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  • martedì 9 gennaio 2018

È tornata l’Udinese

Sembrava l'inizio di un'altra stagione deludente, ma l'arrivo di un nuovo allenatore – Massimo Oddo – ha cambiato tutto

I giocatori dell'Udinese festeggiano il secondo gol segnato nella vittoria in campionato contro l'Hellas Verona (Dino Panato/Getty Images)

Se si considerano i risultati delle ultime sei giornate di Serie A, le squadre più in forma del campionato italiano sono il Napoli e la Juventus. E l’Udinese. Le prime due sono le squadre in testa alla classifica, che probabilmente si contenderanno lo Scudetto fino alle ultime giornate. L’altra invece aveva iniziato il campionato con cinque sconfitte nelle prime sei giornate, dando l’impressione di dover passare un’altra stagione pericolosamente a ridosso della zona retrocessione. Ma con i sorprendenti risultati ottenuti nell’ultimo mese e mezzo, l’Udinese non solo si è allontanata di colpo dalla parte bassa della classifica, ma si è portata anche in corsa per la qualificazione alle coppe europee. Nell’inaspettata ripresa della squadra friulana, il fattore che più ha contribuito al cambiamento è stato Massimo Oddo, ex terzino del Milan, nuovo allenatore del club dallo scorso novembre.

Nel 2016 l’arrivo dell’allenatore Luigi Del Neri aveva riacceso un po’ l’entusiasmo dell’Udinese e dei suoi tifosi, dopo stagioni trascorse senza risultati e senza nemmeno i talenti che avevano contraddistinto la società friulana nell’ultimo decennio: scovati dal nulla, valorizzati e resi poi dei giocatori di fama internazionale, come nel caso di Alexis Sanchez, oggi all’Arsenal. Del Neri, friulano di Aquileia ed ex giocatore dell’Udinese, arrivò dopo le deludenti gestioni di Andrea Stramaccioni, Stefano Colantuono, Luigi De Canio e Giuseppe Iachini, le peggiori negli ultimi vent’anni di storia del club. Nonostante i primi buoni risultati, nella stagione 2016/2017 l’Udinese di Del Neri terminò il campionato al tredicesimo posto, senza fare una grande impressione ma tornando finalmente ad avere alcuni giocatori promettenti fra le proprie file.

La stagione iniziata lo scorso agosto sembrava dovesse essere quella buona, finalmente. In estate la dirigenza aveva trattenuto tutti i giocatori più giovani e talentuosi, con l’obiettivo di iniziare a far fruttare il loro potenziale. Ma con Del Neri la squadra – probabilmente la più forte avuta negli ultimi cinque anni – non è mai riuscita a ingranare. A metà novembre, dopo l’ultima brutta sconfitta interna contro il Cagliari, la società ha quindi deciso di cambiare gestione tecnica. A rimpiazzare Del Neri è stato chiamato Massimo Oddo, campione del mondo con l’Italia nel 2006, fermo da circa un anno dopo l’ultima esperienza da allenatore con il Pescara.

Massimo Oddo sulla panchina dell’Udinese nella partita di Coppa Italia contro il Perugia (LaPresse/Valter Parisotto)

Proprio al primo anno a Pescara, nel 2015, in Serie B, Oddo aveva sorpreso molti dando alla squadra un gioco brillante per la categoria, molto offensivo, senza una struttura rigida e con i giocatori liberi di fare più affidamento sulle proprie qualità. Il 30 gennaio del 2016 Oddo eguagliò il record di vittorie in Serie B stabilito dal Pescara di Zeman con 7 partite vinte di fila, e a fine campionato si qualificò per i playoff per la promozione in Serie A, ottenuta poi vincendo la finale contro il Trapani di Serse Cosmi.

Per Oddo, tuttavia, la prima esperienza in Serie A fu difficilissima. La squadra non si rafforzò molto durante l’estate, e all’inizio della stagione era probabilmente la meno forte del campionato. Pareggiò la prima partita contro il Napoli e poi iniziò una serie di 23 partite senza vittorie. Alla debolezza della squadra si aggiunse probabilmente l’inesperienza di Oddo, dato che gli stessi punti deboli che il Pescara aveva mostrato un anno prima in Serie B, allora trascurabili, divennero evidenti in Serie A. A gennaio queste difficoltà portarono all’esonero di Oddo, che concluse la sua stagione senza nemmeno una vittoria.

Oddo ha dovuto aspettare quasi un anno per vincere la sua prima partita di Serie A, ma in pochi si aspettavano che la sua nuova Udinese potesse vincere subito tre partite di fila in campionato, peraltro mettendo fine all’imbattibilità dell’Inter vincendo 3-1 a San Siro: tra la 15esima e la 19esima giornata di Serie A l’Udinese è stata la squadra che ha conquistato più punti (15) e segnato più gol (14) fra le venti del campionato.

Ma cos’è successo, di preciso, alla squadra? A differenza di Del Neri, Oddo è riuscito a mettere ciascun titolare dell’Udinese nella condizione di poter giocare al meglio delle proprie possibilità. Rispetto al suo Pescara, l’Udinese di Oddo mantiene un gioco tatticamente più rigido, ma grazie al fisico dei suoi giocatori, in particolare le talentuose mezzali ceche Jakub Jankto e Antonin Barak, riesce a mantenere un assetto difensivo ordinato per poi effettuare delle transizioni in attacco veloci e dirette, in verticale, senza la necessità di dare inizio a una serie continuata di passaggi, come invece accadeva con Del Neri, peraltro in maniera sterile.

 

Jankto e Barak sono probabilmente i due giocatori più interessanti visti a Udine di recente: sono entrambi dotati di un fisico massiccio ma slanciato, molto ordinati nei movimenti e nella gestione della palla, nonché bravi negli inserimenti. Ma ci sono anche altri giocatori che hanno alzato notevolmente la qualità delle loro prestazioni, come gli esterni Silvan Widmer e Ali Adnan, che Oddo ha liberato da gran parte dei compiti difensivi che avevano in precedenza, o il mediano ivoriano Seko Fofana, dalle qualità atletiche decisamente sopra la media del campionato. In attacco invece, l’argentino De Paul funziona molto bene come collegamento tra il centrocampo e il centravanti, e grazie alle sue abilità tecniche permette a tutta la squadra di salire durante la fase offensiva. Sia De Paul che Maxi Lopez, l’altro attaccante, sono inoltre adatti a giocare affianco a Kevin Lasagna, la prima punta scelta da Oddo che sei anni dopo Antonio Di Natale è diventato il primo giocatore dell’Udinese a segnare in cinque partite consecutive.

 

Dopo la prima giornata del girone di ritorno, in cui ha pareggiato in casa del Chievo, l’Udinese di Oddo si trova all’ottavo posto della Serie A, ha risolto la questione salvezza e ora può provare a giocarsi il ritorno in Europa League, dato che è a soli due punti da Sampdoria e Atlanta, le due squadre che la precedono. Se l’Atalanta non dovesse raggiungere la finale di Coppa Italia, i posti accessibili all’Europa League diventerebbero tre, dal quinto al settimo. La squadra ha le potenzialità per mantenere buoni i risultati e anche per crescere, dato che l’età media (24,9) è la seconda più bassa del campionato, e diversi giovani, per esempio Jankto e Barak, stanno crescendo giornata dopo giornata.

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