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		<title>Gli scontri di ieri a Patrasso, in Grecia</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 09:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonello Guerrera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi stavolta non c'entra: centinaia di persone, tra cui molti nazisti di Alba Dorata, hanno attaccato gli immigrati clandestini della città, assediati in una fabbrica abbandonata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri a Patrasso, in Grecia, <a href="http://www.ekathimerini.com/4dcgi/_w_articles_wsite1_1_23/05/2012_443449">ci sono stati scontri</a> tra la polizia e centinaia di persone, soprattutto sostenitori del partito di estrema destra greco Alba Dorata, che alle ultime elezioni <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/06/i-primi-exit-poll-in-grecia/">ha ottenuto</a> ben 440mila voti (il 7 per cento del totale). La polizia ha fermato complessivamente 25 persone, mentre almeno 11 sono rimaste ferite, tra cui 8 agenti.</p>
<p>Tutto è nato da una manifestazione di centinaia di persone a Patrasso contro gli immigrati clandestini. Almeno trecento di queste, in gran parte sostenitori di Alba Dorata, hanno provato ad attaccare la Peiraiki Patraiki, una fabbrica abbandonata vicino al porto della città, abitata da immigrati clandestini che cercano di imbarcarsi verso l&#8217;Italia, secondo le autorità greche. La polizia si è schierata a protezione della fabbrica ed è stata attaccata dagli estremisti con pietre, molotov e bottiglie rotte. Gli agenti per difendersi hanno sparato diversi gas lacrimogeni.</p>

<a href='http://www.ilpost.it/2012/05/23/gi-scontri-di-ieri-a-patrasso-in-grecia/greece-extreme-right/' title='Scontri Patrasso, Grecia'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/AP120522026414-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Scontri Patrasso, Grecia" title="Scontri Patrasso, Grecia" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/05/23/gi-scontri-di-ieri-a-patrasso-in-grecia/greece-extreme-right-2/' title='Scontri Patrasso, Grecia'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/AP120522026455-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Scontri Patrasso, Grecia" title="Scontri Patrasso, Grecia" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/05/23/gi-scontri-di-ieri-a-patrasso-in-grecia/greece-extreme-right-3/' title='Scontri Patrasso, Grecia'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/AP120522026521-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Scontri Patrasso, Grecia" title="Scontri Patrasso, Grecia" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/05/23/gi-scontri-di-ieri-a-patrasso-in-grecia/greece-extreme-right-4/' title='Scontri Patrasso, Grecia'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/AP120522128608-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Scontri Patrasso, Grecia" title="Scontri Patrasso, Grecia" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/05/23/gi-scontri-di-ieri-a-patrasso-in-grecia/greece-extreme-right-5/' title='Scontri Patrasso, Grecia'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/AP120522128798-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Scontri Patrasso, Grecia" title="Scontri Patrasso, Grecia" /></a>

