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19 Kids (and counting…)

15 maggio 2010

Sospendo per un attimo la mia campagna di sensibilizzazione verso le banalità televisive, ma non mi tiro indietro dal punto di vista della denuncia sociale. Qui si cercherà di tenere sempre un tono leggero (è di TV, che stiamo parlando: non prendiamoci troppo sul serio!), ma ammetto che l’argomento lascia ampio spazio a divagazioni tutt’altro che banali.

Premessa #1

Nei gloriosi Stati Uniti d’America, in cui il sistema scolastico è più celebre per le stragi che non per il suo valore educativo, c’è un canale (via cavo) che si chiama TLC, originariamente acronimo per “The Learning Channel”: il buon gusto ha poi imposto che ci si limitasse a chiamarlo “TLC”, e il suo significato originario è stato progressivamente dimenticato. Il motivo è facilmente rintracciabile nella sua programmazione, che annovera reality show del calibro di Miss America Pageant (approfondimento culturale, eh), I Didn’t Know I Was Pregnant (le telecamere seguono un gruppo di donne che hanno partorito senza sapere di essere incinte, sì, davvero), The Little Couple (reality su una coppia di nani, sì, davvero), Toddlers And Tiaras (la versione pedo per bambine di “Miss America Pageant”, quei concorsi di bellezza da noi famosi grazie a Little Miss Sunshine e, beh, alla storiaccia di JonBenét Ramsey), Say Yes to the Dress (una boutique di vestiti da sposa cerca di soddisfare le richieste delle clienti, tra lacrime e champagne, sì, davvero), The Little Chocolatiers (nani cioccolatai, e non è neanche l’ultimo dei loro show sulle “persone piccole”, sì, davvero). È anche il canale su cui andava in onda il chiacchieratissimo Jon & Kate Plus 8, il reality sull’insopportabile famiglia Gosselin che ha monopolizzato le cronache rosa d’oltreoceano con brutti tagli di capelli, prole in eccesso, interminabili (e imbarazzanti) battaglie legali, tradimenti a catena che neanche Tiger Woods.

Premessa #2

Il movimento Quiverfull è l’ennesima religiosa perdita di senno americana: è composto, per farla breve, dagli evangelici che figliano come conigli. Ogni metodo di contraccezione è aborrito, e le linee guida dello stile di vita sono tracciate con grande precisione: qui trovate il Prairie Muffin Manifesto, infinita formalizzazione di tutte le regole che la buona massaia Quiverfull dovrebbe seguire. Si va dallo scontato “obbedisci a Dio” e “fai tanti figli” al più sottile invito a non impicciarsi degli affari delle altre donne quando questi riguardano la ribellione al marito e la fuga, ma a limitarsi a consigliare fedeltà e obbedienza al proprio uomo. No, non è un falso, una delle tante scimmiottature del rigore religioso in cui si può inciampare laddove si accavallano satira e web: non crediate che Dio abbia proibito l’uso di internet ai suoi figli! Al contrario: gli appartenenti a questo (e non solo a questo) movimento ritengono che le scuole pubbliche rappresentino un rischio troppo elevato per le anime della loro numerosa prole; per lo più, inoltre, vivono in zone sperdute rurali, distanti da qualsiasi forma di civiltà o di interazione sociale. Internet, di conseguenza, diventa un mezzo fondamentale per mantenere i contatti con il resto della comunità, diffondere il verbo e accedere a tutte le risorse necessarie per un homeschooling benedetto dal Signore. Ovviamente l’accesso online è pesantemente controllato, censurando non solo ogni risorsa di pornografia ma anche qualsiasi forma di libero pensiero. Allo stesso modo sono strettamente controllati i contatti con altri media, da quello televisivo alla carta stampata.

Ma cominciamo.

Quando pensate alla vostra famiglia, la prima cosa che vi viene in mente è, probabilmente, il numero dei componenti: quel numero che comunicate ai vostri interlocutori rappresenta in realtà un insieme di volti e una rete di affetti. Per i Duggar è un po’ diverso, perché probabilmente si sono dimenticati che faccia hanno i loro familiari: Jim Bob (sì, Jim Bob) e Michelle Duggar hanno rispettivamente 44 e 43 anni, vivono a Tontitown, Arkansas (esiste davvero!) e hanno 19 figli. Non siete abbastanza sconvolti? Ottimo, avevo giusto intenzione di infierire: li ha fatti tutti lei, usciti uno dopo l’altro dalla sua vajayjay (con l’eccezione di qualche cesareo tardivo). Serve altro? Nel mucchio ci sono solo due coppie di gemelli, quindi non stiamo parlando di agghiaccianti gravidanze multiple come quella della Octomom. Ancora non è abbastanza per soddisfare il vostro senso dell’orrido? I due programmano sperano di farne altri, e nel frattempo sono anche diventati nonni per merito del loro maggiore, che pare intenzionato a portare alto il nome dell’azienda di famiglia.

Non temete, c’è di più: ognuno dei 19 figli ha un nome che inizia per “J”. E no, non sto scherzando! All’anagrafe: Joshua James, Jana Marie, John-David, Jill Michell, Jessa Lauren, Jinger Nicole, Joseph Garrett, Josiah Matthe, Joy-Anna, Jedidiah Robert, Jeremiah Robert, Jason Michael, James Andrew, Justin Samuel, Jackson Levi, Johannah Faith, Jennifer Danielle, Jordyn-Grace Makiya, Josie Brooklyn. Il gioco è provare a dirli tutti di seguito senza tirare il fiato.

Gli episodi del loro reality sono strettamente tematici (i Duggar dal dentista, i Duggar incontrano il malvagio mondo della scuola pubblica, i Duggar hanno bisogno di un bus per andare in gita, i Duggar vanno a trovare un’altra famiglia di amici pazzi con 17 figli eccetera, eccetera, eccetera…) e in uno dei rari incontri con il loro editor scopriamo che il montaggio fa di tutto per farli sembrare perfetti. Non so se TLC voglia in realtà insegnarci che avere un paio di decine di figli sia bello e normale, di certo presenta la famiglia Duggar come il ritratto della felicità: basta poco però a rendersi conto che le ragazze portano gonne alla caviglia, non andranno mai al college e hanno già il compito di crescere i più giovani della famiglia, mentre la madre è impegnata a sfornare nuovi elementi; che non escono mai dalla loro proprietà se non in gruppi numerosi; che il figlio maggiore ha baciato sua moglie per la prima volta durante il loro matrimonio, davanti a 200 persone.

E che, se tutti i figli dovessero portare avanti la tradizione, Michelle e Jim Bob potrebbero avere, superata la soglia degli 80 anni, 361 nipoti. Arrotondiamo a 362, va, che Josh e Anna mi sembrano sulla buona strada…

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  • lukemux

    La conta finale mi ricorda l’aneddoto degli afidi che figliano così tanto che in un numero x di generazioni sono così tanti che se messi uno sull’altro arrivano sulla luna.

    Parlando unpò più seriamente, sopporto malamente i reality. Probabilmente perché quelli che vengono spinti sono di qualità infima e puntano tutto sulla sensazionalizzazione. Ce ne sono alcuni ben fatti che apprezzo sia in America che in Italia. Tuttavia la proliferazione (tanto per restare in tema) di reality a basso costo e privi di idee forti, abbassa la qualità televisiva. Soprattutto in italia dove sono ormai rari i programmi di qualità, sia di finzione che non.

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