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Venerdì 3 settembre 2010
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Un partito daccapo

Quando ho letto sui giornali che tornavamo a parlare delle primarie, di chi vuol farle, di chi no, di chi sì ma per finta, confesso che ho provato un senso di sconforto. Mi son detta: non è possibile dover tornare sempre daccapo. Siamo usciti dall’ultima assemblea nazionale convinti che noi eravamo il partito delle primarie e ora pare che non sia più così. Mi ha colpito anche la prima reazione degli abitanti dell’Aquila di fronte alla visita dei nostri parlamentari, guidati da Bersani: ci hanno rimproverato per il ritardo con cui il partito si è mosso. Hanno ragione anche loro. Ora è la volta dell’elezione del vicepresidente del Csm: infinite sono le ragioni che si possono portare a giustificazione della scelta di dare appoggio a Vietti. Ma quando un tuo elettore, un militante, ti sventola sotto il naso il curriculum del senatore Udc, e ti fa leggere che è stato due volte sottosegretario di Berlusconi, che è uno dei padri del legittimo impedimento e della depenalizzazione del falso in bilancio… Non c’è più risposta tecnica che tenga.

Quello che una volta si chiamava il “nostro popolo”, e che è fatto di gente di tutte le provenienze, oggi non ti perdona più nemmeno l’impressione di un cedimento alle sirene dell’inciucio. Ancora continuano, i nostri, a ricordare e a rimproverarci le assenze in Aula quando si è votata la pregiudiziale di costituzionalità dello scudo fiscale. E così non basta nemmeno il lavoro, anche tenace, che i gruppi fanno in Parlamento, perché l’ombra del sospetto è in agguato e il commento è: “sì, ma…”. Insomma, torna fuori un problema di credibilità con cui dobbiamo fare i conti, che non che non è più eludibile, e che alla lunga ci può costare caro. Come meravigliarsi se i nostri elettori e iscritti si girano e guardano a Vendola? Ci sarà un significato in quelle cifre date da Ipr nel suo sondaggio? Dicono che nell’ipotesi di primarie, Vendola parte in leggero vantaggio (51%) su Bersani (49%), anche se in Bersani c’è più fiducia. Anzi, proprio il fatto che ci sia più fiducia in Bersani deve farci meditare, e deve farci fare uno scatto. Perché abbiamo tutto quello che ci serve, un segretario legittimato, competenze, radicamento, un sacco di militanti che non aspettano altro che il via. Abbiamo persino un avversario politico indebolito e screditato. Che aspettiamo?

Ci sono 34 commenti

  1. piti scrive:

    Di diventare (almeno un po’) veramente di sinistra?

  2. mrmontag scrive:

    Cosa aspettate voi non lo so, qua si aspetta che abbiate idee e progetti, meglio se di sinistra, ma a questo punto non siamo più nemmeno così schizzinosi. Ti prende lo sconforto perché c’è chi mette in dubbio le primarie, a me (e non solo a me) prende lo sconforto perché continuate a parlarvi addosso. Primarie, Vendola, Vietti, sondaggi, Berlusconi…uno straccio di idea no? e dai…

    http://www.maryblogging.com

  3. franco1 scrive:

    Ci si aspetta un progetto chiaro e di vedere che il partito sia unito nel perseguirlo. Cominciando dal principio che chi ci sta bene e chi non ci sta se vada pure tranquillamente (a proposito che fine ha fatto la Binetti?).
    La strada sarà ancora lunga? va bene la faremo hasta la victoria final, basta che cominciamo a muoverci!

  4. verb61 scrive:

    oltre alla fiducia (e dici poco…), il problema principale sono le idee. Il PD non ne tira più fuori una da anni, e non discute di quelle più o meno interessanti proposte dagli altri (la big society di Cameron, tanto per fare un esempio).
    Paralisi, coma… scegliete voi il termine che preferite.

