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Per noi del Post il posto migliore in aereo è il numero…

26 aprile 2012

In questi lunghi voli (se vai da Milano ad Atlanta sono dieci ore e rotti) le uscite di emergenza le assegnano quelli del check-in. Va detto che ci sono posti comodi all’inizio di ogni segmento. L’economy è divisa, a seconda del tipo di aereo, in due o tre segmenti con pareti separatrici dove ci sono bagni e cucinotti (anzi, “cambuse”, visto che in inglese si chiamano con gergo marinaresco “galley”). All’inizio di ogni segmento c’è una fila che ha più spazio. Sono fortemente avvantaggiate le poltrone delle due ali: qui si possono abbastanza distendere le gambe e soprattutto non c’è nessuno davanti a noi che reclini a tradimento il sedile. Questa sì che è una vera piaga esistenziale che costringe a vivere con uno schienale piantato in faccia e con le ginocchia schiacciate (se siete un po’ alti) da quello davanti a voi. È lecito chiedere che si rimetta in posizione verticale, sia in generale che soprattutto durante i pasti.

Ci sono poi i posti migliori che sono tendenzialmente quelli vicino a cambiamenti di forma della fusoliera dell’aereo. Gli A340, ad esempio, “stringono” molto in coda e, contrariamente alla mia regola, si può cercare di acchiappare un finestrino verso il fondo, dove si viaggia da soli o in due anziché in tre e soprattutto con un po’ di spazio sul fianco. Stare vicini all’uscita anteriore (si esce sempre dal lato sinistro degli aerei, per tradizione seguendo il lato da cui si monta e si smonta un cavallo) è comodo perché essere gli ultimi di un velivolo con 400 persone a bordo può voler dire passare una mezz’oretta prima di riuscire a uscire. In caso di coincidenze comincia ad essere tanto tempo.

Quando vale la pena cercare di prendere il posto? Per quelli di noi dotati di internet, il web check in permette di solito di sceglierlo. Io consiglio prima di fare un giro su SeatGuru e di studiare un po’ il velivolo, ma di ascoltare anche la voce della nostra esperienza. Le esigenze delle singole persone sono molto diverse, quindi inutile cercare il mitologico posto perfetto, perché non esiste. O se esiste, tanto l’hanno già preso. E capace che si lamentano pure perché non gli piace.

Ricordiamoci poi che, dopo il controllo di sicurezza, se abbiamo un posto molto sfigato, possiamo andare al gate d’imbarco con un po’ di anticipo (dieci-venti minuti prima dell’imbarco segnalato sul biglietto) e approcciare i terminalisti della compagnia aerea, chiedendogli cortesemente se è possibile un cambio di posto. In caso di dubbio, o perché magari la nostra richiesta è già stata assegnata (“Mi spiace ma non ho più finestrini disponibili, signor Dini” è la frase che mi hanno detto più spesso negli ultimi dieci anni), si può anche chiedere semplicemente un posto “comodo” cercando di spiegare cosa intendiamo noi per comodo: ci serve spazio per le gambe, per il busto, vogliamo essere vicini all’uscita, vogliamo un finestrino o un corridoio. Insomma, parlare aiuta sempre. E anche rilassarsi.

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  • Pingback: Il posto perfetto in aereo non esiste - Il Post - Webpedia

  • Sigurt

    Ultimo viaggio. Montrèal – Roma diretto.
    Air Transat, A320. Stretto in coda. Posto 31B.
    Due aisles, configurazione di coda 2 3 2. Essere nei due di sinistra da spazio alle gambe, maggiore rispetto al normale. Il posto finestrino poca reclinabilità, quello corridoio tanta.
    Inconvenienti, la fila per il bagno di coda e il casino della crew. E poi i televisori pochi e nel mezzo, quando c’è la fila te li puoi anche dimenticare. Certo esci per ultimo, ma se sei almeno 1.80 non arrivi incrocchiato.

  • antoniodini

    Ciao Sigurt, ottimo suggerimento. Per precisione, direi che l’aeromobile di Air Transat non era un A320 come scrivi, ma un A330 o forse un “vecchio” A310. Mi hai comunque dato uno spunto: si parlerà della compagnia low cost per gli intercontinentali, in futuro!

  • Sigurt

    Giusto… e comunque era un charter provenienza Toronto, scalo a Montrèal e poi Roma. Non male. Preferisco Boeing comunque.

  • calberto

    Buono il consiglio di togliere un terzo della roba a valigia già fatta, però viaggiando con Ryanair s’impara a pesare il bagaglio al grammo.
    Consiglio (sempre riguardo Ryanair): nella maggior parte dei casi se si usa come bagaglio a mano uno zaino e non un trolley, si passa dritti ai controlli di peso e dimensioni.

  • brad

    Articoli così ioli adoro, e mi danno la forza di sopportare i Facci e i Menichini … Oltre ai consigli logistici, suggerirei anche di lavorare sulla psicologia per far passare il tempo nei voli più lunghi. Io personalmente tendo ad annullarmi, entrando in uno stato di dormiveglia e di riduzione (o perlomeno la suggestione di una riduzione) delle funzioni fisiologiche (battito cardiaco, respiro): una sorta di autoipnosi coadiuvata da cuscino gonfiabile, mascherina e cuffie Bose Acoustimass. Certo che posto ideale, upgrade in business, lusso mediorientale ed autoipnosi nulla possono dinanzi al Nemico Numero Uno degli intercontinentali: il Neonato Urlante …

  • Sigurt

    @Brad: il peggio lo provai in un volo di ritorno da Buffalo (NY) a Boston (MA): due bambini dai 3 ai 5 anni. Urlanti, piangenti e soprattutto spiengenti. Con le cuffie annulli l’urlo, ma la spinta forte e inattesa al sediolino è insopportabile. Anche facendo notar la cosa ai genitori. Non ci fai nulla. I bimbi continuano. Non sentono ragioni!

  • edag75

    I frequent flyers (tipo manager super rampante che li vedi al gate – quando non arrivano all’ultimo, che stanno per chiudere il portello – a smanettare con l’i-pad e nel frattempo fanno e ricevono mille telefonate, l’aereo sta per decollare e loro ancora al telefono, finchè non arriva lo steward di turno che gli impone di spegnerlo, ma in realtà non lo fanno, oscurano solo lo schermo) per ragioni, immagino, di presunta riduzione dei tempi di sbarco, vogliono i posti nelle prime file, corridoio. Poi, come spesso accade a FCO, l’aereo si ferma in un’area di parcheggio in mezzo alla pista a centinaia di metri dal terminal, loro si precipitano fuori e si ritrovano ad aspettare sull’autobus 15 min minimo prima che sbarchino tutti.
    Io personalmente preferisco fare il web check in (soprattutto per evitare lunghe file , vi è mai capitato che utilizzino lo stesso banco per più voli…?) e poi all’imbarco salire tra gli ultimi.
    Per quanto riguarda le low-cost, almeno per quanto riguarda Ryanair, l’unica con cui ho volato, ma credo che valga un po’ per tutte le compagnie del genere, secondo me vale la pena investire qualche euro e prenotare un posto; se ne può scegliere uno entro le prime 4 file e comprende l’imbarco prioritario.

  • brad

    La spinta forte descritta da Sigurt è la cosa più terribile che possa accadere. Anche al Dalai Lama verrebbe voglia di prendere a cazzotti i bambini generatori di tonfi inconsulti …