Io li ho visti

Esistono anche indagati innocenti, volevo dirvelo, anche per quei reati orrendi che paiono non ammettere difesa, per le violenze sessuali, le violenze familiari, e per gli abusi sui minori e sulle donne. Io li ho visti.

Ho condiviso il loro sconcerto, lo stupore, la paura, l’impotenza e la rabbia.
Ho visto passare sui loro volti i giorni bui e necessariamente lenti della giustizia, nel silenzio delle indagini secretate che durano mesi, talvolta anni, e che spesso son segrete solo per loro, per gli indagati e per i loro avvocati, mentre sulle pagine della cronaca, nella cronaca locale, la loro vita diventa informazione, notizia che genera indignazione ed oltraggio. E più l’accusa è orrenda, più la notizia è efficace e virale, genera click e condivisione nella pornografia dello sdegno, che dura poco, il tempo di un post su Facebook o di un tweet, ma rimane impressa nel web per sempre.

Ho visto le loro vite andare lentamente in frantumi e ho visto il dubbio scavare solchi profondi nelle loro relazioni più intime; distanze che quasi mai sono colmate da una assoluzione che non comparirà su alcun giornale e che non ripaga del dolore.

Vorrei raccontarvi le loro storie e vorrei potervi dare i loro nomi, perché possiate fidarvi di me, ma diventerebbero (ancora) solo storie da lacerare, e i loro nomi non sono utili né continenti per dare una informazione banale che non dovrebbe esser necessaria e che invece sento oggi urgente: esistono anche indagati innocenti. Io li ho visti.

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