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	<title>Commenti per Amedeo Balbi</title>
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	<description>Astrofisico, è ricercatore all&#039;Università di Roma Tor Vergata. Il suo ultimo libro è &#34;Il buio oltre le stelle. L&#039;esplorazione dei lati oscuri dell&#039;universo&#34;</description>
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		<title>Commenti su Il mito della ricerca applicata di erka</title>
		<link>http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2012/01/31/il-mito-della-ricerca-applicata/comment-page-3/#comment-913</link>
		<dc:creator>erka</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 14:08:59 +0000</pubDate>
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		<description>Dimenticavo: la distinzione tra scienza libera e teorica e scienza guidata e applicata è un problema di non finissima lana kaprina: la scienza o è libera o è niente. Tutte o quasi le grandi scoperte che hanno rivoluzionato il mondo sono state fatte per caso da gente che cercava tutt&#039;altra cosa. Quindi no agli interventi a pioggia della politica e si allo sviluppo degli incubatori culturali, un ruolo che le nostre Università hanno abbandonato da troppi anni. E poi sul ruolo demiurgico della Scienza già ben si espresse Karl Marx in &quot;Tesi su Feuerbach:la conoscenza come prassi&quot; che nella XI tesi dice: &quot;I filosofi finora hanno interpretato il mondo in altro modo; adesso lo devono trasformare&quot; o se preferite sentire la XI tesi in musica allora scaricatevela da qui:
http://www.mediafire.com/?14ol108jn13y5f0
Forse sarebbe bene che la scienza smetta di prendere ordini dalla politica per cominciare ad assumere il ruolo di guida etica che le compete. 
Mai più lasciare che una classe politica ordini ad un Sakharov di costruire una super bomba da 50 megatoni ma fare in modo che il prossimo Sakharov levi il potere dalle mani di chi gli dovesse ordinare di ideare mostruosità simili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo: la distinzione tra scienza libera e teorica e scienza guidata e applicata è un problema di non finissima lana kaprina: la scienza o è libera o è niente. Tutte o quasi le grandi scoperte che hanno rivoluzionato il mondo sono state fatte per caso da gente che cercava tutt&#8217;altra cosa. Quindi no agli interventi a pioggia della politica e si allo sviluppo degli incubatori culturali, un ruolo che le nostre Università hanno abbandonato da troppi anni. E poi sul ruolo demiurgico della Scienza già ben si espresse Karl Marx in &#8220;Tesi su Feuerbach:la conoscenza come prassi&#8221; che nella XI tesi dice: &#8220;I filosofi finora hanno interpretato il mondo in altro modo; adesso lo devono trasformare&#8221; o se preferite sentire la XI tesi in musica allora scaricatevela da qui:<br />
<a href="http://www.mediafire.com/?14ol108jn13y5f0" rel="nofollow">http://www.mediafire.com/?14ol108jn13y5f0</a><br />
Forse sarebbe bene che la scienza smetta di prendere ordini dalla politica per cominciare ad assumere il ruolo di guida etica che le compete.<br />
Mai più lasciare che una classe politica ordini ad un Sakharov di costruire una super bomba da 50 megatoni ma fare in modo che il prossimo Sakharov levi il potere dalle mani di chi gli dovesse ordinare di ideare mostruosità simili.</p>
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		<title>Commenti su Il mito della ricerca applicata di erka</title>
		<link>http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2012/01/31/il-mito-della-ricerca-applicata/comment-page-3/#comment-910</link>
		<dc:creator>erka</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 10:38:38 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039;un grosso errore confondere (..spesso ad arte) l&#039;evoluzione di una civiltà con il suo grado di sapere scientifico. I Maya erano astronomi sopraffini ma non conoscevano la volgare ruota del carro sebbene avessero idealizzato perfettamente l&#039;ingranaggio a ruote dentate per spiegare i cicli astronomici. E i cannoni spagnoli che poi sottomisero i Maya si spostavano proprio con quelle rozze ruote di legno che poi in ultima analisi si rivelarono sicuramente più esiziali dei cicli astronomici dei sacerdoti Maya. I cinesi dell&#039;anno 1000 erano in grado di costruire