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Il processo breve c’è già

4 settembre 2010

Il processo breve c’è già, il processo breve funziona: l’hanno sperimentato quei giudici che a Milano hanno sbrigato l’Appello del caso Mills in un solo mese e mezzo, per esempio. Il processo lento, invece, nella stessa Milano impiegava una media di sette anni per mandare in primo grado un processo per usura. Il processo lento, nel resto d’Italia, impiegava un minimo di cinque anni per un penale in primo grado, da otto a trent’anni per un civile, sette anni e mezzo per un divorzio, quattro anni per un’esecuzione immobiliare. Il processo breve, invece, ha fatto filare il primo grado del processo Mills per la bellezza di 47 udienze in meno di due anni: hanno lavorato talvolta sino al tardo pomeriggio, talvolta anche nei weekend. E’ lo stesso processo breve che ha visto depositare le motivazioni della sentenza d’Appello in soli 15 giorni anziché in 90: così il ricorso in Cassazione è stato velocizzato.

Ma non c’è soltanto il solito caso Berlusconi. Il processo breve, inteso come discrezionalità della magistratura nel dare impulso ai processi che preferisce, ha chiuso il caso Cogne in tre anni, e, in generale, corre come un treno ogni volta che i giornali ne scrivono. C’è stata gente, durante Mani pulite, che è stata giudicata nei tre gradi di giudizio in soli due o tre anni: tipo Sergio Cusani, Walter Armanini, Paolo Pillitteri, Bettino Craxi, socialisti e democristiani vari. Altri imputati, dopo dieci anni, erano ancora fermi al primo grado: come mai? Forse è perché mancava la carta per le fotocopie, o perché il cancelliere era in malattia, insomma le solite cose che secondo l’Associazione nazionale magistrati costituiscono i veri problemi che ci vedono in coda a tutte le classifiche sulla giustizia. Il processo lento, a Napoli, è quello che ha disinteressato la magistratura circa le barricate abusive, le aggressioni ai pubblici ufficiali, i reati di resistenza, danneggiamento, incendio e occupazione: mentre il processo breve, intanto, bloccava gli impianti di combustibile derivato dai rifiuti, chiudeva il termovalorizzatore di Acerra, interdiva le aziende Fibe e Fisia: tutto in tre secondi. Il processo breve è fatto così: se c’è qualche comitato a fare dimostrazioni, per strada o meglio ancora in televisione, va come un treno. E’ sensibile.

Gli amici del processo lento dicono che il processo breve sarebbe come un’amnistia, dicono che finirebbero estinti anche il processo per il crac Parmalat, il processo per il crollo della Casa dello Studente a l’Aquila, il processo alla Thyssenkrupp per il rogo di Terni, quello per la scalata di Antonveneta, eccetera. Gli amici del processo lento, però, non si chiedono perché accidenti questi processi stiano durando così tanto, non si chiedono mai se non ci sia, per caso, anche qualche umana responsabilità . Macché. Manca la carta per le fotocopie, ti spiegano. La cancelliera è in maternità, insistono. E’ colpa del governo che fa le leggi ad personam. Non c’è altro.

Che poi: le leggi ad personam, Berlusconi, le fa eccome. Tuttavia – volendo essere cinici – se assieme ai suoi problemi, Berlusconi, risolvesse anche quelli di un Paese, come dire: se ne potrebbe parlare. Alcuni, non nascondiamolo, piuttosto preferiscono che le cose vadano male a tutti, e che la giustizia faccia schifo, purché vadano male a Berlusconi e la giustizia faccia schifo anche per lui. Se il punto fosse questo – e qui siamo semiseri – ci sarebbe da auspicare conflitti d’interesse berlusconiani in ogni campo possibile: sanità, ferrovie, infrastrutture eccetera; risolva pure i problemi propri, se appartengono a tutti. E’ una sciocchezza, l’abbiamo detto: ma è un’illusoria sciocchezza anche pensare – specialità delle anime belle – che le leggi non siano quasi sempre ad personam, a modo loro: è la base del lobbismo legale. Se faranno il testamento biologico, per il resto, sarà per il caso Englaro; hanno fatto un referendum solo per Tortora; ci sono leggi che prendono il nome di Valpreda, Bacchelli, De Lorenzo, Previti, Carnevale, Caselli, persino Santoro. Queste leggi, a distanza di anni, restano divise in due sole categorie: leggi buone e leggi cattive.

