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La superiorità del Kindle

21 dicembre 2011

Il mondo è troppo bello per restarsene a casa. È una delle cose che mi ripeto quando sono stanco e non ho voglia di ripartire per un nuovo viaggio. Ed è anche una dei pensieri che più mi definiscono. In realtà, non voglio dire che non mi piaccia stare a casa o che non sia bello: è che il mondo è davvero troppo bello per non visitarne il più possibile, finché posso.

Questa oscillazione tra il dentro e il fuori, tra la casa e il viaggio, si riflette anche nel mio uso della tecnologia. Non ho un computer potente ma un portatile leggero, adoro viaggiare con meno oggetti possibile, se posso usare un solo caricabatterie per tutto, preferisco. Amo i libri, ne abbiamo la casa piena, ma poi mi porto dietro il Kindle. Che è, per l’appunto, proprio quello di cui voglio parlare adesso.

Non avrei mai creduto che un giorno mi sarei messo a leggere su una tavoletta elettronica. Da trent’anni andava avanti l’annosa lotta tra fautori del libro elettronico e chi invece sostiene che la carta sia insostituibile, che l’oggetto libro sia unico, che non ci siano alternative possibili. Adesso però la barriera è crollata, il mito del libro elettronico è diventato realtà grazie non solo ai primi apparecchi ma anche alle piattaforme per la distribuzione e vendita dei libri e si può cominciare a capire se ne vale davvero la pena. Si può sperimentare. E io adoro sperimentare le nuove tecnologie.

Per essere onesti, ho iniziato a usare un lettore di libri in formato digitale nel 2000, quando ho comprato il Palm V (ve lo ricordate? Leggenda per molti…) e ho cominciato a scaricare libri in formato “Prc” dalla biblioteca digitale gratuita del progetto Gutenberg. Tutta roba in inglese. Ho letto alcune cose e ho pensato – come in realtà molti pensavano – che la strada del libro digitale fosse una scemenza, che non si poteva fare se non con parecchia fatica e probabilmente una buona stampante. Poi, tre anni fa, mi sono fatto coraggio e ho preso l’Opus della francese Bookeen, cominciando a leggere libri in formato digitale come se fosse la prima volta. L’Opus è dotato di schermo E-Ink a inchiostro digitale, che ho scoperto essere lo standard più o meno assoluto per questo tipo di apparecchi. E ho scoperto che fa un mondo di differenza.

Non so perché, ma è scoppiato l’amore tra me e questo piccolo apparecchio e, contemporaneamente ma indipendentemente, è esploso anche il mercato dei libri digitali. Dimostrazione del fatto che più che uno scopritore di tendenze, sono un canarino da miniera. Ma comunque.

Il mercato del libro digitale è partito prima negli Usa e poi, piano piano, nel resto del mondo. Visto che per lavoro scrivo non solo articoli ma anche libri, conosco un po’ di persone che lavorano in questo settore e vi garantisco che è in atto un cambiamento impressionante. C’è gente che perde il lavoro, altri che si licenziano, altri ancora che fondano case editrici digitali, società di servizi, centri di consulenza. Altri che non ci capiscono niente. Si muovono parecchie cose, la crisi si sovrappone all’opportunità, contano fattori casuali come la pensione di vecchi direttori generali contrari al libro elettronico in tutte le sue forme.

Ci sarà l’occasione per tornare a parlarne, state tranquilli. Intanto, sul versante della lettura, ho visto sempre più persone “convertisti” ai reader digitali: Kindle, altri reader basati su E-Ink, persino iPad. Insomma, è successo qualcosa per cui adesso il libro elettronico è diventato plausibile (perlomeno nella metropolitana di Milano durante l’ora dei pendolari).

Personalmente, dopo l’Opus, straordinaria macchinetta, ho continuato il mio percorso (anche perché l’Opus se l’è preso la mia dolce metà) e per un po’ di tempo ho testato per lavoro la terza generazione di Kindle della Amazon. Poi ho iniziato a leggiucchiare libri sul mio iPad grazie a iBookStore e alla applicazione di Amazon (ho letto lì la biografia di Steve Jobs, per dire). E poi, qualche settimana fa non appena è uscito, ho acchiappato il Kindle “base”, quello che viene venduto a 99 euro in Italia.

Con il Kindle “base” è nata rapidamente quella che non esiterei a definire una storia d’amore. Sono entusiasta. Non avevo e non ho grandi aspettative da un reader di ebook dal punto di vista tecnologico o delle funzionalità: deve essere solo molto semplice. Per me infatti il reader deve essere comodo, stare in tasca, farmi leggere i libri in formato appropriato (non i Pdf, non mi interessano) e avere batterie che durano abbastanza da farmi dimenticare di doverlo caricare. E basta. Il Kindle (così come l’Opus) è perfetto. Non volevo fronzoli, e lui non ne ha neanche uno.