perfetti orologi ad acqua dotati di un moderno ingranaggio a scappamento meccanico ma furono spazzati via dai mongoli che non avevano alcun concetto di longitudine geografica. Concetto che secoli dopo fece reinventare mdiante &quot;evoluzione parallela&quot; lo scappamento meccanico adottato dai cronometri meccanici di marina europei. Se in biologia la necessità non crea l&#039;arto ma seleziona un arto già preesistente, invece nella cultura umana la necessità talvolta crea l&#039;arto dal nulla. Per farla breve secondo me è un grosso errore correlare il ciclo di vita delle civiltà umane con lo &quot;star dell&#039;essere&quot; della scienza acquisita mentre esisterebbe una correlazione tra il ciclo di vita delle civiltà e la loro tecnologia. Dimostrazione? Vitruvio Pollione era un grandissimo generale, architetto ed ingegnere ma la matematica delle sue opere venne scritta &quot;a rate&quot; molti secoli dopo a partire da Fibonacci, mentre di fisica applicata più o meno consapevolmente nelle costruzioni edili non se ne vide più fino a Netz e alle sue geniali cattedrali gotiche. Vitruvio e Netz dimostrarono che si può essere grandissimi ingegneri e architetti senza sapere niente ma proprio niente di fisica. Così è se vi pare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217;un grosso errore confondere (..spesso ad arte) l&#8217;evoluzione di una civiltà con il suo grado di sapere scientifico. I Maya erano astronomi sopraffini ma non conoscevano la volgare ruota del carro sebbene avessero idealizzato perfettamente l&#8217;ingranaggio a ruote dentate per spiegare i cicli astronomici. E i cannoni spagnoli che poi sottomisero i Maya si spostavano proprio con quelle rozze ruote di legno che poi in ultima analisi si rivelarono sicuramente più esiziali dei cicli astronomici dei sacerdoti Maya. I cinesi dell&#8217;anno 1000 erano in grado di costruire perfetti orologi ad acqua dotati di un moderno ingranaggio a scappamento meccanico ma furono spazzati via dai mongoli che non avevano alcun concetto di longitudine geografica. Concetto che secoli dopo fece reinventare mdiante &#8220;evoluzione parallela&#8221; lo scappamento meccanico adottato dai cronometri meccanici di marina europei. Se in biologia la necessità non crea l&#8217;arto ma seleziona un arto già preesistente, invece nella cultura umana la necessità talvolta crea l&#8217;arto dal nulla. Per farla breve secondo me è un grosso errore correlare il ciclo di vita delle civiltà umane con lo &#8220;star dell&#8217;essere&#8221; della scienza acquisita mentre esisterebbe una correlazione tra il ciclo di vita delle civiltà e la loro tecnologia. Dimostrazione? Vitruvio Pollione era un grandissimo generale, architetto ed ingegnere ma la matematica delle sue opere venne scritta &#8220;a rate&#8221; molti secoli dopo a partire da Fibonacci, mentre di fisica applicata più o meno consapevolmente nelle costruzioni edili non se ne vide più fino a Netz e alle sue geniali cattedrali gotiche. Vitruvio e Netz dimostrarono che si può essere grandissimi ingegneri e architetti senza sapere niente ma proprio niente di fisica. Così è se vi pare&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Commenti su La paura del futuro (e le leggi della fisica) di mafillio</title>
		<link>http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2012/02/15/la-paura-del-futuro-e-le-leggi-della-fisica/comment-page-2/#comment-908</link>
		<dc:creator>mafillio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 05:32:24 +0000</pubDate>
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		<description>http://aciribiceci.com/2012/02/15/san-remo-non-e-come-mia-zia/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://aciribiceci.com/2012/02/15/san-remo-non-e-come-mia-zia/" rel="nofollow">http://aciribiceci.com/2012/02/15/san-remo-non-e-come-mia-zia/</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La paura del futuro (e le leggi della fisica) di armandobis</title>
		<link>http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2012/02/15/la-paura-del-futuro-e-le-leggi-della-fisica/comment-page-2/#comment-906</link>
		<dc:creator>armandobis</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 03:33:28 +0000</pubDate>
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		<description>Bello l&#039;articolo di Piccolo?
