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  • mercoledì 24 gennaio 2018

La scommessa un po’ matta di Elon Musk per restare a capo di Tesla

Sarà pagato solo se raggiungerà obiettivi molto difficili: il più ambizioso prevede di portare il valore di mercato di Tesla da 60 a 650 miliardi di dollari in 10 anni

Il CEO di Tesla, Elon Musk, durante la presentazione della Model 3 - Fremont, California - 28 luglio 2017 (Andrej Sokolow/picture-alliance/dpa/AP Images)

Tesla ha annunciato il nuovo piano di retribuzione per il suo CEO, Elon Musk, e prevede obiettivi estremamente ambiziosi. Musk sarà pagato solo se Tesla – il più importante e promettente produttore di auto elettriche negli Stati Uniti – raggiungerà un valore di mercato enorme, che nello scenario più ottimistico prevede i 650 miliardi di dollari nel prossimo decennio. Se non ci riuscirà, Musk non riceverà nemmeno un centesimo dall’azienda che ha contribuito a fondare e a portare agli attuali successi.

L’annuncio di Tesla è stato diffuso martedì 23 gennaio, con un’anticipazione sul New York Times, e mette fine a mesi di ipotesi sul futuro di Musk al suo interno. Tempo fa Musk disse di voler rimanere a capo dell’azienda fino alla messa in vendita della Model 3, la prima auto elettrica prodotta da Tesla pensata per il mercato di massa e della quale è iniziata da poco la produzione su larga scala, seppure con ritardi e imprevisti che stanno allungando i tempi di consegna. Nel 2014 Musk cambiò versione, dicendo di essere interessato a rimanere più a lungo a seconda dell’andamento delle vendite e dell’azienda in generale. Con l’uscita della Model 3 molti analisti erano tornati a chiedersi che cosa volesse fare il CEO di Tesla, e infine hanno avuto una risposta.

Musk al momento è coinvolto attivamente in tre aziende: oltre a Tesla, dirige la sua compagnia spaziale SpaceX, che si appresta a lanciare il razzo più potente esistente oggi sulla Terra, e si occupa di Boring Company, altra società con progetti molto ambiziosi per costruire tunnel sotterranei nelle grandi città, dove trasportare ad alta velocità le automobili riducendo il traffico in superficie. I numerosi impegni di Musk, che spesso dorme in un sacco a pelo sotto la scrivania in ufficio per risparmiare tempo, avevano fatto ipotizzare che fosse pronto a lasciare a qualcun altro la direzione di Tesla, per occuparsi quasi esclusivamente di SpaceX.

Naturalmente dietro i risultati di crescita previsti da Tesla c’è anche Elon Musk, noto per imporre obiettivi molto ambiziosi per brevi periodi di tempo, che spesso non vengono rispettati. L’azienda ha previsto comunque un piano di diversi incrementi, da 50 miliardi di dollari ciascuno, iniziando da un obiettivo base di 100 miliardi di dollari. La cifra aumenta poi di 50 miliardi di dollari per volta fino ad arrivare all’obiettivo finale di 650 miliardi di dollari di valore di mercato di Tesla. Nel mezzo ci sono una decina di altri obiettivi, in questo caso legati ai ricavi e ai profitti che saranno generati con la vendita delle automobili.

Musk sarà ricompensato con l’1 per cento delle azioni, che all’attuale quotazione hanno un valore di quasi 600 milioni di dollari. Se dovesse centrare l’obiettivo dei 650 miliardi di dollari, le sue quote potrebbero raggiungere i 55 miliardi di dollari, salvo che Tesla non decida a un certo punto di emettere nuove azioni (scenario ritenuto molto improbabile dalla maggior parte degli analisti). Se le cose dovessero invece andare diversamente, Musk riceverebbe molto meno denaro e nello scenario peggiore nemmeno un soldo. Una clausola prevede inoltre che Musk trattenga le proprie quote per cinque anni, prima di poterle vendere dopo gli obiettivi raggiunti.