  5. www.aNakedView.com scrive:

    Gentile Serracchiani,
    la cosa che mi stupisce è che in un momento in cui il PDL fa acqua da tutte le parti, il PD non sia nemmeno capace di balbettare le semplici parole “Elezioni anticipate”. Anzi, è addirittura dal PDL che tali parole alcuni giorni vengono pronunciate come una minaccia.

    Quando Berlusconi non è al governo, un giorno sì e l’altro pure lancia il suo mantra che recita così: “questa sinistra non è più lo specchio del paese” “se si andasse alle urne adesso la maggioranza degli italiani dimostrerebbe di stare dalla nostra parte” “questa sinistra è di fatto delegittimata e non ha i numeri per governare” etc..
    Una cosa bisogna ammetterla: lui il suo lavoro lo sa fare.

    Noi oggi invece assistiamo a un Bersani impassibile davanti alle guerre intestine del PDL. Scandali su scandali. Scandali freschi di giornata, che se dovessi ricordare anche solo quelli di questo mese sono sicuro che me ne sfuggirebbe qualcuno.
    Eppure Bersani non ne approfitta.

    La sensazione è che il PD tema le urne. Anche davandi a un PDL allo sbando.

    Una cosa di cui ci siamo accorti un pò tutti è la scarsa abilità del PD di comunicare, di impostare le campagne elettorali.

    Qualche mese fa, rifacendomi agli studi di Damasio e di Lakoff scrissi questo articolo sulla comunicazione politica:

    http://www.anakedview.com/fattori_politici_scelta_emotiva.html

    Spero possa indurvi a fare qualche fruttuosa riflessione.

    Buona giornata

  6. larry scrive:

    Anche noi, Serracchiani, i militanti Clandestini, si aspetta i’ via. Noi della nostra ACCADEMIA DEGLI INAFFIDABILI, che siamo costretti ad agire nell’ombra per via della resistenza, sappiamo che dietro la faccia rassicurante di Bersani c’è un vero leader e un bel progetto per salvare il paese. Sappiamo che dentro Bersani c’è un combattente forte e coraggioso che sta preparando la svolta. Nella nostra sede clandestina di via Ricasoli 4 a Firenze ci prepariamo all’evento studiando tutti i possibili contraccolpi. Noi siamo pronti e in armi, cervelli lucidati bene e tutto. Il cambiamento è nell’aria, si sente: basta l’accensione dell’interruttore, che Bersani ci dia i’ via, basta che ce lo GRIDI FORTE dagli schermi tv, una sera quarsiasi a i’ TG3: COMPAGNI, CONSERVAZIONE!!! E noi si parte! Nel senso… si rimane fermi come siamo e i’ governo è nostro!!!

    PS: Siamo ‘n tanti, Bersani, che s’aspetta i’ momento. Siamo io, i’ Cioni, Bozzone, Buio, Renzone, i’ Casaglieri, Morando, Parisino, Vladimiro, Don Valdemaro, Gnorante, Ester, Marta, Wanda, i’ Martini, Rina, Moreno, Fabiana e una sua amica, Furio, Silvia la trans, Rosadoni, Santino i’ Playboy di Saint Moritz e quasi tutti gli stornellatori ‘n ottava. Parola d’ordine: CONSERVAZIONE!!!

  7. Azzurro scrive:

    Aspettate Godot, che ormai come partito siete finito e da buttare, magari in un cassonetto del riciclaggio, così si tira fuori qualcosa di buono.

    L’unica vera opposizione utile al paese, l’ha fatta Gianfranco Fini. Onore a lui.

  8. marco67 scrive:

    Il PD è nato nell’ottica di un sistema bipolare, e nella speranza che il tutto poi venisse ufficializzato da un ordinamento maggioritario.

    Il mancato pareggio di Veltroni (almeno al senato) alle ultime elezioni, che permettesse una discussione su una riforma di questo tipo, ha affossato la prospettiva.
    Tutto dunque si è complicato lasciando campo libero ai distinguo, ai personalismi e alle spinte verso il proporzionale. Ognuno che vuole ritagliarsi l’orticello e la propria fettina di potere.