Sta scherzando, vero?
Io lo trovo di una stupidità rara.
Siccome il mondo è destinato ad andare avanti, tutto ciò che c&#039;è va abbandonato.
Per esempio, l&#039;incesto.
Cosa aspettiamo, cosa aspetta il Piccolo a mettere in soffitta questo ridicolo tabù?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bello l&#8217;articolo di Piccolo?<br />
Sta scherzando, vero?<br />
Io lo trovo di una stupidità rara.<br />
Siccome il mondo è destinato ad andare avanti, tutto ciò che c&#8217;è va abbandonato.<br />
Per esempio, l&#8217;incesto.<br />
Cosa aspettiamo, cosa aspetta il Piccolo a mettere in soffitta questo ridicolo tabù?</p>
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	<item>
		<title>Commenti su La paura del futuro (e le leggi della fisica) di piccoladorrit</title>
		<link>http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2012/02/15/la-paura-del-futuro-e-le-leggi-della-fisica/comment-page-2/#comment-905</link>
		<dc:creator>piccoladorrit</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 21:15:36 +0000</pubDate>
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		<description>Che i  tempi passati sembrino sempre migliori del presente è un argomento che, a suo tempo ehm..., Baldassar Castiglione  trattava al principio del secondo libro del suo Cortegiano, come ho avuto modo di scrivere in un mio post sul ricordare, considerandolo  proprio dei vecchi. I vecchi, infatti, lodano il tempo passato in cui hanno provato forti piaceri e considerano malo il presente, cui attribuiscono quelle carenze che stanno invece nei loro sensi: i vecchi, cioè, non possono mai apprezzare il presente come il passato perché il cambiamento è avvenuto prima di tutto in loro stessi e sono proprio loro a non avere più la disposizione ad apprezzare le cose, i piaceri, come quando erano giovani; giungendo alla  conclusione che sarebbe meglio i vecchi non ricordassero. 
E qui l&#039;entropia che aumenta può starci benissimo, perchè senza degrado ciò che è nuovo non troverebbe infine spazio - e ci spiega bene l&#039;opposizione tra i vecchi e i giovani - : forse l&#039;universo sì si consuma  ma col lasciare ciò che c&#039;era  prima  il posto per nuove cose, in realtà &quot;vive&quot; e si trasforma? Anche se mi sembra che lei dica l&#039;opposto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che i  tempi passati sembrino sempre migliori del presente è un argomento che, a suo tempo ehm&#8230;, Baldassar Castiglione  trattava al principio del secondo libro del suo Cortegiano, come ho avuto modo di scrivere in un mio post sul ricordare, considerandolo  proprio dei vecchi. I vecchi, infatti, lodano il tempo passato in cui hanno provato forti piaceri e considerano malo il presente, cui attribuiscono quelle carenze che stanno invece nei loro sensi: i vecchi, cioè, non possono mai apprezzare il presente come il passato perché il cambiamento è avvenuto prima di tutto in loro stessi e sono proprio loro a non avere più la disposizione ad apprezzare le cose, i piaceri, come quando erano giovani; giungendo alla  conclusione che sarebbe meglio i vecchi non ricordassero.<br />
E qui l&#8217;entropia che aumenta può starci benissimo, perchè senza degrado ciò che è nuovo non troverebbe infine spazio &#8211; e ci spiega bene l&#8217;opposizione tra i vecchi e i giovani &#8211; : forse l&#8217;universo sì si consuma  ma col lasciare ciò che c&#8217;era  prima  il posto per nuove cose, in realtà &#8220;vive&#8221; e si trasforma? Anche se mi sembra che lei dica l&#8217;opposto.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su La paura del futuro (e le leggi della fisica) di unit</title>
		<link>http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2012/02/15/la-paura-del-futuro-e-le-leggi-della-fisica/comment-page-2/#comment-902</link>
		<dc:creator>unit</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 20:20:44 +0000</pubDate>
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		<description>@ricpol
non vorrei entrare in un terreno scivoloso, ma &quot; &quot;finalizzata&quot; alla sopravvivenza dei geni&quot; non vuol dire niente.
