È in corso una scalata ostile a +Europa?

Una donna con idee di destra radicale e fan di Salvini si è candidata alla segreteria del partito, mentre alcuni militanti denunciano un aumento sospetto dei tesseramenti

Emma Bonino su un manifesto elettorale di + Europa, Firenze, 4 marzo 2018
(Laura Lezza/Getty Images)
Emma Bonino su un manifesto elettorale di + Europa, Firenze, 4 marzo 2018 (Laura Lezza/Getty Images)

Nelle ultime 24 ore sui luoghi di Facebook frequentati dai militanti e attivisti di +Europa, la formazione europeista che ha partecipato alle ultime elezioni politiche, sono comparsi numerosi messaggi di preoccupazione e allarme: qualcuno che non ha nulla a che fare con la storia del partito e le sue idee europeiste e liberali sta cercando di conquistare +Europa dall’esterno.

I messaggi hanno iniziato a diffondersi soprattutto ieri, quando il partito ha annunciato la lista dei candidati alla segreteria che hanno tempo fino a stasera per raccogliere le 200 firme necessarie a confermare la propria candidatura. Fino a giovedì i candidati al congresso erano tre e tutti ben conosciuti nel mondo radicale e liberale dal quale provengono molti attivisti del partito, che si è presentato alle elezioni politiche del 4 marzo: l’ex leader dei Radicali Italiani Marco Cappato, l’ex senatore Benedetto Della Vedova e Alessandro Fusacchia, deputato di +Europa.

Giovedì però il comitato dei garanti ha accettato un’altra candidatura: quella di Paola Radaelli, una persona sconosciuta negli ambienti di +Europa e senza alcuna esperienza politica rilevante alle spalle. La cosa ulteriormente curiosa è che Radaelli ha idee politiche opposte a quelle di +Europa e dei movimenti che hanno costruito il partito fin qui. Per cominciare è la presidente della “Unione Vittime”, un’organizzazione che sostiene di rappresentare le vittime di reati violenti e chiede pene più severe per i colpevoli (+Europa e molti dei suoi fondatori provengono dal Partito Radicale e sono storicamente attenti agli abusi che spesso subiscono condannati e carcerati). Radaelli è una sostenitrice di leggi più permissive in campo di legittima difesa e, insieme alla sua associazione, ha presentato una proposta di legge in proposito (un altro tema lontanissimo dalla sensibilità di molti iscritti a +Europa).

Radaelli, che il Post ha provato a contattare senza successo, sembra inoltre avere molti contatti e frequentazioni con la destra radicale e populista. È una fan di Matteo Salvini e sui suoi profili social ha pubblicato diverse foto in compagnia di Salvini e altri dirigenti leghisti. Fa parte di “Cultura Identità”, un centro studi di destra radicale e identitaria che ha tra i suoi dirigenti Fabrizio Fratus, storico esponente dell’estrema destra lombarda e uno dei fondatori del Talebano, un altro centro studi di destra radicale molto vicino alla Lega (sui suoi profili social Radaelli ha diverse foto che la ritraggono insieme a Fratus). In altre fotografie si vede Radaelli in compagnia di Diego Fusaro e Magdi Cristiano Allam e altri personaggi della destra populista.

https://twitter.com/radaellipaola/status/526773940182851584

Il programma della lista che al congresso di +Europa sostiene Radaelli, intitolato “In Europa sì, ma non così”, è altrettanto estraneo alla storia del partito e alle idee dei suoi fondatori e animatori fin qui (si parla tra le altre cose di sostegno delle banche alle piccole imprese e di aumento dei risarcimenti per le vittime di reati violenti). Il capolista è Gerardo Meridio, vicentino, 59 anni, coordinatore nazionale di “Moderati in Rivoluzione”, un movimento politico fondato da Giampiero Samorì, avvocato e imprenditore modenese che nel 2012 ebbe un brevissimo momento di notorietà nazionale quando si candidò alle primarie del Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi (primarie che poi, in realtà, non si tennero).

