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Avevamo vent’anni, volavamo in America

22 aprile 2012

Un crack pauroso e si infrange uno dei sogni del secolo del volo: il 4 dicembre 1991 fallisce Pan American Airways, meglio conosciuta tra gli intimi come Pan Am. La conseguenza nel nostro angolo periferico dell’Impero? Arriva Delta Air Lines, che acquisisce le rotte atlantiche e gli slot negli aeroporti nostrani. Con il risultato quindi che, più o meno vent’anni fa, gli aviatori di Atlanta sbarcano in Italia.

(La storia di Pan Am)

E, venti anni dopo, in una piovosa giornata di mezzo aprile milanese, cammino sotto l’acqua scrosciante per andare a una conferenza stampa della compagnia con la quale ho volato più spesso dopo Alitalia.

L’incontro con una pattuglia veramente ristretta di giornalisti (siamo in una dozzina, compresi i nostri ospiti) è per raccontare com’è andato il 2011 e come andrà il 2012. Ma per me è anche l’occasione di incontrare da vicino una delle grandi aziende con le quali volo per mezzo mondo e avere accesso a informazioni che, come passeggero, difficilmente potrei sapere. E ce ne sono, di informazioni: mamma mia se ce ne sono.

Cominciamo con l’America. Per la precisione con New York: qui Delta ha ereditato il terminal di Pan Am , il World Port e il limitrofo T-3. Adesso sta rimettendo a posto il T-4, con l’obiettivo di collegarlo al T-2 e di abbattere il T-3 (che è invece quello collegato al T-2 e che si usa per i voli intercontinentali) entro fine 2013. Un’opera notevole, soprattutto perché costa un patrimonio (più di 4 miliardi di dollari) e viene fatta “in corso d’opera”: Delta non può certo trasferire tutti i suoi voli in un altro aeroporto intanto che si occupa di queste piccolezze.

(Aerotropolis: JFK)

Poi ci sono gli aerei. I 750 aerei della flotta Delta Air Lines (si scrive così, staccato, mi raccomando). La compagnia nata a Macon (Georgia) negli anni Venti come piccola impresa per dare l’insetticida in polvere sulle coltivazioni georgiane (nel 1924 si chiamava Huff Daland Dusters) non ha inglobato solamente le rotte atlantiche di Pan Am durante il collasso di una delle più belle e affascinanti compagnie aeree di sempre. Nel tempo, ha fatto shopping anche da altre parti, come con la fusione con Northwest Airlines, che ha portato una ventata di novità nel parco aeromobili di Delta: prima solo Boeing e adesso un mix tra Boeing e Airbus.

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  • giosaja58

    la mia personale impressione è di meno ma magari io sono stato più fortunato, una media di 5 voli all’anno e solo un paio di smarrimenti ma risalgono a due e tre anni fa, in transito da Palermo per Parigi a Fiumicino si smarrivano sempre, ora pare che abbiano un sistema automatizzato molto efficiente.
    Negli Stati Uniti ho fatto vari scali con vicissitudini varie, voli persi, aeroporti chiusi per mal tempo e il bagaglio è sempre arrivato quindi per la mia personale esperienza l’impressione è che se ne perdano meno.

  • http://www.maikid.com maikid

    A marzo ho fatto un Amsterdam – New York con un 767 Delta senza monitorini sul sedile. Era talmente tanto tempo che non vedevo un intercontinentale senza monitor personale, che ho pensato di essere finito su un volo ryanair per sbaglio.

  • brad

    Tutto molto bello, ma fate qualcosa per quelle povere assistenti di volo ultrasettantenni che soffrono in perenne affanno e che solo Delta tiene in servizio con crudele accanimento ….