    Il PD a mio avviso è un progetto innovativo che cerca di superare antiche classificazioni, che soffre di inevitabili problemi di gioventù, ma ha il pregio di guardare oltre.

    Un grande partito (o un partito grande) per sua natura deve purtroppo mediare su posizioni diverse, evitando pregiudizi ideologici. Certo, poi deve trovare una sintesi chiara ed efficace, ispirata a pochi e altrettanto chiari principi guida.

    A fare la voce grossa ci sono già altri: DiPietro, Grillo, la sinistra radicale. Le percentuali che riescono a raccogliere sono sotto gli occhi di tutti. E tra di loro non è detto che siano d’accordo.

    Oggi, c’è il rischio di ritornare ai vecchi recinti, riproponendo caravanserragli litigiosi (ricordate gli appelli all’unità?). Nulla di più vecchio.

    Forse bisognerebbe avere più fiducia nel progetto (la ditta), evitando di rotolarsi per terra istericamente ogni volta che qualcuno la fa fuori dal vaso, sostituendo le polemiche sterili a battaglie forti e decise (anche interne) per un ricambio generazionale, e quindi automaticamente di proposta politica.

    Un giorno (se ci arriveremo) ci saranno i “nativi” del PD, e forse finalmente tutte queste nostalgie per balene bianche o centralismi democratici non avranno più senso.

    imho.

  9. mastrox scrive:

    Mandate a casa i vecchi. Sono stanchi e ormai sconfortati. Date spazio alle persone che ancora credono che qualcosa nel “sistema Italia” possa cambiare. Contrapponete ai signorotti della destra, la freschezza e le idee dei giovani. Se qualcuno pensa che i giovani non abbiano l’esperienza di governare bene, dovrebbe svegliarsi e guardarsi attorno notando che ormai è molto tempo che nessuno *governa* e tutti pensano ai propri affari.

  10. pinosp scrive:

    debora, tu cosa stai aspettando? cosa stai facendo oltre a scrivere lamentazioni? hai anche una investitura da parte degli elettori oltre a quella degli iscritti. MUOVETEVI !!!! alzate la voce non con noi lettori ma con i vostri capi e capetti! sbatteteli via se necessario. noi in puglia abbiamo dato a vendola centomila voti più che al berlusconiano palese, e lui sta usando i nostri voti. tu come stai usando i voti che hai avuto? unisci le manine in preghiera davanti ai tuoi capi? ho venti anni più di te, ma mi sembri tremendamente invecchiata… MUOVETEVI !!!!! altrimenti anche a voi “ggiovani” tra poco d’alema dirà che siete nuovi come lui….

  11. massimo55 scrive:

    Secondo me per decidere quale sia la migliore politica per il PD basta farsi due conti. Indivuduare il blocco sociale a cui rivolgersi, vedere quanto allargarlo per raggiungere una teorica maggioranza e fare proposte politiche forti compatibili con tale possibile elettorato. Certo, così fanno i follower dei sondaggi come Berlusconi, i veri leader aggregano intorno a sé ed alle proprie idee, il blocco sociale di riferimento se lo creano. Ma la sinistra non ha leader, quindi metta pure mano alla calcolatrice. La politica, se è utile, può anche essere calcolo.

  12. scirocco scrive:

    Ohibò: sei diventata la Serracchiani perché queste cose sei stata capace di dirle sul muso al segretario di allora, e dopo sedici mesi ti sei ridotta a venire a ripeterle a me?

