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  • domenica 14 gennaio 2018

12 milioni di scatole di latte in polvere di Lactalis sono state ritirate dal mercato

Per il rischio che fossero contaminate dalla salmonella: in Francia ci sono stati 35 casi

(DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images)

Più di 12 milioni di scatole di latte in polvere della multinazionale francese Lactalis sono state ritirate dal mercato per la diffusione del batterio salmonella negli stabilimenti di una loro fabbrica, quella di Craon, nel nord-ovest della Francia. Stando ai giornali il ritiro dei prodotti riguarda potenzialmente tutti i paesi in cui opera Lactalis. Fra questi paesi però non c’è l’Italia, dove i marchi di proprietà di Lactalis – fra cui Galbani, Invernizzi, Cademartori – non vendono latte in polvere.

Le scatole di cui è stato ordinato il ritiro sono tutte quelle prodotte a Craon, a prescindere dalla data di produzione. I casi confermati di contagio da salmonella si sono verificati solo in Francia e in Spagna, dove sono stati rispettivamente 35 e uno, e probabilmente in Grecia, dove si stanno facendo indagini su un altro caso. L’infezione da salmonella può anche essere mortale. Il latte e molti prodotti caseari di Lactalis vengono utilizzati per l’alimentazione dei bambini e molti genitori hanno fatto causa all’azienda dopo che i loro figli si sono ammalati.

In un’intervista pubblicata domenica sul Journal du Dimanche l’amministratore delegato di Lactalis Emmanuel Besnier ha detto che l’azienda pagherà dei risarcimenti a tutte le famiglie in cui c’è stato un caso di salmonellosi. È la terza volta in un mese che l’azienda ordina un ritiro dei propri prodotti: quelli precedenti non erano stati ritenuti abbastanza efficaci. Besnier ha anche detto che lo stabilimento di Craon resterà chiuso per diversi mesi.

Lactalis ha 18.900 dipendenti e vende i suoi prodotti in Europa, Asia e Africa. Il suo fatturato annuale è di 17 miliardi di euro. In Italia possiede i marchi Galbani, Invernizzi, Cademartori, Locatelli e Président, ma non vende latte in polvere. L’ordine di ritiro potrebbe danneggiare l’azienda soprattutto in Cina, dove, dopo la morte di sei bambini nel 2008 a causa di una contaminazione da melammina del latte in polvere prodotto localmente, le vendite dei prodotti Lactalis, Nestlé e Danone erano molto aumentate.

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