 Riguardo alla durata della vita legata all&#039;età di procreazione, questa è una semplificazione eccessiva perchè:
1) sposta il problema dalla durata della vita al perchè l&#039;età di procreazione arriva prima o dopo per alcune specie
2) Non si capisce perchè la progenie debba essere prodotta tutta subito. Non è difficile immaginare meccanismi di retroazione (che magari pure esistono realizzati in alcuni casi, penso alla durata di vita media di un maschio alfa rispetto all&#039;ultima ruota del carro nel branco :) ) per cui individui &quot;best fit&quot; danno alla luce più progenie degli altri in un periodo più lungo. 
3) da un punto di vista evolutivo non necessariamente gli individui sterili sono inutili. Vedi studi sulla spiegazione evolutiva del ruolo dei nonni o il sorgere in alcune specie di individui sterili altamente specializzati, come nelle formiche. 

Facendo riferimento al contesto degli algoritmi genetici, su cui ho lavorato, secondo me la morte è necessaria per impedire che il pool genetico si stabilizzi su un minimo locale, ma è una speculazione, non so se qualcuno che ne sa di più può confermare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ricpol<br />
non vorrei entrare in un terreno scivoloso, ma &#8221; &#8220;finalizzata&#8221; alla sopravvivenza dei geni&#8221; non vuol dire niente.<br />
 Riguardo alla durata della vita legata all&#8217;età di procreazione, questa è una semplificazione eccessiva perchè:<br />
1) sposta il problema dalla durata della vita al perchè l&#8217;età di procreazione arriva prima o dopo per alcune specie<br />
2) Non si capisce perchè la progenie debba essere prodotta tutta subito. Non è difficile immaginare meccanismi di retroazione (che magari pure esistono realizzati in alcuni casi, penso alla durata di vita media di un maschio alfa rispetto all&#8217;ultima ruota del carro nel branco :) ) per cui individui &#8220;best fit&#8221; danno alla luce più progenie degli altri in un periodo più lungo.<br />
3) da un punto di vista evolutivo non necessariamente gli individui sterili sono inutili. Vedi studi sulla spiegazione evolutiva del ruolo dei nonni o il sorgere in alcune specie di individui sterili altamente specializzati, come nelle formiche. </p>
<p>Facendo riferimento al contesto degli algoritmi genetici, su cui ho lavorato, secondo me la morte è necessaria per impedire che il pool genetico si stabilizzi su un minimo locale, ma è una speculazione, non so se qualcuno che ne sa di più può confermare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La paura del futuro (e le leggi della fisica) di ricpol</title>
		<link>http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2012/02/15/la-paura-del-futuro-e-le-leggi-della-fisica/comment-page-2/#comment-900</link>
		<dc:creator>ricpol</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 17:50:36 +0000</pubDate>
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		<description>@ sombrero e unit: l&#039;evoluzione non è &quot;finalizzata&quot; (e uso le virgolette) alla maggiore o minor lunghezza della vita degli *individui*, ma alla sopravvivenza dei *geni* che gli individui portano in sé. Una volta che gli individui hanno raggiunto e trascorso l&#039;età per procreare (e aggiungici qualche cosa in più per prestare le cure parentali), dal &quot;punto di vista&quot; (ancora virgolette) dell&#039;evoluzione non ci sono ragioni per cui gli individui debbano vivere più a lungo. Ma d&#039;altra parte, non è neppure &quot;opportuno&quot; (e ancora virgolette) che vivano più brevemente di così. 
