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La cultura tattica e la cultura del sospetto

17 giugno 2012

Gli Europei 2012 stanno entrando nel vivo e si comincia a capire qualcosa nei meandri di un caos politico-mediatico, ma mi limito ad analizzare quello che accade dentro al campo, allargandomi al massimo ai centri sportivi dove le squadre si allenano.

Abbiamo un’Italia che, alla vigilia della terza partita, è ancora imbattuta ma con un sacco di preoccupazioni, più o meno legittime. Altrove c’è chi sta meglio (Germania, Spagna, Francia) e chi soffre anche di più. Soprattutto due tipologie di squadre sono quelle che hanno deluso maggiormente. Quelle con un’età media sopra i 28 anni e quelle che si affidano come struttura di gioco ad un unico top player.

La Svezia, la peggiore in assoluto e già fuori dalla competizione, ha entrambe queste caratteristiche: un’eta media di quasi 29 anni e il solo solito Ibra a fare e disfare.

All’opposto il caso virtuoso della Germania che nel calcio ha fatto nel Duemila degli investimenti mirati per riformare la qualità della formazione nelle scuole calcio obbligando tutti i suoi club ad adeguarvisi. Così oggi la squadra è la più giovane del torneo (25 anni di media), ha giocatori costruiti nei propri centri di formazione e che giocano tutti quasi in Bundesliga, ha club competitivi e con bilanci sani.

E giocano bene a calcio. In ogni partita si può apprezzare organizzazione, disciplina, equilibrio, forza fisica, capacità interpretativa, tenuta mentale. Si potrebbe obiettare che manca il genio, la libertà tecnica di un Cassano o di un Ronaldo. Sarebbe vero se non ci fosse un difensore di 23 anni in grado di uscire in slalom dalla propria metà campo e arrivare fino al tiro. Parlo di Hummels, strepitoso prodotto del settore giovanile del Bayern Monaco e valorizzato dal Borussia Dortmund. Sarebbe vero se non ci fosse Mesut Ozil, folletto in forza al Real Madrid, in grado di inventare sempre la giocata funzionale al contesto. Lì c’è tecnica, c’è fantasia, c’è personalità, ma sempre all’interno di una visione corale, dove il trequartista sa se deve dare il sostegno o creare ampiezza, se andare in pressing o dare copertura. Tutto questo si chiama cultura tattica e si inizia a coltivare a 8-10 anni, quando oltre al dribbling (il “come”) si insegna anche il “dove” e il “quando”. Per arrivare ad avere a 20 anni un giocatore consapevole. Ozil oggi ne ha 23, ha già fatto un Mondiale da protagonista e da due anni è una stella del Real Madrid. Chi semina raccoglie.

Potrei dire cose analoghe, forse anche più lusinghiere, della Spagna ma ne parlano tutti da tempo, visti gli exploit ripetuti e ripetibili , anche senza Guardiola, del Barcellona. Tutti speriamo che la Spagna non faccia un passo indietro proprio contro la Croazia, ma vorrei anche su questo dire la mia. Sarebbe poi così antisportivo un 2-2? Una squadra che ha come obiettivo di passare il turno adotterà tutte le strategie di gioco possibili per centrarlo. Se entrambe hanno lo stesso obiettivo è chiaro che il punto d’incontro è possibile se non scontato. Nessuno vende niente, nessuno corrompe nessuno. Si gioca per vincere il torneo e se un pareggio permette di ridurre i rischi, non disperdere energie, eliminare un avversario potenzialmente pericoloso, fa parte del gioco. L’Italia non doveva arrivare in questa situazione. Non serve gridare allo scandalo, ormai serve solo pregare. Pregare la Spagna di non fare calcoli, di non pensare ai suoi piccoli interessi di bottega ma di guardare alto, così da provare, forte del suo strapotere tecnico/tattico, a mandare a casa la Croazia. Nel frattempo noi dovremmo vincere (o forse stravincere) contro l’Irlanda e, mi auguro, attraverso il gioco: senza pensare ai favori concessi da uno staff tecnico della squadra avversaria tutto italiano.

