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Vendere la dignità alla Libia

15 settembre 2010

Premessa uno: ma certo che monsignor Domenico Mogavero conta relativamente perché è solo il vescovo di Mazara del Vallo, certo che pare eccessivo titolare «la Cei» o «i vescovi» per un’uscita che riguarda appunto solo monsignor Mogavero e non certo il cardinale Angelo Bagnasco. Però, se ha detto «il Governo è inerte con la Libia», l’ha detto pur sempre da responsabile dei problemi giuridici della Cei.

Premessa due: ma certo che il Vaticano probabilmente è ancora incavolato per lo show romano del colonnello Gheddafi e annesse sparate ‘stavolta metaforiche, lui e le sue vergini indottrinate sul Corano: facile dunque che, alla prima giustificata occasione, abbia mandato avanti un monsignore come per dire ecco, ci sparano, vogliamo anche lucidargli le scarpe, a questi?

La premessa numero tre riguarda le solite menate diplomatiche: ma certo, occorre stare calmi, si sono anche scusati, forse pensavano davvero che il peschereccio italiano nascondesse dei clandestini (uscita infelice del ministro Maroni, in effetti) e insomma sì, è stato un incidente, l’hanno ammesso, il resto l’ha spiegato il ministro degli Esteri più tremebondo dal Dopoguerra a oggi, Franco Frattini: il comandante italiano «sapeva di pescare illegalmente» e il problema semmai sono «le regole ingaggio» oltre a «lo spazio marittimo che ad avviso della Libia è mare territoriale libico e nel quale pacificamente i pescherecci italiani vanno a pescare».
Dovremmo quasi scusarci noi, insomma. O limitarci, per dirla sempre con Frattini, a tollerare «arresti di marittimi italiani che poi sono stati rilasciati rapidamente» e «lavorare per definire un accordo».

Perfetto. Terminate le premesse, vediamo di riassumere.
Una nave italiana da pesca è passata in acque che tutto il mondo chiama acque internazionali, e che la Libia, da sola e arbitrariamente, ha deciso che proprie: non si tratta di roba da poco, perché tutti i trattati prevedono che le acque territoriali si fermino a 12 miglia dalla costa mentre i libici pretendono, da decenni, che il loro confine si spinga a 73 miglia e comprenda tutto il golfo della Sirte. Robette come questa, in passato, hanno fatto scoppiare delle guerre. Questa nave italiana, dicevamo, viene intercettata da una vedetta libica a 25 chilometri dalla costa africana, ma il comandante italiano anziché fermarsi e finire sicuramente in una cella libica (andateci voi, in una cella libica) batte comprensibilmente in ritirata. Il comandante ha precisato di aver avvertito i libici che loro erano italiani, che non stavano pescando – stavano pescando o no? Non è un particolare da poco – e poi ha detto che le vedette libiche, in ogni caso, sono state donate per contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, non per impedire la pesca nelle acque internazionali. Ancora: i libici, dopo aver l’intimato l’alt, a quel punto si mettono soavemente a sparare ad altezza di pescatore (con armi italiane, fornite da noi) dopo aver sparato in aria e in acqua. Ma ora viene il bello, perché sinora abbiamo scherzato. Le vedette libiche, com’è ormai noto, ai libici gliele abbiamo regalate noi e rappresentano uno dei punti dell’accordo siglato il 29 dicembre 2007 dall’allora ministro dell’Interno Giuliano Amato, trattato perfezionato da questo governo il 4 febbraio dell’anno scorso (con firma di un protocollo attuativo da parte del ministro Roberto Maroni). Del protocollo si sa poco, ma include la presenza di militari italiani che per un certo periodo forniscano assistenza tecnica e non abbiano funzioni di equipaggio: e infatti a bordo della vedetta libica ce n’erano sei, impotenti nel guardare come i libici mettevano a frutto il loro training, anzi, poi hanno spiegato che li avevano piazzati pure sottocoperta perché gli accordi lo prevedono.

Dettagli: oltre alle vedette regalate a Gheddafi, i nostri governi hanno donato anche apparecchiature varie per il controllo da terra, radar, auto, camion e la sciocchezza di cinque miliardi di dollari (cinque-miliardi-di-dollari) da pagarsi in vent’anni, oltre a un altro dettaglio molto economico come la costruzione a nostre spese di un’autostrada che dovrà attraversare perpendicolarmente tutta la Libia. Sappiamo come ci hanno ringraziati. Battutona: fortuna che non gli abbiamo regalato anche un cacciatorpediniere o un paio di caccia F 117 Nighthawk.

Tutto per dire che il governo, magari, qualche spiegazione in più potrebbe darla – ne ha avuto il tempo – così da fornire delle risposte che anticipino magari gli interrogativi più ovvi. Quella sulle acque territoriali non è una trattativa economica tra contendenti, è la disputa (delicata, va bene) tra una paese occidentale normale e uno anormale, che pretende di farsi le regole da solo. Dopodiché sarà anche vero, da quando Italia e Libia hanno preso a collaborare capita che l’immigrazione clandestina, da quelle parti, è calata di oltre il 90 per cento. Tutto questo, evidentemente, ha un prezzo. Il Governo ci dica se comprende la nostra dignità di nazione.

