I tagli alla scuola e la carenza di bidelli

Immaginate una classe di scuola elementare in cui la maestra sta spiegando le tabelline, una scena familiare a tutti noi. Poi però squilla il telefono all’ingresso: la maestra corre a rispondere perché oggi tocca a lei e lascia la classe incustodita per dieci minuti mentre discute con la segreteria per la fornitura di carta igienica. Subito dopo, suonano all’ingresso e deve precipitarsi ad aprire, è il servizio mensa.
Appena torna in classe, la chiamano di nuovo, purtroppo ci sono problemi in bagno. Se n’è accorta la maestra di terza accorsa in bagno a consolare una bimba che piangeva perché non stava bene, ma purtroppo la perdita d’acqua sembra grave. E i bambini?

Un incubo? Niente affatto!
Avete appena dato un’occhiata alla nuova scuola primaria che si sta inaugurando in questi giorni con la nuova gestione combinata Ministero, Consip eManutencoop.
Com’è noto il personale statale che svolge attività di sorveglianza e pulizia nelle scuole, (i bidelli di una volta) in molte scuole è ridotto ai minimi termini e da qualche tempo gli istituti si servono di personale gestito dalle cooperative i cui contratti di fornitura, però, sono scaduti. Pochi mesi fa, quindi, il Ministero dell’Istruzione ha bandito una “super” gara d’appalto per «l’affidamento dei servizi di pulizia e altri servizi tesi al mantenimento del decoro e della funzionalità degli immobili, per gli Istituti Scolastici di ogni ordine e grado e per i centri di formazione della Pubblica Amministrazione» dislocate in più regioni a un soggetto unico che, da bando, doveva essere una cooperativa accreditata Consip. Grazie a questa gara d’appalto, suddivisa in tredici lotti per un importo massimo complessivo di 1.795.860.000 IVA esclusa, il servizio è stato affidato con un ribasso di spesa rispetto al passato del 40 per cento. In molte regioni, come la Lombardia, il servizio è stato affidato al colosso delle Cooperative Manutencoop.

È possibile fornire lo stesso servizio spendendo il 40 per cento in meno? Pare di no.
Ad esempio, in provincia di Pavia, nel mese di dicembre Manutencoop ha sottoposto a molti Istituti pavesi un accordo in cui ha rimodulato le sue attività dichiarando di poter svolgere solo funzioni di pulizia e non più quelle riguardanti l’assistenza e la sorveglianza. Le scuole si sono ritrovate in grande difficoltà: non accettare un accordo così al ribasso, rinunciando a tutti i servizi delle cooperative, avrebbe messo a rischio l’apertura delle scuole dopo le vacanze di Natale. Gli istituti hanno sì riaperto ma in condizioni spesso insostenibili, poiché molti hanno un solo bidello di ruolo o nemmeno quello; ci sono state scuole che non aprivano i cancelli, in alcune i genitori esasperati hanno minacciato di chiamare i carabinieri per denunciare l’interruzione di pubblico servizio. Questo caos si sta verificando in molte zone d’Italia ma a macchia di leopardo e rischia quindi di non imporsi alla cronaca nazionale, complice forse anche il fatto che Manutencoop è un colosso delle cooperative.

Matteo Renzi, neo segretario del Partito Democratico, ha ribadito l’importanza prioritaria dell’istruzione nel programma di azione del partito e del governo, ma d’ora in avanti l’obiettivo davvero prioritario da raggiungere sarà ancora più di base e a dir poco sconcertante perché imprevisto: avere una scuola che garantisca minimi standard di sicurezza nella custodia dei bambini, senza gli insegnanti costretti al multitasking tra l’insegnamento, la portineria, il centralino e la sorveglianza.
Se la razionalizzazione e i risparmi di spesa della pubblica amministrazione si traducono in tagli orizzontali per la scuola che dispone ormai di servizi gravemente insufficienti e nella perdita di centinaia di posti di lavoro, allora chiamiamoli tagli selvaggi e facciamo prima. Evidentemente, in Italia non abbiamo bisogno di personale nelle scuole per garantire i minimi standard nei servizi e per la sicurezza degli alunni e dei docenti; d’altronde, moltissimi sono gli edifici scolastici che non hanno gli standard per ricevere il CPI (Certificato Prevenzione Incendi), quindi nessuna sorpresa, solo la mestizia di ritrovarsi una scuola italiana che peggiora ogni giorno di più, da qualsiasi parte la si guardi.
Partiamo da qui, per migliorarla?
 

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