La candidatura di Radaelli normalmente non avrebbe alcuna possibilità di ottenere consenso in un partito liberale, pro-Europa e pro-multiculturalismo come +Europa. In molti però si sono preoccupati perché, contemporaneamente alla sua comparsa sulla scena, +Europa ha avuto un aumento degli iscritti che molti giudicano inspiegabile e sospetto.

Alla fine dello scorso dicembre, infatti, +Europa aveva 1.800 iscritti. Nelle prime tre settimane di gennaio il numero è più che raddoppiato passando a 3.800. Nonostante ci siano stati effettivamente una serie di sforzi maggiori da parte degli attivisti per far crescere i tesseramenti in vista del congresso, diverse fonti del partito hanno detto al Post che circa un migliaio di quelle tessere non si capisce da dove provengano. Il timore non è tanto che le iscrizioni siano irregolari, ma che siano state organizzate da persone che non condividono gli ideali e gli obiettivi del partito con lo scopo di alterare il risultato del congresso.

Per iscriversi a +Europa è necessario pagare una quota di 50 euro, oltre a fornire i propri dati personali: per questo alcuni nel partito ritengono che dietro a Radaelli ci sia un gruppo organizzato in grado di investire una somma di denaro non irrilevante ma nemmeno gigantesca (qualche decina di migliaia di euro) e di persuadere centinaia di persone a iscriversi e poi a partecipare al congresso del partito. In altre parole quella in corso sarebbe una “scalata ostile”, organizzata da qualcuno intenzionato a sfruttare la relativa notorietà del partito – che ha esponenti famosissimi come Emma Bonino e ha avuto il 2,56 per cento alle ultime elezioni – e la sua possibilità di presentarsi alle elezioni europee senza dover raccogliere firme. «È un’opa ostile», ha scritto su Facebook Piercamillo Falasca, capolista di Italia Europea, una delle liste candidate al congresso. Secondo Falasca i responsabili sono un «gruppo di sovranisti» che puntano a «iscriversi in massa a +Europa in vista del congresso di fine gennaio».

Gionny D’Anna, membro della direzione dei Radicali Italiani e capolista di un’altra lista congressuale, Europa Futura, è invece più prudente e parlando con il Post ha ricordato che non c’è modo di sapere da dove arrivino le circa mille iscrizioni “sospette”. Inoltre, D’Anna ricorda che al momento Radaelli non ha ancora raggiunto le 200 firme necessarie a confermare la sua candidatura, il che sembra in contrasto con la tesi secondo la quale i suoi sostenitori siano in grado di mobilitare centinaia di persone.

Silvja Manzi, una dei membri del comitato di garanzia del partito e rappresentante legale di +Europa (oltre che segretaria dei Radicali Italiani), ha detto al Post che l’aumento di iscritti che ha preoccupato alcuni militanti è «insolito», più che sospetto, anche se un aumento degli iscritti in prossimità del congresso è in parte naturale. In ogni caso, ha aggiunto che con il comitato di garanzia «stiamo facendo delle verifiche per capire se si tratti di un interesse non proprio genuino». Manzi ha detto che domani si riunirà il consiglio di +Europa che si occuperà anche della candidatura di Radaelli, oltre che delle ultime questioni relative all’organizzazione del congresso . «Ne parleremo perché si tratta di una candidatura inaspettata, nel senso che è una persona che finora non aveva avuto alcun contatto con +Europa».

Al momento lo statuto del partito non prevede una norma che permetta l’esclusione di candidati o liste che abbiano valori incompatibili con quelli del partito, ma il regolamento congressuale può ancora essere modificato. Secondo fonti vicine al partito, una modifica che potrebbe essere introdotta è rendere possibile il voto soltanto a quegli iscritti che parteciperanno di persona a più di una delle tre giornate nelle quali si svolgerà il congresso. In questo modo sarà più complicato portare al voto gli “iscritti di facciata” che non hanno davvero intenzione di partecipare alla vita politica del partito.