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Le lacrime di Andy Murray

9 luglio 2012

Alla fine piangevano tutti. Piangeva Murray, che aveva appena perso la sua prima finale di Wimbledon, piangeva Federer che per l’ennesima volta aveva appena finito di riscrivere la storia del tennis, piangeva il pubblico che per una volta ci aveva creduto veramente.

Qualcuno ha scritto che la cerimonia di premiazione della finale vinta da Federer 46 75 63 64 sembrava una puntata di Centovetrine. Vista da fuori può darsi. Chi segue sa che è normale vedere lacrime alla fine di uno Slam. Che sia chi vince o chi perde un po’ d’acqua viene giù. I tornei maggiori, nell’ultimo decennio, si sono dotati del tetto per proteggersi dalla pioggia ma nessuno ha ancora inventato una protezione per quelle gocce che dagli occhi si insinuano nella gola, togliendo il fiato e le parole a gente abituata a vivere su un palcoscenico.

Solo in mezzo al campo, un microfono in mano, 15 mila persone in piedi ad applaudire, altrettante assiepate all’esterno, rumorossissime, e poi la gente nei pub, quelli a casa, tutti ad abbracciare quello scozzese con l’aria da bambino e la mamma al seguito che per l’ennesima volta era andato così vicino a vincere un torneo dello Slam. Wimbledon per di più, il torneo di casa, quello che aveva fatto scomodare William e Kate, il primo ministro Cameron e decine di personalità, quel torneo che i britannici non vincono dal 1936. Un ragazzo esile e taciturno su cui un popolo si è appoggiato per 15 giorni nella speranza di tornare a sognare. Una pressione che solo a scriverla fa venire da urlare. Downing Street che domenica issa la bandiera scozzese prima dell’incontro per stargli accanto, i giornali che gli dedicano 10 pagine (10!) consecutive prima del match della vita.

E lui con umiltà scende in campo, ci prova, vince addirittura il primo set e nel secondo ha occasioni per prendere il largo. Davanti però ha Roger Federer, uno che se il tennis non l’avessero inventato darebbe il nome a questo sport tanto lo rappresenta. L’uomo che ha vinto 17 Slam, che è stato più a lungo numero 1 al mondo, i cui record sono talmente tanti che fanno venire i brividi.

“Ci sono sempre più vicino”. È riuscito a dire questo prima che la gola si paralizzasse in un’emozione mai vissuta prima. Murray guarda il cielo e deglutisce cercando quella calma che non esiste in queste occasioni, Federer si morde il labbro inferiore e chi ha memorie australiane sa bene cosa vuol dire. È la condanna di questo sport maledetto in cui per due settimane sei da solo. C’è il tuo team, ci sono i tuoi amici, c’è il pubblico ma tu sei da solo, a correre avanti indietro, contro avversari che non ti fanno respirare e con le emozioni che si accumulano. La paura, la rabbia, la frustrazione, l’angoscia, le debolezze si impilano, una sull’altra, giorno dopo giorno senza che tu possa condividerle o cacciarle. E poi, di colpo, tutto finisce. Una pallina che esce dagli schemi e stop. E tu rimani lì, su una sedia, la testa tra le mani, a riflettere sui cazzotti che ancora ti fanno tremare dentro.

Vallo a spiegare a Murray che quello che è accaduto domenica è probabilmente la sua più grande vittoria. Un paese, il suo paese, in piedi, ad applaudire il ragazzo che improvvissamente è diventato un uomo.

 

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  • swann

    E’ bello vedere umanizzati quelli che spesso son considerati robot

  • http://ferrotagliente.wordpress.com bann

    Nel tennis sei solo, come negli scacchi o nella boxe. Solo un dettaglio. E’ dal 1936 che un britannico non vince a Wimbledon, non dal 37 [corretto, grazie]. Altre due considerazioni.
    1. Non so se Murray avrà un’altra chance migliore per vincere Wimbledon. Forse sì, ma questo torneo si era messo bene, anzi benissimo per lui: Nadal e Djokovic out e in finale l’abbordabile (si fa per dire) vecchietto. ma gli è mancato qualcosa al dunque. Doveva servire al 110% l’ultimo game del 2. set e non poteva concedere il break da 40-0 nel terzo. Ma lo ha fatto. Il suo dritto è troppo fragile a questo livello e si scoraggia troppo quando il vento gira.
    2. Mai avrei detto – ed ero in buona compagnia- che Federer potesse tornare n.1 del mondo. Invece ce l’ha fatta. Questo davvero sbalordisce.

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  • http://unosei.wordpress.com ortelius

    the king is back for good!

  • henrygale

    Chi ha scritto che la premiazione sembrava Centovetrine merita Centovetrine e lasci perdere il resto, non può capire o non ha capito l’epica del tennis e questa pazzesca finale (o forse voleva solo essere spiritoso)

  • trina

    gran bell’articolo. Lo sport è anche e soprattutto emozione. E Murray ce ne ha davvero fatte provare di bellissime.

  • ando

    @ BANN non capisco come tu possa essere sbalordito, se parlassimo di Roddick che torna essere n°1, avrebbe un senso, ma stiamo parlando di Federer, 24 finali di Grand Slam negli ultimi 9 anni! (e 17 vinte), io sono sbalordito che tu lo possa chiamare abbordabile vecchietto, se Murray non fa un altro salto di qualità di gioco e di testa, diventerà presto lui un vecchietto, ma senza trofei.

  • laphroaig

    2 considerazioni:
    - Murray é un buon giocatore, ma é il quarto a livello mondiale appunto perché ha davanti 3 campioni. Vero che ieri aveva il piú “abbordabile” peró se Federer gioca bene, non ci sono speranze per lui.
    - Chi ha parlato di centovetrine non capisce niente di sport e non sono differenti da quelli che hanno pretestuosamente paragonato le lacrime dei giocatori Italiani dopo la finale persa con quelle di chi ha perso il lavoro o la casa per il terremoto ecc.. peró si sa, se vai contro il calcio caschi bene comunque..e se tifi contro la nazionale per non so quali ragioni l’Italia sta meglio, meno corruzione, meno malaffare.. piu tasse pagate..

  • http://lafuori.wordpress.com/ miche fax

    seguo il tennis ma non lo pratico da anni, non sono un tecnico ecc ecc quindi forse mi scuserete per la domanda che, probabilmente anche senza queste premesse, è abbastanza idiota. Ecco mi chiedevo se si può dire che Federer sia il miglior tennista della storia, se sia cioè davvero un Michael Jordan o un Maradona, uno insomma veramente al di sopra degli altri.

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