  13. aleaberl scrive:

    Ok, direi che ora siete quasi fuori tempo massimo: B. ha rifiutato la tregua con Fini, se ne andrà da solo e quel briciolo di opposizione interna che aveva e che rischiava di logorarlo almeno un po’ sarà spazzata via. E voi, in tutto questo marasma, che avete fatto? Degli editoriali sulle primarie. Interessante…

    Ormai vi seguo da lontano, fortunatamente, e gli echi di quel che succede nella Repubblica Centrafricana d’Italia mi arrivano fievoli. Ma mi pare davvero che ci siano pochi echi da sentire. La gente ha bisogno di serietà, non vuole sapere niente delle primarie (=diverso metodo di lotta intestina per la spartizione di piccoli poteri, che sempre più si stanno riducendo) ma che c’è qualcuno di cui fidarsi. Anzi, dirò di più, le primarie le avete stiracchiate talmente tanto presentando candidati fantoccio, organizzandole alla bell’e meglio, promuovendole o no a seconda di quanto fosse scontato il risultato, che sono diventate uno strumento privo di senso. Sempre che un senso potessero averlo all’inizio.

    Sono sempre più orgoglioso di non avervi mai dato il mio voto, riservandolo invece a formazioni di sinistra che grazie a voi sono restate fuori dal Parlamento. Ora però il PCi camuffato dovrebbe anche togliersi di mezzo. Per le elezioni c’è tempo, forse forse si riesce a pensare a qualcosa di nuovo (anche se tutti gli uomini nuovi possibili sono praticamente fuori dai giochi, tra voi c’era posto solo per i dinosauri e i mediocri).

  14. mazzetta scrive:

    Da grande speranza del partito a cheerleader che sprona da bordo campo, mi spiace per Serracchiani che è stata e continua ad essere strumentalizzata da gente che ha avuto l’interesse ad elevarla agli altari della politica in mancanza di meglio, ma forse proprio Serracchiani farebbe meglio a rendersi conto che se il PD è parco d’idee appetibili per i suoi elettori di riferimento, non è che il suo apporto abbia cambiato di molto la faccenda. Non mi ricordo sue uscite degne di nota dopo l’intervento che la rese famosa

    Il PD ha tanti funzionari locali, alcuni pure egregi nello svolgere le loro funzioni, cresciuti alla scuola del partito e il problema è proprio quello: ti insegnano a stare composto nel partito, ma non è che ti possano dare molto di più, il resto ce lo dovrebbe mettere la cultura dei singoli che però è andata platealmente degradando insieme al resto del paese e a quel che resta del partio

    Sai Seracchiani, quello che vi mancano sono le idee e le iniziative condivisibili, ma soprattutto il coraggio di sostenere idee diverse da quelle di Confindustria o dei potentati economici, siete ancora lì che balbettate persino sul nucleare e sulla privatizzazione dell’acqua, ma il vero problema non è che vi manchi la gente capace di andare in televisione a dire che certe privatizzazioni o le politiche fiscali che in questi anni di terze vie hanno favorito unicamente il ceto prenditore sono il male, è che proprio non volete

    Il problema è tutto lì’: siete indistinguibili da quelli che hanno mandato in rovina l’economia globale, siete identici a quelli che hanno votato per le guerre (e infatti avete votato a favore), identici a quelli che hanno menato a Genova (e voi menaste a Napoli) e non si capisce perché dovreste raccogliere allo stesso tempo i voti della destra (che preferisce gli originali) e della sinistra, che queste politiche le ha criticate per tempo e vi vede ora incapaci perfino di riconoscerne il fallimento

    Dovreste cambiare, ma non ne siete capaci, Serracchiani per prima, inutile quindi lamentarsi

  15. piti scrive:

    Le parole di mazzetta, specie quelle del penultimo paragrafo: perfette.

    Non dimentichiamo un sospetto, aggiungo io. Che i mammasantissima del PD lo abbiano intenzionalmente reso indistinguibile dal PdL, e perciò perdente, per un preciso disegno di ricerca della sconfitta. Perdere politicamente per guadagnarci personalmente, tipo.

    Perchè troppo evidenti gli errori e troppa ostinazione a ripeterli, per pensare che siano errori.

