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  • martedì 13 febbraio 2018

Gli ultimi dati sulle molestie in Italia

Quasi metà delle donne italiane dice di aver subito molestie nel corso della sua vita: è un numero in calo, ma non è detto che sia un buon segnale

(Andrea Ronchini/NurPhoto/Sipa USA)(Sipa via AP Images)

L’ISTAT ha pubblicato oggi i nuovi dati sulle molestie sessuali in Italia (PDF). L’indagine è stata svolta tra 2015 e 2016 e rispetto alla precedente (PDF), realizzata tra 2008 e 2009, mostra un calo in quasi tutte le forme di molestia. Il numero di donne che hanno detto all’ISTAT di aver subìto molestie sessuali nei tre anni precedenti alle indagini è sceso da 3,7 milioni a 2,5. In tutto il 43,6 per cento delle donne italiane (cioè 8,8 milioni di persone) dichiara di aver subito molestie nel corso della sua vita.

Secondo l’indagine, la molestia più diffusa è quella verbale: nel corso della vita 4,8 milioni di donne avrebbero subito questo tipo di aggressione. Quattro milioni hanno detto di essere state pedinate e tre milioni dicono di aver subito atti di esibizionismo. Sono cifre in calo rispetto a quelle fornite dalle intervistate nel corso dell’indagine svolta nel 2008-2009. I cali più sensibili si sono visti nel numero di telefonate oscene, che si sono più che dimezzate (soprattutto per via dell’introduzione degli smartphone e della capacità di risalire agli autori delle telefonate, scrive l’ISTAT).

Calano anche le molestie fisiche, che nel periodo tra 2002 e 2009 erano invece rimaste stabili. Secondo le stime, 481 mila donne hanno subito molestie fisiche nei tre anni precedenti all’indagine, contro le 827 mila stimate nei tre anni precedenti all’indagine del 2008-2009. L’unico dato in controtendenza è quello dei ricatti sessuali sul luogo di lavoro, che sarebbero aumentati rispetto al 2008-2009. L’ISTAT stima che più di un milione di donne abbia subito ricatti sul luogo di lavoro, per essere assunte, per mantenere il posto di lavoro oppure per ottenere avanzamenti di carriera. A parte questa eccezione, tutte le altre forme di molestie risultano in calo oppure sono stabili. Secondo l’ISTAT:

«Ciò potrebbe essere il frutto a lungo termine dei mutamenti del quadro legislativo, ma anche del diverso ruolo dei media negli ultimi anni, nonché dell’emergere di una nuova coscienza femminile. Il tema delle violenze e delle molestie sessuali ha ricevuto e riceve una sempre maggiore attenzione dai mass media e molte sono le iniziative intraprese a livello politico e sociale su questa tematica, elementi questi che hanno aiutato le donne a crescere rispetto alla consapevolezza dell’esistenza del fenomeno e della necessità di farlo emergere creando, di conseguenza, le condizioni affinché sempre più vittime non si sentissero colpevoli o peggio ancora venissero colpevolizzate. Tutto ciò ha contribuito a costruire un clima di condanna sociale della violenza contro le donne favorendo il contenimento di questi fenomeni.»

Per la prima volta ISTAT ha anche rilevato le molestie sessuali nei confronti degli uomini. Secondo l’indagine 3,7 milioni di uomini sono stati molestati nel corso della loro vita (il 18,8 per cento del totale). In più dell’84 per cento dei casi i responsabili delle molestie erano altri uomini. Come nel caso delle donne, la maggioranza delle molestie viene compiuta da persone conosciute.

Il confronto internazionale
I dati ISTAT mostrano che le stime del numero di molestie che avvengono nel nostro paese continuano a essere molto basse soprattutto se confrontate con i dati dei paesi del Nord Europa. Da un’indagine svolta nel 2012 dall’Agenzia europea per i diritti fondamentali risulta che il 51 per cento delle donne italiane dichiara di aver subito molestie nel corso della sua vita: una cifra simile a quella delle donne spagnole, cecoslovacche, maltesi e irlandesi, e superiore a quella delle donne residenti nei paesi dell’est Europa e del resto dell’Europa meridionale. È un numero però lontanissimo da quello dichiarato dalle donne di paesi come Regno Unito (il 68 per cento dice di aver subito molestie), Francia (75 per cento), Danimarca (80 per cento) e Svezia (81 per cento). Considerate solo le violenze fisiche e sessuali, l’Italia è al penultimo posto tra i grandi paesi europei per numero di donne che dichiarano di averle subite, subito prima della Spagna. Secondo Eurostat, l’Italia è uno dei paesi europei dove alla polizia viene denunciato il numero minore di molestie.

Questa differenza tra nord e sud Europa viene spesso chiamato il “paradosso nordico“, il fatto per cui i paesi del Nord Europa che più hanno fatto per l’equità di genere e per la lotta alla violenza contro le donne sono contemporaneamente quelli in cui si registra il numero più alto di molestie. Nel corso degli anni sono state fatte diverse ipotesi per spiegare questo paradosso. Per esempio è stato ipotizzato che possa avere a che fare con l’abuso di alcol: nel Nord Europa si beve molto di più che nel Sud e il consumo di alcol è fortemente correlato alla violenza. Altri hanno invece ipotizzato che le leggi molto progressiste dei paesi scandinavi nascondano in realtà una cultura ancora profondamente maschilista. Altri ancora sostengono una tesi completamente diversa: i numeri di denunce sono più alti semplicemente perché le donne scandinave si sentono più libere e sicure a parlare e a denunciare le aggressioni che ricevono. Se quest’ultimo caso fosse quello corretto, gli ultimi dati sull’Italia non sarebbero necessariamente così positivi.

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