Anche la Giustizia – dettaglio – non è solo un pallino di Berlusconi. La Giustizia è un nodo che angustia il Paese da decenni, è una zeppa sulla strada di uno sviluppo pieno, è il sostanziale schifo in cui è ridotta ormai da decenni. Un innocente incarcerato ingiustamente resta la più cocente sconfitta di uno stato liberale, e nondimeno delle carceri da sudamerica. La normativa sul processo breve si può discutere come tutto a questo mondo: ma è qualcosa, è un tentativo. Il Partito democratico, intanto, non ha nessuna riforma della giustizia da opporre a quella berlusconiana. Nessuna. La posizione dell’opposizione (forcaioli compresi) resta la medesima già ribadita dell’Associazione nazionale magistrati: «Non è così che risolvono i problemi», cose del genere. Li risolveranno loro, i problemi che hanno creato.

17 commenti

  1. Pingback: Processo Breve »  Il processo breve c’è già – Il Post

  2. metzcal says:

    “Che poi: le leggi ad personam, Berlusconi, le fa eccome.”
    Beh, al di là di tanti bei ragionamenti,potrebbe bastare questo. In una democrazia degna di qesto nome, uno che si fa le leggi ad personam non ci dovrebbe proprio stare. Punto.
    Siete disposti a negare la più banale evidenza pur di difendere l’indifendibile.
    Ben tornato nei ranghi signor Facci.

  3. debernardis says:

    1) ok processo breve ma non retroattivo – i procedimenti aperti continuino come prima: così non si potrà dire che ci si rifiuta di beneficare gli italiani, ed al tempo stesso non si farà l’ennesimo favore al Pluri-inquisito.
    2) adeguare la dotazione organica e strutturale dei tribunali stornando i fondi destinati a mantenere in carcere in condizioni vergognose coloro che hanno commesso reati di poco conto.

  4. spago says:

    Ma è assolutamente vero che l’obbligatorietà dell’azione penale diventa discrezionalità di fatto! Sicuramente il processo breve sarebbe un’amnistia.. fatta per estinguere il processo Mills.. ma mi chiedo se se ne parlasse direttamente in questi termini non sarebbe meglio? Io sono favorevole a un’amnstia. Perchè di fatto c’è una montagna di processi che va in prescrizione e che non si celebra! Ma chi decide ad oggi quali processi vanno spediti e quali a rilento? Chi decide quali processi finiranno in prescrizione e quali no? Il caso? La discrezionalità dei magistrati? Gli interessi in gioco? Io dico che in attesa di una riforma della giustizia, posto che comunque devono saltare e saltano ogni anno tot processi, piuttosto che lasciar decidere al caso o ai singoli magistrati nelle loro appartate stanze, è meglio ragionarci su alla luce del sole ed è meglio che ci siano delle scelte chiare per stabilire delle priorità. Scelte fatte da chi è al governo e presentate al paese con un’assunzione di responsabilità!
    Un po’ di tempo fa, quando si fece l’indulto, su spinta dei Radicali e con voto a favore sia di Prodi che di Forza Italia, si fece cosa buona e giusta, ma parziale e momentanea. Infatti l’intero progetto dei Radicali era quello di fare in contemporanea (più o meno): indulto per liberare le carceri, amnistia per liberare i tribunali, e riforma della giustizia perchè non si ricreasse di nuovo la stessa situazione.. Per un governo con due senatori di maggioranza era chieder troppo, ma da questo governo, con ben altri numeri, era lecito aspettarsi un progetto serio. Per di più che, insieme alle tasse, la giustizia è il punto principale con cui Berlusconi scassa da vent’anni.. e come per le tasse non si è fatto niente..

  5. francescorocchi says:

    Era da tempo che non scriveva un articolo così brutto. Ciò di cui accusa la magistratura è di essere stata efficiente. Non potendo discutere nel merito delle accuse (che nel caso Mills sono già passate in giudicato), si lamenta che il processo non è abbastanza lungo. Curioso.

    Infatti poi, per uscire da questo strano loop, deve incominciare a sversare tonnellate di cinismo d’occasione. E tutto fa schifo, e tutti sono cinici, e non va bene niente.

    E così lei può anche glissare sul vero problema, che pure definisce bene: stiamo parlando di leggi buone o cattive?

    Non usare le prove già usati in processi conclusi e rivisti dalla Cassazione, non porre limiti ai testimoni inutili sono provvedimenti buoni o cattivi?

    Unire tutto questo all’eutanasia programmata del processo (6 anni e poi libero anche se sei un ladro) è un provvedimento utile o inutile?