  16. bianca scrive:

    Io sono veramente basita dal fatto che lei, civati, abbia qualcosa da dire solo sul tema “scontro generazionale”. Così come la serracchiani, in questi giorni, si senta sconfortata dal tema primarie. Ma davvero voi quarantenni del PD non avete nient’altro da dire rispetto al momento storico e allo stato del Paese? Idee, progetti? Ancora niente?

  17. bianca scrive:

    Mannagg…ho sbagliato…volevo commentare il post di Civati…e vabbè…

  18. larry scrive:

    Bianca! Idee, progetti… quante cose tutte insieme! Comunque io penso non ci sia nessuno ” scontro generazionale “. Penso che i saggi ” vecchi ” abbiano favorito l’ascesa di questi gggiovani, per favorire l’interesse generale, anche il loro medesimo, perché con concorrenti così governeranno il PD anche se gli dovesse venire l’Alzheimer, anche da sotterrati al cimitero.

  19. leorotundo scrive:

    Cara Debora, hai messo il dito nella piaga, gli errori del PD sono stati così tanti in questi anni che a molti è venuta in mente l’idea che ci siano o accordi sottobanco o qualche paura inconfessabile o semplicemente l’incapacità di far politica in un mondo non più diviso in blocchi. Quello che manca al PD è il coraggio. I leader del PD da Violante a D’Alema, da Napolitano a Veltroni, da Bersani a Fassino sono indistinguibili, sono tutti dei moderati, politicamente e caratterialmente. Personaggi grigi che rifuggono dalle scelte nette, inclini al compromesso e chiaramente a disagio nella politica attuale. Forse sono solo i sopravvissuti di un mondo che non c’è più. Abbiamo dovuto aspettare Fini per sentir dire che la Padania è un’invenzione cretina o che bisogna lasciare gli incarichi di governo quando si è indagati. C’è qualcuno che ricorda una presa di posizione, una lettura originale della storia del nostro paese, una frase degna di nota, uno slogan qualunque pronunciato da uno di questi personaggi negli ultimi 15 anni?

  20. larry scrive:

    @ Leorotundo io mi ricordo per esempio D’Alema, da ministro degli esteri stimato in tutto il mondo, coraggiosamente a passeggio con i capi di Hamas. Ma la Serracchiani saprà cos’è Hamas?

  21. madda scrive:

    Un partito daccapo….Ma siete mai partiti? siete mai stati coesi in un’unico progetto?Siete una casa di rissosi tra di voi ,ma BRADIPI,sonnolenti ,quando dovreste fare OPPOSIZIONE!.Avete dimenticato I temi piu’ cari agli elettori :IL LAVORO ,L’articolo tre della costituzione, e, hai noi che ne sara’ della liberta’ dei blog ?

  22. crack scrive:

    mi accodo a piti e mazzetta. Avessi mai sentito dal pd uno straccio di riflessione seria sulla crisi economica: è sistemica? è ciclica? quali politiche economiche l’hanno causata? è giusto smantellare il welfare e vendersi le isole per onorare gli le operazioni spericolate degli investitori internazionali? No, niente. Nessuna diagnosi, di conseguenza nessuna prognosi, né proposta. L’unica cosa che Bersani dice: “oh dobbiamo stare attenti eh, che qui vien giù tutto! e quando dico tutto significa tutto. oh! eh! aaaah”

  23. piti scrive:

    crack, hai ragione, da tempo sospetto che Bersani si ispiri ai vocalizzi di Vasco Rossi (neanche quello vero, quello imitato da Checco Zalone).

    Devo riconoscere, e mi scoccia, che un tratto abbastanza comune dei leader di centrosinistra emiliani, da quelli più grandi (Prodi) a quelli di nessun conto (Bersani) è di essere dei comunicatori modestissimi. Mentra a destra il bolognese Fini si fa apprezzare oltre i suoi meriti proprio per la nitidezza delle parole (a prescindere da quella dei comportamenti).