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21 commenti

  1. callmeishmael says:

    Concordo sulla tua analisi, per me il Kindle è un compagno di viaggio eccellente, specie nei tempi delle Low Cost. Aggiungo che se uno scrive e ha bisogno di rileggere i suoi lavori, con l’aggeggino in questione si risparmiano tempo e carta, e si evita di portarsi dietro faldoni di pagine che diventano rapidamente obsolete dopo poche modifiche. Certo, sarebbe l’ideale poter annotare e correggere il testo, col 3rd generation (quello con la tastiera) qualcosa si fa ma non è praticissimo. Con quello nuovo non è possibile, vero?

  2. robiciattola says:

    nella tasca di dietro dei jeans?
    noooo. così piccolo? ma non rischiamo la cecità?
    … ed io che rimproveravo la mia ex coinquilinda di leggere su iPhone (nonnò, non iPad, iPhone proprio volevo dire…)!
    Mah, non so. Diciamo che come oggetto mi piace e il prezzo mi fa molta gola. Leggo molto e forse mi incuriosisce. Però – probably – più come oggetto elettronico che come mezzo per leggere. Continuo ad adorare il libro e ad entrare rovinosamente in libreria, con lo sguardo… com’era? Ossessionato? esatto. impazzisco. Per i libri. Dunque. Per ora forse no. Chissà poi

    • carmenpol says:

      Puoi regolare la grandezza del carattere.
      Il modello di business ideale è vendere il libro elettronico, magari con un sovrapprezzo, insieme al libro di carta.
      Tutti i fan del libro elettronico amano i libri di carta, ovviamente, ma è innegabile che il lobro elettronico permette di approfittare di molti tempi interstiziali.

  3. aragorn63 says:

    Condivido quasi totalmente queste riflessioni, pur viaggiando, e leggendo, molto meno (gran tempo, quello del viaggio, ma è un altro tema). Uso sia e-reader ad e-ink (quello di ibs) che iPad, e faccio fatica a ascegliere: e-reader per autonomia, semplicità e costi, ma iPad è più…gustoso. Il vero problema diventa la scarsa interattività fra i supporti per cui è difficile, se non impossibile, passare da un supportoall’altro quello che leggi, per cui mi trovo letture”disperse” fra apparati.

  4. artikid says:

    Io non posseggo un e-reader e il Kindle mi sembra essere,dal punto di vista tecnologico,probabilmente uno dei migliori prodotti del suo genere.
    Ha però un GRAVE handicap che consiste nel supporto di formati non standard che limitano la scelta soprattutto dei lettori italiani.
    La maggior parte dei libri che si trovano in rete sono in formato standard Epub,compreso i libri gratuiti come i classici,nonchè molti altri libri che vantano prezzi molto competitivi.
    La strategia commerciale di Amazon è molto discutibile perchè finisce per limitare la possibiltà di scegliere dei lettori,vincolati dalla disponibilità o meno di un determinato titolo presso lo store di Amazon.
    Se dovessi aacquistare un e-reader probabilmente punterei su un Sony oppure sul Nook di Barnes&Nobles,ripeto,non perchè migliori del Kindle,ma perchè offrono maggiori garanzie riguardo alla reperibilità in formato digitale di libri che possono interessarmi.

  5. kaori says:

    Ho un Kindle 3 da un anno circa e faccio parte delle persone a cui ha cambiato la vita. Vivo all’estero e trovare libri in varie lingue è diventato molto più semplice: niente più ordini e attese in libreria, niente più pacchi di libri che vanno ad occupare spazio in casa, quando prendo i mezzi o devo aspettare da qualche parte posso scegliere di leggere tra i libri/periodici e altro che ho sul kindle, senza portarmi dietro un baule colmo di carta!
    Capisco e condivido la sensazione fisica di avere un libro in mano, ma faccio parte di quelle persone che vengono completamente assorbite dalla lettura, per cui non saprei dire se un determinato libro l’ho letto su kindle o meno. Per me quindi è l’ideale.

    Segnalo due cose:
    - con un programma gratuito che si chiama Calibre si possono convertire i vari formati di ebook;
    - esiste un’applicazione che si chiama http://www.klip.me/ che consente di inviare un articolo da un browser al kindle, per procrastinarne la lettura.

  6. Pingback: Cinquantadue!

  7. vaccaricarlo says:

    D’accordo sulla valutazione del Kindle: poco peso/ingombro e funzionalità essenziali!
    Anch’io viaggio molto e l’idea di portarmi dietro tutti i libri che voglio senza dover scegliere mi piace molto.
    A breve potrebbe anche “sostituire” i libri di carta: mi piace l’idea di non dover più occupare spazio e sprecare risorse per il mio piacere!
    Forse è l’ultima frontiera del passaggio da atomi a bit?!

  8. carmenpol says:

    Anche questo articolo l’ho letto sul kindle, Readability mette insieme le pagine e te le invia rapidamente.

  9. Pingback: Cambiare vita nel 2012 Cosa portare e dove andare « hobomondo

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