Il mondo è strano. Monaco è uno stato governato da principi la cui superficie è due terzi quella di Bergolo. A Monaco ci sono parecchi campi da tennis ma il club più esclusivo, pur chiamandosi Monte Carlo Country Club, si trova a Roquebrune-Cap-Martin, in Francia. La Francia è una repubblica che ospita il più importante torneo sulla terra rossa del mondo, il Roland Garros, appuntamento principale della stagione sul rosso che inizia con il torneo di Monte Carlo, proprietà dei principi di Monaco, che si gioca, appunto, in Francia. Il torneo di Monte Carlo ha un re che si chiama Rafael Nadal e che viene dalla Spagna, che domenica ha vinto per l’ottava volta consecutiva il trofeo del Monte Carlo Country Club, di proprietà dei principi di Monaco, che si gioca in Francia.
Quello che ha fatto Nadal è un’impresa che non ha paragoni nel tennis moderno. La maggior parte dei giocatori che diventano professionisti non arrivano mai a vincere un titolo in carriera. Tra quelli che vi riescono sono pochissimi quelli che l’anno dopo riescono a ripetere l’impresa nello stesso torneo. Farlo tre volte di fila poi è quasi un miracolo. Ora arrivate a otto e vi sarete fatti un’idea.

Il primo torneo di Monte Carlo Nadal l’ha vinto nel 2005 quando aveva 19 anni. Da allora non solo non ha mai perso ma lo ha sempre dominato a tal punto che oggi è impensabile che qualcuno che non sia lui lo possa mai più vincere. Quest’anno il suo regno è sembrato vacillare quando si è trovato in finale contro Novak Djokovic numero 1 del mondo e che lo aveva battuto 7 volte nelle ultime 7 finali disputate. E invece non solo Nadal ha vinto, ma ha stravinto (63 61). Sarà che il torneo si svolge sul livello del mare, sarà che la terra è più lenta rispetto a quella di tutti gli altri tornei, sarà che ormai Nadal ha una fiducia tale da giocare con il pilota automatico, sta di fatto che lo spagnolo a Monte Carlo domina a tal punto che le finali non sono quasi mai divertenti.
Certo Djokovic ha dalla sua la scomparsa dell’amato nonno paterno, morto giovedì mentre il campione serbo stava per scendere in campo. Nole è stato in dubbio se abbandonare il torneo ma alla fine è rimasto, dovendo rinunciare all’esequie di Vladimir Djokovic, tenutesi in Serbia sabato. Il suo corpo è rimasto, la sua testa meno e la cosa si è vista nella finale contro Nadal.
Il trofeo di doppio l’hanno vinto i gemelli Bryan che hanno festeggiato in maniera particolare 


