Il Post
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Tutto è serio. Niente è serio

30 maggio 2011

 

“Se le mie fotografie possono aiutare qualcuno a vedere le cose in un certo modo, è probabilmente a guardare le cose serie con leggerezza. Tutto è serio. Niente è serio.”

Parla così Elliott Erwitt delle sue fotografie. Mentre Henri Cartier-Bresson le ha descritte come “…immagini rubate e sprigionanti un aroma, un sorriso dal suo intimo più profondo”.

Erwitt ha fotografato di tutto, per se stesso e per lavoro. E’ il suo modo di vedere, di accostare situazioni, di isolare porzioni di realtà, di usare il bianco e nero, questo modo di riuscire a far ridere e sorridere, a distinguere le sue immagini. Che parlano da sole. Ed io le lascio parlare.

(In mostra con Elliott Erwitt: Personal Best all’ International Center of Photography, New York, dal 20 maggio al 28 giugno 2011)

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  • macelleriamarleo

    Nelle periferie prendiamo le impronte ai nostri ieri. Ricompriamo l’adesso con le pellicole.

    Bel lavoro, grazie.

    http://macelleriamarleo.wordpress.com/

  • plato

    davvero belle. alune sembrano scattate l’altro ieri, sono senza tempo

  • vsgaudio

    IL PUNCTUM “F “DI MARILYN MONROE E L’ASSOLUTO FOTOGRAFICO DI ELLIOT ERWITT

    Anche oggi durante la mia passeggiata di mezzogiorno ho avuto pensieri morbosi. Che cosa c’è in Marilyn Monroe che mi turba tanto? Probabilmente c’è qualcosa nel mio oggetto “a” che si fa analemma esponenziale di M.M. E. vai a vedere, forse la ragione della persistenza del suo esserci sta nelle fotografie in bianco e nero di Erwitt…
    Io ho appena finito di passeggiare, qui, davanti casa, dove passa una strada, e questa strada, nel quadro-finestra di un poeta, oltre che essere l’eclittica può essere un triangolo trigonometrico che allude alla base geodetica da cui il poeta si incanta la libido. Che cosa sto dicendo? Tempo addietro, ho scritto di questo in un breve saggio su un’attrice americana e ho spiegato come la “giumenta del vento” irrompesse nella libido del visionatore.
    Ho visto le foto di Herwitt qui e ho visto solo, ma non è vero, Marilyn Monroe: c’è una focalizzazione in Elliot Erwitt che è spostata, sta sempre a lato, è come se fotografasse a metonimia, per questo molte delle sue foto sono “patagoniche”, nel senso di Baudrillard; io penso che abbia condensato, per quanto attiene ai primi piani di M.M. qui esposti dalla Gerevini, il punctum “f “ dell’attrice, che è la radicalità irredenta del nome che la invoca, che, evidentemente, adesso sta passando al meridiano del mio fantasma, del mio oggetto “a”. Ovvero, si è fatta “base geodetica” per la libido del visionatore. Grazie all’ ”assoluto fotografico” di Elliot Erwitt!

  • macelleriamarleo

    Le osservazioni ci cadono addosso come gli acquazzoni di giugno!
    Ma giovani fotografi che potrebbero collaborare con MacelleriaMarleo?
    Ci facciamo sotto?
    http://macelleriamarleo.wordpress.com/