La renderanno simpatica per davvero, anzi, sarebbe già diventata un idolo delle folle se lei stessa ogni volta non provvedesse a riperdere posizioni per via di una certa sua arroganza connaturata. Ciò detto, tutto sommato, quando in Parlamento c’erano solo donne brutte, si stava meglio: almeno avevi la certezza che non passavano di lì per caso e che dei meriti dovevano averli per forza. Mentre ora, a vari livelli, sei costretto a guardare con sospetto delle signore magari bravissime ma che hanno l’handicap di essere belle; delle signore, cioè, che sono riuscite in politica non perché sono belle, ma nonostante lo siano. Se non sfruttata come sappiamo, la bellezza infatti può ancora rappresentare un limite, almeno da noi. Naturalmente si parla di eccezioni, perché per il resto – dalle circoscrizioni a Montecitorio – l’apparenza mediamente non inganna, e le donne molto belle che fanno politica sono quasi tutte delle capre. Inutile strillare: il risultato delle quote rosa vere o fittizie, delle quote marketing elettorale, delle quote copertina o tv, delle quote «noi-sì-che-siamo-moderni», beh, eccolo qui il risultato. Il reclutamento di femmine a manciate, durante la ultime campagne elettorali, era una mera variante quantitativa, non qualitativa: erano «tot donne» da sbattere in lista. Sicché non ci sono mai state, come oggi, tante donne in politica. E la vera emancipazione ha fatto soltanto passi indietro.
Filippo Facci
Giornalista e scrittore, lavora a Libero, ha collaborato con il Foglio, il Riformista e Grazia. È autore di Di Pietro, La storia vera
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donne “da sbattere” in lista. Non so se l’allusione era voluta o no…ma ci sta bene…
Eh eh.
Condivido l’affermazione finale, non capisco e vorrei mi spiegasse, in cosa consiste l’arroganza connaturata della Bindi.
“Sicché non ci sono mai state, come oggi, tante donne in politica. E la vera emancipazione ha fatto soltanto passi indietro.” E cosa c’entra l’elogio della Bindi? “per via di una certa sua arroganza connaturata?” Perché è brutta. pardon, non bella? La Bindi faceva notizia nel ’93 quando si misurava con Martinazzoli, con De Mita e con Buttiglione, per poi non arrivare a nessun risultato. Ma adesso è il Martinazzoli di adesso. Anche se con Prodi è diventata Ministro della Sanità, la quale Sanità, anche grazie alla sua riforma(sua della Bindi), è quello che è. E dunque? Bisogna farne l’elogio? Mah, chi ci capisce qualcosa è bravo.
E se invece della bellezza quello che preoccupasse fosse il curriculum?
“signore magari bravissime ma che hanno l’handicap di essere belle” Bravissime in base a cosa? dove sono le competenze?
Sicuramente la cultura maschilista della donna oggetto – per stare sull’attualità, si guardino le pubblicità che sta raccogliendo L’Unità, o semplicemente ci si prenda lo sgradevole tempo di guardare quelle televisive – ha appunto questo come risultato: i binomi bella=stupida e quote rosa=obbligo, politica=vetrina televisiva ecc.Le donne brave – e non necessariamente non belle – sostengono in molte, infatti, che le quote rosa siano dannose proprio per questa ragione: ai posti di comando restano gli uomini, in vetrina elettorale si mettono delle ragazzine inesperte o la cortigiana di turno, le liste elettorali si riempiono di femmine e non di cervelli femminili (che è ben diverso). Si aggiunga la tragedia di una generazione cresciuta tra il culto dell’apparenza e il destino del precariato, e la frittata è fatta – soprattutto dagli uomini, però, che in questo sono stati ottimi cuochi.
Magari la Sanità è quel che è nonostante la riforma della Bindi, che mise la struttura pubblica al centro del lavoro dei medici e non come portafoglio clienti per le loro attività private.
Poi, che non solo le ideologie rendano ciechi, ma che quella liberista non sia nemmeno percepita come un’ideologia, rendendo disperante e desolante il confronto che chi ne è afflitto, questo è un altro paio di maniche.
Come disse quello che fece andata e ritorno a nuoto da Calais a Dover.
@sportellodonna
Non credi che buona parte della responsabilità della attuale situazione sia da imputare ad un buon numero di donne che hanno preferito fare passi indietro in cambio di facile successo e vita più comoda.
Quelle pubblicità a cui fai riferimento hanno come protagonista donne, che liberamente hanno accettato di farle.
Le bellone ed incapaci in politica scelgono di accetare ruoli sapendo di non esserne all’altezza.
Credo che chi come te tiene alla condizione della donna debba mettere lo stesso impegno e la stessa foga che mette nell’accusare l’uomo, nell’idividuare le responsabilità della donna che ci sono e pesano.
“sei costretto a guardare con sospetto delle signore magari bravissime ma che hanno l’handicap di essere belle”
La cosa assurda è che proprio il parlamento sia il luogo nel quale persone (donne o uomini che siano) possono sedere per anni senza che i loro meriti (o totale assenza di essi) siano resi evidenti tanto quanto le loro fattezze.
è un fatto che non riguarda del resto solo il parlamento e costituisce l’elemento essenziale di tutti gli ambienti sicuri in cui parcheggiare chiunque senza alcuna conseguenza.
Là dove Rosy Bindi sta per cozza. Tra offenderla per la sua scarsa avvenenza e offenderla per la sua scarsa avvenenza lodandone in qualche modo la preparazione non vedo la differenza. Ma, ancora una volta, è un concetto molto semplice e potete afferrarlo anche voi che siete maschi ma per precauzione digitiamolo con cura: in questo contesto l’aspetto non c’entra. Quando Hillary Clinton era in corsa con Obama per la candidatura a presidente, alcune foto la ritrassero sfatta. Racchia – dissero – poi sibilarono ‘stanca’, lasciando intravedere una mancanza di tenuta fisica in vista del possibile incarico. Allora io capisco che non ce la stiamo facendo da questo, dal dover addirittura considerare il pur umiliante criterio della scarsa idoneità fisica della donna in quanto a forza addirittura come un traguardo e continuare a doversi difendere (e un po’ anche leggere articoli come questo).
Vedo giovani donne poliziotte soldatesse o vigilesse molto graziose che quando diventano
45-50enni il loro c.lone non entra più nei pantaloni d’ordinanza. Altrettanto per professoresse, conduttrici d’autobus o di camion, giudicesse, segretarie d’ufficio, cassiere di supermercati, impiegate di banca, farmaciste, giornaliste ed operaie. Esiste infatti tutto un mondo extratelevisivo. Dai 16 ai 30 anni si è quasi tutti belli, anche i maschi. (A proposito di maschi, perché si dice “maschilista” e si dice “femminista” invece di “femminilista”?).
Lo stesso vale per le politiche ed i politici. I problemi vengono dopo. Tra le politiche, prendete la Moratti, la Bresso, la Turco, la Prestigiacomo (senza orecchini), la Jervolino, metteteci dentro anche la Finocchiaro ma riprendendone le caviglie, la Brambila coi capelli al naturale e la Santanchè senza tacchi oltre che la Bindi e tra loro eleggete la miss. Vuoi vedere che votate la Conchita De Gregorio?
Sì. Ma per la riforma bindiana della Sanità e per quella della scuola di Giovanni Berlinguer la sinistra perse le elezioni del 2001.
E’ bello avere delle certezze. Si evita un sacco di fatica.