Il Post
RSS share on Twitter share on FaceBook

Per noi del Post il posto migliore in aereo è il numero…

26 aprile 2012

Il posto migliore in aereo? Non esiste. O meglio, non esiste una risposta semplice. Anche se noi cerchiamo sempre di semplificare le domande più complesse, no? Fa parte della natura dell’homo giornalisticus, quella specie alquanto particolare che spesso si dedica alle generalizzazioni spericolate e al luogocomunismo duro e puro. Però, in questo caso, la semplificazione cozza con la dura e triste realtà: dato che non c’è un unico modello di aereo con un solo allestimento e un solo esemplare psicologico di passeggero, individuare il posto migliore in assoluto è un esercizio decisamente inutile.

Il Corriere oggi (ieri sul sito, con anche il disegno, oggi anche sulla carta con nuovo disegno non disponibile online) tuttavia si sbizzarrisce in un lungo esercizio di loquace retorica costruito attorno a un sondaggio alquanto discutibile e del quale si trova con difficoltà traccia in rete che vada oltre un post distratto di qualche giornalista inglese sul suo pigro blog. Su un campione di mille persone, sostengono quelli di Skyscanner (il sito per la prenotazione dei voli che cerca di guadagnare visibilità fra una Expedia, un Opodo e un Kayak) la maggioranza preferisce sedersi nel posto 6A e vuole invece evitare a tutti i costi il posto 31E.

Ora, a parte la pubblicità al sito di turno che, buon per lui, ha azzeccato il comunicato stampa giusto almeno in Italia (fare una ricerca a campione di questo tipo costa molto meno che pagarsi una pagina di pubblicità su un quotidiano nazionale), cosa c’è di vero nel posto dove sedersi? Esiste? Com’è fatto?

Volare in aereo non è un’esperienza monocolore: non c’è un solo apparecchio e non c’è un unico tipo di viaggio. Dall’ATR-42 che decollava dalla monopista di Firenze-Peretola per scarrozzare una trentina di passeggeri schiacciati sotto i due motori a pale (!) a giro per l’Italia, fino ai colossi dell’aria che ci portano in Asia o in America, c’è di mezzo tutto.

Anche la business class, dove di solito si trova il posto 6A se si vola su una compagnia tradizionale (“legacy”, come si dice in inglese). Solo che, se si vola in business (o in First, negli allestimenti delle compagnie mediorientali come ad esempio Emirates sui propri giga-aeroplani) si sta comodi per forza. E, sempre parlando di compagnie aeree come Emirates, da ormai un decennio c’è una lotta spietata fra questi vettori pesantemente sovvenzionati dagli stati di origine (Dubai e gli Emirati Arabi Uniti, in questo caso) perché “pompano” soldi a prescindere dalla resa economica della compagnia.

1 2 3 4 Successiva »
TAG: , , , , , , , , , ,
  • Pingback: Il posto perfetto in aereo non esiste - Il Post - Webpedia

  • Sigurt

    Ultimo viaggio. Montrèal – Roma diretto.
    Air Transat, A320. Stretto in coda. Posto 31B.
    Due aisles, configurazione di coda 2 3 2. Essere nei due di sinistra da spazio alle gambe, maggiore rispetto al normale. Il posto finestrino poca reclinabilità, quello corridoio tanta.
    Inconvenienti, la fila per il bagno di coda e il casino della crew. E poi i televisori pochi e nel mezzo, quando c’è la fila te li puoi anche dimenticare. Certo esci per ultimo, ma se sei almeno 1.80 non arrivi incrocchiato.

  • antoniodini

    Ciao Sigurt, ottimo suggerimento. Per precisione, direi che l’aeromobile di Air Transat non era un A320 come scrivi, ma un A330 o forse un “vecchio” A310. Mi hai comunque dato uno spunto: si parlerà della compagnia low cost per gli intercontinentali, in futuro!

  • Sigurt

    Giusto… e comunque era un charter provenienza Toronto, scalo a Montrèal e poi Roma. Non male. Preferisco Boeing comunque.

  • calberto

    Buono il consiglio di togliere un terzo della roba a valigia già fatta, però viaggiando con Ryanair s’impara a pesare il bagaglio al grammo.
    Consiglio (sempre riguardo Ryanair): nella maggior parte dei casi se si usa come bagaglio a mano uno zaino e non un trolley, si passa dritti ai controlli di peso e dimensioni.

  • brad

    Articoli così ioli adoro, e mi danno la forza di sopportare i Facci e i Menichini … Oltre ai consigli logistici, suggerirei anche di lavorare sulla psicologia per far passare il tempo nei voli più lunghi. Io personalmente tendo ad annullarmi, entrando in uno stato di dormiveglia e di riduzione (o perlomeno la suggestione di una riduzione) delle funzioni fisiologiche (battito cardiaco, respiro): una sorta di autoipnosi coadiuvata da cuscino gonfiabile, mascherina e cuffie Bose Acoustimass. Certo che posto ideale, upgrade in business, lusso mediorientale ed autoipnosi nulla possono dinanzi al Nemico Numero Uno degli intercontinentali: il Neonato Urlante …

  • Sigurt

    @Brad: il peggio lo provai in un volo di ritorno da Buffalo (NY) a Boston (MA): due bambini dai 3 ai 5 anni. Urlanti, piangenti e soprattutto spiengenti. Con le cuffie annulli l’urlo, ma la spinta forte e inattesa al sediolino è insopportabile. Anche facendo notar la cosa ai genitori. Non ci fai nulla. I bimbi continuano. Non sentono ragioni!

  • edag75

    I frequent flyers (tipo manager super rampante che li vedi al gate – quando non arrivano all’ultimo, che stanno per chiudere il portello – a smanettare con l’i-pad e nel frattempo fanno e ricevono mille telefonate, l’aereo sta per decollare e loro ancora al telefono, finchè non arriva lo steward di turno che gli impone di spegnerlo, ma in realtà non lo fanno, oscurano solo lo schermo) per ragioni, immagino, di presunta riduzione dei tempi di sbarco, vogliono i posti nelle prime file, corridoio. Poi, come spesso accade a FCO, l’aereo si ferma in un’area di parcheggio in mezzo alla pista a centinaia di metri dal terminal, loro si precipitano fuori e si ritrovano ad aspettare sull’autobus 15 min minimo prima che sbarchino tutti.
    Io personalmente preferisco fare il web check in (soprattutto per evitare lunghe file , vi è mai capitato che utilizzino lo stesso banco per più voli…?) e poi all’imbarco salire tra gli ultimi.
    Per quanto riguarda le low-cost, almeno per quanto riguarda Ryanair, l’unica con cui ho volato, ma credo che valga un po’ per tutte le compagnie del genere, secondo me vale la pena investire qualche euro e prenotare un posto; se ne può scegliere uno entro le prime 4 file e comprende l’imbarco prioritario.

  • brad

    La spinta forte descritta da Sigurt è la cosa più terribile che possa accadere. Anche al Dalai Lama verrebbe voglia di prendere a cazzotti i bambini generatori di tonfi inconsulti …