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Archivum Secretum Vaticanum

29 febbraio 2012

Una vista del bunker sotterraneo parte dell'Archivum Secretum Vaticanum

E così al mezzogiorno meno qualche minuto di martedì 28 febbraio mi siedo sul Freccia Rossa 9627, carrozza 11 posto 68, con il mio zainetto da viaggio e un sacchettino con dentro una bottiglietta d’acqua comprata al supermercato sotto casa assieme a una piadina e un’insalata di quelle con il condimento incluso. È una bella giornata, mi appoggio allo schienale e ricapitolo cosa farò prima di sera.

Il treno mi deve portare da Milano a Roma in tre ore secche, dopodiché da Termini devo andare a un hotel in zona Gregorio VII, dietro al Vaticano, dove ho appuntamento con un piccolo gruppo di giornalisti prevalentemente stranieri e con i funzionari di Emc, azienda americana specializzata in un’ampia serie di prodotti informatici e infrastrutture digitali per aziende: un bestione da 20 miliardi di dollari all’anno che nel 2011 è cresciuta non poco. Lo scopo dell’appuntamento è presto detto: i funzionari italiani ed europei di Emc ci porteranno a visitare in esclusiva un luogo che nei secoli non è mai stato aperto al pubblico, solo di recente agli studiosi. Si tratta dell’Archivum Secretum Vaticanum, l’Archivio Segreto Vaticano.

Emc ha sponsorizzato sia la conservazione in formato digitale di documenti contenuti nell’archivio che la mostra che per la prima volta ne porta 100 sotto gli occhi del pubblico generalista, per festeggiare i 400 anni dall’istituzione dell’archivio del Papa. Per la prima volta dall’epoca di Napoleone i documenti scelti da una commissione di esperti lasceranno la cittadella del Vaticano per essere esposti al Musei Capitolini dal primo marzo fino a fine settembre di quest’anno. L’esibizione si chiama “Lux in arcana”, luce sui misteri.

Come succede con le grandi esposizioni (ad esempio quando Enel o Telecom Italia sponsorizzano il restauro di questa o quell’opera d’arte) anche qui un’azienda ha sponsorizzato una istituzione affinché si possa lavorare al recupero e preservazione di documenti antichissimi. Rendo a Cesare quel che è di Cesare, ma voglio cogliere anche l’occasione per andare a vedere qualcosa che si prospetta come molto particolare. Non faccio in tempo a finire di mettere la mia coscienza deontologica a posto che sono praticamente già arrivato a Roma. È impressionante la velocità dei Freccia Rossa (e in prospettiva degli altri treni che solcheranno i binari dell’alta velocità nostrana). Per dire: il bus che mi porta a Gregorio VII (il 64) impiega una percentuale significativa del tempo che c’è voluto per arrivare da Milano.

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  • pbm

    Ricordati della “delusione” che fu Ebla. Tutti hanno l’archivio delle fatture da qualche parte…

  • plato

    la scomunica non è tanto male

  • clarenza

    articolo che lascia costernati. Ma, secondo l’autore, cosa fanno gli storici e gli archivisti per mestiere? Rendono dipanabili piccoli pezzi, un pò alla volta, di quel che a lui appare una massa di carte di fronte alle quali non si può che arrendersi, ottusi dalla vulgata digitale.
    La digitalizzazione è meravigliosamente utile al lavoro di quegli storici e archivisti; per chi entra in un archivio aspettandosi la manifestazione della formula magica della strega che trasforma un principe in rospo, purtroppo, non c’è nulla di interessante.
    Un non-articolo su una incomprensione totale.

  • massyc

    La prossima volta, per sentire meno la velocità del Frecciarossa, al posto del 64 consiglio Metro linea A fino ad Ottaviano e 5 minuti a piedi! ;-)

  • Wilson

    Un’altra versione: http://www3.lastampa.it/libri/sezioni/news/articolo/lstp/444601/
    ps: sono molto contento che questa volta sul posto ci sia quest’articolo, invece del solito rimando ;)

  • rand

    una precisazione il libro di Dan Brown sul Vaticano è Angeli e Demoni e non Il Codice da Vinci :)

  • antoniodini

    @Rand fixed! Grazie

  • hyeronimus

    “un luogo che nei secoli non è mai stato aperto al pubblico, solo di recente agli studiosi”. A me risulta che sia più di un secolo che é aperto agli studiosi; quello che é stato inacessibile fino a un decennio fa é l’ACDF, cioé il Sant’Uffizio.

  • antoniodini

    Di recente rispetto alla velocità della Chiesa: è stato aperto a partire dal 1881. Bazzecole rispetto ai tre secoli precedenti e oltre: se si contano anche quelli del fondo archivistico che precede l’Archivum, cioè l’archivio di Stato dei Papi a Castel Sant’Angelo a partire dal XIV secolo: http://www.castelsantangelo.com/castello.asp

  • antoniodini

    Non c’è solo l’articolo della Stampa, linkato nei commenti più sopra.
    http://www3.lastampa.it/libri/sezioni/news/articolo/lstp/444601/
    Sono usciti anche il pezzo del Wall Street Journal
    http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203986604577253623537366572.html?mod=googlenews_wsj
    e quello del National Geographic (che ci fa la storia di copertina del prossimo numero)
    http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2012/02/29/foto/archivio_segreto_vaticano-876598/1/