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Avevamo vent’anni, volavamo in America

22 aprile 2012

Delta sta quindi lavorando a rimettere in forma gli aerei, cambiando gli allestimenti interni per dare più spazio alle ginocchia dei passeggeri di economy e spazi in business che possano essere convertiti in letti completamente orizzontali. Quest’ultima una “moda” recente e molto apprezzata anche dal sottoscritto le poche volte che sono riuscito a usufruirne: cambia davvero la prospettiva del volo se ci si può sdraiare su una tavola piatta e morbida, allentare la cintura di sicurezza e dormire su un fianco, collassando in tutta tranquillità.

L’attività di “refurbishing” degli aerei prosegue e si amplierà a coprire prima tutta la flotta Boeing e poi quella Airbus. Già adesso ci sono ogni giorno 12mila posti-letto, per così dire, in volo sulle rotte intercontinentali di Delta. Mille di questi partono da e per l’Italia.

Arriviamo infatti al rapporto del nostro Paese con Delta: alquanto interessante. La compagnia aerea è il primo vettore verso gli Stati Uniti e arriva ad operare durante la stagione estiva 57 voli settimanali da Roma, Milano, Venezia e Pisa (Alitalia direttamente dal nostro Paese ne fa “solo” 46).

In venti anni, anzi ventuno, Delta ha portato 10 milioni di passeggeri negli Usa, tre milioni solo da Milano. Con un load factor medio dell’87%. Questo vuol dire non solo aver fatto un sacco di soldi, ma anche avere il 15% del mercato. Non solo: dal punto di vista del cargo Delta ha raggiunto risultati altrettanto rilevanti. L’azienda, che tra personale amministrativo e di pista impiega una settantina di persone, ha nell’Italia il suo terzo mercato per il trasporto merci. Pur non avendo aerei dedicati tutto-cargo e facendo solo carico di stiva degli aerei passeggeri, ha portato 19.600 tonnellate di cargo: i segmenti chiave sono stati soprattutto l’alta moda, seguita dalla componentistica e dall’enogastronomia. Da Milano partono i vestiti e da Pisa i prosciutti stagionati e il Chianti, insomma.

In definitiva, spiegava Patrizia Ribaga, che è direttore commerciale per l’Italia, l’immediato futuro è di crescita, forte crescita. Sia del totale passeggeri che di quello in assoluto più redditizio, cioè i passeggeri super-paganti della business.

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  • giosaja58

    la mia personale impressione è di meno ma magari io sono stato più fortunato, una media di 5 voli all’anno e solo un paio di smarrimenti ma risalgono a due e tre anni fa, in transito da Palermo per Parigi a Fiumicino si smarrivano sempre, ora pare che abbiano un sistema automatizzato molto efficiente.
    Negli Stati Uniti ho fatto vari scali con vicissitudini varie, voli persi, aeroporti chiusi per mal tempo e il bagaglio è sempre arrivato quindi per la mia personale esperienza l’impressione è che se ne perdano meno.

  • http://www.maikid.com maikid

    A marzo ho fatto un Amsterdam – New York con un 767 Delta senza monitorini sul sedile. Era talmente tanto tempo che non vedevo un intercontinentale senza monitor personale, che ho pensato di essere finito su un volo ryanair per sbaglio.

  • brad

    Tutto molto bello, ma fate qualcosa per quelle povere assistenti di volo ultrasettantenni che soffrono in perenne affanno e che solo Delta tiene in servizio con crudele accanimento ….