<p>La manifestazione di ieri contro gli immigrati a Patrasso, che poi è degenerata nell&#8217;attacco alla fabbrica del porto, è nata dall&#8217;uccisione di un trentenne greco, avvenuta lo scorso weekend, per la quale sono stati accusati tre immigrati afghani. Uno di questi è stato arrestato, gli altri due sono ancora latitanti. Pare che l&#8217;omicidio sia dovuto alla reazione dei tre dopo essere stati attaccati dal cane del greco ucciso. Sempre ieri sera, tra l&#8217;altro, dopo un dibattito in televisione, un deputato di Alba Dorata, Michalis Arvanitis, e un giornalista che ha partecipato al programma, Apostolos Vouldis, sono stati attaccati in strada da un gruppo di persone. Ancora non si sa con certezza chi fossero gli assalitori.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/qDHmn09yEw0" frameborder="0" width="610" height="315"></iframe></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/CB6LUbnD3lU" frameborder="0" width="610" height="315"></iframe></p>
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		<title>Al palazzetto di Los Angeles il pavimento cambia sei volte in quattro giorni</title>
		<link>http://www.ilpost.it/2012/05/23/staples-center-pavimentazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 09:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da campo da basket a campo da hockey a campo da basket]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="610" height="340" src="http://www.youtube.com/embed/v4rZjGNYxuo?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ospitare in pochi giorni i playoff dei Los Angeles Lakers, dei Los Angeles Clippers (due squadre di basket), e  dei Los Angeles Kings (una squadra di hockey sul ghiaccio) è una buona cosa per lo <a href="http://staplescenter.com/">Staples Center</a>, ma molto faticoso per la squadra di operai che si occupa di smontare e rimontare la pavimentazione (diversa per ogni partita).</p>
<p>Il video mostra, in time-lapse, sei diversi smontaggi e rimontaggi della pavimentazione avvenuti in soli quattro giorni.</p>
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		<title>Come la pubblica amministrazione restituirà i crediti alle imprese</title>
		<link>http://www.ilpost.it/2012/05/23/restituzione-crediti-imprese-pubblica-amministrazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 09:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Menietti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il <em>Sole 24 Ore</em> spiega come funziona l'intricato meccanismo approvato ieri dal governo per sbloccare tra i 20 e i 30 miliardi di euro di pagamenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul <em>Sole 24 Ore</em> di oggi, Marco Mobili <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-05-22/compensabili-anche-debiti-contributivi-223823.shtml?uuid=Ab06qogF">spiega</a> i provvedimenti annunciati ieri dal governo Monti per sbloccare i pagamenti da parte della pubblica amministrazione verso le imprese. I quattro decreti dovrebbero consentire di avviare il recupero da parte delle aziende di circa 20 &#8211; 30 miliardi di crediti. Gli imprenditori che vantano un credito nei confronti della pubblica amministrazione potranno presentare domanda, cartacea o digitale, comprendente le fatture non pagate che saranno verificate dalla PA. Se viene richiesta la compensazione, cioè l&#8217;estinzione dei rispettivi debiti tra PA e imprenditore per le quantità corrispondenti, la pubblica amministrazione ha 60 giorni per certificare il credito e fissare una data di pagamento che non può superare un anno solare. Se invece non viene chiesta la compensazione, il credito da parte della PA deve essere certificato entro due mesi e l&#8217;imprenditore va in banca per ottenere la cessione del credito. Il <em>Sole 24 Ore</em> ha anche <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-05-22/compensabili-anche-debiti-contributivi-223823.shtml?grafici">pubblicato</a> un grafico che illustra efficacemente la procedura messa a punto dal governo, che non è così immediata.</p>
<blockquote><p>Compensazione dei crediti certificati estesa anche ai debiti contributivi, assistenziali, previdenziali e assicurativi. Ma sarà possibile solo per le somme dovute e iscritte a ruolo entro il 30 aprile 2012. Per le certificazioni, invece, è l&#8217;impresa che potrà scegliere se compensare o meno eventuali posizioni debitorie. Così come la stessa certificazione non potrà pregiudicare il diritto del creditore agli interessi relativi ai crediti vantati.</p>
<p>E per quanti, come gli artigiani, temevano tempi lunghi nella messa a punto della piattaforma Consip su cui far &#8220;girare&#8221; l&#8217;intera procedura per i pagamenti dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, il Governo ha predisposto una doppia partenza: una immediata con modelli cartacei di certificazione e una, a piattaforma ultimata, elettronica e semplificata.</p>
<p>Sono queste le principali novità contenute nei quattro decreti dell&#8217;Economia e dello Sviluppo con cui il Governo ha sbloccato 20-30 miliardi di crediti che le imprese vantano con le amministrazioni centrali e locali dello Stato. A questi provvedimenti si aggiunge l&#8217;accordo siglato ieri tra banche e imprese e con tutta probabilità si aggiungerà oggi stesso l&#8217;ulteriore accordo tra istituti di credito e le imprese del settore edile per far fronte alle peculiarità del settore.</p>
<p>Il procedimento di accelerazione nel pagamento dei debiti della Pa poggia tutto sulla certificazione dei crediti maturati dalle imprese. I provvedimenti che disciplinano l&#8217;istituto sono due, uno per le attestazioni delle amministrazioni centrali e uno per le certificazioni di enti locali e regioni.</p>
<p>Il primo passo per l&#8217;impresa è dunque ottenere la certificazione che il credito vantato non sia prescritto, sia certo, liquido ed esigibile. In attesa, come detto, che la Consip definisca la piattaforma elettronica su cui gestire le istanze e le certificazioni, il creditore presenta alla Consip con il modello 1 allegato al Dm apposita istanza cartacea inviando anche le fatture non pagate o gli estremi del credito. In questa fase, spiega il decreto, l&#8217;imprenditore dovrà precisare se intende compensare il credito e dichiarare di voler rinunciare ad attivare procedimenti giurisdizionali fino alla data di pagamento indicata nella certificazione. I decreti precisano che, in assenza di una data precisa, l&#8217;impegno sarà di 12 mesi dalla data di certificazione. L&#8217;impresa creditrice che non vorrà chiedere la certificazione del credito sarà comunque libera di attivare procedimenti ingiuntivi nei confronti dell&#8217;amministrazione debitrice.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-05-22/compensabili-anche-debiti-contributivi-223823.shtml?uuid=Ab06qogF">continua a leggere sul sito del <em>Sole 24 Ore</em></a></p>
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		<title>L’eredità di Giovanni Falcone</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 09:29:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Qualsiasi cosa abbia lasciato non farà mai diminuire il bisogno di Giovanni.&#8221; Maria Falcone, sorella di Giovanni Falcone» [<a href="http://www.ilpost.it/host/2012/05/23/leredita-di-giovanni-falcone/">Continua...</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em><a href="http://www.ilpost.it/host/files/2012/05/borsellino-falcone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-798" src="http://www.ilpost.it/host/files/2012/05/borsellino-falcone-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a>“Qualsiasi cosa abbia lasciato non farà mai diminuire</em>
<em> il bisogno di Giovanni.</em>”
Maria Falcone, sorella di Giovanni Falcone</p>
Alle 17,58 del 23 maggio 1992, allo svincolo autostradale per Capaci, si aprì il cratere che inghiottì Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta.