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  • Pingback: Su Il Post gli editoriali di Adriano Bacconi su Euro 2012 | Adriano Bacconi

  • adureme76

    finalmente scrive qualcuno che ne capisce di calcio! Anche nelle trasmissioni sportive è l’unico che sa cos’è la tattica. Spero che continui anche dopo gli europei a scrivere sul post.

  • http://nonunacosaseria.blogspot.com/ nonunacosaseria

    sono d’accordo.
    però aggiungerei che germania e spagna hanno (soprattutto la germania) un’età media piuttosto bassa (o comunque nella norma), ma i giocatori hanno già parecchie presenze in nazionale. questo significa che esordiscono presto, crescono insieme come gruppo e riescono a maturare quelle esperienze che per esempio nella nazionale italiana sembrano quasi impossibili, perché fino a 26-27 anni sei relegato al rango di “giovane promessa del calcio”.

  • tobuto

    Soprattutto due tipologie di squadre sono quelle che hanno deluso maggiormente. Quelle scarse e quelle olandesi.

  • laphroaig

    Io mi chiedo se sia possibile nonche giusto che esista un risultato che mandi a casa una squadra a prescindere dal risultato che conseguira nell’altro incontro. Perche questo regolamento? perche l Italia non puo vincere 5-0 contro l’Irlanda e passare per differenza reti globale? Ok la classifica avulsa tra chi arriva a pari punti, ma che senso ha prendere come parametro la differenza reti (quindi poi goal segnati in piu) solo tra le squadre a pari punti e non generale? Follia pura..Idiozia..

    • Wilson

      Con la differenza reti globale ci sarebbe un forte incentivo all’Irlanda a vendere la partita (che almeno sarebbe immorale, ma cambia poco).
      Forse la soluzione “meno peggio” sarebbe il sorteggio (almeno tutte le squadre avrebbero un incentivo ad evitarlo) oppure un modo diverso di contare i punti e scegliere chi passa il turno.

  • Wilson

    La cosa peggiore mi pare una regola che rende un accordo per il 2-2 la strategia migliore, con l’aggravante data dal fatto che questo effetto si è già reso evidente otto anni fa.
    Non è l’unica regola di questo genere nel mondo del calcio (mi viene in mente il sistema delle diffide che porta i giocatori a cercare l’ammonizione per anticipare la squalifica ed essere certi di partecipare alle gare importanti) e purtroppo neppure fuori da esso; credo che finché ci scalderemo nell’aggredire che fa un uso naturale di norme demenziali, invece di pretenderne norme migliori, non combineremo nulla di buono, soprattutto fuori dai campi di calcio.

  • postpo

    secondo me l’errore sono stati i 3 punti a vittoria, vera boiata…

  • aloa

    assolutamente d’accordo. E poi il nostro “portierone” poco tempo fa diceva: meglio due feriti che un morto! Eccolo il vero spirito italiano di questi ultimi anni…poi è normale che arrivino a certi livelli personaggi come cassano e balotelli che sono tecnicamente inaffidabili ma tutti ne parlano come geni…ma de che?

    • Wilson

      Il problema è proprio che il portierone aveva ragione: sulla base delle regole decise dall’UEFA due feriti sono meglio di un morto. Il fatto che sia il contrario di quanto chiunque trovi desiderabile è la misura della qualità di chi fa le regole in UEFA.

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  • http://www.fatinaincucina.it/blog parmi

    penso che una buona soluzione, nonchè incentivo allo spettacolo e sicuramente innovativa nello statico mondo del calcio, possa essere quella del rugby: con n gol segnati si ha un punto bonus. non risolve definitivamente i problemi come quelli che ci siamo creati da soli, però potrebbe contribuire ad una cultura dello spettacolo.

    • tobuto

      Tipo Dinamo Zagabria – Lione 1-7 ?