    Sia più rigoroso con se stesso e abbandoni quelle posizioni che lei sa benissimo essere insostenibili.

  6. piti says:

    Mi pare abbastanza scorretto tirare fuori che siccome in certi processi si procede rapidamente, allora le ragioni, esposte dalla magistratura, della una giustizia complessivamente lentissima sarebbero pretesti.

    E’ lecito chidersi perchè si procede spediti per un processo e non per un altro. Ma è facilmente confutabile l’atteggiamente sprezzante di chi considera i problemi di attrezzature, organico e fondi come pretesti.

    Con uno sforzo eccezionale si può far viaggiare la macchina della giustizia celermente, talvolta.
    Ma, appunto, è uno sforzo eccezionale.

    Il personale amministrativo, per dire, del ministero ha, e giustamente, un monte ore straordinarie. Se sfrutti questo monte ore per il prcesso Pinco, è facile capire (se c’è buona fede) che poi non c’è per il processo Pallino.

  7. ottodixit says:

    Facci, giornalista disinformato, spara l’ultima raffica a favore del processo breve nelle stesse ore in cui il suo padrone, Sua Bontà da Arcore, smolla il progetto crimongeno e ne butta il cadavere ai piedi dei finiani.

    Allora adesso come la mettiamo? Si arrampicherà sugli specchi, il nostro craxista, o, come al solito, farà finta di niente e andrà avanti tirando a campare?

  8. lasantasede says:

    caro Facci ,giusto per intenderci, ma giocare a fare l`ingenuo puo` valere in un altra sede, se scrivi nel giornale dei fenomeni allora puoi raccontare ogni cosa, ma se decidi di aprire un blog per discutere liberamente liberaci da queste idiozie. Dire che Berlusconi risolvendo i suoi problemi potrebbe risolvere anche quelli del paese e per questo abbiamo bisogno di lui e` un ragionamento deprimente.

    Berlusconi e` realmente un problema per l`italia ,Scoprire che i processi attenzionati dai media percorrono stadie preferenziali porta ad interrogarci su un tema mai risolto e che alla fine influenza qualsiasi attivita` sociale di questo paese, la gestione dei media italiani, che in automatico ci porta a riconsiderare lo stramaledettom conflitto di interessi.
    Non e` solo il padrone delle reti private , ha asservito anche la rai, sono recenti le intercettazioni in cui si rivelano le pressioni esercitate con i modi del padroncino d`azienda alle redazioni rai per determinare le notizie …. e quando il padroncino non vi riesce ci si prova con i comitati d`affari, la p2, la p3 , si liberano gli avvocati -dai previti ai ghedini- si da` mandato a societa` off-shore per risolvere operazioni commerciali compromettenti , si sguinzaglia Dell`utri, ecco poi che
    l`informazione dei minzolini puo` far ritenere ai ~fenomeni~ qualsiasi cosa , prima che la crisi non c`era , poi, che la crisi anche se non e` mai esistita e` gia` superata.
    dopo tutto, dopo quello che ha fatto quest`uomo stiamo ancora a discutere del processo breve se e` utile o non e` utile per il paese, ancora a dichiararlo insostituibile, a farlo governare per il bene del paese….

    se in Italia siamo arrivati a questo punto, il saluto lo cifro solamente con il titolo dell` album dei zen circus ….andate t…

  9. mico says:

    E’ un fatto che se hai un contenzioso, ti conviene chiudere le cose extragiudizialmente nel corridoio in attesa della prima udienza.
    Ti devono ventimila euro, fattene dare diecimila in via amichevole e tutti a casa oggi, o aspetta i prossimi dieci o quindici anni, non importa se hai ragione, che te ne fai della ragione fra quindici anni?
    Questa è ingiustizia quotidiana. Se pure il processo breve è stato mal cucinato e fatto ad arte, sarebbe bello poter andare in tribunale e avere ragione o torto in tempi brevi.
    Non potremmo buttare a mare il diritto romano e adottare le leggi anglosassoni?

  10. mico says:

    Dimenticavo … e poi arriva l’avvocato a chiederti millecinquecento euro sui diecimila che ti ha fatto avere al posto di quello che era tuo diritto avere.