Il magistrato <strong>Giuseppe Ayala</strong> ha scritto: «<em>Il 23 maggio e il 19 luglio 1992 non sono due date da ricordare come anniversari di morte, ma come celebrazioni di vite</em>».

Perché molto, così come Borsellino, Falcone lasciò all’Italia e agli italiani:

<strong>L’ACCENTRAMENTO DELLA LOTTA ALLA MAFIA</strong>
Il magistrato Antonio Ingroia racconta di un’ “<em>eredità professionale che per fortuna è diventata anche legge. I Pool antimafia sono diventati le procure distrettuali antimafia; il progetto di Falcone, la Procura Nazionale Antimafia, è una realtà istituzionale da molti anni, così la Direzione Investigativa Antimafia… Un progetto strategico complessivo nel quale ogni indagine ha un suo prima e un suo dopo, questa concatenazione di fatti apparentemente lontani e diversi che prima venivano affrontati in maniera invece isolata, è uno dei grandi passi fatti grazie a Falcone</em>.”.

<strong>L’AMICIZIA, LA FORZA E UN ACCENDINO</strong>
Il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso racconta l’aneddoto di quando Falcone, in un volo Roma-Palermo gli diede quella reliquia che da allora porta sempre in tasca. “<em>Si tratta di un accendino d’argento che era il suo preferito. Tirò fuori l’accendino dalla tasca e disse tienilo, non è un regalo, te lo sto consegnando perché ho deciso di smettere di fumare, se dovessi riprendere dovrai restituirmelo[…]. Tenendolo in tasca nei momenti di maggior tensione, lo ricordo sfiorando questa reliquia e riprendo energia ed entusiasmo.</em>”.

<strong>UN RICORDO VIVO, UNA LEZIONE</strong>
Aldo Cazzullo scrive a proposito di Falcone e Borsellino: “Sono vivi perché l’albero sotto casa di Falcone è diventato uno dei simboli della Palermo di oggi, anche se è mal tollerato dalla Palermo che con la mafia ha sempre convissuto, anzi proprio per questo. Sono vivi non perché siano due immaginette sacre destinate a mettere tutti d’accordo, ma perché il loro martirio – in senso letterale: testimonianza – continua a non lasciare indifferenti, a mettere ognuno di fronte alle proprie responsabilità, a scegliere un campo: o con le mafie o con lo Stato, o con la criminalità organizzata o contro. […] Vent’anni dopo, si può dire che la loro lezione sia integra, intatta. I loro nomi sono familiari a più generazioni, come non accade quasi mai. Sono molte le scuole, le associazioni, le strade, le iniziative dedicate alla loro memoria.”

Tutto questo Falcone ha lasciato ai suoi colleghi, alle istituzioni, ma anche all’Italia.

La redazione di Host ha un proprio ricordo di quel giorno, ben preciso, e la sensazione di abbinare questi due nomi al significato della parola <strong>dedizione</strong>, verso l’idea di Stato e il proprio lavoro.

Fuor di retorica ci pare di intuirlo con maggior forza (questo significato), contrapponendolo al risvolto tragico che ha avuto nella realtà: dedizione senza compromessi, libera da ogni altro fine, inattaccabile da qualsiasi tipo di malignità.
Che cosa hanno lasciato a voi questi nomi, quale sensazione, significato, ricordo abbinate a loro?

