A Madrid si gioca uno dei tornei principali della stagione che tuttavia non ha una storia particolare. Fino a qualche anno fa si disputava a novembre sul sintetico coperto, dal 2009 è diventato un evento di maggio sulla terra rossa. Il tutto grazie ai capitali di Ion Tiriac, ex giocatore romeno, proprietario, tra le altre cose, di una banca del gruppo Unicredit in quel di Bucarest.
Quando non si ha una storia subentra il marketing. Per farsi pubblicità al suo esordio Tiriac sostuì i raccattapalle con modelle statuarie. I giocatori non si lamentarono. Quest’anno ha cambiato la superficie passando dalla terra rossa a quella blu. I giocatori sono sul piede di guerra.
Le rimostranze dei tennisti sono sostanzialmente tre. La prima è che la nuova terra blu è fatta male. Si scivola troppo, il fondo è troppo duro, è impossibile fare uno scambio cercando il punto; o si cerca il servizio vincente o si aspetta l’errore dell’avversario. A lamentarsi non sono solo le seconde linee. Il numero 1 del mondo Djokovic, in campo ieri per l’esordio, ha detto che per il match successivo si porterà delle scarpette da calcio o degli sci per avere un’aderenza migliore. Nadal da settimane non lesina stoccate all’Atp e Federer lo segue a ruota. Simon ha detto di non aver mai giocato su un campo fatto così male, Wawrinka si è stupito della sciattezza della superficie. Nomi e citazioni sono tali da poter arrivare a tediarvi a morte; il concetto dovrebbe essere chiaro.
La seconda obiezione è che le associazioni dei giocatori (a Madrid giocano sia gli uomini che le donne) non hanno consultato i tennisti prima di autorizzare Tiriac ad utilizzare la terra blu. È una questione delicata che rientra nel tentativo degli atleti di avere più voce in capitolo nell’organizzazione del tennis e tutto sommato è un punto a loro favore, poichè chiaramente non sarebbe stata percorsa una strada tanto fallimentare se avessero avuto voce in capitolo.
La terza annotazione riguarda la violata “tradizione del tennis”. Il che è una solenne castroneria perchè a meno che i giocatori non desiderino tornare ad indossare pantaloni e gonne lunghe, usare racchette di legno e palline bianche, guadagnare un millesimo di quello che intascano oggi, giocare senza tiebreak e così via, citare la tradizione non sta in piedi. Per inciso, la terra blu qualche lato positivo lo avrebbe pure: è più semplice seguire la traiettoria della pallina in televisione e il nuovo colore ha un che di elegante che non guasta.
È proprio riguardo la questione “tradizione” che tuttavia Tiriac è più colpevole. In un mondo in cui i cambiamenti sono spesso visti come privazione e non come crescita, il torneo di Madrid ha perso un’occasione d’oro per sperimentare qualcosa nel tennis, uno sport in cui le cose non mutano dall’oggi al domani e in cui la diffidenza accompagna ogni decisione. Madrid invece verrà ricordato come il torneo dei puffi o come la superficie prodotta con tonnellate di viagra triturato. La struttura è stata ribattezzata “Smurf Village” dai giocatori che non nascondono la loro ilarità neppure nelle conferenze stampa ufficiali.
Parlando d’altro, martedì la cittadina tedesca di Halle, in cui si disputa un torneo estivo su erba, ha cambiato nome ad una delle sue strade, inaugurando “Roger Federer allee”. È una delle peculiarità del tennis, quella di celebrare i propri campioni prima che passino a miglior vita. A Madrid i campi principali sono dedicati a Manolo Santana e ad Arantxa Sanchez, a Melbourne il centrale porta il nome di Rod Laver ma di esempi ce ne sono molti altri.
È un’abitudine che meriterebbe di essere esportata anche alla vita comune, ché alla fine della fiera la persona più contenta di una via dedicata è il titolare del nome stesso, cioè l’unico che di solito non fa in tempo a godersi l’evento.
- Giocare a tennis nella terra blu, (le foto dei primi incontri)



Niente corsi solo in inglese al Politecnico di Milano
Gli scout americani ammetteranno i ragazzi gay
Le novità su Woolwich
Come va la giunta Pisapia?
Lance Armstrong su Danilo Di Luca
Lo sbaglio di Renzi
Il video di Bernardo Provenzano in carcere
The Chaaaampiooooons!