Poi mi sono chiesto tutte le volte: perché queste immagini? Che comunque mi fanno vivere male e sono anche abbastanza inutili, visto che non sto pilotando io? (Meglio che non stia pilotando io, con Flight Simulator e X-Plane mi riescono solo i decolli, e anche quelli malamente). Cosa succede, sono stressato per qualcosa?
La fortuna è che nei miei primi voli sono stato molto sereno e l’esperienza nel complesso la definirei quasi lirica. Per dire, una decina di anni fa su intercontinentale bersagliato dal maltempo che ci ha fatto saltellare per due ore di fila: per me, a sedile tutto reclinato, è stata una delle più lussuriose e goduriose sedute di poltrona-shatsu della mia vita. Basta poco per ripensare ai momenti belli e sganciarsi dalla paranoia; basta poco per invertire una tendenza.
Quella che avete letto è una lunga storia piuttosto intimistica (me ne scusino i miei pochi lettori) ma la paura è un’esperienza per definizione intima e personale, non credo ci sia altro modo per raccontarla. Come superarla? Con un pensiero bello da portare con sé, che ci faccia riempire in maniera positiva quel contenitore psichico vuoto che l’aereo ci propone e di cui le nostre paure vorrebbero subito impossessarsi. È un consiglio da Bacio Perugina? Non lo so: voi tenetelo a mente la prossima volta che vi legate a una poltroncina e sentite il sibilo dei motori salire, subito prima del calcio che vi scaraventa in aria. Potrebbe tornarvi utile.