————-

Tutti i virgolettati sono tratti da interviste e articoli dello speciale del Corriere della Sera FALCONE, Vent’anni dopo.]]></content:encoded>
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		<title>Joplin, un anno dopo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 09:21:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le foto della ricostruzione e delle celebrazioni nella città devastata dal peggior tornado dell'ultimo mezzo secolo negli Stati Uniti: morirono 161 persone]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 22 maggio dell&#8217;anno scorso a Joplin, una cittadina del Missouri con 50.000 abitanti, si abbatteva il peggior tornado dal 1953 negli Stati Uniti, provocando la morte di 161 persone, il ferimento di molte centinaia, la distruzione di circa 4.000 case. Un anno dopo, in città si sono tenuti <a href="http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5jjPT_TFnBgB8OZ4zML2LEDbzUcNw?docId=77a68b33c2eb40458025b9b5be80ccba">celebrazioni e momenti di raccoglimento</a> in tre luoghi particolarmente evocativi, tra cui la futura sede della scuola superiore di Joplin. In città si è svolta anche una marcia, a cui hanno partecipato più di 5.000 persone, che ha attraversato i quartieri più colpiti dal tornado ed è partita da un grande magazzino Wal-Mart dentro cui morirono tre persone, mentre altre 200 persone riuscirono a salvarsi infilandosi negli spogliatoi degli impiegati e nei bagni. La marcia si è conclusa con un momento di silenzio a Cunningham Park alle 17:41, l&#8217;orario esatto in cui il tornado colpì Joplin.</p>
<p>Lo stato ha autorizzato fin qui la ricostruzione delle 4.000 case distrutte dal tornado, alcuni sono già andati a vivere nelle loro nuove abitazioni. Le assicurazioni hanno sborsato fin qui circa 2,8 miliardi di dollari per ripagare i danni del tornado. Il governo degli Stati Uniti e quello del Missouri spenderanno circa 500 milioni di dollari in aiuti diretti e prestiti a tassi molto bassi. Lo scorso gennaio è stato costituito un comitato, formato da 45 persone e volto a supervisionare le operazioni di ricostruzione: comprende politici locali, imprenditori, rappresentanti dei cittadini. Lo scorso marzo la città ha scelto un&#8217;azienda texana e le ha assegnato il grosso dei lavoro di ricostruzione: tra le nuove opere ci sono pure un piccolo stadio per il baseball, un centro convegni e un centro culturale vicino al confine con Arkansas, Oklahoma e Kansas. Tra gli investitori c&#8217;è anche Emmitt Smith, ex campione di football americano. Pochi giorni fa Barack Obama era stato a Joplin a visitare la città e fare <a href="http://www.whitehouse.gov/blog/2012/05/21/president-obama-returns-joplin">il tradizionale discorso ai diplomati</a>, i primi diplomati dal tornado dell&#8217;anno scorso.</p>

