Intervista a Internet

Trascrivo letteralmente un’improbabile e faticosa intervista che nella notte ho immaginato di condurre direttamente con Internet, per capire come la vede lui, internet, questa cosa della sicurezza e dei reati in rete:

– Buon giorno, la ringrazio per la sua disponibilità, volevo chiederle come si sente in Italia e come vede la situazione del nostro paese. Lei è al centro di aspre polemiche.

Italia Italia…sì! E’ quel posto che ufficialmente è detto Repubblica Italiana, ed è una repubblica parlamentare situata nell’Europa meridionale, con una popolazione di 60,9 milioni di abitanti e capitale Roma. (le faccio notare i comodi link di approfondimento che ho inserito)

– Ma cosa fa, riporta wikipedia?

Scusi?

– No dico, non mi legga wikipedia…

E allora? Guardi che io quel che so lo so da me stesso…

– Sì, scusi, è che mi sembrava banale…

Banale ha molti significati, lo trovo spesso nei commenti che postate sui blog; la definizione di banale la può trovare all’indirizzo…

– Aspetti aspetti, non mi dia informazioni, so che lo sa fare come nessun altro, ma adesso vorrei un suo pensiero, un giudizio sullo stato della rete in Italia e sulle polemiche provocate a seguito dell’intervista al presidente della Camera.

E, no, scusi, sono 20 anni che scrivete che io sono stupido, che sono una rete che si limita a trasportare senza alcuna verifica, senza filtri e senza discriminazione alcuna tutte le vostre cosette. Avete fatto della mia stupidità, che grazie al cielo adesso chiamate “neutralità”, uno dei miei maggiori pregi, e adesso vuole un mio pensiero? Vi vantate che l’intelligenza siete voi che state nelle mie terminazioni, coi vostri tablet e smartphone, rispondetevi da soli!

– Ha ragione. Il punto è che lei viene ciclicamente messo sul banco degli imputati come causa delle peggiori nefandezze, come un generatore di anarchia…

Anarchia:dal greco antico: ἀν-ἀρχή: ἀν, assenza + ἀρχός, leader o governatore. E’ l’organizzazione societaria che…

– No la prego, non mi citi sempre wikipedia!

Mi faccia finire, se no le metto un hyperlink e non proseguo.
Trovo che anarchico sia un’ottima definizione per descrivermi: assenza di leader e di capi. Mi sembra positivo, non crede?

– Dunque Lei è d’accordo con quanto affermato dalla Presidente Boldrini nell’intervista a Repubblica.

Cosa fa, usa lo straw man argument con me? ( le ho messo un link al pezzo di Sofri che così Lei guadagna qualche punto con il Direttore, contento? Sa, io la profilo, e conosco i suoi gusti).

– No è che..

Vede, sono anni che in ogni parte del globo tentano di controllarmi. All’inizio non si sono accorti di quanto ero rivoluzionario, ma adesso tra gli intelligentoni che si connettono ci sono quelli che contano, i vostri governanti, ed io assito a scene davvero esilaranti.

– Tipo?

Bhè, alcuni giorni fa a leggere i vostri giornali (tutti online ovviamente) sembrava che quel servizio carino, come si chiama, quello che con pochi byte, senza intasare le mie dorsali sparge piccoli pensieri al mondo…Twitter, ecco, sembrava che Twitter governasse la politica italiana e i vostri capi fossero “ostaggio” dei 140 caratteri dei 4 follower che li seguono. Siete davvero incredibili.
Per non parlare delle analisi che i guru delle rete (mi pare li chiamiate così) postano a proposito dell’inesistente “popolo della rete” o quelle, formidabili, sulla e-democracy.

– Cioè?

Guardi, lasciamo perdere, non mi costringa a violare la mia neutralità, che a pensare a come mi usa il web quell’altro là, Grillo, mi vien da far traffic shaping a caso, tanto per creare un po’ di caos davvero.

– Va bene, lasciamo stare la politica, ma i cyber-crime sono un problema.

Non ha nulla da dire?

Non so di che parla…

– Ma sì, le frodi informatiche, il cyberbullismo, le violazioni della privacy, le diffamazioni sul web. La Presidente Boldrini è stata vittima di gravi minacce sulla rete. Da più parti si invocano per Lei maggiori regole. Lei è un problema.

La Boldrini è un problema? Strano, per quanto ne so io, e le assicuro che dal mio big data ne so molto più di quanto la Boldrini stessa sappia, non mi pare che la Vostra Presidente sia un problema…

– No la Boldrini. Quanto a semantica siamo ancora carenti eh? Il problema è lei Internet. Dicono ci vogliano regole su internet, più controllo sui contenuti, più filtri, più sicurezza. Non faccia lo stupido!

Ah, beh, sui contenuti guardi che di regole ne state mettendo a bizzeffe. Io vedo pezzi della rete che vengono oscurati per quella roba strana, come la chiamate… copyright. Ecco quella roba lì sulla rete non funziona, ma voi continuate ad insistere e buttate giù servizi che vi sarebbero molto utili. Pensi che, a quanto mi risulta, vorrebbero addirittura vietare di nominare alcuni siti solo per evitare che la gente possa esser informata su come scambiarsi gratuitamente contenuti. La chiamate agevolazione alla pirateria. Ma da che mondo è mondo le idee e le informazioni sono fatte per esser comunicate e, adesso che ci sono io, voi siete in ansia. Avete paura di voi stessi…Forse perchè siete quelli intelligenti, non so.

– Lasci perdere il copyright che lì, con me, sfonda una porta aperta, ma parliamo delle minacce, dell’incitazione alla violenza, all’odio razziale, delle violazioni alla riservatezza…

Scusi, ma tutte le cose che ha citato -lo leggo sul web (vuole che le metta i link?)- sono previste come reato. Basta perseguire chi delinque, dov’è il problema? Guardi che chi mi usa per delinquere lascia molte più tracce di chi usa i vecchi metodi. Nei miei router, nei server e nei terminali ci sono molte più impronte del reo che in qualsiasi altra scena del crimine. Qual è il problema?

– Ha ragione. Mi chiedo anch’io, qual è il problema?

….

….

Su, non faccia così. Forse un problema c’è.
Voi siete inquieti perchè temete un mondo dominato dalla tecnologia, fuori dal vostro controllo.
“Ma la cosa più inquietante è che voi non siete capaci di raggiungere, attraverso un pensiero meditante, un confronto adeguato con ciò che sta realmente emergendo nella nostra epoca”.

– Urca che frasona. E poi si dice che la rete è stupida…

L’ha detto Heidegger nel 1959. L’ho visto su un blog fico…le metto il link?

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