  11. Pingback: dove andremo a finire signora mia « George Aymer

  12. broono says:

    Io nella vita ho avuto un paio di cause penali e qualcuna civile.
    Al momento tutte chiuse a mio favore tranne una chiusa per ritiro della querela.
    Al momento sono impegnato in una civile, il classico recupero crediti di chi alla mia ultima “Mi costringete ad andare per avvocati” mi ha risposto ridendo “Fai pure, tanto non li vedi lo stesso”.
    Usciti dalla preliminare la mia avvocatessa mi ha chiesto perché mai mi sia messo in una causa che non finirà mai e che difficilmente mi porterà ciò che mi spetta.
    La mia risposta è stata semplicemente “perché è giusto”.
    Faccio un lavoro che è strutturato sulla “parola”, il che significa che ogni singolo lavoro può tradursi in un “ciao” di chi mi deve pagare senza nulla a cui appendermi.
    Statisticamente ogni venti lavori c’è quello che scappa e io statisticamente ho deciso di portarne uno in causa ogni dieci che scappano.
    Non conta se avrò mai ciò che mi spetta, conta che non voglio arrivare a non andare mai in causa perché “tanto non se ne esce”.
    Posso perdere, può durare vent’anni, è tutto messo in conto.
    Ma è giusto che non lasci passare l’arroganza di chi mi ha riso in faccia certo che la durata è un deterrente per qualsiasi mente sana.
    Esistono le cose giuste e le cose sbagliate.
    All’interno di quelle giuste esistono le giuste ottenute subito e quelle non ottenute mai.
    Ma anche quelle non ottenute mai fanno sempre parte delle cose giuste.
    Un processo veloce non invalida quello lento e viceversa.
    Sono entrambi espressioni di un processo giusto.
    Si può discutere della durata, della forma e dell’arroganza, ma nessuna di queste tre cose sposta il punto e cioè che un processo giusto non lo è in base a quanto dura.
    Se deve durare vent’anni durerà vent’anni.
    Se è giusto tale resta e questo è il risarcimento che a volte basta per dirlo dovuto, a prescindere dall’esito.

  13. mikle says:

    Caro Facci, ti sei mai chiesto il perché della tua espressione triste, sempre come un cane bastonato, mai sorridendo, mai leggero? Leggi una volta quello che hai scritto, ma bene. Ci sono anche qui dietro i magistrati comunisti? Bersani? Travaglio? Sei cosi preoccupato per il bene del paese o almeno per il tuo appartamento bello grande? Emilio Fede si capisce. È contento quando le cose vanno bene per Silvio e a terra quando le cose vanno male. Perché lui è un credente. Lui é davvero capace di credere le minchiate: un presidente per tutti, case per tutti, ponte di Messina. Ieri meglio della Germania, oggi per un pelo come la Grecia. Riforme. Amico Putin, amico Bush, amico Gadaffi. (Ho dimenticato: meno tasse per tutti.) Secondo me, Facci, il tuo tentativo di essere un credente del Berlusconismo è un fallimento nel senso di una lotta continua. Perché ti manca un cervello a proposito. Tu sai benissimo che noi non vogliamo un processo lungo o breve, ma un processo normale. Ciò un processo che non finisce un bell giorno nell’ nulla, eliminando tutte le prove, tutte le condanne del primo e secondo grado, come in nessun altro paese del mondo. Ma certo c’é una casta dei giudici, come una casta dei politici o dei giornalisti o della chiesa o una casta dei medici. Ma per credere che in Italia c’é una casta a proposito per colpire Silvio, il Messia dei Imprenditori, quello che si ha fatto da solo (Banca Rasini: Cosa Nostra; Craxi), la Portaluce del piccolo cittadino e Babbo Natale, no veramente, per credere questa robba, Facci, devi bere almeno due bottiglie di grappa al giorno per almeno 5 anni. (non è un consiglio) Tanti saluti.

  14. sarop says:

    Il processo breve caldeggiato da Facci sarebbe una grandissima cosa se fosse accompagnato da delle norme che semplificano il processo tipo le notifiche elettroniche, atte ad impedire le meline degli avvocati messe in atto allo scopo di fare scadere i termini,ma sopratutto non sia retroattivo ,sennò noi maligni e comunisti abbiamo gioco facile nel pensare che è stato confezionato apposta per salvare le terga del principale.Concordo pienamente sulla inconsistenza delle proposte da parte della sinistra.

  15. lemkin says:

    Che poi il Partito Democratico non avrà grandi capacità comunicative, ma per vedere se ha “una riforma della giustizia da opporre a quella berlusconiana” (che poi a chiamare riforma il processo breve ce ne vuole di coraggio…) basta farsi un giro sul suo sito, mica chissà quale giornalismo d’inchiesta: http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/104438/le_proposte_del_pd_su_giustizia_civile_organizzazioni_e_carceri