<a href='http://www.ilpost.it/2012/05/23/joplin-un-anno-dopo/joplin-missouri-marks-one-year-anniversary-of-deadly-tornado-16/' title='Joplin, Missouri, Stati Uniti'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/144827983-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Joplin, Missouri, Stati Uniti" title="Joplin, Missouri, Stati Uniti" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/05/23/joplin-un-anno-dopo/joplin-missouri-marks-one-year-anniversary-of-deadly-tornado-14/' title='Joplin, Missouri, Stati Uniti'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/144828000-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Joplin, Missouri, Stati Uniti" title="Joplin, Missouri, Stati Uniti" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/05/23/joplin-un-anno-dopo/joplin-missouri-marks-one-year-anniversary-of-deadly-tornado-13/' title='Joplin, Missouri, Stati Uniti'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/144830139-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Joplin, Missouri, Stati Uniti" title="Joplin, Missouri, Stati Uniti" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/05/23/joplin-un-anno-dopo/joplin-tornado-anniversary/' title='Joplin, Missouri, Stati Uniti'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/AP120522139753-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Joplin, Missouri, Stati Uniti" title="Joplin, Missouri, Stati Uniti" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/05/23/joplin-un-anno-dopo/joplin-missouri-marks-one-year-anniversary-of-deadly-tornado-12/' title='Joplin, Missouri, Stati Uniti'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/144891067-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Joplin, Missouri, Stati Uniti" title="Joplin, Missouri, Stati Uniti" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/05/23/joplin-un-anno-dopo/new-joplin-school/' title='Joplin, Missouri, Stati Uniti'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/AP120522123963-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Joplin, Missouri, Stati Uniti" title="Joplin, Missouri, Stati Uniti" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/05/23/joplin-un-anno-dopo/joplin-missouri-marks-one-year-anniversary-of-deadly-tornado-11/' title='Joplin, Missouri, Stati Uniti'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/144891137-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Joplin, Missouri, Stati Uniti" title="Joplin, Missouri, Stati Uniti" /></a>
<a href='http://www.ilpost.it/2012/05/23/joplin-un-anno-dopo/joplin-missouri-marks-one-year-anniversary-of-deadly-tornado-10/' title='Joplin, Missouri, Stati Uniti'><img width="103" height="72" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/144899455-103x72.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Joplin, Missouri, Stati Uniti" title="Joplin, Missouri, Stati Uniti" /></a>
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		<title>Bill Murray presenta Moonrise Kingdom, sul set</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 09:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bill Murray, uno dei protagonisti del nuovo film di Wes Anderson "Moonrise Kingdom", presenta il film, il regista e il resto del cast passeggiando sul set]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/m-8OOvf1NPY?rel=0" frameborder="0" width="610" height="340"></iframe></p>
<p>Bill Murray, che è uno dei protagonisti del nuovo film di Wes Anderson <em><a href="http://www.ilpost.it/2012/01/13/il-trailer-di-moonrise-kingdom-il-nuovo-film-di-wes-anderson/">Moonrise Kingdom</a></em>, presenta il film, il regista e il resto del cast passeggiando sul set.</p>
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		<title>Il ministero dei Trasporti ha negato l&#8217;autorizzazione per l&#8217;avvio della metro 5 a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 08:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<title>Chi era Robert Moog</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 08:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Menietti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al più famoso inventore e produttore di sintetizzatori musicali è dedicato il doodle di Google di oggi, per ricordare l'anniversario della sua nascita 78 anni fa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Robert Moog, pioniere della musica elettronica e inventore dei primi sintetizzatori musicali, è la persona cui è dedicato il <a href="http://www.google.it">doodle di Google</a> di oggi, che festeggia il 78esimo anniversario della sua nascita. Al posto del classico logo, nella pagina principale del motore di ricerca c&#8217;è un sintetizzatore che ricorda quello ideato da Moog e che può essere suonato grazie a una tastiera virtuale.</p>
<p>Robert Arthur &#8220;Bob&#8221; Moog nacque il 23 maggio del 1934 a New York, dove si diplomò nel 1952 presso la Bronx High School of Science. Cinque anni dopo conseguì una laurea in fisica presso il Queens College, sempre a New York, dimostrando una particolare predisposizione per le materie scientifiche, elettronica compresa. Alla Columbia University conseguì una seconda laurea in ingegneria elettronica e successivamente un dottorato di ricerca in fisica tecnica presso la Cornell University, uno degli atenei che fanno parte della Ivy League, le otto più prestigiose ed elitarie università degli Stati Uniti.</p>
<p>Appassionato di musica, Moog fondò nel corso della propria vita due società specializzate nella produzione di strumenti musicali elettronici. La prima azienda fu la R.A. Moog Co, fondata nel 1953 dall&#8217;allora diciannovenne Moog per produrre kit per la realizzazione dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Theremin">theremin</a>, tra i primi strumenti musicali elettronici mai realizzati. Qualche anno dopo, un altro pioniere della musica elettronica, Raymond Scott, chiese a Moog di produrgli alcuni circuiti elettronici personalizzati. Tra i due nacque un buon rapporto, che contribuì allo sviluppo e alla creazione di nuovi sistemi per creare la musica con componenti elettronici. A partire dagli anni Sessanta, la società passò dai theremin alla produzione di sintetizzatori analogici modulari, che furono chiamati Moog Modular dal nome del loro inventore.</p>
