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Il paradosso della scomodità

27 maggio 2012

Gli anni Sessanta: altro che Mad Men e Pan Am. Era un mondo di magrolini. Un mondo dove Frank Sinatra passava per essere uno "grosso". Cose da matti.

La conclusione è semplice: negli anni Sessanta andava bene così. Oggi, se volete fare un aereo con tre più tre posti per fila, siete di fronte a un bivio: o vi tenete le vecchie poltrone pensate per un popolo di “bassotti magrolini”, oppure allargate l’aereo e ci mettete poltrone più grandi. Invece, i grandi produttori hanno mantenuto dimensioni di fusoliera pensate per essere “retrocompatibili” con una serie di strumenti e tecnologie più antiche. Ovvero, più semplicemente, non sono riusciti uscire dai parametri del manuale dell’ingegnere che progetta gli aerei imposti cinquant’anni fa. Con effetti sulla comodità e la sicurezza che stanno venendo fuori solo adesso. Ad esempio: il fatto che un terzo della popolazione americana sia clinicamente obesa. Mentre i dummy, i manichini utilizzati per testare l’effetto di un incidente sui passeggeri (ad esempio un brusco atterraggio, magari una “spanciata”) sono bassi e magri, completamente diversi fisicamente dal tipo medio che sale a bordo del velivolo ogni giorno.

È un problema comune anche all’industria automobilistica, che fa macchine più “capienti” dei seggiolini di economica degli aerei ma ha sistemi di sicurezza tarati per altezze e pesi oramai diversi da quelli della maggior parte della popolazione. In caso di incidente è l’accelerazione quella che conta ed è straordinario l’effetto che hanno peso e soprattutto massa di un corpo. Se la cintura, i fermi e (nel caso delle auto) l’airbag sono calibrati per esseri umani di forma diversa da quelli reali, sono problemi. È la dura verità: non siamo sempre uguali e addirittura non siamo tutti uguali. Le taglie dei vestiti confezionati e, cosa più shoccante, le proporzioni, cambiano radicalmente se comprate ad esempio una giacca da uomo di taglio classico analogo in Europa, negli Stati Uniti o in Cina. Chiedetelo ai nostri distretti dell’abbigliamento, che riadattano le linee a seconda dei mercati dove devono esportarle.

Però, quando arriva il momento di lanciare un nuovo aereo, come il Boeing 787, l’Airbus A380 e il prossimo A350, sembra sempre che il problema dei seggiolini scomodi sia stato risolto. Finalmente le proporzioni sono quelle giuste, su questo nuovo prodigio della tecnologia volante si starà infine comodi. Le consuete poltrone degne di Torquemada diventano accoglienti divani Frau, ambienti claustrofobici e rumorosi sembrano eremi in campagna durante l’estate delle cicale che friniscono o accoglienti baite per dormire sogni incantati al rumore di grilli lontani. Ecco, ricordatevelo per la prossima volta: le cose non stanno esattamente così.

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  • mariof

    Alcune compagnie più illuminate hanno una distanza tra file di seggiolini maggiore, ma il problema della larghezza rimane….

  • Sigurt

    Tutto assolutamente VERISSIMO. Viaggiare al fianco di due ragazzotte americane, non è il massimo della vita… debordano. E tu sei costretto in un solo lato del seggiolino per 7 ore e passa. Una tortura cinese.

  • http://radiofreemouth.blogspot.com/ speakermuto

    Grazie Antonio. D’ora in poi avrò un ulteriore motivo di preoccupazione in aereo: i vicini corpulenti.

  • cervelletto

    dall’alto del mio metro e novanta non posso che annuire in silenzio…