21 commenti

  1. thecaulfield says:

    Facci, lo so che non è un giornalista on-demand, ma mi piacerebbe leggere un suo pezzo che spieghi cosa ci guadagna davvero l’Italia da questi accordi bilaterali con la Libia. Lo chiedo sinceramente, non l’ho capito.

  2. splarz says:

    @spago: Facci per anni ha difeso spudoratamente Silvio Berlusconi, anche se il suo primo amore è Craxi. Quando si tratta di giustizia scrive cose illeggibili, su altri argomenti scrive cose fenomenali. Ultimamente trovo i suoi articoli condivisibilissimi, come questo (a parte il fatto che non so di quale paese occidentale con dignità stia parlando).

  3. facci says:

    Splarz è perfetto. In pratica dice: Facci scrive cose fenomenali e condivisibilissime quando piacciono a me.

  4. robbb says:

    Mister Facci, Le faccio una domanda? Si possono fare le domande nei commenti?
    Ma secondo Lei, quanto deve essere incazzato il nostro alleato americano (nessuna differenza tra Obama e Bush) con un paese per l’appunto alleato che in politica estera (nessuna differenza tra Prodi e Berlusconi) fa tutto il possibile per andare contro i tuoi interessi e per l’appunto fa tutte le cose che ti possono fare incazzare?
    Alleanza di ferro con Putin, e pure con Lukashenko, dipinti come eroi. Dipendenza energetica dalla Russia ( e qui ringraziamo Prodi) che è la prima cosa che tentano di scongiurare dalla fine della guerra fredda per tutta l’Europa. Baci e abbracci con Gheddafi e dipendenza finanziaria dai capitali arabi.
    Ora: va bene che c’è la crisi…ma non è che ce ne stiamo approfittando un po’ troppo?
    Poi gli americani se incazzano…
    Lei ha seguito bene Tangentopoli…mi capisce, non è vero?
    PS Questo per rispondere anche al suo precedente quesito su Fini. E badi che sì io sono filoamericano, o anche solo filodemocratico.

  5. splarz says:

    Orsù Facci, dicevo solo che alcune cose le condivido e altre no.
    Eppoi argomento sempre quando commento.
    Saluti.

  6. skelfrog says:

    Eventi, miliardi, kilometri e miglia.
    Soprattutto la MATEMATICA, che applicata alla geografia, vede irrobustirsi assai la sua intrinseca non-opinabilità, parrebbe aiutare il Facci a dare a questo post una parvenza, fin’oltre metà anche piuttosto solida, di decenza.

    Poi man mano che ci si appropinqua alla fine, l’interrogativo se sia possibile non citare NEMMENO di striscio lo STATISTA diversamente alto nel (per ora) ultimo capitolo delle vicende di Gheddafi, si fa sempre più inquietante.

    E questo, dovrebbe fornire uno spunto di riflessione, a quei pochi che, qui, decisamente sopravvalutano la VIS critica antigovernativa del caro Filippo.

    La spavalderia quasi futurista della struttura formale del post (triplice Premessa, corposo Riassunto centrale e finale ricarico di Dettagli) poi, fa solo ILLUDERE , millantandola subliminalmente, sulla sua possibile esaustività.
    Il clamoroso OMISSIS di cui sopra lo declassa invece, prima ancora di schiantarsi sulle due boiate conclusive (Italia paese NORMALE e il 90% citato ad minchiam), al rango di fuffa da esercizio di stile.

    ……………………………………………….

    A mio avviso, riguardo a Italia Vs. Libia, ci si dovrebbe anche interrogare su alcune delle seguenti :

    - l’efficacissima SINERGIA tra intelligence e diplomazia (la parte emersa dell’iceberg-Libia) su quali interessi fa veramente leva ?
    - i medici scozzesi che avevano dato meno di 2 mesi di vita allo stragista di LOCKERBIE potrebbero, se richiestogli, dirci altre cose, o sono solo degli incompetenti da cui tenersi alla larga nella sfigata eventualità di essere scozzese ed avere veramente un tumore ?
    - a che punto è l’AGONIA dello stragista scarcerato ?
    - perchè Usa e Regno Unito sempre culo e camicia, a prescindere dall’orientamento delle rispettive amministrazioni, hanno PERMESSO la liberazione del libico (e gli americani non si sono mai seriamente lamentati) ?
    - come mai della controversia sul limite delle 72 MIGLIA (mondialmente abbastanza esiziale – almeno fin dai tempi del bombardamento di Reagan) si parla solo in questi miserevoli frangenti ?
    - perchè (e qui si ritorna alla presunta “vis critica”) in questo post l’unico che si colpisce veramente duro (Amato) è un esponente dell’ALTRO schieramento ?
    - tra i beneficiari di eventuali interessi privati nelle PIEGHE dei rapporti tra stati c’è anche il signor B. completamente ignorato nel post ?
    - A partire da Unicredit, ci si potrebbe imbattere in qualche altro CASO-Denis Verdini, relativamente ad autostrade, motovedette o quant’altro ?
    - il correlato problema dell’immigrazione clandestina può non essere mai stato veramente affrontato perchè il Business della SOFFERENZA del Diseredato è da sempre un asset strategico per Caritas e similari enti para-ecclesiastici ?
    - ecc.

    Ma sono solo domande retoriche.
    Lo so benissimo che per indagare su certe queste questioni, per fare quelle che alcuni chiamano inchieste, ci vorrebbero dei giornalisti.