<p>A differenza di altri sintetizzatori già in circolazione, quello ideato da Moog aveva una tastiera di pianoforte nella parte più bassa dell&#8217;interfaccia di esecuzione, mentre nella parte superiore era dotato di un telaio su cui erano montati diversi moduli. Ognuno di questi assolveva a una funzione diversa e serviva per generare o modificare i segnali. Modificando i valori dei singoli moduli si creavano suoni e distorsioni sonore diversi. Era uno strumento rivoluzionario perché consentiva di riprodurre una gamma quasi infinita di suoni e fu progressivamente impiegato da numerosi musicisti per sperimentare nuove composizioni. Nel 1965 il gruppo Lothar and the Hand People fu tra i primi ad adottare il nuovo sistema, negli anni seguenti lo utilizzarono Jan Hammer, Tangerin Dream, Rolling Stones e Beatles. In Italia conobbe una stagione di estesa popolarità nel 1975 grazie al successo da classifica &#8220;Amore grande amore libero&#8221; di Federico Monti Arduini (con lo pseudonimo &#8220;Il guardiano del faro&#8221;).</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/0z0cbMkOvY0?rel=0" frameborder="0" width="610" height="443"></iframe></p>
<p>Sfruttando la scia del successo dei propri sintetizzatori, nei primi anni Settanta Moog decise di cambiare il nome della propria società in Moog Music. Uno dei suoi più importanti successi commerciali fu il Minimoog: un sintentizzatore analogico monofonico venduto a un prezzo relativamente basso, non molto ingombrante e più facile da usare rispetto ad altri sistemi da programmare. (Il doodle di oggi di Google ricorda idealmente proprio questo tipo di sintetizzatore.) I Settanta furono anche anni travagliati per la società, che subì diversi cambiamenti di proprietà fino a essere acquisita dal produttore di strumenti musicali Norlin. Insoddisfatto dal modo in cui era gestita, nel 1977 Moog abbandonò la propria azienda e si mise a produrre i propri strumenti musicali elettronici in in una nuova società, la Big Briar. Moog Music chiuse nel 1993, ma a Moog non fu concesso di associare il proprio cognome ai suoi nuovi prodotti. Big Briar ottenne il permesso solo nel 2002 dopo una lunga battaglia legale con chi aveva acquisito i diritti per l&#8217;utilizzo del marchio Moog Music.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/-YO8GrOaAcw?rel=0" frameborder="0" width="610" height="443"></iframe></p>
<p>Dopo una vita passata a progettare e realizzare strumenti musicali elettronici, nell&#8217;aprile del 2005 a Moog fu diagnosticato un glioblastoma multiforme, un tumore maligno che colpisce le cellule del sistema nervoso. Quattro mesi dopo, Moog morì ad Asheville, nel North Carolina, a causa della malattia. In suo ricordo fu costituita la <a href="http://www.moogfoundation.org/">Bob Moog Foundation</a>, una organizzazione che si occupa di ricordare il ruolo che ebbe Moog nella produzione degli strumenti musicali elettronici e nella realizzazione della musica elettronica. Nonostante il grande sviluppo della musica suonata con strumenti digitali in questi anni, i sintetizzatori Moog sono ancora particolarmente richiesti da compositori e band musicali. Il loro impiego ha consentito di introdurre e perfezionare nuovi stili musicali, creando suoni sostanzialmente impossibili da realizzare in altro modo.</p>
<p><a href="http://www.ilpost.it/2012/05/23/chi-era-robert-moog/googlemoog/" rel="attachment wp-att-542780"><img class="aligncenter size-full wp-image-542780" title="googlemoog" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/googlemoog.jpg" alt="" width="980" height="524" /></a></p>
<p>Il Minimoog del doodle di Google di oggi può essere suonato cliccando sui singoli tasti della tastiera di pianoforte virtuale, oppure utilizzando i tasti della tastiera del proprio computer. Il sistema riproduce anche una serie di moduli essenziali del sintetizzatore, che permettono di variare e distorcere i suoni. Le proprie esecuzioni possono essere anche registrate, grazie al registratore che si trova sulla destra dello strumento, e poi condivise su Google+ o sugli altri social network attraverso un link fornito dal sistema.</p>
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		<title>I negoziati sul nucleare iraniano</title>
		<link>http://www.ilpost.it/2012/05/23/i-negoziati-sul-nucleare-iraniano/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 08:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonello Guerrera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riprendono oggi a Baghdad: circola molto scetticismo ma c'è una ragione per cui all'Iran farebbe comodo trovare un accordo prima di luglio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi a Baghdad, in Iraq, <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2012/may/23/iran-nuclear-talks-baghdad">ricominciano i negoziati</a> tra l&#8217;Iran e la comunità internazionale per raggiungere un accordo sul programma nucleare iraniano che preoccupa soprattutto Israele. I colloqui <a href="http://www.ilpost.it/2012/04/14/i-colloqui-sul-nucleare-iraniano-in-turchia/">erano ripresi</a> lo scorso aprile a Istanbul, dopo che nel gennaio 2011 l&#8217;Iran e i cinque paesi del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU (Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia) più la Germania non si erano accordati praticamente su nulla. Stavolta, dopo il <a href="http://www.ilpost.it/2011/11/09/iran-armi-nucleari-aiea/">recente rapporto</a> della AIEA (l&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia Atomica) sul nucleare iraniano e le sanzioni imposte dalla comunità internazionale, l&#8217;Iran ha accettato nuovi negoziati che, secondo la sua volontà, cominceranno oggi a Baghdad, nella blindata Zona Verde, intorno a mezzogiorno.</p>
