Premi Nobel, ecc. ecc.
Secondo voi questo non è un problema e, comunque, “risolto” da un bel servizio pubblico all’italiana…