  24. leorotundo scrive:

    @larry:non è il passeggiare con Hamas che poteva mai caratterizzare in positivo o in negativo l’immagine del PD in Italia, a quanti italiani importava ed importa di Hamas? Quando penso alla preoccupante afasia del PD ed alla egemonia del centro destra mi viene sempre in mente questo esempio: Berlusconi & co. con un’abile propaganda hanno ridotto la storia del comunismo ad un romanzo criminale. Negli anni 70 ed 80 un italiano su tre o su quattro votava PCI, come accadeva? Erano tutti criminali o tutti idioti? Qualcuno dei “moderati” del PD ha mai risposto a questi signori? Ha mai ricordato, ad esempio, che il PCI ha spesso svolto il ruolo che in altre nazioni era svolto dalla borghesia laica, antifascista ed attenta ai diritti umani che nell’Italia fascista del ventennio e clericale e post-fascista del dopoguerra non esisteva? Ci chiediamo chi ha sostenuto la lotta alla mafia fino al 1992? Veltroni e qualche altro se ne sono usciti con la storia che non sono mai stati in vita loro comunisti, rimuovere in modo così semplicistico il proprio passato quando la maggior parte dei tuoi iscritti viene da quella esperienza è una scelta miope, significa tagliare le proprie radici che sono vaste e complesse e non possono ridursi alla fedeltà a Mosca degli anni 50′.

  25. doctorstrange scrive:

    Sono nuovo di qui e come è giusto che sia saluto tutti e tutte anche coloro -e saranno tantissimi- che mi detesteranno.
    Sono arrivato per caso in questo bel blog ed inusualmente mi sono registrato.
    Leggo un pezzo della giovane Debora Serracchiani dal Friuli, eurodeputata in forza al PD, corrente veltroniana e franceschiniana.
    Non sono d’accordo con la sua posizione politica almeno al 90% A me piace tantissimo Bersani, e ritengo che sia di gran lunga il miglior Segretario di qualunque altro tra i Partiti oggi presenti in parlamento. I veltroniani (anche io sostenni con forza la sua cndidatura a sindaco di Roma e lo sostenni alle primarie, ma da molto mi cospargo il capo di cenere e recito mea culpa quotidiani. Ora costoro ad oggi non hanno saputo far altro che attizzare polemiche astruse,roba da manicomio vera, con tutto il rispetto, il mantra delle primarie porterà inevitabilmente ad una sovraesposizione del tema con conseguente disaffezzione delle persone che hanno partecipato fino ad oggi.
    Esse sono uno strumento prezioso un gioello da tenere come un arma ben oliata quando serve, non ad ogni più sospinto come in questi giorni dove Morassut e c. invocano le primarie per eleggere il Segretario del PD regionale del Lazio, (già vedo le lunghe file di votanti…) mentre , saggiamente,le persone che hanno riferimento politico in Bersani hanno proposto un nome condiviso da coloro che hanno Ignazio marino come referente. Perché un assemblea di delegati -eletti- non è in grado almeno per una certa parte di essa, i veltroniani appunto, di adempiere al proprio ruolo. Perchè non hanno un nome presentabile? Di cosa si vergognano? Il segretario Mazzoli, giovanissimo, ed in gamba non raccolse la metà più uno ma un ampia maggioranza relativva, ne avete chiesto, voi, cara serracchiani, la testa dopo pochissimi mesi, dicendo che non faceva nulla, mentendo sul numero dei votanti contro di lui.
    cara Serracchiani, lei deve crescere e molto, per ora sa solo lagnarsi, d’aòltronde avete schieratissimi con voi la repubblica, l’Espresso, l’Unità, tutti giornali dichiaratamente veltronian franceschiniani, dove ogni giorno abbondano attacchi a Bersani ed agli altri dirigenti, peraltro in gambissima che ha il PD.
    d’altronde potete fare come volete, ma è voi che i romani maledicono per aver regalato il paese a berlusconi nel 2008 dopo aver fatto cadere Prodi,e regalato il campidoglio romano ad Alemanno. fossi in voi mi nasconderei.