Detto un po&#039; all&#039;ingrosso, eh.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ sombrero e unit: l&#8217;evoluzione non è &#8220;finalizzata&#8221; (e uso le virgolette) alla maggiore o minor lunghezza della vita degli *individui*, ma alla sopravvivenza dei *geni* che gli individui portano in sé. Una volta che gli individui hanno raggiunto e trascorso l&#8217;età per procreare (e aggiungici qualche cosa in più per prestare le cure parentali), dal &#8220;punto di vista&#8221; (ancora virgolette) dell&#8217;evoluzione non ci sono ragioni per cui gli individui debbano vivere più a lungo. Ma d&#8217;altra parte, non è neppure &#8220;opportuno&#8221; (e ancora virgolette) che vivano più brevemente di così.<br />
Detto un po&#8217; all&#8217;ingrosso, eh.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La paura del futuro (e le leggi della fisica) di unit</title>
		<link>http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2012/02/15/la-paura-del-futuro-e-le-leggi-della-fisica/comment-page-1/#comment-899</link>
		<dc:creator>unit</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 17:09:24 +0000</pubDate>
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		<description>@sombrero

non sono un esperto di teoria dell&#039;evoluzione, per cui parlo poco più che per sentito dire. Fatta la debita premessa immagino che ci sia un valore ottimale (rispetto a qualche tipo di misura) di vita media in funzione di tutti gli altri parametri, e che non necessariamente questo valore è molto basso, ma quasi sempre è finito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@sombrero</p>
<p>non sono un esperto di teoria dell&#8217;evoluzione, per cui parlo poco più che per sentito dire. Fatta la debita premessa immagino che ci sia un valore ottimale (rispetto a qualche tipo di misura) di vita media in funzione di tutti gli altri parametri, e che non necessariamente questo valore è molto basso, ma quasi sempre è finito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La paura del futuro (e le leggi della fisica) di ricpol</title>
		<link>http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2012/02/15/la-paura-del-futuro-e-le-leggi-della-fisica/comment-page-1/#comment-896</link>
		<dc:creator>ricpol</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:30:09 +0000</pubDate>
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		<description>Bello, ma mi sa che non funziona. Il tema della nostalgia del passato era presente da molto tempo prima che si avesse comprensione (anche vaga) della termodinamica. Che so, Catone il Censore... e su su fino a Esiodo... I fisici del 19simo secolo furono turbati dalla termodinamica appunto perché sembrava confermare e fornire supporto matematico a fosche tradizioni letterarie già peraltro radicate. 
Non ricordo bene, forse in &quot;Armi acciaio e malattie&quot; si argomenta che il mito dell&#039;età dell&#039;oro può essere nato nelle generazioni che, immediatamente dopo l&#039;introduzione dell&#039;agricoltura, avevano ancora modo di ricordare e tramandare il precedente stile di vita di cacciatori-raccoglitori, indubbiamente molto meno oneroso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bello, ma mi sa che non funziona. Il tema della nostalgia del passato era presente da molto tempo prima che si avesse comprensione (anche vaga) della termodinamica. Che so, Catone il Censore&#8230; e su su fino a Esiodo&#8230; I fisici del 19simo secolo furono turbati dalla termodinamica appunto perché sembrava confermare e fornire supporto matematico a fosche tradizioni letterarie già peraltro radicate.<br />
Non ricordo bene, forse in &#8220;Armi acciaio e malattie&#8221; si argomenta che il mito dell&#8217;età dell&#8217;oro può essere nato nelle generazioni che, immediatamente dopo l&#8217;introduzione dell&#8217;agricoltura, avevano ancora modo di ricordare e tramandare il precedente stile di vita di cacciatori-raccoglitori, indubbiamente molto meno oneroso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La paura del futuro (e le leggi della fisica) di sombrero</title>
		<link>http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2012/02/15/la-paura-del-futuro-e-le-leggi-della-fisica/comment-page-1/#comment-894</link>
		<dc:creator>sombrero</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 15:41:34 +0000</pubDate>
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		<description>@UNIT
il tema è affascinante ma c&#039;è una cosa che mi sfugge (e mi incuriosisce): se la morte è una variabile evolutiva per ottimizzare la specie, perché la sua frequenza non è aumentata vertiginosamente col passare del tempo? Non sono un esperto, ma non credo che i primi ominidi avessero una vita media di 2-300 anni. Di contro altre caratteristiche hanno subito accelerazioni ben più importanti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@UNIT<br />
il tema è affascinante ma c&#8217;è una cosa che mi sfugge (e mi incuriosisce): se la morte è una variabile evolutiva per ottimizzare la specie, perché la sua frequenza non è aumentata vertiginosamente col passare del tempo? Non sono un esperto, ma non credo che i primi ominidi avessero una vita media di 2-300 anni. Di contro altre caratteristiche hanno subito accelerazioni ben più importanti.</p>
]]></content:encoded>
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