Se Tesla dovesse arrivare nei prossimi 10 anni a 650 miliardi di dollari di capitalizzazione, avrebbe un valore paragonabile a quello delle cinque aziende oggi più ricche negli Stati Uniti, lista che vede al primo posto Apple intorno ai 900 miliardi di dollari. Se avvenisse oggi, Tesla raggiungerebbe Amazon, che ha un valore di mercato che oscilla tra i 640 e i 660 miliardi di dollari. L’azienda ha comunque già superato il valore di mercato di alcuni marchi storici statunitensi nel mercato dell’automobile, come Ford con i suoi 47,7 miliardi di dollari e potrebbe presto superare GM a 61,5 miliardi di dollari.

(Google Finance)

La strada per raggiungere i 650 miliardi di dollari o anche solo i 100 miliardi dell’obiettivo più cauto è comunque lunga. Il valore di tutte le azioni di Tesla messe insieme arriva poco sotto ai 60 miliardi di dollari e il titolo in questi mesi ha avuto diverse oscillazioni, proprio per le difficoltà legate alla produzione di massa della Model 3. È comunque importante mettere le cose in prospettiva: meno di 6 anni fa, Tesla valeva appena 3,2 miliardi di dollari. All’epoca pochi analisti avrebbero scommesso che l’azienda riuscisse a rimanere in piedi e raggiungesse un valore 20 volte superiore in così poco tempo.

Dubbi e riserve comunque non mancano anche questa volta. Tesla continua a essere in perdita e si sta giocando tutto con la Model 3. Le scadenze per l’avvio della produzione di massa dell’automobile, che ha avuto una richiesta enorme, sono state via via rinviate a causa di problemi tecnici sulle linee di montaggio e le inefficienze di alcuni fornitori. Le liste di attesa si sono allungate e Tesla sta faticando a portare la produzione a pieno regime. Le difficoltà più grandi sembrano essere in via di risoluzione, ma lo scorso anno c’è stato un periodo in cui la società perdeva circa mezzo milione di dollari ogni ora. Lo scetticismo degli analisti ha portato a qualche speculazione sulle azioni in borsa, complicando ulteriormente le cose.

Musk, come sempre, non dà comunque l’idea di essere preoccupato e dice di essere ottimista sui risultati che potrà presto raggiungere Tesla. Al New York Times ha spiegato che la sua società potrebbe anche superare l’obiettivo dei 650 miliardi di dollari, diventando una delle prime aziende a “raggiungere i mille miliardi” in una decina di anni.

In più occasioni Musk ha detto di non essere interessato ad accumulare denaro per ricchezza personale: “Niente di tutto questo è orientato verso la creazione di un patrimonio familiare. Il motivo per cui mi interessa a livello personale è legato al fatto che ci sono cose piuttosto grandi che voglio fare. Voglio contribuire il più possibile a rendere l’umanità una specie multiplanetaria, e per farlo serve naturalmente una certa quantità di capitale”. Musk ha sempre visto Tesla come l’opportunità per costruire automobili elettriche che riducano l’inquinamento e, al tempo stesso, come strumento per fare cassa e accumulare denaro da spendere per la sua compagnia spaziale SpaceX, altra azienda se possibile con obiettivi ancora più ambiziosi.

Musk ha da tempo un progetto per avviare la colonizzazione di Marte, attraverso l’invio di gigantesche astronavi verso il pianeta. Il suo piano è visto con scetticismo dagli esperti dell’industria spaziale, e da diversi ricercatori, ma comunque è a oggi la cosa più concreta legata ai viaggi con equipaggi verso un pianeta che finora abbiamo visitato solo con i robot. SpaceX nel frattempo è diventata la compagnia spaziale privata di maggiore successo negli Stati Uniti, e ha iniziato a fare affari d’oro portando in orbita decine di satelliti con i suoi razzi riutilizzabili e rifornimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per conto della NASA. Nelle prossime settimane sperimenterà per la prima volta il suo Falcon Heavy, un razzo gigantesco e molto potente, primo passo verso i piani per raggiungere Marte, mentre entro fine anno condurrà il primo volo sperimentale con un equipaggio, in vista di portare astronauti sulla ISS sempre per conto della NASA. La strada verso Marte di Musk passa, almeno in parte, dalle sue automobili elettriche.

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