  26. nonnopinot scrive:

    http://www.ondaanomala.splinder.com

    un blog di un biellese (come il sottoscritto) che prima le tira le orecchie e oggi pare essere d’accordo con lei. Mi permetto di segnalarlo dal momento che mi pare sia uno di quegli elettori che mette si chiede quanto siate ancora credibili.

  27. franco1 scrive:

    leorotundo scrive: 29 luglio 2010 – 18:08:36
    con tutto quel che segue.

    Il problema sta proprio li, essersi “vergognati” del proprio passato senza che ce ne fosse bisogno e successivamente non essersi liberati di quelli che avevano fatto questa boiata.

  28. larry scrive:

    @ Leorotundo considero Wolter qualcosa a mezzo tra un teppista e un trappista, dannoso quanto e più del Padredimarina. Ma che Hamas non interessi agli italiani è un fatto grave, perché rappresenta oggi, nel bene e nel male, il problema della libertà dei popoli. D’Alema – che è uno che potrebbe stare antipatico anche a me, non creda – è oggi considerato un fuoriclasse della politica in tutto il mondo. Non a caso è a capo dei socialisti europei, e non ha mai rinnegato il comunismo (semmai ha rinnegato Wolter!). I contenuti rappresentati per tanti anni dal comunismo italiano, come giustamente osserva, rimangono oggi rappresentati dal PD e dal suo ottimo segretario, anche se peggio di quanto potrebbero, lo ammettono loro stessi, quando dicono che per troppi anni si sono dovuti occupare di risanamento economico, facendo di fatto il lavoro delle destre. Che poi nessun politico sano di mente oggi si possa più dichiarare comunista è un dato di fatto incontrovertibile, se vuole arrivare al 51% e governare il paese. Se, infine, non ci va bene questo centrosinistra ci si organizzi per criticarlo, per migliorarlo, ma non solo per scalarlo, magari con il non disinteressato aiuto di sospetti gruppi editoriali come Repubblica-Espresso, il quale potrebbe anche essere ostacoli l’ascesa del centrosinistra, perché quando il centrosinistra è al governo perde copie in edicola e quindi soldi.

    ps: lei l’ha capito quali sono i contenuti nuovi dei ggggiovani del PD?

  29. piti scrive:

    Intanto sarebbe ora di separare il concetto di sinistra da quello di comunismo.

    E poi essere di sinistra sul serio.

  30. leorotundo scrive:

    Il primo passo dovrebbe essere quello di dichiararsi senza ambiguità un partito di sinistra: socialista, socialdemocratico o laburista che sia, come esiste in tutti i paesi normali come in Germania, in Inghilterra, in Francia, in Spagna, in Portogallo, in Svezia, in Norvegia ecc. ecc. Se qualcuno volesse uscire dal PD per contribuire a creare un partito di centro darebbe un contributo alla chiarezza e forse indebolirebbe Berlusconi senza levare voti al PD che recuperebbe parte dell’astensionismo di sinistra.

  31. larry scrive:

    @Leorotundo questa è la posizione storica di Massimo D’Alema… comunque nessuna garanzia di purezza, Blair per esempio ha praticato un apolitica estera guerrafondaia peggio del Padredimarina. Bisogna rassegnarsi alle contraddizioni della politica, e preferire comunque uno come D’Alema, che considera Hamas un partito che si presenta alla elezioni e le vince, piuttosto che un gruppuscolo di terroristi. Non dimentichino i filoisraeliani accecati dall’ideologia che tutti i grandi leader di Israele hanno praticato a suo tempo il terrorismo contro gli arabi, del quale si sono ampliamente vantati in interviste e biografie.

