La scena sarà la seguente: areoporto di Varsavia, temperatura esterna -15°, neve e ghiaccio a perdita d’occhio e vento gelido siberiano. L’aereo apre il portellone e dalla scaletta scendono cinque uomini che hanno appena lasciato una città in cui la temperatura media durante l’anno non scende mai sotto i 20° e che la neve l’hanno vista solo in televisione. Hanno dei nomi da romanzo: Antso Rakotondramanga, Ando Rasolomalala, Jacob Rasolondrazana, Lofo Ramiaramanana e Zo Rabarijaona. Sono la squadra di coppa Davis del Madagascar, giunta in Polonia per giocarsi da venerdì la qualificazione al turno successivo.
Ve la ricordate la storia dei bobbisti giamaicani che si qualificarono per le Olimpiadi invernali raccontata in Cool Runnings? Le cose in realtà sono un po’ diverse. I cinque sono sì malgasci ma arrivano da Parigi dove sono andati ad allenarsi in preparazione alla sfida. Ciò non toglie che la storia sia stupenda. Per rimanere all’onomastica a Varsavia se la vedranno con Jerzy Janowicz, Grzegorz Panfils, Marcin Matkowski, Mariusz Fyrstenberg e Radoslaw Szymanik; sarà una scena da non perdere sentire il giudice di sedia che dovrà presentare i giocatori e chiamare i vantaggi.
Madagascar e Polonia sono destinati a incrociare la loro storia nei modi più assurdi. Nel ventesimo secolo la Germania nazista ipotizzò di abbracciare il noto piano di Adolf Eichmann che prevedeva la deportazione di quattro milioni di ebrei polacchi sull’isola africana mentre nel diciottesimo secolo il pirata polacco Maurycy Beniowski divenne addirittura re del Madagscar, prima di vedere le isole Mauritius chiamate in suo onore.


