E così al mezzogiorno meno qualche minuto di martedì 28 febbraio mi siedo sul Freccia Rossa 9627, carrozza 11 posto 68, con il mio zainetto da viaggio e un sacchettino con dentro una bottiglietta d’acqua comprata al supermercato sotto casa assieme a una piadina e un’insalata di quelle con il condimento incluso. È una bella giornata, mi appoggio allo schienale e ricapitolo cosa farò prima di sera.
Il treno mi deve portare da Milano a Roma in tre ore secche, dopodiché da Termini devo andare a un hotel in zona Gregorio VII, dietro al Vaticano, dove ho appuntamento con un piccolo gruppo di giornalisti prevalentemente stranieri e con i funzionari di Emc, azienda americana specializzata in un’ampia serie di prodotti informatici e infrastrutture digitali per aziende: un bestione da 20 miliardi di dollari all’anno che nel 2011 è cresciuta non poco. Lo scopo dell’appuntamento è presto detto: i funzionari italiani ed europei di Emc ci porteranno a visitare in esclusiva un luogo che nei secoli non è mai stato aperto al pubblico, solo di recente agli studiosi. Si tratta dell’Archivum Secretum Vaticanum, l’Archivio Segreto Vaticano.
Emc ha sponsorizzato sia la conservazione in formato digitale di documenti contenuti nell’archivio che la mostra che per la prima volta ne porta 100 sotto gli occhi del pubblico generalista, per festeggiare i 400 anni dall’istituzione dell’archivio del Papa. Per la prima volta dall’epoca di Napoleone i documenti scelti da una commissione di esperti lasceranno la cittadella del Vaticano per essere esposti al Musei Capitolini dal primo marzo fino a fine settembre di quest’anno. L’esibizione si chiama “Lux in arcana”, luce sui misteri.
Come succede con le grandi esposizioni (ad esempio quando Enel o Telecom Italia sponsorizzano il restauro di questa o quell’opera d’arte) anche qui un’azienda ha sponsorizzato una istituzione affinché si possa lavorare al recupero e preservazione di documenti antichissimi. Rendo a Cesare quel che è di Cesare, ma voglio cogliere anche l’occasione per andare a vedere qualcosa che si prospetta come molto particolare. Non faccio in tempo a finire di mettere la mia coscienza deontologica a posto che sono praticamente già arrivato a Roma. È impressionante la velocità dei Freccia Rossa (e in prospettiva degli altri treni che solcheranno i binari dell’alta velocità nostrana). Per dire: il bus che mi porta a Gregorio VII (il 64) impiega una percentuale significativa del tempo che c’è voluto per arrivare da Milano.