  32. leorotundo scrive:

    @larry:il problema è che il “buon” D’Alema con tutta la sua intelligenza e stima internazionale si è rivelato nel confronto con Berlusconi un perdente come Veltroni, anzi ha anche commesso gravi errori come la sciagurata idea della bicamerale o con le sue “aperture” verso il Cavaliere. Il problema è semplicissimo a dirsi ma di difficile realizzazione: occorre un personaggio nuovo che sappia attirare l’elettorato di sinistra e riformista nel chiaro progetto di un partito socialista o socialdemocratico di tipo europeo e che sia privo di quell’atteggiamento posto al crocevia fra moderatismo, buonismo, inciucio e fessitudine che ha caratterizzato il rapporto del PCI-PDS-PD con il partito Berlusconi-Fininvest-Forza Italia-PDL.

  33. larry scrive:

    @leorotundo l’intelligenza politica di D’Alema è almeno quella di conoscere i numeri. Per governare ci vuole il 51% dei voti, quindi bisogna mettersi d’accordo con gli altri, per esempio con Di Pietro, che è stato tirato a sinistra da D’Alema, ma che è di destra, destra autoritaria, per l’esattezza. Quanto alla bicamerale può darsi sia stato un errore fidarsi di quello lì, ma è certo che se nel panorama politico non fosse apparso i suoi voti li avrebbero presi la Lega e AN, che sarebbero divenuti imbattibili in Italia, mentre il Padredimarina è battibile anche quando vince con risultati impensabili come nel 2008. Per la democrazia è un momentaccio, bisogna rassegnarsi ad allearsi con i meno peggio, magari trattare anche con Bossi, altro che nuovismi.

    PS: non per dire, ma nel PD è D’Alema, da sempre, a volere un ” chiaro progetto di un partito socialista o socialdemocratico di tipo europeo “.

  34. giopa74 scrive:

    Credo che il PD non possa continuare a vivere di elezioni primarie,non reputo giusto che una parte di persone, che non si sa nemmeno sicuramente se votano veramente il per il partito di cui stanno eleggendo i candidati,decidano chi ad esempio debba essere il candidato premier per lo schieramento.Il partito ha già dei delegati, una direzione nazionale,dei deputati,che devono essere in grado di decidere chi è la persona che deve rappresentare meglio lo schieramento per preparazione,moralità e carisma.
    Sono contro le primarie e credo di avere ragione perchè non le reputo affidabili per la scelta del migliore candidato.Sono contro le primarie perché mettono in evidenza inutili personalismi e portano a scontri fra persone della stessa parte politica con uno spreco di energie che potrebbe essere usato per il bene del paese aumentando ancora di più l’improduttivo clima di scontro.
    Non si può andare avanti cosi con il partito che da una parte si allea con l’Udc e da un’altra parte si allea con sinistra e libertà e rifindazione.Ci Vuole una linea politica chiara, un laeder unico e accettato da tutti i componenti della coalizione.Il centro sinistra ha molte potenzialità di grande valore.

3 post linkano qui

  1. Tweets that mention Un partito daccapo | Debora Serracchiani -- Topsy.com Says:

    [...] This post was mentioned on Twitter by Fabio Curzi, stefano saoncella. stefano saoncella said: RT @ilpost Un partito daccapo|Debora Serracchiani http://bit.ly/c17DNv [...]

  2. Che vadano tutti al mare… « Briciole caotiche Says:

    [...] nel pd ci sono state voci che hanno dissentito su queste posizioni: Marino e Serracchiani (anche qui e qui) sulle nomine al csm, Civati e Scalfarotto (anche qui) sul fare una opposizione durissima [...]

  3. Punto. Daccapo. « Blog del circolo online del PD "Barack Obama" Says:

    [...] Intanto, mentre rinnega le scissioni, rilancia i caminetti e gli accordi fantapolitici persino con la Lega. Un partito daccapo. [...]

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