<p>Anche stavolta, tuttavia, c&#8217;è molto scetticismo: l&#8217;Iran spesso ha accettato trattative del genere per prendere tempo e allentare così la tensione. Oltretutto, pare molto difficile che l&#8217;Iran possa accettare imposizioni dalla comunità internazionale se prima non verranno revocate almeno parte delle sanzioni previste soprattutto da Stati Uniti ed Europa, mentre &#8220;i cinque&#8221; più la Germania non vogliono toccare le sanzioni se prima l&#8217;Iran non dimostra di voler davvero collaborare. Il punto centrale dei negoziati, oltre al <a href="http://www.ilpost.it/2011/11/06/israele-vuole-attaccare-liran/">complesso militare di Parchin</a>, vicino Teheran, dove si teme vengano condotti test di armi nucleari, è il sito nucleare di Fordow, che si trova a circa 20 chilometri dalla città santa di Qom. Qui, sospetta la comunità internazionale, l&#8217;Iran starebbe proseguendo il suo programma per costruire una bomba nucleare.</p>
<div id="attachment_542925" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilpost.it/2012/05/23/i-negoziati-sul-nucleare-iraniano/nucleare-iran-jpg/" rel="attachment wp-att-542925"><img class="size-full wp-image-542925" title="nucleare iran" src="http://www.ilpost.it/files/2012/05/nucleare-iran-jpg.gif" alt="" width="300" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: BBC</p></div>
<p>Il sito si trova, tra l&#8217;altro, a circa 70-80 metri sottoterra, quindi difficilmente raggiungibile da eventuali raid aerei di Israele o altri paesi. Fordow ha una storia particolare: alla fine del 2006 l&#8217;Iran ha cominciato a costruire questo sito nucleare in segreto, in un luogo che prima apparteneva ai pasdaran, le Guardie della Rivoluzione iraniana. Poi, nel settembre 2009, l&#8217;Occidente ha scoperto i piani dell&#8217;Iran. Dopo aver invitato gli ispettori dell&#8217;AIEA nel sito, l&#8217;Iran ha detto che a Fordow veniva prodotto uranio arricchito del 3,75 per cento, una quota molto bassa che confermerebbe le intenzioni pacifiche del nucleare iraniano. Poi però, nel giugno 2011 (e <a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Iran-caricato-reattore-uranio/22-05-2012/1-A_001596034.shtml">lo ha confermato</a> anche ieri), l&#8217;Iran ha annunciato che il sito di Fordow avrebbe prodotto uranio arricchito al 19,75 per cento, anche questa quota non sufficiente per produrre il combustibile per armi nucleari (che in genere si attesta intorno al 90 per cento), ma comunque inquietante per la comunità internazionale.</p>
<p>L&#8217;Iran non vuole chiudere assolutamente il sito di Fordow, anche perché oramai è diventato un vanto nazionale, mentre la comunità internazionale chiede almeno una sospensione delle sue attività affinché questa possa essere giudicata meglio dagli ispettori della AIEA. Come più volte ripetuto negli ultimi anni, l&#8217;Iran dice che l&#8217;attività nucleare a Fordow e in altri siti è per scopi pacifici. Per quanto riguarda il combustile al 20 per cento, invece, l&#8217;Iran dice che è necessario per scopi medici, mentre la comunità internazionale teme che sia un altro passo verso la costruzione di armi nucleari. Per questo chiede che l&#8217;Iran consegni subito agli altri paesi il combustibile arricchito al 20 per cento. Israele <a href="http://www.ilpost.it/2011/11/06/israele-vuole-attaccare-liran/">ha più volte annunciato</a> di voler attaccare l&#8217;Iran, qualora proseguisse il suo programma nucleare, anche se si tratta di un <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/20/israele-puo-davvero-attaccare-liran/">piano apparentemente molto difficile</a> da mettere in pratica.</p>
<p>Ad ogni modo, l&#8217;Iran difficilmente accetterà compromessi se prima non verranno revocate le sanzioni della comunità internazionale. Il suo obiettivo è trovare un accordo entro il primo luglio, quando entrerà in vigore <a href="http://www.ilpost.it/2012/01/23/lunione-europea-approva-un-embargo-petrolifero-contro-liran/">un embargo petrolifero</a> pressoché totale dell&#8217;Unione Europea, alla quale l’Iran vende il 18 per cento del suo greggio. Queste e altre sanzioni (come quelle del blocco dei pagamenti bancari per il petrolio) <a href="http://www.ilpost.it/2012/03/07/il-punto-sulliran/">hanno danneggiato</a> notevolmente negli ultimi tempi l&#8217;economia dell&#8217;Iran: oggi il paese attraversa uno dei suoi momenti più bui degli ultimi anni, l’inflazione è arrivata a livelli record, il blocco al potere è sempre più diviso, come hanno dimostrato <a href="http://www.google.co.uk/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=iran%20elections&amp;source=web&amp;cd=1&amp;sqi=2&amp;ved=0CHAQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.guardian.co.uk%2Fworld%2F2012%2Fmay%2F05%2Firan-election-results-mahmoud-ahmadinejad&amp;ei=B528T8f-H6714QTEsvBU&amp;usg=AFQjCNH2qTpJKXfgKKPw5e2Au4icS2__iQ">le ultime elezioni parlamentari</a>. L&#8217;Iran, dopo l&#8217;approvazione delle sanzioni, <a href="http://www.ilpost.it/2011/12/28/liran-minaccia-di-chiudere-lo-stretto-di-hormuz/">ha più volte minacciato</a> di chiudere lo stretto di Hormuz, cosa che però, finora, non è mai accaduta.</p>
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		<title>Da Nashville a Parigi in 9 anni</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 08:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Maria Riva</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;I&#8217;m tired of all this Shakespearean misinformation I want to win the game&#8221; suonava Brian Baker nel 2000 con i suoi Bad Religion mentre in Tennessee un altro Brian Baker si preparava a diventare un tennista professionista. La solita storia di un predestinato [<a href="http://www.ilpost.it/enricomariariva/2012/05/23/da-nashville-a-parigi-in-9-anni/">Continua...</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[“I’m tired of all this Shakespearean misinformation I want to win the game” suonava Brian Baker nel 2000 con i suoi Bad Religion mentre in Tennessee un altro Brian Baker si preparava a diventare un tennista professionista. La solita storia di un predestinato, gran talento, testa giusta, tutti gli ingredienti per diventare famoso. Nel 2003 BB (iniziali che nel tennis hanno una certa nobiltà) arriva in finale nel torneo juniores del Roland Garros: non è una garanzia di un futuro radioso ma la premessa sì. Serve solo che il fisico regga.

E invece Brian Baker fa tempo a giocare un’unica partita in uno Slam, battendo proprio un vincitore di Parigi (Gaudio) in quel di New York ma poi si deve fermare. L’anca ha ceduto e va operata con urgenza. I tempi di recupero sono lunghi e mentre il tempo scorre noioso Brian decide di potenziare la parte superiore del corpo. Serve a poco perchè appena il bacino sembra tornare alle sue funzioni è il gomito ad abbandonarlo. Poi ci si mette il ginocchio, di nuovo l’anca, una, due, tre volte;  le operazioni non si contano e Baker si mette l’anima in pace. Se non posso fare il tennista tanto vale che mi metta a studiare.

Ha 23 anni Brian Baker quando si iscrive al College. Ci passa quattro anni ma i libri non diventano una scusa per la vita sedentaria e il ricordo della vittoria contro Novak Djokovic nel 2005 ad Adelaide non lo fa dormire la notte. Il serbo sta scalando le classifiche mondiali e Brian è lì che piano piano si riaffaccia ai tornei amatoriali regionali: qualcosa non va. Le prime partite sono giusto per vedere come reagisce il fisico. Sembra bene. La mano è rimasta buona, i piedi fanno il loro dovere e la testa, quella non è mai andata in pensione. Baker inizia a vincere. Prima una partita, poi un torneo, poi un altro e un altro ancora.

E allora tanto vale provare a rifare il professionista, tanto ora come ora non c’è più nulla da perdere. Nel 2012 Baker ha 27 anni ed è un bambino sul circuito. Chi lo ferma è bravo. In primavera vince un Challenger fondamentale negli Stati Uniti e conquista di diritto l’invito che la Federazione USA ha a disposizione ogni anno per mandare un suo giocatore al Roland Garros.

Da qualche giorno Baker è in Europa per preparare il suo debutto a Parigi. Sta giocando Nizza, un torneo ATP250 che serve proprio a preparare il Roland Garros. Le qualificazioni le supera senza perdere nemmeno un set e al primo turno batte Stakhovsky, uno che soggiorna da tempo tra i primi 100 del mondo. Lunedì Brian Baker debuttera al Roland Garros. Ci ha messo 9 anni ad arrivarci ma nessuno si prenderà la briga di rimproverarlo per il ritardo.]]></content:encoded>
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